domenica 24 novembre 2024

2024 11 24 – Luccius, la vera origine della specie

 2024 11 24 – Luccius, la vera origine della specie

 

www.ansa.it/scienza/notizie/biotech/2024/11/24/lucy-ancora-tanti-segreti-a-50-anni-dalla-sua-scoperta

Archeologi in acido sbagliano in un grande abbaglio.

Che siano più lucidi sotto africani cieli di diamanti.

Tutti sanno chi è Lucy e come ne scoprirono il nome in acido.

Ma la teoria canonica sull'umano calpestìo di questa terra fa acqua.

Ecco qua la verità su come fu che l’uomo camminò per il mondo.

Sta scritto nel grande libro evangelico della buona novella della primavera della synfisica.

Testo sacro della setta della meraviglia dello sguardo di bambino rapace.

Nel mentre, in un giorno da favola, come d’incanto, una scimmia quadrupedica si alzò per caso sulle zampe posteriori.

Si accorse che era dotata di un certo equilibrio.

Senza essere sufficientemente intelligente da ricondurre quella prodezza ad una qualche sorta di giroscopio gravitazionale innestato negli intorcinati meandri del suo cervello che non sapeva nemmeno essere già ipersviluppato senza motivo apparente.

Visto che ne usava un 10 per cento.

Largo circa.

Non fu nemmeno in grado di riconoscere la forma ricorrente di cotanto cervello, la mente.

Mente che tanto ricordava a sua immagine quella di un universo intorcinatico e meandroso.

Fu invece capace di accorgersi che i suoi pollici erano strani.

Erano diventati girevolmente opponibili, vale a dire che riuscivano a toccare le punte delle altre dita.

Ma non seppe chiedersi a cosa servisse tanta girevolezza.

Così iniziò a girarsi i suoi nuovi pollici.

Il tempo passava, e quella girandola di tamburellamenti diventò noiosa. 

Cosicche’ la scimmia si mise a contare da uno a cinque.

Aveva scoperto che possedeva dei neuroni fatti apposta per contare.

Ma non seppe accorgersene né tantomeno comunicarlo a qualcuno.

Perché’ in tutto quell’evolversi, l’evoluzione aveva trascurato omissiva le corde vocali.

E quindi la scimmia emetteva solo pochi suoni gutturali e vocali tipo ka.

Per qualche miracolo di sincronismo, che nessuno seppe ricondurre a fenomeni di autoemersione e organizzazione della complessità, la stessa cosa era capitata ad altri suoi simili.

Simultanea mente.

Così quel patrimonio di informazioni si ridondò di numerosità, come per miracolo, in modo da non andare perduto.

E le scimmie guadagnarono tempo per inventare un linguaggio con cui comunicare quelle scoperte.

Senza nemmeno sapere perché’ mai avrebbero dovuto comunicarle a qualcun altro.

Visto che sembravano proprio non servire a nessun ka.

E così i primati preumanoidi si misero da subito a bighellonare ciondolando per il mondo.

Dondolandosi in certi prodromi di future danze tribali per testare il loro giroscopico equilibrio.

Mentre continuavano a tamburellarsi le dita coi pollici girevolmente opponibili.

Sviluppando una sempre più sofisticata e preveggente, quanto inutile, capacità di contare quei primi cinque numeri digitali.

E fu così che l’uomo iniziò il suo cammino per il mondo.

Con indosso una residua pelliccia senza traccia di alopecia.

L’origine della specie non era Lucy.

Era un essere venuto forse ab originem dal profondo del mare.

Dagli occhi di pesce.

Rivelatosi agli adepti della setta di bambini dagli sguardi rapaci con il nome di Luccius.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Meraviglioso come è profondo mare

 

 



 

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