sabato 1 marzo 2025

2025 03 01 – Le stagioni dei baci

2025 03 01 – Le stagioni dei baci.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it

 

Bacio.

Ovvero l’atto compiuto applicando e premendo le labbra su persona o cosa.

In segno di amore, venerazione, devozione e simili, chissà quali.

Così principia la veneranda santissima enciclopedia.

Minchia ma che squallore di asettico definizionismo.

Neanche un briciolo di romantico trasporto.

Allora vi trasporto dove dico io.

Viaggeremo nel tempo delle stagioni.

Io mi affido alla mia ciclopica pedia che chissà che cosa sia.

Con un bacio dico addio a quella cosa asettica.

Con un bacio accolgo la follia di quella mia.

E baci e abbracci a tutti quanti, sia all’indietro che in avanti.

Racconterò una storia di mie stagioni e loro baci.

Io non ricordo il mio primo bacio, ma so che l’emozione mi ha travolto.

Lo so perché quando me ne hanno privato per mesi non ho più mangiato.

La seconda primavera di stagione richiese una attesa di un decennio.

Il ricordo vivido del primo bacio sembrava infine digerito.

Ma la paura di perderlo ancora mi uccideva e lasciai per sempre quelle labbra.

La terza stagione era piena di ricerche e tentativi.

Baci accennati, approfonditi, sensuali, consumati e comunque tutti mai sprecati.

La quarta volta fu il primo bacio di una serie di strazianti addio.

Il bambino mio nipote fu rinchiuso da un tumore e morì nell’ospedale.

Lo baciai solo nel cuore, di nascosto per pudore dell’altrui dolore.

Arrivò il turno dei baci di morte ai genitori.

Curai mio padre per una stagione lunga anni con filiale affetto e devozione.

Senza smancerie né baci, solo con un’unica carezza nell’ultimo ti voglio bene.

E fui baciato dalla dea fortuna per essere liberato tutta la vita.

Arrivò la stagione di mia madre e la baciai soffocante per cercare di farla respirare.

Fu un bacio di perdono e in cambio ricevetti tutte le stagioni dopo.

Era ancora la stagione delle morti e baciai così anche mia moglie.

Ora rimando ad un suo bacio che era sembrato quello di un giuda.

La stagione che seguì fu di baci libertini, dati e presi come in attesa.

La scoperta si rivelò con un bacio di furore illuminato, come di essere toccato.

Passarono anni a cercare una stagione di altri baci.

Con in fondo la fiducia che sarebbero arrivati.

E arrivò con mille baci immaginari a mia figlia ignara, donati di nascosto.

Sempre risuonanti nelle lacrime e nei brividi come campane tibetane.

Le vibrazioni arrivarono fino a dove dovevano.

Un bacio rubato risvegliò tutte quelle anime baciate e ritorno.

E si reincarnarono in una nuova giovane famiglia piena di baci.

Sono baci diventati grandi, cresciuti in sorrisi carezze e tenerezze.

Sono i baci di questa ultima stagione di pace forza e amore.

Sono i baci sereni di alte vette dalle arie rarefatte.

Sono i baci di rispetto da venerabile maestra.

Sono i baci di animo nobile.

Sono i baci da guardare con la meraviglia di bambino.

Sono i baci di risvegli di una nuova era.

L’era vera della roccetta marmotta guerriera.

 

 

Kalimmudda ipsum dixit

Funkyss, musica leggera per baci di peso

 

Meraviglia di bambini



 

 








Nessun commento:

Posta un commento