venerdì 8 novembre 2024

2024 11 08 – Prepotenza è fascismo, categorico

 2024 11 08 – Prepotenza è fascismo, categorico

 

Una mattina ci sveglieremo.

I geni del brucomente avranno avuto il sopravvento.

L’onda avrà girato in risacca.

Spazzando i cattivi pensieri e quattro dementi ancorati al ieri.

Sarà il turno della generazione zero.

Dell’intelletto vero, puro, sincero.

Nell’attesa si gioca e si boxa in difesa, si incassa.

Sperando di sciogliere dal bandolo questa matassa.

Quante volte si allertò sull’onda che avanza.

Gentile sarcasmo per non usare l’aggettivo fascista.

Oggi però è un giorno brutto, Harris bar chiuso per lutto.

Poggiando i piedi proprio su quello che nei saloon chiamavano bar.

Manco il poggiapiedi linguistico ci hanno lasciato, gli americani.

Lo chiamano bar, con la colt tutti alla sbarra.

Noi tutti qui a pendere dalle anglofone labbra.

E l’Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar.

Era la presa del potere dei bruchi che tarpano le ali.

Anche quelle dei gabbiani ipotetici.

Mentre il popolo applaude e ringrazia quel poco che sa.

Di Cina, di Budda, di Americhe e di chi resta qua.

Che fastidio quegli allenatori del pallone.

Io non so niente di queste cose, sento solo un prudente prurito alle mani.

E mi fido.

La chiave sta nel verbo, quello in senso biblico che ovunque ritorna.

Insomma sciura Pina, cusa l’è mai questo prudente, prurigginoso, pulcioso, fascismo.

Tsu no mi, ma so che l’è una roeba bruta e che monta, l’è solo l’inissio.

Mi impersono in qualità di chief prophet autocratico proclamato dalla meraviglia di setta rapace.

Sento il dovere di mostrarmi sympatico con Giuseppa la Pina.

Devo elaborare una definizione di categoria che si infigga apicale, ovvero a priori nei top.

Categorica nel senso universale, anche un poco scenografica, ma sintetica.

Mi aggiro nei meandri di scivolosi territori evocando quello spettro nelle campagne.

E cercando tra gli opposti giro e trovo infine un campionario al soggetto, ma oggettivo.

Il fascismo fu movimento sociale, populista, ideologico, demagogico, propagandistico, dottrinario, nazionalista, autoritario, autocratico, razzista, anticomunista, antiliberista, capitalista ma socialista, ista,

Così di tutto farcito come un cappone è una macedonia che presto attecchì.

‘Ndo’ cojo cojo qualcuno lo cojo, basta che cojo.

Ma è ovvio l’anacronismo, oggi non c’è ancora il fascio nero vero.

E quello vetero si è evoluto confermando la pervasività delle teorie di evoluzione applicabili quocumque.

E allora cosa è oggi questo prurito di fascismo, malattia di genetica devianza.

E’ più facile se volate epifanici come le farfalle sbrucate, a missili e petardi sopravvissute.

Fascista è colui che interpreta i rapporti, sociali individuali e collettivi, come rapporti di forza. 

Così dice il Corriere. 

Quindi con prepotenza e degenerata intolleranza.

Per ridetta genetica devianza.

Giochi a somma minore di zero con dispersione di energia disse il saggio allegro ma non troppo.

Così non gongolate all’arrivo di un fascismo in alternanza mimetica.

E’ solo questione di ballare un altro giro di danza.

Ma la musica delle stelle con le strisce, non darà a nessuno il permesso di un ballo con lei.

E’ gente per cui le arti stan nei musei.

Fascisti categorici, inutili cani da pagliaio.

Prepotenza, molta potenza, troppa potenza.

Tutta ignoranza.

Questione di cellule

 

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Cani comunisti con 4 gatti per strada

Aztechi di provincia e cani da pagliaio

 

Attonita tristezza. 

A me il fascismo mi deprime.


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