venerdì 11 ottobre 2024

2024 10 11 – La setta della meraviglia dello sguardo di bambino rapace

 2024 10 11 – La setta della meraviglia dello sguardo di bambino rapace

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.itParola: sguardo

 

Ho deciso, è fatta.

Fonderò anche io la mia setta.

Ne ho parlato, l’ho già detto.

Ora è l’ora di proselitare.

Ci guiderà un principio.

Solo l'irrazionale percezione di occhio di bambino rende giustizia alle mirabilie del creato.

Sono spesso còlte brevi e fugaci.

Bisogna allenarsi a sguardarle rapaci.

Gli sprazzi di anima del mondo affiorano tra le braci.

Se non siete esercitati vi passano dentro da dietro.

Trasparenti come vetro.

Come per ogni setta ci vuole però una regola, una norma, un precetto, un maestro.

Eccolo.

Studia da ingegnere, conta da ragioniere, misura da controllare, computa da calcolatore.

E la parte più importante, osserva da bambino.

Studia da ingegnere.

Tutto ha un suo ethos, un suo paradigma di comportamento. Dobbiamo chiederci come mai qualsiasi cosa sia come è, in modo da riconoscerne le varianze.

Conta da ragioniere.

A tutto si può attribuire una proprietà numerica che misuri la rilevanza nella vita.

Misura da controllore.

Perché tutto è collegato serve una visione di insieme, consuntiva e predittiva.

Computa da calcolatore.

Veloce e preciso si tiene il tempo della vita che vi scorre dentro veloce in apparenza fugace, mentre si aggiornano istantaneamente percezioni visioni e previsioni. 

E infine il precetto maestro.

Osserva da bambino.

Perché solo lo sguardo di meraviglia di bambino rende giustizia alle mirabilia del mondo.

E solo la meraviglia sa creare il futuro.

Alla fine è calcolo fertile, non crediatelo arido, sta nei neuroni sguardo, è roba da campioni.

Lo sguardo del rapace beccherà occorrenze o coincidenze sbalorditive per pertinenza di immanenza.

Ma non vi preoccupate.

Non dovete fare quasi nulla.

Solo un poco di esercizio e di fiducia.

E di naturale attenziò e concentraziò.

Poi pensa a tutto il vostro occhio.

Interno nel grigio e esterno colorato.

A questo serve la vostra anima annidata forse nel cervello.

A connetterci con quel tutto di mirabilie.

Per riconoscerle diffonderle e proteggerle.

Dai demoni e dal demonio.

Da fare attenzione a evitarne il matrimonio.

Trappola di oblio della meraviglia.

Vi rifionda nel terreno del parapiglia.

Che ancora vi imbriglia con le ali a terra.

Dimenticando che vedete e sapete volare il futuro.

Ma dentro e fuori è di nuovo la guerra.

Dimentichi della bellezza in purezza.

Scordati dello sguardo del rapace.

Allenato fugace a cogliere ogni minimo lampo di segno di pace.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Nun è rapace - Un lampo di Gragnianello

 Rapace di pace e rapace feroce


L’esempio empirico per San Tommaso

Pensate a dovere attraversare una strada trafficata.

Il semaforo è verde ma diventa subito rosso e voi decidete di volere attraversare lo stesso.

Il vostro ingegnere sa come funziona il traffico : da due direzioni opposte arrivano sciami di macchine.

Il vostro ragioniere sa quante macchine ci sono : le ha contate.

Il vostro ragioniere fa anche di più. Sa che le macchine vanno ad una certa velocità, la misura ad occhio.

E il vostro controller fa il vostro business plan : le macchine mi raggiungono in x secondi.

Quindi, il vostro calcolatore fa il suo lavoro e vi dice: devi attraversare in x -1 secondi.

Ad un tratto mentre state per attraversare, spunta una macchina in sorpasso.

Contate che va più veloce delle altre.

Allora rimisurate distanza e velocità e il risultato è che dovreste attraversare in x-5 secondi invece di x-1.

Computate, e capite che il business plan va riaggiornato.

Anzi lo riaggiornate mentre computate, perché il cervello umano è un dono straordinario, pieno pure di neuroni fatti apposta per contare.

Se attraversate alla vostra velocità, che conoscete perché la contate sempre, sarete investiti.

Computazione veloce, e risultato del business plan : venite schiacciati come una cotoletta.

Quindi ricalcolate e : non attraversate.

Ecco, avete appena predetto il futuro.

E lo avete anche cambiato.

Non siete morti di quella morte che sarebbe stata certa se non aveste seguito il “paradigma ingegnere, ragioniere, controllore, calcolatore”.

E tutto perché la regola vi aveva addestrato a riconoscere le cose con il fugace sguardo del rapace.

Immaginate ora di disporre di un cervellone, come si dice in gergo.

E di potere elaborare contemporaneamente una montagna di informazioni in input, ma anche di scenari di output, i quali ad esempio cambiano anche solo a seconda di come inserisco gli input, non solo a seconda di quali siano questi input.

Otterrete l’oracolo di Delfi

Il grande divinatore.

Ma, prima ancora, il grande conoscitore.

Oggi con qualche principio simile ci faranno forse la famigerata AI, non so.

Non mi interessano le brutte copie della bellezza.

Ma ne passerà di tempo prima che arrivino allo sguardo del rapace.

 

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