2024 07 29 – Il lucido impero della mia confusione
Facciamo
i seri.
Questi
sono giorni neri.
Giorni
di guerra su fronti diffusi.
Continuano
ovunque, è tutta una lotta.
Un
intreccio di ambiti che la rende totale.
Guerra
è parola dal germanico werra che in italico significa mischia, ma anche rissa
zuffa tafferuglio.
Messa
così rende meno di una guerra, ma riporta ad attitudini infantili e genetica
nazionale.
La
civiltà dell’intelletto non è pronta.
L’immagine
papale della terza guerra mondiale a pezzi non inquadra la situazione, è
settoriale.
Viviamo
in un bordello dell’intelletto, un casino generale dove tutto è collegato.
Anche
se i nessi non li vedete, è perché spesso sono acausali sincronici, ma ci sono
e sono apicali.
Allora
più del vaticano per me rende bene chi ha provato di sua mano.
www.dirittiglobali.it - Rapporto
sui diritti globali
Si
fa l’elenco delle guerre in corso, con il quale tutto mi sembra più chiaro.
La
guerra contro i popoli
La
guerra contro i diritti umani
La
guerra contro l’ambiente
La
guerra contro il lavoro
La
guerra contro i diritti sociali
La
guerra contro i migranti
La guerra per la guerra, aggiungo a richiamo dell’assenza di nessi nel pensiero.
Manca
solo un cappello da levare, è la guerra del pensiero apicale e delle scale di valori.
La
guerra del sé, dell’io dominante.
Intanto mentre volano missili e droni, viene stuprata l’ennesima acqua salata.
Moria
di pesci soffocati in una scena da apocalisse, da piaga.
La guerra all’ambiente.
Testimonianza rinforzata dalla balena nel porto dei mille.
Un
altro allarme, forse un richiamo sonoro o magnetico.
Di
una regina piovuta dal cielo, immolata per farsi capire.
Si
dragavano tante lagune, con in premio la gioia dei canti delle balene.
Bastava il danaro di una olimpiade griffata di oro apicale.
Senza scassare le palle al
terzo sesso in genere.
Che
a me stanno pure simpatici, conosciuti e provati, senza dimenticare il trittico
di antichi valori.
Ma
dove è la libertà, ugualità e fraternità, perse nei marchi di grandeur e lusso
sfrenato.
Mi
piaceva la brogna, a volte pure tarallo, ma ognuno sarà ben libero di usarli,
senza che sia una rogna.
Adesso basta vi devo alleggerire.
A muovere un mulo vale più una risata che cento
bastonate.
C’è
una guerra proprio specifica, quella del trigemone americano russo e cinese.
In
tutta questa confusa foresta boscosa ecco una buona novella.
L’italica plemielina è sbalcata in Cina, piena di doni che quelli già avevano.
Incluso
un polo da un marco.
Se
guardate il video potrete notare il personale compiacimento da guerra
del sé, ai.
Ma come.
Eravamo appena andati via dalla via dalla seta forse
per qualche telefonata coi padroni del nylon.
E
adesso non solo abbiamo il permesso di farci affari, ma pare quasi che siamo
nato ambasciatori.
O
teste di ponte, chissà.
Qua
sento puzza di vai avanti tu che mi scappa da ridere.
Plemielina ti perdono, ma statte accuorta ai nostri porti.
Non ti fare fottere Genova, Napoli e Trieste.
Se
te li fai fottere, ‘o ‘mericano poi te fa ‘nu mazzo tanto.
Mamma mia.
Questo della confusione è davvero il vero grande lucido impero.
Vedo
solo un lato buono.
Dice
il saggio.
Quando
un plemiel con alle spalle troppi straccioni fascisti incontra il plemiel del partito con
alle spalle più di un miliardo di ricchi comunisti, allora il fascista può dire che ha
visto chi è che ti dà davvero la luce.
E la duce fascista sarà convertita comunista.
Kalimmudda
ipsum dixit
Perchè oltre il gran caldo in
agosto c'è veramente troppa confusione
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