giovedì 1 maggio 2025

2025 05 01 - L’Italia è una cosa del popolo sovrano fondata sulla resistenza e resilienza del libero lavoro

 2025 05 01 – L’Italia è una cosa del popolo sovrano fondata sulla resistenza e resilienza del libero lavoro.

 

Ripartiamo da questa stesura.

L'Italia è una Repubblica democratica del popolo sovrano fondata sulla resistenza e resilienza del libero lavoro.

Si lo so che lo sapete.

Tutti in piazza ogni primo maggio.

Giustamente già dal 1946.

Sin dai tempi della liberazione.

Costata tanti morti sofferenze e dolori.

Portatrice di valori giusti e buoni.

Ricordiamo anche proprio i valori.

Primo tra tutti la libertà.

Che ci permette di dire quello che ci va.

Incluse tante bestialità.

Premetto dunque tutto questo campionario.

Altrimenti mi si dice che non ho rispetto per la storia.

Mentre intendo solo coscienza di distanze e percorrenze di liberazione.

Credo poi che ci voglia un’estensione al concetto del “fondata” dell’Italia.

L’Italia è una cosa pubblica fondata sulla resistenza.

Mica solo quella partigiana e antifascista.

L’Italia è terra di conquista saccheggiata e depredata.

Adattata ad essere geneticamente evoluta resistente.

Anche lavorativamente.

Forse si poteva scrivere l’articolo 1 altrimenti.

Con un poco di qualcosa in più.

L’Italia diventava una Repubblica fondata su lavoro e capitale.

Il capitale ce lo avrebbero dovuto mettere i vincitori.

Ma non fu paritaria nostra compartecipazione.

Troppo spesso scordiamo che la guerra l’abbiamo persa.

Questa è la vera colpa del fascismo da non dimenticare.

Averci portato in una guerra militare manco vinta.

Ne derivò un quasi secolo di occulta occupazione.

Con il lavoro manodopera sempre buono da sfruttare.

E il capitale con fatica accumulato mai tornato in mano.

Adesso potete rileggere con un altro occhio cosa dicevo.

In sempre liberi da noi stessi.

Per poi passare al saremo superflui.

Cioè disoccupati, per il prototipo di magnate.

Per cui noi dobbiamo solo essere mercato.

Che tenerezza i proclami di un milione di posti di lavoro.

Non basta mica il pallottoliere.

Per parlare di lavoro.

C’è la qualità, la sicurezza, l’orgoglio, la dignità.

La sua resistenza.

La sua resilienza.

Che poi il lavoro è tutto un travaso di transizioni.

Di settori, di innovazioni, di generazioni, di nazioni.

Non è questione di punti fissi.

Il lavoro è mobile e viaggia in flussi.

Dentro cui la parola chiave è resistenza a oltranza.

Ma poi che ne so io.

Io se fossi un fascista mi informerei con un sindacalista.

Il sindacato, ecco una conquista che avevo dimenticata.

Non c’era mica una volta.

C’erano i magnati regali.

Superflui loro per davvero.

 

Kalimmudda ipsum dixit

'O sfruttamento

 

Zompa zompa…

Tammurriata d'o lavoro



 

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