venerdì 1 novembre 2024

2024 10 31 – Affetto o scherzetto: soul cake, small joke

 2024 10 31 – Affetto o scherzetto: soul cake, small joke

 

La tradizione è quella antica delle povere cose.

Una ricca cattedrale risuona celta e non stona.

Guardare per credere o credere per guardare.

Soul cake, soul cake, un biscotto per l'anima.

Un biscotto per l'anima per piacere signora.

Una mela, una pera, una prugna, o basta pure una ciliegia.

Qualsiasi cosa buona, per metterci allegri.

Le strade sono sporche, le suole consumate.

Festeggiano le scuole, ricorda nel dolore chi è rimasto solo.

In certa tradizione le torte sono anime consegnate a bambini e poveri.

Andavano di porta in porta il giorno di Ognissanti cantando e recitando preghiere per le anime dei donatori.

E ogni torta mangiata rappresentava un'anima che veniva liberata dal purgatorio.

Dalla cattedrale voliamo nel quartiere molto etnico.

Molto troppo per troppi tanti. 

Sono quelli che così non si può più andare avanti.

Crogiuolo di ceti, di culture e disperati.

E irritanti benpensanti, che distraggono la pula dalle cose serie.

Obbligata a pattugliare per drammatico teatro.

Dove andremo a finire.

Ve lo dico io e vale per tutti.

In un mucchietto d’ossa nel campetto nella fossa.

Con l’anima mendicante almeno una ciliegia o le scarpe risuolate.

Ma ecco che una porzione di barrio si aggrega.

Hanno organizzato un gran corteo per i bambini.

Sono quelli senza buchi nelle suole.

Quelli certi di andare a scuola.

Mi danno una vana speranza che non sappiano se ridere o piangere.

Osservo interlocutorio fino a che capisco che lo sanno.

Guardo ridere e battere mani tra le voci di mille creature di tutti i colori dai toni infernali.

Orde di bambini truccati e agghindati.

Carini.

Per un attimo.

Prima di riconoscerli cresciuti benpensanti.

Mi irritano un po’.

Non era mica così.

Quando ero piccolo non serviva una festa da bimbi in più.

Bastava il natale, ci si organizzava per settimane.

A festeggiare i santi, i vivi e i morti tutti risorti nei cuori.

Ma caccio i cattivi pensieri.

Per i bambini val bene la pena.

Anche se già so che poi si guasteranno.

Li guasterà come una mela marcita nel cesto.

E’ quella cultura che venera l’avere senza essere.

Anche quello delle anime, quello dei dolcetti.

Mentre dovrebbe bastare l’affetto di uno scherzetto.

Richiudo la porta e torno verso casa.

Entrando trovo il mio bastone di raggio di pace.

Lei ha un cuore bambino sempre felice.

Chissà per quali meriti mi è piovuta dal cielo.

Nel dubbio di conoscermi mi fa trovare il pensiero dolcetto.

Ricambio scherzetto e le schiaccio una tetta.

Piccole attenzioni reciproche perché volersi bene è riconoscersi dall’umore.

Che serva e che basti l’affetto.

Affetto o scherzetto.

Senza bisogno di dolcetto da avere, comperare e consumare.

Ricordo mia figlia.

Esattamente 13 anni fa la vestimmo da strega.

Voleva esibire il costume indossato apposta per visitare la madre morente.

Era in un letto di ospedale senza scherzetti di rime struggenti.

Oggi quello che non le manca non sono i dolcetti.

E non ha lo spirito da scherzetto.

Casomai un buco di affetto.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Soul cake, soul cake, un biscotto per l'anima

 

Streghetta o ragnetta



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