venerdì 24 maggio 2024

2024 05 24 – Atarasso dentro l’acqua

 2024 05 24 – Atarasso dentro l’acqua

 

M’atarasso.

Voce del verbo atarassarsi, prima singolare.

Steso sul matarasso, resto imperturbabile.

Almeno credo sia possibile se non probabile.

Cirri e nembi si addensano all’orizzonte nella mente.

Noi non lo sappiamo, ma come cani li usmiamo prima da lontano.

Mi hanno somministrato una nuova magica pozione.

Che si chiama atarasso, per assonante pubblicità.

Mi dovrebbe fare dormire, posponendo la manìa da profezia.

Affogandomi alla fine nello stato di totale tranquillità.

Che si soffochino i moti d’ansia che mi passano attraverso.

E che io resti vivo di vibranti emozioni e sensazioni, molto oltre l’intelletto.

Che peccato quest’occidente.

Dove una benedizione viene confusa in malfunzione.

Ma così sia.

Io il dono l’ho parcheggiato per amore di prossimi e lontani.

Che non so se corrispondano o confondano quel che è buono e per chi.

E così sono cappone, castrato nel mio varietà di pillole, pastiglie, consigli e perentori bagagli di bisbigli.

Coi neuroni a far da pulci nelle orecchie, le menti urlano latrati come cani da pagliai.

Come conigli dal cilindro ogni parola è una trovata di una strada da scoprire.

Una strada in giravolte e girotondi, una danza che è distanza e vicinanza e che allontani la mattanza.

E la vita diventa matarasso, da cui non alzarsi più.

Atarassia.

Imperturbabilità di storia ed uso greco antico, sempre loro copiatori seriali.

Stato di perfetta tranquillità e serenità d'animo, raggiunto dal saggio una volta libero da passioni ed emozioni.

Si raggiunge con pratiche diffuse in tanto mondo e modo, o con la nuova chimica di scienza.

Emerge dal subconscio dentro ai sogni più leggeri quando dormi grazie al chimico scienziato.

Terapeuta a tradimento del tormento.

Sono sogni da profeti, tarassi ed inquieti, lascianti segni e disegni nei sonni più leggeri.

Così la nuova chimica mi mette sereno leggero nella beata inquietudine del sogno.

Erano decenni che non sognavo nitido, il che me lo rende interessante.

Mi ritrovo a inseguire un io mio puntatore gps di taxi perso in un taxi col gps in una sorta di paradosso del taxi, che ad elastico non finisce mai.

Uh, se hai voglia che vuol dire.

Poi chiamatela pure ansia, se passa solo con la chimica.

Certamente sono psicopippe.

Se non avessi la schiscètta e la michètta altri sarebbero i bisogni, ed i sogni.

Ma non è che non ci siano per davvero.

Che non accendano sinapsi da fare adottare comportamenti latenti.

Presto o tardi emergerà come un profeta.

E una volta emerso il profeta terapeuta non lo si chiamerà più giosè.

Apprenderà e insegnerà l’emersione da intelletto privato a scambio collettivo.

Io, e sé e basta giosè.

Ecco il sogno d’atarassia.

Volere non volere.

Essere per essere.

E un solo bisogno da soddisfare.

Ciotolina di riso per tutti.

Come si farà.

Col bromuro del serrano montalbano anostrano

Atarasso dentro l’acqua.

Atarasso e tutti in pace.

Ne berremo come ambrosia.

Tutti in pace senza contro.

Tutti ciucchi come ciuchi.

Un baleno di colori.

Ricordandoci abbastante.

Quella ciotola di riso.

E magari un pieno di goccine.

Lise.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Stay Atarax, so u can give peace a chance

 



 

 


 

 

 


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