2024 11 05 – Il fascista da compagnia
E
poi non dite che non ve l’avevo detto.
L’onda
propaganda poi esonda.
Nell’attesa
mi sono fatto il mio pet da compagnia.
Crederete
che sia il cane.
Sono
quelli anglofoni che li chiamano pet.
A
me sa tanto di plastica.
Invece
no.
E’
il fascista da compagnia.
Il
mio ha la forma del suo cane.
Il
fenotipo del genotipo che fa paura.
Non
fa bau.
Ma
articola parole in pensieri.
E’
della razza dei benpensanti che così non si può andare avanti.
Si
lamentano di uno specchio rotto.
E
delle cacche umane.
E
dei tronchi graffiati
E
di un cancelletto troppo tardi dall’Amsa pure aggiustato.
E
degli spacciatori nel loro fuggi fuggi quando arriva la pula che premurato lui ha
chiamato.
Magici
pifferai dei loro tossici, sono prontamente spariti e lo fottono sempre.
E
il compagno di compagnia scuote il capo indignato.
Ancora
una volta troppo tardi.
Così
lo sto ad ascoltare.
E’
un esercizio di indagine di spaccato sociale.
E
un esercizio alla greca di sostenere il pensiero insostenibile.
Nel
senso che lo lascio vagare nei meandri della sua mente.
E
ascolto compiacente suadente e obbediente.
Innesto
virus per misurarne il ritorno.
Che
si gonfia sempre di più ogni giorno.
Finchè
un bel dì ce lo stano.
L’onda
è esondata.
Il Mediterraneo è un lago.
Roba
nostra di chi ci si affaccia.
Chiudiamo
con le mine Gibilterra.
Io
dicevo Suez, ma no Gibilterra è meglio.
Perché,
lo sa solo il genotipo.
Lo
aizzo surrettizio.
Non
facciamo il ponte ma l’acquaponte.
L’acquedotto
sullo stretto, una mia tacita fissa.
E
irrighiamo l’abissinia.
Giusto.
Anche
tutta questa acqua piovana che va sprecata, che peccato.
Allora
facciamo pure un invaso per raccogliere l’acqua piovana.
Tanto
è un buco nel terreno e poco più.
Si
insomma, una specie di diga a quattro pareti.
Queste
si son grandi opere.
Mi
rimbalzano in testa le stazioni di pompaggio che mi ricordano Latina.
Esemplare
artificialis caput mundi semper lei, poverina.
Qua
ci vuole davvero un intervento.
Una
bonifica all’incontrario per appestati di pensiero.
E
un passaporto per pensare.
Questa
mi è piaciuta.
Copyright
a elegante tinta nera.
Documenti
per adepti della setta rapace.
E’tutto
vero.
Quindi
un reminder universale.
Do not mind thinking if there is no
thinking in your mind.
Mamma
mia che compagnia.
E
poi il matto sarei io.
Mica
quello nozionato programmato.
Kalimmudda
ipsum dixit

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