venerdì 29 novembre 2024

2024 11 29 – Apoteosi di pubblici complotti e occulti scambi

 2024 11 29 – Apoteosi di pubblici complotti e occulti scambi

 


C’era un film titolato ipotesi di complotto dove lui sembrava paranoico e poi invece era tutto vero.

Io credo ciecamente nell’esistenza di poteri occulti, complotti in corso, manovratori segreti, manipolatori evidenti, mani invisibili, mercati paravento, rimbalzi di colpe, un continuo golpe.

Sono loro, sono in tanti, sono i gatti neri, sono i cattivi pensieri, e noi non abbiamo da mangiare.

La democrazia è buona solo a camuffare le reali imperanti sovranità.

E quanto è bella la trasparenza di scambio di finanze e politiche.

Non per nulla vengono studiate insieme, tra politica economica e scienza delle finanze.

Ho una sola certezza.

Dovevo nascere sovrano.

Sarei stato illuminato.

Mah, boh, non so.

Chissà perché mi sento in obbligo, ma non so nemmeno da dove cominciare.

Devo dire qualcosa di pensativo sulla storia delle banche, ma non ci capisco una mazza.

E dire che ci ho fatto la tesi, pure sotto l’ala di magnifico rettore della più magnifica delle università.

Quella fabbrica che sforna soldatini automi omologati che ve si magnano, in bocconi.

Sono quelli che quando usciamo spacchiamo il culo ai passeri.

Salvo poi scoprirsi in un mondo dove i passeri sono loro, siamo noi.

Mio padre se lo era coltivato ben munifico, il rettorando.

E a banchiere nazionale mi avevano predestinato già dal titolo di tesi.

La determinazione del rapporto di (con)scambio nelle fusioni tra società, bancarie, quotate in borsa.

Quella delle banche non è necessariamente una cattiva cosa.

Il banchiere illuminato raccoglie risparmio e lo reimpiega in investimenti che per loro natura dovrebbero creare sviluppo, altrimenti vuol dire che sono investimenti farlocchi, del cazzo.

Ma vediamo se ci capiamo una cippa.

Questa operazione Unicredit-Bpm è “carta contro carta”, ovvero vuol dire roba tipo vedere cammelli, contare cammelli, scambiare cammelli con inutili morte pelli di agnelli, e dimenticato pagare cammelli.

Tutta roba da carovane cammelliere nel deserto che se sai dove cercare si rivela seminato di grano.

In pratica noi credevamo all’affarone di poterci comperare qualche grande banca tedesca.

Pensavamo di usare il veicolo Unicredit, gioiello una volta nazionale che adesso di nazionale ha solo il dittongo IT alla fine del nome, per altro che sta lì per questioni di credit e debit.

E ve lo dimostro con la potenza dei miei circuiti di mille svalvole.

Con cui cerco, leggo e soprattutto guardo figure.

Che riporto come uscite da qualche screenshot con, a vista trasparente, tutto il ben di dio dall’internèt.

E’ questione di riconoscere il modus operandi e le strutture imperande.

 



 Senza troppo psicopippare a fronte di un 7% per cento di Black Rock, vorace morte nera dell’impero, 42%+25% degli azionisti sono anglofoni, parentela linguistica e pure imperialistica.

Maggioranza assoluta, democraticamente sovrana assoluta.

Di italiano c’è solo il 6%, salvo italiani occulti ofsciòr.

E Bpm invece di chi è?

Sarà bene italiana la storica banca popolare dela gran Milàn.

E invece ‘nucazzo.

Si dichiarano 3 azionisti principali per un totale del 17%, di cui 5% sempre della capocordata morte nera.

Che si tirerà dietro e dove chissà quali altri compari di combriccola.

 



 In soldoni, in big money, Unicredit è americana.

E vogliono scipparci anche Bpm, ammesso che sia nostra e non già loro e che sia buona.

E' la loro natura predatoria, loro o dei francesi altrettanto imperialisti.

In pratica noi credevamo di comperarci banche tedesche.

Invece regaliamo quella italiana.

In mezzo i conducenti di veicolo.

Non ce la pagano ma ci danno azioni della nuova uniemme.

Poi la imbottiscono di banche tedesche marce, ma stavolta uniemme caccia il grano, troppo.

E le paga con incassi dai clienti, presenti passati o futuri.

Poi svuotano uniemme di ciò che vale, ammesso che abbia ancora “assets” oltre la cassa già usata.

Cassa che ha, dati i “fondamentali veri”, clienti e dipendenti, che girano come criceti per produrne di nuova.

Quella futura che mi posso ipotecare subito a debito.

Per usarla per ripagare qualcuno che mi ha prestato del grano.

Per fare qualche aurea operazione.

Tanto con quei fondamentali vuoi che non regga un po’ di debiti.

Uniemme dunque la svuotano svendendo regalati gli asset buoni, alla morte nera e suoi compari.

O a qualche altro americano che sempre invece che 4 ceci la pagherà un cece solo.

Tanto gli altri 3 ce li dovrà mettere lo Stato, magari contro voglia ma pure con l’ Unione Europea, che però mi piace ricordare essere invenzione americana.

E che dovrà fingere e abbozzare per evitare il domino continentale.

Collocando altro debito Ue sul mercato come già in parte dichiarato.

Poi arriva il turno di svalutare le banche tedesche già acquistate e presentate come affarone ai mercati.

Grandi perdite, supertonfo in borsa, esuberi, salvataggi, a debito.

Uniemme fa 19 milioni di clienti.

Garantito che nel culo in qualche modo se lo prendono.

Ha pure 5.000 filiali che saltano al volo, tanto c’è internèt.

E 100.000 dipendenti, facciamo 50.000 neodisoccupati per le filiali chiuse e la “riorganizzazione inevitabile”.

Dei 70 miliardi capitalizzati in borsa me ne fotto.

Io sovrano le borse a teoria di ben visibile mano di mercato le chiudo e le vieto.

Tanto chi ci smena non sono più privati, ma superricchi istituzionali.

Il che non è proprio vero, anche se mi piace pensarlo, perchè gli istituzionali scaricano sempre ai privati.

A questo punto ho creato l’olocausto bancario con il domino.

Il settore bancario non è vero che gioca a risiko.

Quelli giocano all’aeroplano delle catene di Sant’antonio.

Scambi incrociati ripetuti che fanno la panna montata.

Così nell’immagine qui sotto è sintetizzato il sistema creditizio Italia, che è storicamente nato da una frazione del totale odierno.

Frullato, centrifugato, emulsionato, ripassato, montato.

Ricordo con tenerezza le banche di interesse nazionale, che rinazionalizzerei almeno nella memoria.

 



 Fino a qui niente di nuovo.

E’ colpa del modus operandi dell'imperandi,  cosa ci vuoi fare.

Ma volevo esternare una nostalgica picconata su quegli scambi da complotto apparentemente invisibile.

Ma di democratica trasparenza, ammesso che se ne conosca la sostanza.

Cosa che io non so.

Però.

Succede tutto nello stesso giorno o due.

Cambia in erosione la maggioranza della Commissione Europea.

Si annuncia la superbanca angloamatriciana, in trasparenza occulto veicolo salva banche crucche.

Il governo italiano si dichiara ufficialmente spaesato.

Il ministro vice, già eletto a capro espiatorio, scopre che Unicredit non è italiana.

Poi d’improvviso qualcosa cambia e si scambia.

Arriva dalla Ue la scoperta che il governo della “repubblica del cantalupo” sta facendo bene ed è credibile.

Dichiarazione salva debito cantalupo, il melone

Mentre i frugaloni e frugalini invece no.

Qualche giornale parla di loro zappa sui piedi, con un senso di rivincita.

Ma non hanno capito che nei veri complotti tutto diventa merce di scambio con tutti.

Io che sono paranoico subito immagino un concambio tra altrui banche da salvare e salvataggio del nostro debito biblico.

Ricordo che una volta si diceva che avevamo alta propensione al risparmio, tutto dentro a qualche banca.

Come si intrecciano sistemi del credito, economia politica, politica economica e scienza delle finanze secondo me non lo hanno ancora insegnato nella Bocconi dei soldatini.

In democrazia il topopolino non deve sapere troppo.

Solo crederlo.

Ma il fatto che tutto accada in un giorno sa di swapdrivers geoblitzkrieg.

Anzi, golpevole lightning war, alla americana pertinente anche o più.

Poi magari non succede nulla.

Ma basta guardare ai movimenti di borsa per vedere che c’è chi vende e ci smena e chi compra e si arricchisce di più.

Aveva ragione quel poeta che “è più criminale fondare una banca che rapinarla”.

E figuratevi una borsa.

Questo si che è un gran complotto.

Col botto.

Anzi col blitz.

Mentre il topopolino gode di spritz.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Dedicato al cantaloupe, la repubblica del cantalupo ('o Water Melon)

Ah,..se viaggiassimo al ritmo di quel king d’Omàr 

 

E ci mettiamo pure un reggae bankrobber

 

E che t'aggia di', qua ci vuole un paliatone

 

Si credeva incognito, robber in fuga


 Ndr. Qualche riferimento pescato o estratto sparso su modus operandi e altro

 https://www.ripartelitalia.it/il-colpo-di-unicredit-nello-stagno-europeo-le-analisi/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=il-think-tank-quotidiano-della-classe-dirigente-quello-che-c-e-da-sapere-oggi_585

UniCredit è una public company, controllata per oltre l'85% da investitori professionali, di cui la maggioranza è ubicata fuori dall'Italia. La banca non ha un azionista o un gruppo di Azionisti di maggioranza, così come non è presente un patto di sindacato o qualsiasi forma di patto di consultazione.

https://www.unicreditgroup.eu/it/investors/equity-investors/shareholders-structure.html#:~:text=UniCredit%20%C3%A8%20una%20public%20company,forma%20di%20patto%20di%20consultazione.

 L'azionista che detiene di più, il 7%, è il fondo americano BlackRock. In generale, i tre quarti di capitale sono di investitori istituzionali (altre banche, compagnie assicurative e così via), di cui il 69% di investitori stranieri. Poi c'è una piccola quota di investitori istituzionali italiani (il 6%).1 giorno fa

 https://tg24.sky.it/economia/2024/11/26/banco-bpm-unicredit-azionisti#:~:text=L'azionista%20che%20detiene%20di,istituzionali%20italiani%20(il%206%25).

 ….Innanzitutto, al momento UniCredit sta portando avanti interessi anche in Germania: ha da poco portato la sua partecipazione in Commerzbank al 21%. Salvini forse si riferiva però all’azionariato di UniCredit, che effettivamente è molto parcellizzato. L’azionista che detiene di più, il 7%, è il fondo americano BlackRock. In generale, i tre quarti di capitale sono di investitori istituzionali (altre banche, compagnie assicurative e così via), di cui il 69% di investitori stranieri. Poi c’è una piccola quota di investitori istituzionali italiani (il 6%). Il rimanente quarto di capitale fa invece capo ad altri investitori, stranieri e italiani. 

 I principali azionisti di Bpm. E in Banco Bpm? Anche qui i principali azionisti sono stranieri. Crédit Agricole guida con il 12%, poi sbuca di nuovo BlackRock (5,2%). Terza è l'italiana Fondazione Enasarco, con il 3%.

Economia

UniCredit – Bpm, i maggiori azionisti dietro le due banche sono italiani o stranieri?

https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2024/11/26/ok-dellue-ai-conti-dellitalia-il-piano-di-bilancio-e-credibile_9f2a3b7a-b43a-4dd7-8c33-6d478e9d7e8d.html

 https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2024/11/26/i-falchi-deuropa-in-crisi-bocciate-berlino-e-laja_4323e141-9a30-4630-9803-bcbe842b7a15.html

I falchi d'Europa in crisi, bocciate Berlino e L'Aja - Altre news - Ansa.it. Vacillano i frugali non più virtuosi sui conti pubblici (ANSA)

https://it.wikipedia.org/wiki/BlackRock

BlackRock è una grande società di investimento con sede a New York. Vanterebbe un patrimonio totale di 10.000 miliardi di dollari (al 31 dicembre 2023),[2] di cui un terzo in Europa.[3] Quotata alla Borsa di New York,

 

 

 

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