venerdì 9 maggio 2025

2025 05 09 – Papa. Guerre e pace, per religione

 2025 05 09 – Papa. Guerre e pace, per religione.

 

Il nostro mondo esulta per delle parole pace.

Poi vacante.

Abbiamo già il nuovo papa.

C’era il rischio di parola vacante.

Invece porta chiusa all’istante.

Caspita che urgenza.

Si sentono distinte le presenze.

Bene e male lottano indefessi.

Ora si puntella il presidio con la fede.

Io mi affido sempre al volo degli uccelli.

Arriva un gabbiano appena prima del fumo.

Simbolo di spirito santo e pura divina presenza.

Non so capire se sia un segno di pace.

Certo il gabbiano non è proprio un rapace.

Però è vorace spazzino e si adatta veloce.

È pure guardiano dei mari e tutti i suoi morti.

Il mondo si divide ancora tra complottisti e spiritisti.

Chi vede la mano del diavolo rosso americano.

E chi spera in quella dello spirito santo che lo guidi.

Un papa di pace e di ponti tra i mondi dell’orbe.

Una cerniera tra nordici e sudici.

Occidenti ed orienti.

Ricchi e poveri.

Primi e ultimi.

Oramai sono tutte categorie opposte desuete.

Se non ci appartenete.

Oggi è tutto frullato in una grande macedonia di differenze.

Difficile districarsi.

Però un po’ di complottismo forse significa solo attenzione.

Così ricordo che oramai parliamo solo di guerre.

Dimenticando quella antica di religione.

Il papa americano è cattolico apostolico nordico e latino.

Rappresenta uno o due miliardi di anime.

Dislocate in mezzo mondo dove prosperano le fedi.

Mentre qui da noi si annaspa in poco credo.

Che ci sia in corso una guerra di religione è un dato.

E il guerreggiante nostro impero potrebbe oggi avere uno scudiero.

Già detiene ancora il più ampio potere temporale mondiale.

Ora così rischia di godere anche di quello spirituale.

A meno che questo papa non sia coscienza.

Pari tra pari sempre super partes.

Non so nemmeno io se sono spiazzato.

Forse c’era qualcun altro da scegliere.

O forse sarà questo ad avere forza per contenere e proseguire.

Dicono che la religione sia morta.

Ditelo a 8 miliardi di credenti e poi vediamo.

Non saranno mica tutti in preda ad allucinazioni collettive.

Saldare fratture, ecco a che servono i ponti sulla storia e memoria.

A ricucire strappi nel tessuto di una stessa sostanza.

Io ho avvertito un po’di fastidio e sorpresa, ecco.

Missionari mandatari contro mandanti comandanti.

In Perù non ci sono mai stato ma ricordo il Guatemala.

In ogni villaggio una chiesa e un emporio di prodotti agricoli.

Sempre gli stessi due simboli.

La chiesa con la sua croce.

L’emporio con il suo logo multinazionale.

E una ideologia latente cucitrice traditrice.

Ora pro nobis davanti alla croce.

Usa sementi e concimi americani per raccolti divini.

Pronti poi da scippare per pochi ceci ai campesinos.

Diffido dunque dal legittimare il diavolo nell’americano.

Ha quella sua gargantuesca gabbiana famelicità.

E’ lui il suo principe inventore.

Il seminatore per questo mondo di sterco del diavolo.

Speriamo che ci pensi il nostro caro spirito con questa venuta.

Ma io poi che ne so.

Sono solo il fù matto claudietto reincarnato che fù.

Ero sicuro e tanto illuminato che mi credevo proprio gesù.

Finìi crocifisso al letto con le cinghie.

Magari la mia mania era davvero lo spirito santo.

Anzi meglio, io credo che sia proprio lo spirito ponte.

Senza cui tutto sarebbe solo un altro fronte.

Di queste guerre totipresenti.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Cana

 









Cana Testo

El negro junto al cañaveral
el yanqui sobre el cañaveral
la tierra bajo el cañaveral
sangre y sangre que se nos va!
sangre y sangre que se nos va!

Porta e porta cu’’o ggigante
‘a furmicola vattette all’elefante
dicette ‘o pappece vicino ‘a noce
damme ‘o tiempo ca te sportoso

Passano ll’anne e ll’ha visto ‘a ggente
nuje simmo ‘e bbuone e vuje ‘e malamente
pure si bbuone ‘o ciento pe’ cciento
nun so’ manco ‘e muonace dint’’o cunvento però

Vuje site chille ca pigliano a cavece
‘o munno comme nu pallone
nuje cu’ dduje sorde arapimmo
scole e spitale p’’a pupulazione

Forze simmo Don Quijote
ca cumbatte cu’’e mulini a viento ma
tienelo a mmente bbuono
tutto chello ca i’ te conto

Si Davide putette
accidere a Golia
ancora nun saccio comme
ma ll’aggio ‘a vencere io

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