2024 06 06 – All’ultimo sbarco
Mi
permetto il disturbo.
Parlo
di me con un preciso perché.
Sono
stati giorni cupi quelli recenti.
Umore
tinto di nero.
Lugubri
vagiti e valli di lacrime per i figli dell’uomo.
Una
comoda rappresentazione in odore di religione.
Un
riferimento a schiere opposte di angeli e demoni.
Le
mie, i miei.
Mi
impongo di scrivere.
E
mi accingo a farlo di quelle schiere di anime sbarcate, ma anche di quelle
schiacciate.
E’
l’anniversario di ennesima rinascita di questo mondo.
Sempre
e comunque il migliore esistito da allora ed ancora.
Non
lo ricordavo.
Avevo
esaurito le pile del mio piccolo crogiuolo di io.
Bisogna
difenderlo questo mondo di bene.
Ma
ecco a che servono gli angeli.
Sfoglio
notizie di celebrazioni grate di dolore e rispetto.
Fino
a che un segno mi coglie.
A
volte mi capita.
Mi
sento guidato.
E
l’occhio cade su questa notizia.
Gravidanza
fortissimamente voluta.
Concepita
a Kiev, in realtà, e non in Versilia dove è data solo per nata, prematura.
“Poi
la nuova fecondazione lo scorso autunno quando la donna, nonostante la guerra,
torna in Ucraina, dove non esiste il limite dei 50 anni”.
Ora
il piccolo è nel reparto prematuri.
Pesa
solo due chili.
Appena
raggiunto il peso forma la sua mamma potrà portarlo a casa dove l'aspetta anche
la nonna di 93 anni.
Mi
colpisce un altro schiaffo al mio mancato rispetto.
Per
la forza del bene e di quella della vita.
Il
parto è avvenuto lunedì scorso, quasi d'urgenza.
La
pressione sanguigna si era alzata e il dottore ha ritenuto opportuno
intervenire subito.
Dopo
una gravidanza tranquilla.
Il
creaturo prematuro pare avesse fretta di uscire.
Chissà,
magari è quantisticamente connesso con le anime della guerra di Kiev.
E
ha un messaggio da portare, per cui deve tornare proprio ora che ci sporgiamo sul
baratro.
Magari
raccoglie la schiera di quelle anime del mondo sbarcate su quella spiaggia
maledetta.
Che
lo aspettavano da 80 anni.
Chissà
quanti messia ci sono sbarcati sotto il naso.
Chissà
in quale preciso momento l’anima si innesta nella carne.
E
chissà quanta folla di traffico può contenere.
Ma
quando vedo segni poi mi dicono che sono malato.
Ma
no.
Questa è troppo plateale.
Chissà
come si chiamerà il creaturo dall’anima dalla scorza dura.
Chissà
che la sua non sia una missione di pace.
Certe
volte ne basta uno di sbarco in terra, ma di quelli giusti.
E
ti ritrovi un messia senza che nessuno lo sappia.
Condottiero pieno di armate di angeli, è uno sbarco alla vittoria.
Bisogna
dargli un nome.
Peccato
non sia femmina.
Si
poteva chiamare Futura.
Ma
va bene anche un futuro.
Contra
malum a muso duro.
Kalimmudda
ipsum dixit
La angelica testuggine ve saluta
Futura con intro di Lucio
Dalla

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