2024 06 06 – Il progresso artificiale e la bambina blasfema
Questa
volta al signore saltò il nervo.
E’
scritto minuscolo perché ci conosciamo così bene che ci diamo del tu.
Papà.
Si
chiedeva perdono da solo, per continuare a bestemmiarsi.
Ma
la calma non arrivava e non durava.
Pochi
minuti e ripartiva l’invettiva.
Contro
quel genere umano cui donava fiotti di intelletto, invano.
E
poi l’umano se ne profittava e ci traeva solo profitto.
Il
diavolo questa volta vestiva di elegante intelligenza.
Mimetizzato
dietro un paravento di artificioso progresso artificiale.
Stavano
tutti li in contemplazione dell’ultima invenzione.
L’intelligenza
artificiale.
Mmmhhh,
e porco me, e io cane lì, e non so cosa di qua.
Gli
veniva un grande male di testa.
Lo
disarmava la scienza quando sbagliava la rotta.
E
qui l’umano era proprio partito per la tangente.
Decise
di mandare un profeta ultimo spiegatore sotto forma di drone umano di quadrante.
Tipo
oracolo geolocalizzato, lo atterrò in terra santa.
Già
che là l’intelligenza latitava, pensava a due piccioni con la fava.
Che
partendo da un quadrante si replicasse il messaggio nelle forze in cui da
sempre era impacchettato.
Un
ripassino, insomma.
Puah,
intelligenza artificiale, pensò ancora prima del lancio.
E
io che ci ho messo tanto a farla naturale, e porco me.
Al
profeta fu data in dotazione una guardiana bambina.
Una assistente misuratrice di cuore puro e di occhi della meraviglia.
Non
appena gli occhi li aprì, di freddo tutta rabbrividì.
Uh
madonna vacca che troiata, disse la bambina che era un po’ scurrile e
blasfemietta diavoletta.
Non
si esclude fosse un drone pasoliniano.
Ma
serviva essere diretti, chiari e limpidi nel linguaggio più onesto e moderno.
Schiacciò
un bottone di parole da romanzi, e la macchina tirò fuori un libro con la
storia tutta scritta.
Rischisciò
il bottone e uscirono pure dipinti tipo van Gogh.
Tutti
gli astanti trasalirono: uhh.
Teste
di cazzo, inveì la bambina pasolina, tra lo stupore per l’assenza di pudore.
Vi
ho fatto intelligenti, col cervello in quarti di quanti in attesa.
Ho
creato l’evoluzione perché da soli non ce la fate.
Le
mutazioni sono sempre in atto, e voi mi credete coatto.
Non
capite che il disegno non è ricopiarmi.
Ma
mettervi tutti in rete, nel grande cervello della civiltà dell’intelletto d'empatìa.
Comunicherete
da mente a mente senza più intermezzi tonti.
Studiate
le neuro, studiate i geni, puranche nel duplice senso.
E
correte per avere un superbo drone globale, di meraviglia tutta naturale.
L’orbe
pianeta pensante mirabilia vere.
Non
artifici da baraccone, da altra fame e disoccupazione.
O
il prossimo profeta ve lo mando armato e allarmato.
E
porco de qui e porco de lì.
Dritto
nel quadrante dell’elefante dal barrito brillante
Quello
di luce che vi folgori tutti.
La
lira di Dio, è questo che meritate.
Ups,
era l’ira.
Nessuno
è perfetto, nemmeno il finale intelletto.
Sbagliare con
lo scopo preciso di testare vie alternative.
Dagli
errori son nati scienziati, geni e pittori.
Si sa mai che nasca uno che non sia cretino.
In qualche artificiale quadrante.
Kalimmudda
ipsum dixit

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