2024 07 14 – Donnie duck subito santo
Hanno
sparato a Donald Trump.
Ipotesi
di complotti.
Dimentichiamo
i corrotti.
Corrotti
di mente ma amati da tanti.
Questione
di gente.
Ma
chi lo dice.
La
gente, la gente.
Così
recitava Tina Pica con de Sica.
Mezzo mondo lo ha odiato.
Ma
che non venga toccato.
Prendete
un salvini il macedone.
Condottiero
di folli.
Frullatore
di pensieri.
Memoria
corta di padania nella macedonia della mente.
I
toni violenti della sinistra armano i deboli di mente. E’ successo negli Usa, era capitato anche in Italia
contro Berlusconi, mi auguro non ricapiti più.
Oh.
Già
si spacciava per unto.
Adesso
che venga promosso.
Avanzato
di grado.
Ma
di chi parla, di Trump o di Berlusca.
L’è
istèss, è sempre questione di santificazione.
Qualcosa
perciò o però non mi torna.
Io
sono qualunquista e pur complottista.
Semino
dubbi e possibili fole.
Sento
e vedo trame diabolicamente intrecciate.
A
volte ordite pure più ardite.
Bisogna
farla una premessa.
Il
tiro al presidente piccione, è degli americani sport nazionale.
In
effetti forse anche transnazionale.
Ma
ciò premesso ci siamo giocati un paio di Kennedy.
Era
rimasto Donnie duck Trump.
A
cavallo del suo rosso destriero.
Alla
carica di nuovo del maggior dicastero.
Poi
arriva uno che gli spara dieci pallottole.
Forse
gli mancava quella d’argento.
Sta
di fatto che resta secco un povero cristo passante.
E
a noi ci rimane quel becco miracolato.
E
ora tutto il mondo lo adora.
Lo
difende in quanto istituzione.
Ma
sappiamo che in tanti non ne disdegnano la persona.
Questa
è la grande trama segreta.
Donnie
era armato a mano propria.
E se si è sparato da solo?
Con soltanto qualche graffio.
Il
che sarebbe pure stata una bella metafora.
Invece
ora incede trionfante sulle ali degli angeli.
Dimenticati tutti i demoni in testa, il mondo lo canta da santo miracolato.
Donnie
duck non è più il diavolo.
Donnie
duck subito santo.
Kalimmudda
ipsum dixit

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