lunedì 18 novembre 2024

2024 11 17 – La rivolta salata

 2024 11 17 – La rivolta salata

 

Non ci metteremo mica qui a fare analisi.

Ce ne è già troppa, troppo più qualificata.

C'è così tanta riflessione che finisce in sguaiata confusione.

Anche quella è prepotenza, appropriazione a rinforzo di un parere.

Tutti sanno, tanti fanno, altri stanno.

I potenti e quelli abbienti tutti uguali, sempre e ovunque più fetenti.

Sembra che tutti abbiano qualche ricetta.

Ma a me viene qualche sospetto.

Guerra, fame, clima, ambiente.

Sono questioni più elevate, sono fatti di diritti.

Il lugubre sospetto è che non gliene fotta niente.

E’ un bel problema, radicato in geni e menti.

L’uomo lupo predatore cresce ovunque distruttore.

Siamo un cannibale antropofago tumore.

Poveretto, anche il lupo dovrà pur mangiare, e pure il tumore.

Ma questo uomo lupo ha una tale fame di altro e del di più, che si mangia da solo.

E’ vorace di se stesso.

Ricordo sempre una memoria.

Questo è il mondo migliore mai esistito.

E per rispetto a tanta grazia cerco sempre innesti positivi.

Ma a me, come a tutti, arriva un punto di rottura.

Una serpeggiante pulce nell’orecchio.

Se ci togliamo di mezzo, l’universo mica se ne accorge.

Forse ci rimane male quel creatore, quello che però non è mica senza colpa.

La fame d’altro è pure stata funzionale, l’ho capito.

Ma solo fino al punto in cui si deve virare. 

Per smettere di essere un mortale virus tumorale.

E allora, virare.

Si è più difficile con il vento contro di bolina.

Ma la scuffia è sempre più vicina.

Nell’attesa, chi lo sa che posso fare.

Devo mutare il mio cannibale.

Io lo faccio col rifiuto del consumo.

E del suo modello di potenza appropriativa.

Quella prepotenza svelata con universale etichetta di fascista.

Se scendete dalla ruota di criceti e ricottari, la ruota si ferma.

E allora si riparte dalla strage dei cannibali.

Questo è il libro della resistenza fattiva.

Quella passiva è suicida macello.

Ma forse la storia vi è confusa, come a me.

La memoria della resistenza del sale era voluta non violenta.

Ma di certo fu un problema di portata imperiale.

Fermate la ruota del sale, ma mica nel senso fiscale.

Penso piuttosto ad una dieta mondiale, ma non una consulta.

Il cannibale senza sale non piace a nessuno.

E pronti alla virata per evolvere il genoma.

Di bolina da dentro alla salina.

Mi regalo e concedo una citazione salata.

"Ho chiesto in ginocchio pane ed invece ho ricevuto pietre"[4

Disse il revoluzionario.

Pacifico si, ma fesso no.

Quasi quasi mando tutto a scatafascio.

Conto salato per il famelico impero.

Io credo, pensò, mentre marciò.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Scatafascio

 

Topopopolino



 


 

 

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