domenica 3 novembre 2024

2024 11 04 – Piccoli fascisti poi crescono

 2024 11 04 – Piccoli fascisti poi crescono

 

Guarda l’onda propaganda.

Senti la marea come monta.

Sono sicuro che sono certo.

Ci si nasce con le fasce.

Il fascismo deve essere una devianza genetica.

Una roba tipo il cretinismo.

E se ce l’hai sono cazzi tuoi.

Puoi soltanto sovrascriverla.

Con fatica di esercizio comportamentale.

E noi sovrascriviamo con ogni opposto a ciò disposto.

Vale pure all’incontrario.

Magari nasci puro senza ariano.

Ma ecco l’onda che ti sprofonda.

Ti trasformano in educando.

Si comincia con l’effetto esposizione.

Quello dei neuroni per gli acquisti.

Manifesto : a Roma la fiera della guerra. I bambini giocano con le mine.

C’è un ministro declaratorio solo appena un po’ littore.

Littorio ufficiale subalterno di scorta che declama con orgoglio alla nazione.

“Il villaggio serve a costruire una cultura della difesa”.

“Le forze armate sono il nostro principale presidio di libertà e democrazia”.

“Il presupposto della pace sono la forza e la deterrenza”.

E io che credevo fossero l’istruzione, e il lavoro, e il cibo, e quelle robine là.

E la costituzione, già.

La cultura della difesa è crassa propaganda che sottende quella delle stesse armi capaci di offesa.

Ma che volete che sia, quali bambini non giocano ai soldatini.

Io a dieci anni ero già in escalation.

Mi sono trovato in mano una bella verissima carabina calibro 22.

Con il comando vocale.

Puntare, mirare, sparare.

Bersaglio mobile era una lucertola inerme ma di certo infame.

Quando pater si accorse che sbagliavo di proposito diventai ufficialmente uno molle senza spina dorsale.

Il mio catto pater papà carolingio di famiglia, altro che Mario.

L’italico compito razziale necessario era "riorganizzare la gioventù dal punto di vista morale e fisico e sociale e militare per creare l’uomo completo".

Alla memoria della Opera Nazionale Balilla.

Ma con me gli andò male.

Appena morì portai l’arsenale di famiglia dritto in commissariato.

Sbalorditi dall’assortimento abbastante ad un reggimento venni guardato a vista come un terrorista.

Mi è rimasto un fascino discretamente borghese per lo strumento di potenza.

Una sorta di riverenza della prudenza a giocare ai fanti fino da infanti.

Ma fascista proprio no.

Tanti sono i presupposti per cui avrei dovuto crescere balilla.

Anziché orgogliosa pancia di tanti piccoli nazionali fusilli.

La profondità pedagogica dell’organismo fascista aveva previsto tutto.

Ma non il nuovo meme o motto della gioventù italiana a mano disarmata.

Oltre l’educazione di Mario.

Basta moschetto evviva il calcetto.

E tornerai a dire io c’ero.

Ai funerali degli agenti della scorta di Moro.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Mario

 



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