domenica 9 giugno 2024

2024 06 09 - I tigli dei droni. La saga. L’impero del nonsenso.

2024 06 09 - I tigli dei droni. La saga. L’impero del nonsenso.

 

Episodio 1 - I tigli dei droni - La saga - Venire anche tu?

 

E più ci pensava e più si diceva che manco cecato.

Quel venire anche tu era denso di logica ma parvo di bieco realismo.

Forse voleva dire parco, ma chissenefrega, anticipa ed evoca il futuro.

Quei disgraziati non vanno oltre tamburi di lingue tonali.

L’ordine era ristabilito, in buona salute.

Si può fare di più, ma poi restiamo disoccupati.

Intrisi in un bagno di intelligenti artifici.

Venire anche tu, sotto un tetto di stelle, sopra un letto di blatte, non era roba da eleganza di classe.

Così ostentata, medio alta, medio bassa, media media, basta che sia mediamente di corso verzellino, pio.

Ottusa accecata ed infine giustamente inculata dalle divinità delle trinità dei tonti e delle sue cattedrali del consumanesimo.

Era questione di modello di spesa, dimenticando chi non arrivava alla fesa.

Ma intanto le forze dell’ordine ordinavano, e pur con non poco eccesso di zelo numerologico.

Benedetto zu’, marcello, con quel zu alla calabrese a ricordare l’ordine stabilito alternativo, forse più efficace e sempre vivo nei suoi traffici, di furgoni veniva blindato.

Ma le ‘ndrine erano a molla, la tiravi e rilasciavi e al suo posto ritornava.

Nel mezzo del cammino del viale di tigli, però, l’ordine aveva pensato a tutto.

Sezionando il corso di passeggio con in centro un’area che definire non saprei.

Potrebbe essere una sorta di bau hau, scuola d’arte di strada ormai disciolta nell’inutilità dell’effimero piacere verzellino, pio.

Rimanevano solo sinfonie del bau, sul sotto fondo di ancestrali ritmi tribali rappati e tenuti in quarti di numero quattro con il tonfo del vuoto indifferenziato cloruro di polivinile, poli assai.

Che tragedia il vinile che non scompare, ma te lo dovresti raccattare.

Meno male che ci pensava quell’ordinato ufficiale in blazer, sempre intento a pattugliare nel suo segreto passeggiare.

Uffa che preambolo, manco aspettassimo un ambolo in un angolo estrattivo.

Eravamo alla sezione di viale riservata ahi latrati.

Questa si che fu geniale, una trovata davvero acuta, degna della miglior intelligence di impero, altro che vaticani ed israeliani.

I cani.

I droni a forma di cane.

Nel cui mezzo mimetizzi razze pure, taglie grandi, scriccioletti e molossoidi, microspie e tante cimici, sterminate oramai tra pulci e zecche.

Tutti quanti con un atout, nella lingua pure usata dal partecipato participio passato di chi ostenta d’essere arrivato, ma e’rimasto sempre un pervenuto.

Fedeli all’irrefrenata ostentazione come fosse religione, sono arrivati di partenza.

Sono cani da pagliaio, verzellini da risaia vercellini, che osservati fanno pio.

Ma insomma, questi cani entrano nelle case, dove scaricano informazioni.

Prima che arrivasse l’era del consumanesimo curiosamente erano tutti di razza.

Parvenismo di classe mediomista tutta.

Poi si e’ fatta strada la tendenza ad un nuova transumanza.

E il pervenuto sentitosi buono dirottò sul bastardone.

Diventarono talmente tanti che si organizzarono in società segrete continuando ad abbaiare per non farsi poi scoprire.

L’organizzazione era gerarchica piramidale, faraonica diremmo.

Ma sempre di vertice matriarcale, il più dotato di fluido vitale, elisir di scassaminchieria.

Diventarono l’impero, dominando i nutritori con l’arte della manipolazione.

Occhi in giù e coda in su, tutti obbediscono ai comandi dissimulati, tra rinforzi e proiezioni tue o altrui.

Fino a che un drone umano non si pose la domanda.

Si, vabbe’ che tantascienza.

Ma alla fine, drone ci che cazzo vuole dire.

Con pazienza e con diletto ci pensò la gran vestale che si mise a ricercare per il gusto di trovare.

E scoprì radici antiche, risalenti a guerre e bighe.

Le annotò su di un pizzino.

Manco fosse di una ‘ndrina.

Aveva paura che, da subalterna all’imperatrice Tittiprima, questa potesse riscoprirla e punirla senza montar scale.

Il pizzino che diceva?

Eh, no se sono ‘ndrine si parla la loro lingua.

Cicichezzodicestupizzeino.

Ve lo riportiamo qua di sotto.

Per commenti prossimi futuri.

E’una saga, fatta a serie.

Deve tenervi sulle sedie.

Dirò soltanto di nascosto.

Leggete pure in fondo, transitivi oppure trans che vi paia.

Stay tuned.

To be continued….

Anticipiamo ultimamente che e’ questione controversa tra chi dice che dirige e chi parla di onomatopea del drone che vola facendo come un’ape pulcina pia:

drrrrrrrrrrrrrr   

 

Kalimmudda ipsum dixit

Pulcina pia, e il marcello dello zoo dei droni tutti

 



 

 

 

 


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