2025 03 16 – Mister Muskolo bullo marziale
Ultime
notizie.
All’ennesimo
tentativo il razzo grattacielo approdò.
Era
stato un lancio derivato.
Nel
senso che era stato trasportato da una cosmica deriva.
Meraviglia
di spinta dei propulsori a propellente acombustivo.
E
d’altronde provate voi a far volare un condominio.
Ma
era bastato il governatore della gravità.
Mister
Muskolo bullo spaziale ha sgorgato ogni dubbio.
Arrivati
all’atterraggio sul pianeta rosso azionò i retrorazzi.
Guardò
una strana superficie.
Irradiata
dai peto razzi la osservava diradarsi.
Il
rosso fece posto ad un tenero verde.
Il
pianeta rosso non era più rosso.
Provò
il landing in altri dove, ma il risultato era uguale.
Sotto
una coltre rossa il pianeta era verdeggiante.
Addirittura
lussureggiante pieno di piante.
Cespugli arbusti e alberelli tutti a forma di cazzini di uccelli.
Capì
la sua ossessione marziale e perché li si sentiva a casa.
Qui
nessun lo avrebbe scherzato per la dimensione
del suo pene.
Erano
tutti nani proprio nel senso di micronici.
Fatti
di quella tecnologia appena all’alba giù sulla terra.
I
materiali intelligenti riassemblanti.
Oh
‘sticazzi, gli scappò ad alta voce.
Gli
rispose un’eco distante lontana lontana da chissà dove.
Provò
e riprovò anche con il solo pensiero.
Ma
i nanoarbusti rispondevano proprio tutti connessi.
Sembravano
geoscherzarlo con un intento comune.
Dimostrare
una coscienza unica bene condivisa.
Anche
la coltre rossa pareva muoversi in sincrone ondate.
Ad
un occhio più attento si rivelarono proprio di formiche.
Di
una specie adattata di rosso e scudata con antenne potenziate.
Formavano
uno scudo spaziale a protezione della peluria di verzura.
Schermavano
e fermavano i raggi solari radioattivi altrimenti nocivi.
La
genetica adattazione faceva grande invidia.
La
colonia di formiche aveva già colonizzato tutto il pianeta.
Per
farsi chiarezza nelle percezioni Mister Muskolo prese un lisergico.
Cercava
la porta della percezione aperta all’errore.
Realizzò
con orrore il perché non riusciva ad atterrare.
Ogni
prova rimbalzava per i gran calcinculo che la massa rossa gli tirava.
Erano
formiche nane già telepatiche tra loro.
Percepivano
anche i pensieri di altrui e di altrove.
E
si assemblavano in forme molteplici.
Prevalentemente da formichierici.
Come
fenotipi di massa variante guidati mutanti.
Erano
così evolute che percepivano perfino i dementi.
Mister
Muskolo se ne accorse alla ennesima muskolosa
minchiata
Elaborata
per licenziare gente col feticcio vetusto del posto fisso.
Impossibile
da realizzare in quel mondo formicaio.
Tutto
era interconnesso da operaie a regine in telepatica connessione.
Una
società dell’intelletto chilometrica perfettamente registrata.
Mister
Muskolo prese atto del vecchio adagio del chi va piano.
Saltò
sul suo razzomissile e tornò docile sulla terra.
Mentre
le formiche partivano alla sua volta per conquistarla.
Avevano
constatato una chiara inferiorità di specie razziale.
Arrivarono
prima loro.
Mister Muskolo e cricche si sottomisero da bravi pre mutanti.
Con un gene svelato non dominante anzi un po' pezzente.
Ma
buono a sturare i cessi.
Gene di bullo, gene marziale.
Balle spaziali.
Bullo muskullo
Kalimmudda
ipsum dixit

Nessun commento:
Posta un commento