mercoledì 30 ottobre 2024

2024 10 20 – Ecco la guerra

 2024 10 20 – Ecco la guerra

 

Nessun lirismo sdolcinato e smanceroso.

Una ricorrenza a me come a tanti sconosciuta.

Persa nei marasmi dei miasmi di ogni trattato “de bello”.

Me la segnala il mio bastone da vecchio.

Insistente, convinta, delicata non molla la spinta di chi sa.

Ecco.

Riporto estratti della cronistoria di un debito da l’Avvenire.

80 anni fa la strage di Gorla, le bombe e la memoria.

Ricostruzione di memoria con una nota finale.

E’ solo una di poche gocce nel mare.

Ma è davvero attuale.

Scelgo una sola testimonianza di occhio di bambino.

Non trova nessuna meraviglia ma solo stupore.

Mi ha commosso un’epoca racchiusa in una boccetta di inchiostro prezioso.

“Ho alzato gli occhi e ho visto enormi grappoli neri che cadevano su di noi.

“Allora sono corsa via con la cartella e l’inchiostro in mano”.

A quel punto l’inferno.

Tutto crolla, boati, polvere.

“E io stranamente pensavo solo che se avessi perso la cartella e l’inchiostro mia mamma mi avrebbe sgridata”.

Tornata la quiete sono uscita.

Davanti al portone dove ero caduta erano tutte macerie.

Una volta fuori mi sembrava un altro mondo.

La giornata era ancora stupenda e tutto brillava al sole.

Ma era tutto rotto.

Agli sguardi martoriati degli occhi di bambino era incomprensibile.

La bambina non poteva sapere di tecnicismi della devastazione.

Non immaginava di essere nel distretto industriale tra fascisti e alleati.

Lei pensava all’inchiostro.

La giornata era ancora splendida e il sole brillava.

Limpida perfetta per bombardieri alleati ed amici.

La devastazione non si insegna in materia fredda glaciale di storia o di religione.

E se dimenticata sta alle origini di ogni danno collaterale.

Questione di rotte, di gradi, di chili, di mappe.

Ecco un rimando di disgustoso dettaglio.

Enciclopedico sintetico.

Precisione soffocante, nauseante, meticolosamente e scientificamente annotata.

E’ tutto calcolato.

Tranne 184 bambini frantumatisi in angeli.

Si dice che questa sia una memoria dimenticata.

Forse è troppa vergogna.

Sopportare il ricordo di quasi dieci plotoni di anime strappate ai loro sogni.

Non fa poesia nemmeno il testimone solitario.

Professore di storia americano, poveretto correo solo per nazione.

Una costante presenza dei venti di ottobre.

Fu dunque infine un problema di scelta di danni collaterali.

Libero arbitrio su dove sganciare 80 tonnellate di bombe.

Cinque camion piovuti dal cielo.

Per non precipitare prima di riatterrare scaricati leggeri.

E un ordigno più maligno degli altri 350.

Infilatosi per demoniaco sbaglio giù per le scale piene di bambini.

E vi avevo detto di amarvi come fratelli, dice la memoria di bronzo.

Ma forse nessuno vuole ricordare.

E omette pure di insegnare il ricordo.

Siamo a Gorla.

In ogni Gorla del mondo.

Mentre vi avevo detto di amarvi come fratelli.

E invece ecco la guerra.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Il mio nome è mai più - 21 10 2024

 

 



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