2024 11 04 – Piccoli fascisti poi crescono
Guarda
l’onda propaganda.
Senti
la marea come monta.
Sono
sicuro che sono certo.
Ci
si nasce con le fasce.
Il
fascismo deve essere una devianza genetica.
Una
roba tipo il cretinismo.
E
se ce l’hai sono cazzi tuoi.
Puoi
soltanto sovrascriverla.
Con
fatica di esercizio comportamentale.
E
noi sovrascriviamo con ogni opposto a ciò disposto.
Vale
pure all’incontrario.
Magari
nasci puro senza ariano.
Ma
ecco l’onda che ti sprofonda.
Ti
trasformano in educando.
Si
comincia con l’effetto esposizione.
Quello
dei neuroni per gli acquisti.
Manifesto : a Roma la fiera della
guerra. I bambini giocano con le mine.
C’è
un ministro declaratorio solo appena un po’ littore.
Littorio
ufficiale subalterno di scorta che declama con orgoglio alla nazione.
“Il
villaggio serve a costruire una cultura della difesa”.
“Le
forze armate sono il nostro principale presidio di libertà e democrazia”.
“Il
presupposto della pace sono la forza e la deterrenza”.
E
io che credevo fossero l’istruzione, e il lavoro, e il cibo, e quelle robine là.
E
la costituzione, già.
La
cultura della difesa è crassa propaganda che sottende quella delle stesse armi
capaci di offesa.
Ma
che volete che sia, quali bambini non giocano ai soldatini.
Io
a dieci anni ero già in escalation.
Mi
sono trovato in mano una bella verissima carabina calibro 22.
Con
il comando vocale.
Puntare,
mirare, sparare.
Bersaglio
mobile era una lucertola inerme ma di certo infame.
Quando
pater si accorse che sbagliavo di proposito diventai ufficialmente uno molle
senza spina dorsale.
Il
mio catto pater papà carolingio di famiglia, altro che Mario.
L’italico
compito razziale necessario era "riorganizzare la gioventù dal punto di
vista morale e fisico e sociale e militare per creare l’uomo completo".
Alla memoria della Opera Nazionale
Balilla.
Ma
con me gli andò male.
Appena
morì portai l’arsenale di famiglia dritto in commissariato.
Sbalorditi
dall’assortimento abbastante ad un reggimento venni guardato a vista come un
terrorista.
Mi
è rimasto un fascino discretamente borghese per lo strumento di potenza.
Una
sorta di riverenza della prudenza a giocare ai fanti fino da infanti.
Ma
fascista proprio no.
Tanti
sono i presupposti per cui avrei dovuto crescere balilla.
Anziché
orgogliosa pancia di tanti piccoli nazionali fusilli.
La
profondità pedagogica dell’organismo fascista aveva previsto tutto.
Ma
non il nuovo meme o motto della gioventù italiana a mano disarmata.
Oltre
l’educazione di Mario.
Basta
moschetto evviva il calcetto.
E
tornerai a dire io c’ero.
Ai
funerali degli agenti della scorta di Moro.
Kalimmudda
ipsum dixit

Nessun commento:
Posta un commento