domenica 11 maggio 2025

2025 05 11 – Apporto. Porto. Deporto.

 2025 05 11 – Apporto. Porto. Deporto.

 

Migratori, migranti, migrati.

Di questi tempi viaggiano pure al contrario.

E diventano deportati.

Da trafficanti di stato senza vergogna.

Creano nazioni e confini con la matita.

Poi si mettono a guardare i danni fatti.

In nome di ordini pubblici.

E di pulizia razziale camuffata.

Cambia eccome la sostanza.

Credevano di avercela fatta.

Vengono spezzati in altre gabbie.

Ricordate l’atlante delle nuvole.

Le nostre vite non sono nostre.

Da grembo a tomba siamo legati ad altri.

Non esiste nessuna libertà quando il corpo è uno solo.

Hai potere sulle persone finché non togli loro tutto.

Derubati di tutto tornano liberi, di ritorsione.

Non è solo alta questione di ragione di stato.

È un sentimento più piccolo e radicato.

Ogni torto e ogni cortesia generano il futuro.

Esco dal tabaccaio con le sigarette in mano.

E’ un tabaccaio d’oltre mare.

Pieno di neri alti colossi grandi come alberi.

E’ un angolo di città particolare.

Un crocicchio di moltoetnici stranieri regolari.

Lo so perché arriva spesso un vicequestore.

Li conosce e li ammonisce solo del rumore.

Non sono tutti disperati, tossici o alcolizzati.

Appaiono integrati e mi danno pure idea di protezione.

Quella mattina è il giorno dell’operazione di Daniela.

Sento una voce che grida e sospetto che mi si rivolga.

Sospettavo giusto e mi chiede una sigaretta.

Mentre apro il pacchetto lo guardo.

Non è proprio bene in arnese, un po’ ciucco un po’ fatto.

Poveretto, tiro fuori una sigaretta poi lo riguardo e gliene do 5.

Mi stampa un sorriso grande quanto l’equatore.

Una piccola gentilezza gratuita e lo spirito di mama Africa è con noi.

Esportare e deportare, migratori.

Vuol dire non avere capito un cazzo.

Della vita e del mondo.

Il punto è come tirarli dentro meglio se in maniera organizzata.

Anche se uno tsunami poi si riassesta a vasi comunicanti.

I migratori non solo ci pagheranno le pensioni.

20 milioni in più saranno nuovo mercato interno.

Ci vuole un po’ di creativo madeinitaly del cazzo.

Reinventare dei settori.

Recuperare 4 milioni di ettari abbandonati.

Creare eserciti di sell centers che il madeinitaly lo vendano.

Un servizio per le nostre piccole imprese.

Che producono ma non riescono a tampinare la clientela.

Altro che Amazon, io vi faccio una Lovezone.

Il mercato interiore è potere.

La base di ogni economia è la demografia.

Ma lo so che siete intossicati.

State pensando a dove prendere i soldi.

Li avrei potuti stampare.

Ma oramai la banca centrale è europea.

Ma è sempre facile.

Si prendono fuori spiaggia off-shore.

La dove cresce il cancro dell’appropriazione.

Confiscati tout court.

Per concludere bene il viaggio da deporto.

Partire con i migranti, approdare offshore

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Sudd

 

Deportazione



 

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