mercoledì 31 maggio 2023

2023 06 01 - Gradualità, cosa ci vuoi fare

2023 06 01 - Gradualità, cosa ci vuoi fare

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Gradualità

 

A mano libera, senza traccia.

Tutto e subito non si può.

Allora un gioco di assonanza.

Gradualità, cosa ci vuoi fare.

Suona come l’omosessualità, immortalata da Elio.

Quella che “omosessualità, cosa ci vuoi fare”.

E’ un parallelo solo apparentemente azzardato.

Oggi è stata gradualmente accettata.

In un eterno ritorno presente fin dai greci.

Allora i nordisti vivevano ancora nelle caverne.

Mentre i meridionali erano già ricchioni.

In mezzo, secoli di pregiudizio e persecuzione.

Ma finalmente gradualmente sono giunti tra noi.

Graduali conquistatori di antichi e nuovi valori.

Fino all’avvento della revoluzione.

Che è proprio un processo fluidamente graduale.

Che viaggia a salti, a battiti.

La gradualità di battiti d’ali delle farfalle arcobaleno.

Fatte di peso di luce.

Fare di più non si può.

Cosa ci vuoi fare.

E’ una lotta di neuroni.

Sovrascrivere gli schemi.

Neuroni, dendriti, sinapsi.

Che diventino sintassi.

Bisogna cambiare il pensiero.

Per come è la neurosfera.

Stratificare di solchi il vinile.

Perciò serve lo scrivere.

Per insegnare al web.

Educare l’algoritmo.

Per far piovere concetti.

Gradualmente.

Allineati con l’ordine naturale.

Che del web non ha bisogno.

Così immaginai la graduale riconversione verso un mondo migliore.

Che ci tirasse fuori dalla bomba a orologeria.

Gradualmente.

In piccoli battiti d’ali progressivi di chi può farlo.

I sopramezzo.

Drogata ignara classe media.

Ma già conquista umanitaria.

Cui serve una pervasiva coscienza moderna.

Formata in graduale riconversione.

La revoluzione delle farfalle di sopramezzo

Piccoli graduali aggiustamenti progressivi.

Per scongiurare traumi rivoluzionari.

Gradualmente saremo tutti pansessuali.

O anche no, se vi pare.

Una sveglia di coscienza.

Una revoluzione d’orgoglio.

Per cantare tutti in coro.

I, I will survive.

E quindi.

Un altro mondo è possibile.

Ma tutto e subito non si può.

Cosa ci vuoi fare.

E’ tutta questione di gradualità.

Come per l’omosessualità.

 

Kalimmudda ipsum dixit

I will survive - Gay pride's like version

 

Ndr: non tagliare il dialogo in principio tra Drag Ru Paul and Diana Ross.

Ndr: prego notare il cirillico utente gradualmente divenente segnalatore di pace. Un altro mondo è possibile.

 

 

 

lunedì 29 maggio 2023

2023 05 29 – Botto e risposta

 2023 05 29 – Botto e risposta

Abbiamo appena fatto in tempo a soffrire in silenzio per lo scoppio dell’astropetardo del miliardario.

Io soprattutto mi sono sentito affranto.

Distrutto dal dolore.

E’ infatti nota la mia empatia, sin dal tempo de i figli di Musk, per l’altrettanto noto miliardario.

Aveva provato a lanciare Starship di SpaceX.

Un nome degno di tutta una celebre americana pauperocultura di Gaberiana memoria.

Sta tra western, marlboro, telefilm e cocacola, ‘o mericano.

Comunque come sia sia, è scioppato. 

Ha fatto il botto.

E con maldestra grandeur il patron ha dichiarato: “Congratulazioni al team di SpaceX per l’entusiasmante lancio di prova di Starship!”

All’americana, venditore di propaganda capitalistica.

O aspirapolvere.

Questo non è mica normale, penso pensando ai soldi letteralmente bruciati.

Ma non faccio nemmeno in tempo a passare qualche settimana di astrolutto, che mi ritrovo l’astrocina.

Pronta ad annunciare che la Cina invia il suo primo astronauta civile nello spazio.

Puntualizzando pure che ciò va per la prima volta contro la tradizione militare.

Quella che invece potrebbe scatenare già qua in terra la terza guerra mondiale.

A partire da Taiwan.

Ma loro niente.

Continuano imperterriti nello sfoggio di potenza e di cultura.

Partendo dai nomi autoctoni, o autarchici, chissà.

Il “taikonauta,” che sembra una arte marziale, e invece vuol dire astronauta, che tai kong in cinese significa spazio.

Lo “shenzhou”, meraviglioso “vascello divino”.

E il vettore “lunga marcia”, tutto un programma.

Quanta poesia di potenza.

Di partito e di media di regime.

Ma a parte gli scherzi, qua giocano davvero a chi ce l’ha più grosso.

L’arsenale astrale.

Sembra di essere tornati ai tempi della guerra fredda.

Apollo e Sojuz.

In realtà, con i russi silenti alla finestra, in incognito.

E così si sgonfia l’invenzione all'americana della globalizzazione terrestre totale, che doveva essere portatrice di pace e benessere globale, mentre il mondo ritorna a ripartirsi in blocchi.

Ma ecco che decolla la globalizzazione astrale per niente pacifica ma tanto spaziale.

Tutti in cielo, alè.

Per l’egemonia non più di mari di terre e di cieli.

Ma stavolta di orbite, di pianeti e di stelle.

E’ anche uno scontro di ideologie.

Sempre lo stesso in realtà.

Un ritorno totalitario di capitalismo in apparenza comunista, contro il liberismo di mercato totale creatore di accumulatori seriali di miliardi.

Due facce accomunate dallo stesso istinto profittatore e guerrafondaio.

Il civile cinese, a proposito, è un esperto di “carico utile” o pagante, cioè tutto ciò che viene portato nello spazio attraverso l'utilizzo di un lanciatore.

L’astrorazzo.

Si può trattare di un satellite, di una schiera di satelliti o di strumentazioni di vario tipo, come telescopi o antenne.

Magari qualche altra arma stellare.

Una morte nera piazzata sul dark side of the moon.

Pesante chissà quanto.

Perché alla fine i costi della sola messa in orbita del carico utile sono dell'ordine di 5.000 euro al chilogrammo, ma per avere una stima corretta dei costi collegati ad una generica missione spaziale bisogna tener conto anche dei costi di sviluppo, gestione e manutenzione del sistema di lancio, che ammontano a 100.000 euro per chilogrammo di carico pagante.

Ovviamente a cui sommare il costo del carico pagante medesimo.

Volare per volare costa decisamente meno un chilo di cibo da paracadutare agli affamati.

Reminding prophetic Prince, singing that a sister killed her baby 'cause she couldn't afford to feed it.

And we're sending people to the moon.

It's silly no, when a rocket ship explodes.

And everybody still wants to fly.

Some say men ain't really happy,

until a man truly dies.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Sign of the times

 

domenica 28 maggio 2023

2023 05 28 – Sortilegio tellurico

 2023 05 28 – Sortilegio tellurico

 

Le coincidenze non esistono.

Al momento non si hanno informazioni su danni a persone o a cose.

Quindi ci permettiamo di parlarne sarcasticamente.

A furia di parole, parole, parole è successo.

Arrivano i fascisti.

La neurosfera protesta.

La gravità entra in campo.

E la terra trema.

Scrollatina di avvertimento e disapprovazione.

Questioni etniche, nel senso vulcanico, dicono.

Proprio in quella Catania, promossa ieri a novella caput mundi.

Dai fascisti.

Bisogna allora ricordare che ogni cosa detta, come quelle fatte, determina una alterazione della distribuzione di massa che si spande per tutto l’universo.

E tutto si accumula ridondato come in una traccia di vinile.

Finché il rotore semantico non viene scaricato e messo a terra da un centro di gravità per la mente.

Ci sono soggetti dotati di tale potere.

Ma non pensavo potessero essere fascisti.

Li ho sempre immaginati angelicamente progressisti.

D’altronde mettere a terra il pensiero è un mestiere delicato.

Un errore e si sceglie ed estrae dal neurosferico calderone il pensiero sbagliato.

Probabilmente è questione di scelta di archetipi, sbagliati o no.

E così, proprio dopo tante parole geolocalizzate a Catania, di cui alcune al primo link parole,parole,parole, ecco che arriva il terremoto di magnitudo 3.7- 4.2 nella zona di Catania.

Stessa.

A me era già capitato.

Flussi di informazioni di sporchi denari londinesi mi avevano prodotto un terremoto a Londra.

Improbabile né mai sentito prima.

E io lo avevo sentito.

O creato.

Ma da Roma.

Poteri da stregone.

O da strega.

Premier senza capelli rossi.

Streghe a cui tocca storicamente un destino spiacevole.

La corda della fascistissima inquisizione.

E infine il rogo, fosse anche metaforico.

Sarebbe un classico contrappasso.

Anzi, carmapasso.

Per un premier stregato stregona.

Pronta alle ricostruzioni, per fortuna mancate.

Per cui:  ballano le streghe saltano i fossi.

Così immagino una fine delle danze.

Citando una metaforica strofa densa di nero.

Uccelli neri calano dal cielo,

Tredici lune capelli rossi.

Ballano le streghe saltano i fossi.

Amami, stringimi, parlami, strappami,

dal pensiero,

l’uomo nero.

Mentre la terra trema.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Fine delle danze

 

sabato 27 maggio 2023

2023 05 27 – Parole, parole, parole

 2023 05 27 – Parole, parole, parole

 

Dal merito in Rai alla questione meridionale, passando sul ponte.

Viaggio pindarico nei passati o prossimi successi fascisti.

Elezioni.

Rai.

Meritocrazia.

Soluzioni alle questioni meridionali.

Evasione.

Ponte sullo stretto.

Migranti.

Io di politica non ci capisco niente.

Ma questa volta il mio cervello riconosce schemi, ciò per cui è fatto.

Tutta una insalata di parole, come si dice in psichiatria quando si riconoscono i sintomi della schizofrenia.

Certo, rispetto al delirio della malattia, quello fascista è un delirio organizzato.

E sembra anche avere un filo logico.

Un senso in cui infilare di tutto un po’.

Ma a parole è facile.

Un po’ meno a seguirle e svelarle.

Comunque.

Si vota in 128 comuni, di cui 4 capoluoghi, Catania, Ragusa, Trapani e Siracusa, coi fascisti alla ricerca di vintage fasti berlusconiani.

Qui si scopre un “diffuso bisogno di tornare in piazza e chiedere ai cittadini, non ai giornalisti schierati, ma a voi, agli italiani, cosa pensate di noi.”

Convincente, che quasi mi verrebbe da consentire.

Nel principio di esodo di personaggi altisonanti, la Rai si scopre pure antimeritocratica. E sai che novità. Ma adesso basta, a tessere ma anche a strani investimenti esteri in programmi e repliche improbabili, aggiungiamo. Ma si.

Sulla questione meridionale, la soluzione è lampante.

Questa Regione è strategica, esordisce la premier. "Stanno arrivando investimenti importanti, penso ai pannelli dell'Enel, ai semiconduttori. La Sicilia, Catania, possono diventare luoghi convenienti dove portare lavoro e sviluppo".

Centenario sogno di tentativi di studiosi ed esperti per una nano silicon valley de noartri, passato per la politica delle mafie e delle industrializzazioni sbagliate.

Ma adesso: Catania caput mundi.

Che si raggiunge passando sull’immancabile ponte.

Sognando prima paradisiache soluzioni geopolitiche, e non meglio identificate questioni di evasioni bancarie, la “piccola” evasione viene pure in qualche modo legittimata. “Sulla riforma la sinistra dice che gettiamo la spugna sulla lotta all'evasione. Mai. Ma la lotta alla evasione fiscale si fa dove sta davvero l'evasione, le big company, le banche. Non il piccolo commerciante a cui chiedi il pizzo di Stato".  

Ahia, il pizzo di Stato proprio non si può sentire e nemmeno evocare, men che meno da premier.

Non poteva poi mancare il Ponte Salvini, evocando quella smania di attribuire nomi alle opere. “Non unisce solo Sicilia e Calabria, ma tutto il Paese. Porterà centomila posti di lavoro vero e libererà mare e aria; permetterà a milioni di italiani, che ammirano questa splendida terra, di venire in Sicilia spendendo di meno".

E chissà, magari ci hanno ragione loro.

Di sicuro però prima bisogna eliminare quei brutti neri migranti di mare, di terra e pure di cielo.

Mica possiamo turbare la vacanza di un lumbard, e figurati di un afrikaner, con tutta quella gente colorata di nero e con le magliette rosse di  indignazione.

Insomma, alla fine è un solito comizio di insalata dove condire di tutto un po’.

Pur di solleticare di grandezza, più o meno a caso, una regione e una nazione.

Speriamo che almeno non sia insalata russa.

Altrimenti è capace che i russi, già presenti vicini, ci invadano direttamente.

Mentre i fascisti distratti si perdono nel ciarliero canticchìo delle loro parole.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Parole, parole, parole

E pure hyperlinked

 

venerdì 26 maggio 2023

2023 05 26 – Ai, mai più senza

 2023 05 26 – Ai, mai più senza

 

Va bene ho deciso.

Rimuovo le barriere architettoniche della mia mente.

Non voglio marciapiedi senza scivoli.

E mi propongo in abbandono alle architetture delle reti neurali artificiali.

Mi devo documentare di artificial intelligence.

Le discipline che studiano se e in che modo si possano realizzare sistemi informatici intelligenti in grado di simulare la capacità e il comportamento del pensiero umano.

Intelligenza artificiale o artificio intellettuale, dubito.

Soprattutto se penso che abbiamo 8 miliardi di intelligenze naturali, pronte da essere riempite, attivate e messe in rete, come quel prototipo che è il web.

Quando proverete il limite dell’illuminazione, infatti, capirete che un giorno si comunicherà da mente a mente.

E vigerà il principio del pensiero marginale, tale per cui l'intelligenza telepaticamente diffusa tra tutti sarà in grado di riconoscere istantaneamente il pensiero migliore da rediffondere nella neurosfera.

Alla velocità dell’illuminazione.

Nell’attesa, tutti sono entusiasti.

Un amico mi dice che oggi l’intelligenza artificiale vale poco più di una lavatrice.

Ma domani vedrete.

E poi la lavatrice ha regalato tempo alle casalinghe.

Libere così, dopo qualche decennio, di andare a fare l’imperdibile shopping.

Saranno migliaia di mirabilie che ci cambieranno la vita.

O meglio, forse a noi no, ma ai nostri posteri sicuramente.

Ci saranno dei rischi?

Ecchisenefrega, cazzi dei posteri.

Tanto cosa hanno mai fatto per noi questi posteri?

Invece ora, da noi, ecco che vedo orde di disoccupati.

La riconversione digitale non è mestiere per vecchi.

Ma poi volete che in un mare di acronimi non spuntino quelli di nuovi mestieri?

Per ora cuntentuma di roba come Ahi, Ciat, Gipt.

Ma poi…

Il problema dell’avverbio temporale del poi è che richiama il quando.

Ho sentito uno dei tanti cervelloni che sereno sereno diceva che la riconversione richiedeva da 3 a 5 generazioni, non mi è chiaro se di vivi o di morti.

Facciamo 50 anni, ma facciamo pure in fila per tre col resto di due.

In mezzo, una caterva di disperati.

Apperò, anzi: ahi.

Non fraintendiamoci.

Io sono sempre stato un fanatico di scienze e innovazione.

La lavatrice la ho comperata subito.

E mi sono scoperto discepolo dei guru di office automation, internet, web semantico, scienze varie.

E poi…

Poi oggi mi perdo nella sindrome del telecomando della videocassetta, come mio padre che non riusciva a farla partire da solo. 

E litigo con lo smartphone.

Ma per fortuna nce sta chi ce penza .

Dopo avere smesso di giocare coi petardi spaziali ed averci adottati tutti, ecco che saremo pronti per farci impiantare il chip nel cervello.

Da figli di Musk.

Eh no, questo lo voglio, è una figata, niente più telecomando della videocassetta.

La Neuralink, start up di Elon Musk, ha confermato l'autorizzazione della Food and Drug Administration, niente popò di meno, per il suo primo studio clinico sull'uomo.

"Un primo passo importante" per questa tecnologia, che ha lo scopo di consentire ai cervelli di interfacciarsi direttamente con i computer.

Ciuspia.

Però voi lo sapete, che si potrebbe fare senza.

Anche di tutta questa scienza.

Che ci fa stare così bene.

E chi la ferma più, questa benedizione.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Appeso ad un aquilone .

 

giovedì 25 maggio 2023

2023 05 25 – Il trava e la pula

 2023 05 25 – Il trava e la pula

 

Due appellativi di strada per questa storia di strada.

Non c’è alcun giudizio dispregiativo.

E’ che così si parla per strada.

Di notte, quando imbestiati dalla “birra”, si tira il giorno dopo.

La “birra” è la cocaina.

E come cantava Capossela, quando la notte se ne è andata, la birra è tutto quel che c’è.

Ma questa è una storia di manganellate e spray al peperoncino per bloccare la donna.

Titola così l’Ansa con un primo pudìco pregiudizio latente.

Giacché non di donna si tratta, ma di trans.

Un altro universo.

Quello del terzo sesso.

Talmente costretto ad assecondare le proprie attitudini, da mettere spesso in vendita un corpo in cui sentirsi a torto intrappolati.

Tanto frequentemente in vendita per soddisfare le perversioni nascoste di tanti benpensanti.

Più di quelli che potete immaginare.

Non deve essere facile.

Tanto da rendere comprensibile il bisogno di alterazione, stato in cui la pula afferma di averlo trovato.

Per me sono creature con qualcosa di mitologico: unicorni di genere.

Comunque bisogna averlo frequentato, quel mondo di emarginazione e pregiudizio.

Si libera solo di notte, col calare del buio.

E io, come direbbe Picasso, ho avuto anche il mio periodo trans.

Ho conosciuto persone interessanti ed amorevoli.

Alcune mi hanno salvato la vita sull’orlo del baratro a cui mi ero affacciato.

Mi hanno insegnato di tante cose.

In particolare del mondo nascosto in cui erano costrette dal pregiudizio senza possibilità di replica.

Ma non solo.

Di finanza, di backgammon, di devianze sociali, di animo umano, di istinti a volte diabolici, di libri,

Per cui torniamo alla notizia, con un occhio più aperto.

La pula si è affrettata a dichiarare, tramite il sindacato, che in pratica il trava disturbava ordine e morale pubblica ed era aggressivo, come un felino preso in gabbia direi io.

E poi la tenera pula era stata aggredita.

Da un potenziale tossico, presumo io, “alterato” e aggressivo, appunto.

Che aveva addirittura rifiutato l’ambulanza.

Magari a nessuno è venuto in mente che fosse per la paura di essere clandestina.

Un pulotto poi ha riportato traumi a una gamba, con addirittura 15 giorni di prognosi.

Un eroe della guerra di strada.

Fortunatamente soccorso da ben 4 agenti.

Indispensabili a fermare il mostro coi deprecabili metodi descritti.

Ellamadonna.

E chi era, Schwarzenegger.

E allora arriviamo alla fine.

Ed alla già citata pericolosa memetica fascista.

Voglio peccare io di pregiudizio.

Ma nessuno mi toglierà dalla testa che la pula possa, almeno in certi individui, sentirsi legittimata, non solo dalla latente retorica fascista, ma pure da un delirio di onnipotenza alimentato dal potere in mano ai fascisti stessi.

Ma la memoria non si cancella.

E se in tanti continuano a dichiararsi antifascisti, pur in una a volte ingenua retorica, è perché percepiscono il meme opposto che serpeggia.

E i cretini sono sempre in agguato.

Ricordate il Cipolla: preso un numero n grande a piacere, il numero dei cretini che incontrerete sarà sempre maggiore di n.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Chillo è 'nu buono guaglione. La tenerezza di Teresa

mercoledì 24 maggio 2023

2023 05 24 – Rimozione collettiva

 2023 05 24 – Rimozione collettiva

 

Covid, di nuovo tu.

Che fine aveva fatto il seminatore di terrore?

Sciolto in una grande rimozione collettiva.

Ma la Cina prevede 65 milioni di casi a settimana

Picco a fine giugno.

Sempre se non si tratta di fake news.

L’ordine di grandezza è imponente.

Almeno per noi piccoli occidentali.

E il bacillo è smascherato.

L’immunità di gregge ad occhio e croce non funziona granché.

Se tralasciamo la questione dello smorzamento virale a “poco più di un influenza”.

E 65 milioni a settimana è un po’ come dire che tutta Italia si ammala ogni lunedì.

Come se fosse un giorno lavorativo per il mondo immunologo virologo.

Che il bacillo fosse ancora in giro lo sapevamo tutti.

Ma non è chiaro il processo di rimozione a cui è stato soggetto.

Certo, la rimozione nella psicoanalisi, è un potente meccanismo psichico che allontana dalla coscienza desideri, pensieri o residui di memoria considerati inaccettabili e intollerabili dall'Io.

L'inconscio stesso per la psicoanalisi, di Freud, si costituisce in massima parte come conseguenza della rimozione.

E’ dunque vero che gli effetti della rimozione si nascondono nell’inconscio.

E da quello individuale a quello collettivo.

Di mezzo, qualche archetipo, tipo modelli e schemi collettivi.

Jung contrapponeva quello collettivo all'inconscio personale freudiano, ritenendolo condiviso da tutti gli uomini e derivante dai loro comuni antenati attraverso i cosiddetti archetipi.

Banalizzando.

Ma allora perché ne parlo, se non so quello che dico.

Perché ho letto una postilla, appendice, dettaglio, che mi ha fatto pensare.

Chiedermi perché non slatentizzare, “derimozionare”, un piccolo dubbio.

Vaccinale.

E’ chiaro che dopo l’allarme iniziale e la globalmente maldistribuita campagna vaccinale, la strategia adottata circa urbi et orbi è stata di lasciarlo andare.

Confidenti nella auto mitigazione di massa dei suoi effetti, vaccinale o naturale.

Arrivata parzialmente, almeno geograficamente.

Ed ecco, allora, che tornano in voga i desideri vaccinali.

Riserve di profitto per l’ingordigia farmaceutica.

Che non può mica fermarsi e astrarsi dalla logica del profitto.

Così dopo una colossale opera di induzione alla rimozione collettiva, incentrata sulla presunta vittoria vaccinale, cui ha fatto seguito la fine della propaganda ad esempio delle utili mascherine, oggi siamo pronti a ricevere il ceffone del risveglio della ragione.

Io viaggio sui mezzi, solitario mascherato.

E mi chiedo perché la gente non la metta, la mascherina

E la risposta è sempre la stessa.

Rimozione collettiva del trauma.

Quasi non più una parola sulla circolazione bacillare.

Fino a che non si presenti la nuova variante.

Buona da vaccinare.

Dice un cinese esperto di malattie respiratorie, che suona un po’ come “dice il saggio”, che presto saranno immessi sul mercato due nuovi vaccini per contrastare la variante Xbb. Aggiungendo che probabilmente altri tre o quattro saranno approvati a breve.

“Se poi avremo a che fare con una variante che è differente da Omicron (Xbb) allora ne riparliamo”.

“Però è vero che Omicron per ora è l'espressione un po' massima di questo virus".

Lasciata correre deliberatamente.

Come se d’incanto avesse dismesso la sua acclarata peculiare capacità di mutare.

Tralasciando che “un po’ massima” non si può sentire, il succo che capisco è che se poi arriva una nuova variante, e abbiamo le prove che lasciandolo correre arriverà, ecco pronto, o che appronto, il nuovo vaccino.

Praticamente siamo una incubatrice per coltura virale globale.

Con tanti ringraziamenti da Pfizer, Moderna e chi sa chi.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Venezia, giusto per potere parlare di morire in un letto di ospedale

 

martedì 23 maggio 2023

2023 05 24 – Il buffo di Marilyn

 2023 05 24 – Il buffo di Marilyn

 

Schermaglie di guerriglia politica intestina.

Democratici e Repubblicani, certo.

Coi democratici in ostaggio.

Se i Repubblicani non approvano altro debito.

Chissà in cambio di cosa.

Una guerricciola, magari.

Ma in ogni caso dai e dai la grande America c’è arrivata.

L'America di Gaber.

Almeno simbolicamente si scopre vincibile.

Dichiarazioni raggelanti, per chi non sapeva già che l’America è il più grosso debitore mondiale.

Dichiarazioni come a Risiko.

E’ il loro modello di sviluppo, esportatoci, basato su battere moneta.

Stampare debito.

Tanto qualcuno se lo deve comperare.

Se non vuole una guerra in casa.

La cultura della western Colt alla tempia.

Ma adesso è il momento.

Yellen : da metà giugno non saremo in grado di pagare i conti.

La soluzione ce la hanno i repubblicani.

La famosa sòla globale.

Il grande buffo.

Il default da 13 trilioni, bilioni, tritrilioni, avevo letto.

Vai a sapere, sono quelle cifre da Paperone, nelle quali spesso mi incarto.

Tanti soldi comunque.

Troppi perché il sistema possa reggere.

Ma ecco che ci pensa il democratico erede incartapecorito di Kennedy a rassicurare il mondo.

Biden si affretta e ribadisce come inaccettabile la proposta dei Repubblicani.

E intanto apre la porta al disgelo cinese.

Per forza: Cina, Asia, Giappone, Arabi, Germania sono possibili finanziatori, sono quelli con la grana, con le riserve.

D’altronde è storicamente comprovato che gli imperi costano.

Ma come detto, è questione politica, giocata sulle spalle delle colonie dell’impero e altre nazioni collegate o no, che anche se saltano in fondo chi se ne frega.

Un trentennio di fame e povertà, magari una terza guerra mondiale, e poi la resilienza.

Si, quella del Covid.

Ma torniamo in noi.

Buffi a Roma sono i debiti.

Quelli Usa, sono dunque da 13 trilioni, o quel che l’è.

E adesso che succede?

E che ne so.

Io ho studiato economia.

Mica l’ho capita.

Ma largo circa direi niente di buono.

Almeno nell’immediato.

Poi nel rispetto che dal ciclo destruens nasce qualcosa, la vita vince sempre.

E ci si aggiusta, dopo la terza guerra.

Resta comunque una gran prova di sovranismo imperiale.

E noi che ci preoccupavamo del sovranico default del debito italiano.

Quando pensavamo ai fascisti spendaccioni.

Invece.

Il padre di mia sorella, debitore strutturale, diceva sempre a mia sorella stessa: a Chichi, nun te preoccupare.

I buffi, ce li hanno loro.

Ma torniamo alla rinascita.

La grande occasione.

Invasione dei paradisi fiscali.

Profitto allargato.

Distribuzione della ricchezza

Moneta globale legata a beni primari.

Forse il Cybratto .

Ma comunque, poveri democratici.

Chi può salvare gli USA nel frattempo?

Solo la mitologica creatura principessa Marylin.

Per oblio di massa.

Che democratici e repubblicani mi sa tanto che sono una fazza una razza.

Anche quando sei born in the Usa.

Kennedy si, lui era un grande capo. 

E prima di ogni guerra dichiarava così.

Per sempre tu, sempre tu, sempre, Marylin.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Marylin , geniale travolgente Alberto Fortis

 

domenica 21 maggio 2023

2023 05 21 – Guerra dolcenera

 2023 05 21 – Guerra dolcenera

Per chi non lo sapesse, dolcenera gioca sull’assonanza col Polcevera, fiume che alluvionò Genova non ricordo quando.

La riporto come testimonianza solidale e anche come incoraggiamento: Genova non è morta.

Forse non è nemmeno il caso di fare letteratura.

Ad essere onesti ci si dovrebbe mobilitare tutti.

E prepararsi ad andare a spalare il fango che resterà.

Firenze, Genova, Irpinia, e chi più ne ha.

Modelli di solidarietà.

Altro che scrivere.

Fa solo parte di quella capacità di sterile indignazione di cui già parlammo.

Indigniamoci pure, dunque, per il generale nazionale dissesto idrogeologico.

I cambiamenti climatici.

La scarsa cura del territorio.

Ma è doveroso e utile, intanto, riportare le imponenti cifre del disastro, fonte Ansa.

“I numeri in Emilia-Romagna sono spaventosi.”

Circa cento i Comuni coinvolti, il triplo rispetto al terremoto del 2012.

Oltre 36mila persone costrette a lasciare la propria casa e trovare alloggio o da amici e parenti o nei centri d'accoglienza.

Le strade chiuse sono circa 500, mentre sono 305 le frane censite.

Gli allagamenti sono diventati quasi impossibili da contare.

Praticamente tutta l'area che va da Bologna al mare è stata colpita.

Metà, quella in pianura, è finita sott'acqua, l'altra metà, quella in collina e montagna, è funestata dalle frane. L'allerta rossa rimane attiva anche per oggi domenica.

Impressionante quella testimonianza di una donna che ricordo a memoria.

“In pochi minuti l’acqua è arrivata al primo piano.”

E si è lasciata dietro 14 morti.

Un impressionante bollettino di guerra dettagliato si trova al link appena evidenziato.

Oggi dovrebbe essere l'ultimo giorno di pioggia e dal pomeriggio è atteso il sole.

Le piene dei fiumi sono in esaurimento, ma rimane altissimo il rischio di frane.

Nelle prossime ore nelle aree colpite dall'alluvione arriverà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha deciso di anticipare il suo rientro dal Giappone dove era impegnata nel G7.

E’ scontato, lo so, ma meno male che lo ha fatto.

Serve anche il conforto istituzionale.

Che speriamo sia fattivo e duraturo.

C’è da fare l’ennesima ricostruzione che speriamo non resti come sempre a metà.

Magari a vantaggio di ladri e mafie di turno.

Per una volta tifiamo per i fascisti in unità nazionale e che magari ci strabilieranno di capacità organizzative.

Con uno straziante cuore in mano.

Quello di chi ha perso tutto.

Donna in lacrime, la mia casa non c'è più.

Io non ho mai vissuto niente del genere.

Ma ricordo mio suocero quando raccontava che tornato a casa dalla guerra, della sua amata casa natìa aveva trovato solo la facciata.

Volenti o nolenti la casa è un valore, e se non andiamo a spalare almeno proviamo a immaginare, che poi vuol dire pregare, come possa essere trovarsi al suo, loro, posto.

Sarà pure in forma light, ma è solidarietà anche quella.

E oramai dovreste sapere che si spande per tuto il campo gravitazionale della neurosfera.

Io mi scuso, vergogno, ma di più non riesco a fare.

Però intanto segnalo che l’algoritmo sciacallo ha già tirato fuori un criminale sito da bandire, se non peggio, con una pubblicità che propone:

Una mini-casa mobile prefabbricata che triplica la sua dimensione disponibile per 49.000 euroIdealista

 

Kalimmudda ipsum dixit

Dolcenera