2024 07 26 – Elementare, alimentare. Le brigate della rapa
Revoluzionario esproprio alimentare.
Soluzione elementare.
Rivoluziono, parto dalla fine e poi revoluziono.
Nel mio dominio sono domine il signore.
Asservito alla diffusione del copyleft,
faccio un po’ come mi pare.
L’importante è misurare, la misura.
Di entità di ritirata della mente ancora malata.
Che vi piaccia oppure no questo è il miglior mondo mai
esistito.
Il pensiero è nato e viaggia, seppure poco dritto, diretto verso la
civiltà dell’intelletto.
Miliardi di coscienze collegate a computare in una mente
sola.
Ma non è facile capire dove si vada tra milioni di milioni.
Tentazioni di rivoluzioni ne abbiamo tante.
Ma dobbiamo credere che la chiave sia nel re.
Perché il ri sfascia tutto a scatafascio.
Due estremi, due versi di canzoni che da domine piazzo qui
in mezzo.
Tra cruda poesia e interiore follia.
Intermezzo immaginario, chiudete gli occhi e guardatene il
divario.
I stuck
around Saint Petersburg when I saw it was a time for a change.
Killed the
zar and his ministers, Anastasia screamed in vain.
Compassione per il diavolo, compassione della
rivoluzione.
Poi penso alle revoluzione e mi dibatto nel dubbio sulla
canzone.
E allora che rinforzo positivo sia, è manipolazione alla
revoluzione.
Riempi i tuoi polmoni di pensieri buoni, comincia da te stesso e poi
revoluzioni.
Ogni singolo giorno.
Voi ancora non ci credete, ma il peso del pensiero della
neurosfera sposta la terra intera.
La sposta in divergenza e deviazione tra i suoi assi fisico e magnetico.
Illumina il vinile di diversi schemi di neuroni con la radiazione interstellare.
Mentre solchi nel gravitone contengono logos e parole.
Sono i principi dominanti che non si può non rispettare
neppure in demoniaca controvoglia.
Siamo della stessa sostanza della schiusa, dopo qualche attimo
di evoluzione.
E avevano ragione i Galli, il cielo di peso di luce vi può cadere
sulla testa e folgorarvi.
Quante ne ho viste, quante ne ho scritte, quante ne ho
dette, quante ne ho lette, quante ne ho fatte.
Re volvére, rivolgere, indirizzare qualcosa verso un punto, piegare,
voltare, mutare, trasformare.
Una grande risonanza magnetica, ed ecco che indirizzo i
pensieri e le parole verso altro da misurare.
Gocce di revoluzione perenne e lacrime per un mondo che ne
esca indenne.
Poi un lumicino di speranza, la neurosfera non arretra,
avanza.
Qualcuno si è scordato di fare qualche guerra o inventare
intelligenze artificiali.
Memore di chi non ha nemmanco il pane, nasce
l'alleanza globale contro la fame.
Al G20, è mondiale.
Devo mobilitarmi, devo aiutare, devo revoluzionare.
Passo davanti a un supermercato che vedo tutto buio a
porte chiuse e mi folgora la luce.
Un’altra revoluzione, riservata alla tensione.
Gli è saltata la luce per allodole, bloccati i frigo, sia di
freschi che di surgelati.
Colgo l’attimo e mi ispiro, pochi giorni e van buttati,
perlomeno quelli a scadenze da tarocchi.
Che durano tanto di più lo sanno tutti, provateci con gli
occhi o con gli gnocchi.
La risonanza magnetica si attiva sulla testa di dirigenti e proprietà: facciamoci pubblicità.
Li spediamo ai bisognosi tanto marci non sono marci, salvo
storiche eccezioni.
Si, ma così è una tantum, si dovrebbe replicare ed
allargare.
Organizziamo le brigate alimentari che nascoste nelle fogne sono
del tutto analogiche.
Operano con un taglio netto ai fili elettrici.
Senza niente di artificiale, solo tronchesi da elettricista
e rattoppi mimetici.
Che rendano impossibile trovare il guasto se non sia sopra
una mappa.
Per una banca vale il detto che fondarla è criminale.
E già concepimmo una revoluzione monetaria meridionale al
grido di banca occupata, moneta requisita.
Peggio mi sento a parlare di distribuzione.
Revolgere il cibo degli eccessi verso chi ha fame è
revoluzionario.
E per il cibo non gelato c’è l’esproprio alimentare.
Le brigate del tarallo interverranno
con la rapa.
La rapina a mano libera.
Tanto al cassiere non succede niente.
Casomai se ne approfitta
E la ciccia se la dirotta.
Niente male, tu sei pazzo per davvero,
Non è vero, è che viaggio su un binario veritiero.
Quello dell’intento a trasformare.
Rompendo schemi nidificati nella testa.
Per aiutare gli indecisi, bella storia da vangeli.
Basta un paio di tronchesi, e piovono angeli dai cieli.
Kalimmudda
ipsum dixit
Mondo cane, io me te magno.

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