2024 01 05 – Non molestare la bea che dorme
Allora,
a me piace essere osservatore dell’etologia.
Molti
comportamenti animali richiamano anche i nostri e le comuni radici genetiche.
Non
so se ancora non sia chiaro, dopo raffiche di postini e fotine.
Ma
io ho un cane.
In
realtà è in comune con quella santa donna Daniela, giudice che non giudica.
Ma
quello preposto alla sua protezione, educazione e gestione sono io.
Tecnicamente
è una cagna.
Però
il termine non solo fa cagare.
Ma
potrebbe anche risuonare come invito provocatorio.
Per
cui pur senza prevaricare le esigenze poetiche, la volevo chiamare Cana come le
nozze.
Ma
Cana è sterilizzata e non può figliare.
Quindi
non si vuole nemmeno accoppiare o sposare.
Peccato,
è talmente intelligente e buona che avrei potuto farci una razza.
Purissimo
esemplare di maremmana nana dalla mia personale repubblica della melanzana.
All’uscita
dal canile era uno zerbino.
Sottomessa
e timorosa sempre a protezione con la coda tra le zampe.
Una
sola volta le diedi un buffo sul sedere e lei si fece la pipì addosso.
Che
vergogna di abuso, mi resi conto.
Mai
più buffi quindi, ma solo voce e carezze.
E
molto in fretta, come fosse piena di gratitudine da rilasciare, si è educata da
sola.
Ha
sempre giocato come una matta anche lasciando tentate le montate dei maschi.
Solo
una cosa non sopportava.
Lei
che è tutta bianca albina.
Erano
le persone di varia gradazione di colorazione.
O
sei bianco, o niente da fare tra ringhi ed abbai.
Constato
osservando che ho il cane razzista.
Si
vede che il padreterno mi ha punito di karmapasso per qualcosa che non so di
avere fatto.
Sta
di fatto che da bravo osservatore dell’etologia, negli ultimi giorni noto
qualche primo accenno di aggressività che si slatentizza.
Non
è più cucciola, finita l’adolescenza sta diventando donna compiuta.
Con
i suoi geni da pastore difende casa, madre e padre che sarei io.
E
io ne vado fiero.
Vuol
dire che siamo stati bravi rieducatori per la povera bea prima rinchiusa per mesi
in una gabbietta.
Ma
quale povera.
Negli
ultimi giorni abbiamo cambiato casa e lei ci protegge pure di più.
Anche
troppo, forse.
Ma
vedrete che in certi casi il troppo non stroppia.
La
prima avvisaglia di fine adolescenza l’ha subita la mamma del giudice di pace.
Colpevole
di reato di tentata carezza non autorizzata si è beccata una quasi sgagnata.
Poi
siamo usciti per strada, dove pullula di colori di pelle, e un povero
marocchino si è reso reo di avvicinarmisi troppo. Bea all’attacco ha tentato la
sgagnata, trattenuta dal guinzaglio, quello si è spaventato e mi ha iniziato ad
insultare tanto de impaurirmi per l’arrivo di qualche compare a farmi menare.
E
poi l’apoteosi che, sarò sincero, mi ha riempito d’orgoglio.
Un
maskio di razza pura tutto fighetto si è messo ad annusarla la dove non batte il
sole.
E
poi a cercare di montarla.
E
uno, e due, e tre, alla quarta la bea si è girata come una iena sulle zampe
posteriori, denti alzati e mozzicate.
Puntava
alla giugulare, la tenera pastorella, non c’era da scherzare un cazzo.
Se
fossi etologo direi che deve avere pensato che le molestie sessuali proprio no.
Tentando
di strappargli le palle partendo dalle vene del collo.
Etologicamente
la bea è un raro incrocio di lupo da pastore.
Comunque
il maschio aggiugulato si è preso paura, il padrone di più e se ne sono
scappati in qualche rifugio di razza da maschi.
Certe
volte per difendere la tolleranza bisogna strappare qualche coglione.
Etologicamente
parlando.
Sesso
debole un cazzo.
Ma
si deve essere di razza pura.
Razza
bastarda vera.
Quindi,
non molestate la cagna che dorme.
E
portate rispetto.
Kalimmudda
ipsum dixit

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