2024 10 20 – Ecco la guerra
Nessun
lirismo sdolcinato e smanceroso.
Una
ricorrenza a me come a tanti sconosciuta.
Persa
nei marasmi dei miasmi di ogni trattato “de bello”.
Me
la segnala il mio bastone da vecchio.
Insistente,
convinta, delicata non molla la spinta di chi sa.
Ecco.
Riporto
estratti della cronistoria di un debito da l’Avvenire.
80 anni fa la strage di Gorla, le
bombe e la memoria.
Ricostruzione
di memoria con una nota finale.
E’
solo una di poche gocce nel mare.
Ma
è davvero attuale.
Scelgo
una sola testimonianza di occhio di bambino.
Non
trova nessuna meraviglia ma solo stupore.
Mi
ha commosso un’epoca racchiusa in una boccetta di inchiostro prezioso.
“Ho
alzato gli occhi e ho visto enormi grappoli neri che cadevano su di noi.
“Allora
sono corsa via con la cartella e l’inchiostro in mano”.
A
quel punto l’inferno.
Tutto
crolla, boati, polvere.
“E
io stranamente pensavo solo che se avessi perso la cartella e l’inchiostro mia
mamma mi avrebbe sgridata”.
Tornata
la quiete sono uscita.
Davanti
al portone dove ero caduta erano tutte macerie.
Una
volta fuori mi sembrava un altro mondo.
La
giornata era ancora stupenda e tutto brillava al sole.
Ma
era tutto rotto.
Agli
sguardi martoriati degli occhi di bambino era incomprensibile.
La
bambina non poteva sapere di tecnicismi della devastazione.
Non
immaginava di essere nel distretto industriale tra fascisti e alleati.
Lei
pensava all’inchiostro.
La
giornata era ancora splendida e il sole brillava.
Limpida
perfetta per bombardieri alleati ed amici.
La
devastazione non si insegna in materia fredda glaciale di storia o di
religione.
E
se dimenticata sta alle origini di ogni danno collaterale.
Questione
di rotte, di gradi, di chili, di mappe.
Ecco
un rimando di disgustoso dettaglio.
Precisione
soffocante, nauseante, meticolosamente e scientificamente annotata.
E’
tutto calcolato.
Tranne
184 bambini frantumatisi in angeli.
Si
dice che questa sia una memoria dimenticata.
Forse
è troppa vergogna.
Sopportare
il ricordo di quasi dieci plotoni di anime strappate ai loro sogni.
Non
fa poesia nemmeno il testimone solitario.
Professore
di storia americano, poveretto correo solo per nazione.
Una
costante presenza dei venti di ottobre.
Fu
dunque infine un problema di scelta di danni collaterali.
Libero
arbitrio su dove sganciare 80 tonnellate di bombe.
Cinque
camion piovuti dal cielo.
Per
non precipitare prima di riatterrare scaricati leggeri.
E
un ordigno più maligno degli altri 350.
Infilatosi
per demoniaco sbaglio giù per le scale piene di bambini.
E
vi avevo detto di amarvi come fratelli, dice la memoria di bronzo.
Ma
forse nessuno vuole ricordare.
E
omette pure di insegnare il ricordo.
Siamo
a Gorla.
In
ogni Gorla del mondo.
Mentre
vi avevo detto di amarvi come fratelli.
E
invece ecco la guerra.
Kalimmudda
ipsum dixit
Il mio nome è mai più - 21
10 2024

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