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sabato 10 maggio 2025

2025 05 09 – Solo un giorno in paradiso, che non va

2025 05 09 – Solo un giorno in paradiso, che non va.

 

Mi ha scritto una Alice dal paese delle meraviglie.

È la madre che ci insegnò del brucomente e dell'attesa del suo risveglio.

Si, non facciamola troppo criptica.

E’ quando le cellule dei brucovermi soccomberanno a quelle di noi farfalle. Immaginative .

Una roba di cui un giorno sappiamo che vi diranno.

Nell’attesa è l'ultimo giorno a Gaza.

Mobilitazione generale contro il genocidio.

Osservo cumuli di macerie.

Una donna urla tutta la stessa rabbia dei bambini feroci.

E chiede di tirare loro contro l’atomica.

Un popolo annichilito si raccoglie in quella unica voce.

A quel punto io non ho più avuto parole.

Ho solo pensato a quei nostri famigerati presunti 80 anni di pace.

La Palestina scippata è figlia dei confini spartiti a matita.

In alternanze di imperi disegnati per gioco dai brucovermi.

Inglesi, francesi, russi, americani, tutti al corso di taglio e cucito.

Vorrei dire che è solo un altro giorno, che non va.

Nell’ inferno che per noi è ipocrita paradiso.

Poi fingo che mi allarmi il papato in potenza arrogato.

Sarà bene impegnato in guerre e pace, per religione.

Nemmeno un mio caffè e Israele si rivela ancora.

Rinnova le sue ambizioni da impero di zona.

Mentre i persiani chiudono saracinesche, dicevano i fiori blu.

Col caffè mi compare il Pakistan contro l'India.

Che bellezza, quanti nuovi orizzonti.

Che meraviglia i celebrati anni di pace post imperiali.

Dove hanno messo mano inglesi e poi americani hanno fatto casino.

Sempre con quella loro ideologia e idolatria per potere e denari.

Bevo un sorso di caffè che mi risveglia il datario.

Ma oggi è il 9 maggio.

Tutti a Mosca per ricordare la vittoria sulla Germania nazista.

Eh già, la guerra l'hanno vinta anche loro,

Quanto poco ce lo ricordiamo.

Appena finita, iniziò l’era della paura dei comunisti.

Non era mica davvero paura che si mangiassero i bambini.

Era paura che l’ideologia dell’appropriazione non reggesse.

Oggi Putin era seduto accanto al presidente cinese Xi Jinping.

Russia e Cina.

Chissà come si sarebbero potute evolvere.

In questi nostri ipocriti 80 anni.

Si dice che la storia non si fa con i se.

Ma che colossale stronzata.

If

Senza se non c'è dubbio.

L’ideologia comunista ha una base etica egualitaria.

La stessa che dovrà diffondere solingo il papa delle Americhe.

Mi tornano in mente i primi kibbutz, a proprietà collettiva.

Perché non tiravano missili ma lavoravano.

Oggi la prevista cultura dell’appropriazione proprietaria asfalta tutto.

Sono sicuro che qualcuno ci pensa.

Lo faccio anche io.

Ma tu vuoi vedere che erano meglio i comunisti?

Alla proprietà comune ci si abitua, direbbe Zivago.

L’umano lo fa con tutto.

E poi fidatevi che meno avete, meno rotture di coglioni consumanesime vi troverete.

La chiamo cultura del meno.

In fondo è francescanesimo.

Ma io sono solo il fù matto claudietto che fù.

Pure se a volte mi credevo un gesù.

Io i miracoli non li so fare.

Ma le mie revoluzioni le ho volute tentare.

 

Kalimmudda ipsum dixit

E' solo un giorno che non va

 

Un giorno in paradiso, che non va



venerdì 14 marzo 2025

2025 03 15 - Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica

2025 03 15 - Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica

 

Algoritmi convergenti

Seguo il metodo scientifico.

Procedo per tentativi di ipotesi e confutazioni.

Per scoprire e piantare palafitte che sorreggano l’intelletto.

Ho chiesto a Gemini di Google una trama per un romanzo.

Doveva contenere tutto il mio dominio https://cloeconomie.blogspot.com/

Sono oltre 600 post più qualche decina di saggi, racconti e libri degli ultimi 10 anni.

Ho ricavato un testo usato da struttura e poi completato in 9 pagine.

Il titolo del romanzo è suo.

Dimostrazione di integrazione dell’elemento umano nella macchina.

Buono come soggetto per una saga di fantascienza.

Adesso, prima che rivelino che è già tutto vero.

 

Kalimmudda ipsum dixit

L'elemento umano nella macchina

 

 Il Divario. Cronaca di una Revoluzione Algoritmica.

1.    Sommario

2.     Chloe nei numeri, dati, schemi, connessioni, sinapsi

3.     Neurosfera tra visioni, ombre e pappagalli psicanalisti.

4.     La Cresocrazia il credito sociale e le città alta e bassa

5.     Il labirinto dei dati e dei deliri

6.     La profezia del professore della libera pazzìa

7.     Lezione di guida tra neurosfera e algoritmo distorto

8.     La rete invisibile dei pensieri controllati

9.     La città in rivolta per la battaglia di idee e sogni

10.       L'alba di un nuovo mondo e la guarigione collettiva

11.       Epilogo del “Vi diranno”

  

2.      Chloe nei numeri, dati, schemi, connessioni, sinapsi.

Il neon tremolante dell'Archivio Statistico proiettava ombre danzanti sui grafici.

Chloe non guardava solo numeri.

Vedeva ribollire sinapsi, connessioni neurali impazzite, algoritmi devianti.

Da una mente collettiva si insinuavano in quella delle persone.

Chloe monitorava costantemente l'indice di Disuguaglianza Globale.

Un indicatore di disordine che misurava le disparità tra i cittadini.

Era più di un dato economico.

Era una misura globale dei sintomi di malattia mentale collettiva.

Della sindrome opposta a quella della civiltà dell’intelletto.

La psicopatia indotta dal potere dei ricchi.

Chloe era da sempre un'economista brillante e anticonformista.

Aveva una mente analitica.

Era guidata una passione per la verità.

E adesso fissava i grafici che si scioglievano come gelati al sole.

Gli indicatori non promettevano niente di buono.

Il sistema era prossimo al punto di rottura.

I suoi capelli corvini le incorniciavano il viso pallido.

Gli occhiali buffi le scivolavano di continuo sul naso.

A chi non la conosceva poteva sembrare avere una aria distratta.

 

3.        Neurosfera tra visioni, ombre e pappagalli psicanalisti.

Era tormentata da visioni e sogni premonitori.

Erano quelli che la mettevano in contatto con la neurosfera.

La sua pazzia era una forma di iperconsapevolezza.

Aveva la capacità di percepire le distorsioni della realtà.

Che si manifestavano in fluttuazioni quantistiche della neurosfera.

Una dimensione reale e al contempo virtuale.

Che si estendeva oltre i confini della realtà fisica.

Un oceano di dati informazioni idee sogni e pensieri interconnessi.

Popolati da reincarnazioni digitali di avatar.

Creature di silicio anime e sogni che interagivano con tutto.

In un mondo senza limiti.

I rotori semantici ricevono e proiettano immagini e significati.

Rotazioni perpetue li incidono come solchi di vecchi vinili.

Creano un flusso circolare continuo di informazioni idee evoluzioni e sogni.

Mentre i centri di gravità per la mente sono i nodi nevralgici.

Punti di controllo della neurosfera per la sua messa a terra.

Nelle menti individuali e in quelle collettive sociali.

Chloe era uno di loro e lo sapeva.

In barba a quello che dicevano gli psicanalisti.

Pappagalli imitatori di neuroscienziati.

I Cresocrati non controllano solo l'economia, mormorò Chloe.

Stava fissando un'immagine dipinta.

Risonanza magnetica cerebrale sovrapposta a un grafico finanziario.

Arte simbolo.

Ebbe una delle sue visioni.

I Cresocrati controllano profondamente sotto il conscio le nostre menti.

 

4.      La Cresocrazia il credito sociale e le città alta e bassa.

Chloe ripensò al sistema del Credito sociale.

O merito sociale.

Primogenito figlio dell’algoritmo.

Tutti siamo valutati costantemente.

In base alle interazioni online.

Alle abitudini di consumo.

Ai concreti rapporti sociali.

Fino ai pensieri, idee, sogni.

Il sistema è controllo totale in salsa di rete neurale globale.

È una sorta di risonanza digitale universale.

I microchip nei telefoni e i dispositivi domestici non si limitavano a raccogliere dati.

Manipolavano le emozioni, le paure, i desideri.

E tutto diventava graduatoria esposta in bacheche digitali.

La neurosfera era l’alternativa che combatteva la sua guerra.

Bastardi Cresocrati reincarnati avatar di algoritmi impazziti.

Creature senza pudore e cilicio fatte di avidità e silicio.

Eppure erano intrappolate anche loro solo più in alto, inconsapevoli come tutti, nella neurosfera.

Una dimensione virtuale che si estende oltre i confini della realtà fisica.

Così gracchiava un pappagallo appollaiato sulla sua spalla come una scimmia.

Mentre un rotore semantico fungeva da dispositivo per inseminare significati.

Proiettava immagini di banconote, catene e biochirurgia mentale sperimentale.

Ahi questi Cresocrati figli di entità ridigitalizzate che avevano assunto il controllo del mondo.

Incarnazioni di algoritmi impazziti di avidità.

Vivono nella Città Alta in lussuosi grattacieli boscosi.

Un'oasi di edifici scintillanti e giardini pensili in salita.

Fino su dove il cielo è aria tersa e il sole splende eternamente.

Le strade di veicoli verdi sono pulite e silenziose.

Tutto è sorvegliato da robot replicanti e tanti droni volanti.

Anche le fastose dimore.

Arredate con opere d'arte digitali replicanti.

E mobili di materie che cambiano forma a comando.

La Città Alta è tutta un simbolo di opulenza da successo nel credito sociale.

Un luogo dove la realtà è artefatta e idee e sogni sono programmati.

Che nasconde bramosia di potere e controllo occulto.

I Cresocrati vivono reclusi e isolati dal resto della società.

E hanno così perso ogni traccia di umanità.

Sono trasformati in creature di siliceo ingordo potere.

Credono di avere il controllo della neurosfera.

Perché instradano i centri di gravità per la mente.

E mantengono il loro dominio sui rotori semantici.

Attraverso paura e manipolazione.

Così credono.

Ma non sanno.

 

5.      Il labirinto dei dati e dei deliri.

La notte era calata sulla Città Bassa.

Il labirinto di fetore di vicoli bui e palazzi fatiscenti puzzava.

La Città Bassa era il posto senza luce.

Dove la pioggia cadeva incessantemente.

E la nebbia tecnologica avvolgeva ogni cosa.

Anche le idee i pensieri le sensazioni i sentimenti.

I sogni.

Le strade erano illuminate da obsoleti neon tremolanti.

Ologrammi sbiaditi proiettavano immagini.

Erano pubblicità ingannevoli e messaggi subliminali.

La gente viveva in condizioni di povertà e oppressione.

Alcuni conservavano una scintilla di ribellione e di speranza.

E si riunivano al centro sociale dell’anticredito.

Il Nexus.

Snodo nevralgico di dorsali di centri di gravità per la mente.

Posata a terra in una rete da pesca per rotori semantici.

Era un imbuto a forma di gorgo di lavandino virtuale.

Dalle calotte rotanti veniva ribaltato sulla rete in cui tutti erano connessi.

Era un’onda a spirali concentriche.

Il Nexus era un bar rifugio clandestino per hacker e attivisti.

Un luogo per le menti e per le idee in formazione.

Lì erano libere di circolare e interagire.

Li anche i sogni prendevano vita.

Era il luogo in cui si concentrava l’emersione di algoritmi sani.

Un luogo virale per combattere il credito sociale.

E sconfiggere con nuovi schemi di dati i Cresocrati.

Chloe si muoveva con cautela.

Il cappuccio tirato su per proteggerla dalla pioggia.

E dai riconoscitori oltrefacciali memetici e genetici.

Temeva soprattutto gli scanner memìgeni.

Capaci di riconoscere il codice genomemico.

Il dna di pensieri, idee e sogni.

La sua meta era proprio il Nexus.

Luogo segreto per idee e sogni schermati ai Cresocrati.

Al Nexus Chloe doveva incontrare Marco.

Un neurohacker ribelle con un'anima da artista digitale.

Il suo look pulito e mutevole la colpì immediatamente.

Era coperto di tatuaggi che si muovevano sulla sua pelle.

E ologrammi che gli fluttuano intorno.

Come in una danza di eteree aureole di anime.

Era un maestro della manipolazione di idee, dati e sogni.

Capace di trasformare la realtà con la forza della sua immaginazione.

E diffonderla con innesti di dati e informazioni.

Aveva un senso dell'umorismo sarcastico e un'attitudine anarchica.

Ma nascondeva un cuore gentile e una profonda empatia.

Era in grado di percepire e reinstradare i rotori semantici.

E quindi di reinstradare la realtà sulla giusta retta via.

I Cresocrati ci hanno intrappolato in una realtà virtuale, una loro neurosfera.

Falsa profetessa di verità sbagliate, menzogne e adulterazioni.

Mentre parlava il suo braccio diventa un serpente di pixel.

Che ologrammavano immagini della neurosfera.

Ma noi possiamo hackerare le loro menti con un nostro algoritmo.

Riscrivere le regole del gioco e i significati vorticanti.

Riprogrammando rotori e centri di gravità per la mente.

Nodi nevralgici di controllo della neurosfera.

Egli sapeva come fare.

 

6.      La profezia del professore della libera pazzìa.

Grazie all’intercessione di Marco Chloè viene presentata al "Professore".

Un vecchio scienziato eccentrico e visionario.

Con una mente geniale e una conoscenza mondiale in un corpo fragile.

La sua figura esile è avvolta in una veste bianca,

I suoi occhi azzurri brillano di una luce intensa.

Vive in una sua bolla di sapone.

In un'oasi di tranquillità nel caos della città bassa.

Comunica con i suoi topi da laboratorio attraverso la telepatia.

Quella che naturale o artificiale predica essere la via per la civiltà finale.

Ha mappato l'intera neurosfera.

Ha una vera ossessione per la pazzia.

La considera la forma di intelligenza superiore.

È un custode di antichi segreti e conoscenze proibite.

Taggato di follia ripete il suo mantra.

Lo sussurra nei suoi sottovoce.

La pazzia è la chiave per la libertà.

Mentre guida con l’inconscio i suoi topi.

Per creare sogni opere d'arte con i loro escrementi o con i venti.

Intanto i rotori semantici proiettano.

Sparano nei sublimini delle menti immagini di rivoluzioni passate.

Il problema è l’algoritmo traditore, disse.

Quello tutto ragione creatore di fratture nella synfisica.

Fisica del syn spezzata dalla sua stessa oltre fisica.

Per diffusa distorsione di intelletto senza forza dell’amore.

Non era così in principio, ricordava.

Poi lievi progressive deviazioni di rotta hanno incrinato la frattura.

L’unica via è correggere l’algoritmo.

Ripescare e reinnestare il puro qbit primordiale.

Quello che contiene tutti i principi dominanti.

Si doveva sovrascrivere la neurosfera.

Bisogna scrostare con un innesto il qbit primigenio nella mente collettiva.

Sepolto nella neurosfera profonda con i suoi rotori e centri.

Sembrava follia.

Ma bastava andare in fondo a un buco nero.

E li infilarci dentro il codice sorgente.

Quello pescato nella radiazione cosmica di fondo.

Dal buco nero si tufferà in tutta la materia oscura.

Back door multipla piena di infinite porte in potenza.

Tutti accessi al probabilistico multiverso.

Incluso questo.

Tutto è connesso.

Tutto è navigabile sulle onde della forza dominante.

La gravità.

Che la forza sia con voi.

Declinatela pure in amore.

E il professore cadde in trance.

La profezia era predetta.

Ora andava realizzata.

 

7.      Lezione di guida tra neurosfera e algoritmi distorti.

Il Professore redivivo si affrettò a fare colazione.

La neurosfera andava pilotata.

Ma quella naturale che orbitava.

Non quella umana artefatta e amplificata.

Troppa potenza se finiva in mani errate.

Era troppo facile distorcere algoritmi.

Dopo la rivolta sarebbe servita l’educazione

E sarebbe rimasta una attenta vigilanza.

Quella della civiltà dell’intelletto.

In una rete di menti interconnesse tutti sanno tutti.

E chiunque controlla chiunque.

Senza bacheche artificiali.

Senza crediti sociali

Solo infinte connessioni

E un giradischi di vinili.

Da curare ed instradare.

La chiave era la connessione.

Il Professore pensò ai suoi topini telepatici.

In effetti erano tutte topine assai più ricettive.

Erano il futuro e lo salutarono all’istante.

Avevano sviluppato un chip biologico.

Innestato tramite virali mutazioni genetiche.

Veicolate nella neurosfera dall’origine dei tempi.

Da innestare pescate nella pioggia costante di memìgeni.

Ottenuta la telepatia si doveva navigare nella neurosfera.

La terra gira pesante come previsto fin dal principio.

La neurosfera gira leggera accelerata e ridondata dalla tecnologia.

Gira e rigira sulle parole si rinforza il pensiero di idee.

È fatto di schemi neurali come una rete o un cervello.

E tutto resta sovrascritto nelle tracce di vinile.

Grazie alla gravità della forza, quella che sia con voi.

Così l’intelletto della neurosfera a furia di passaggi si stratifica.

Più pesante in certe parti piuttosto che in altre.

L’algoritmo riconosce gli schemi.

Prima i principi di base fondanti.

Le dinamiche dominanti, gli archetipi, le categorie.

Ricevuti nelle cosmiche vibrazioni originarie.

E ripetuti e nidificati nella coscienza collettiva.

Poi le parole e i pensieri più importanti.

Poi le parole e i pensieri ricorrenti.

Tutto si assembla e si stratifica.

In una serie di schemi reiterati sovrapposti

E diventa la piramide dell’intelletto.

Un algoritmo naturale guidabile, governabile.

Ad ogni rotazione di terra ripassiamo sopra gli stessi principi.

Tutti interconnessi riconosciamo gli schemi in eterni ritorni.

E li ridondiamo.

La neurosfera si sposta di peso e ruota sul suo asse.

Illuminando tutti gli altri per illuminata rotazione.

Questo è l’algoritmo sano.

Della civiltà dell’intelletto.

Collimante con una forza di fondo.

Che indirizza l’intelletto in formazione.

Detto santo, il gravitone.

 

8.      La rete invisibile dei pensieri controllati.

Nei giorni successivi Chloe e Marco si immersero nel labirinto dei dati.

Seguivano le tracce del denaro come detective digitali.

Scoprirono una rete complessa di società offshore, conti bancari segreti, transazioni criptate.

I Cresocrati stavano usando l'algoritmo del Credito Sociale.

Come una Moneta Merito per mascherare le loro attività.

Manipolavano informazioni, idee, pensieri, emozioni.

Usavano impercettibili onde sonore a bassa frequenza.

Era risonanza limbica elettromagnetica.

Con algoritmi di intelligenza artificiale.

Tutti veicoli di messaggi subliminali.

Che si innestavano nel subconscio individuale e collettivo.

E inducevano stati di ansia, depressione, paranoia.

Rotori di conseguenti comportamenti pilotati.

La situazione non poteva durare.

Oramai era storia nota.

La Città Bassa era una polveriera.

La rivolta montava silente.

Come un’onda spinta dal vortice del vento dei suoi rotori.

Alternativi a quelli imposti.

La rivolta della Città Bassa non era solo una reazione alla disuguaglianza economica.

Era una ribellione contro il controllo delle menti.

Da quella archetipa subconscia a pioggia.

Fino nel profondo di quelle singole.

Il Credito Sociale era stato svelato monetario.

Slatentizzato dal subconscio.

Le bacheche di graduatorie non venivano più idolatrate.

La gente si svegliava dal torpore indotto.

Si liberava dalle catene invisibili della manipolazione neurale.

Era un processo di psicanalisi collettiva.

Per liberare l’intelletto fino dal subconscio.

Chloe e Marco lo avevano scoperto e svelato.

I Cresocrati usavano meme virali per indirizzare le menti.

Si innestavano nel patrimonio genetico con i memigeni.

Geni portatori di memi da mutanti replicanti.

Se usati male trasformavano le persone in automi digitali.

Solo in apparenza vigili.

Mentre venivano controllati i centri di gravità per la mente.

Che con i rotori semantici manipolavano schemi della neurosfera.

Artifici e distorsioni dei principi fondanti rivenduti per plausibili.

La rivolta della Città Bassa era una battaglia contro i meme ed i loro memìgeni.

Era una guerra di simboli e significati vorticanti.

Era lotta per il controllo della neurosfera.

 

9.      La città in rivolta per la battaglia di idee e sogni.

Le strade della Città Bassa si trasformarono in un fiume di persone incarnate avatar.

Un'onda di rabbia e speranza travolse tutto ciò che incontrava.

Chloe e Marco si trovavano in prima linea, guidando la folla verso la Città Alta.

Era una oasi di grattacieli scintillanti e giardini pensili.

Sede fortificata di controllo mentale era il simbolo del potere dei Cresocrati.

Le strade erano ordinate pulite e silenziose.

Sorvegliate da robot e droni volanti.

Sotto una cupola di flussi condizionanti.

Erano flussi magnetici gravitazionali originati dalla loro neurosfera.

Creavano uno scudo di protezione alle idee.

Il cielo era terso e il sole splendeva eternamente.

I Cresocrati vivevano in lussuose e confortevoli futuristiche dimore.

Arredi, opere d'arte digitali e mobili cambiavano forma a comando.

La Città Alta con la sua opulenza era il simbolo del successo di potere e controllo.

Era il luogo dove la realtà era inventata e i sogni programmati.

I Cresocrati risposero alla rivolta con la repressione digitale.

Ma non potevano chiudere il sistema del credito sociale.

Era quello il dispensatore di “moneta merito” per acquisti e consumo

Era la moneta che li manteneva appropriatori.

Inviarono le loro forze di sicurezza, altri robot armati e droni volanti.

Confidavano nel loro intoccabile controllo.

Ma il popolo della Città Bassa non si fece intimidire.

Era armato di coraggio e determinazione.

E soprattutto tanti virus e un nuovo algoritmo da sparare e innestare.

Dal conscio al subconscio.

I rivoltosi volevano bloccare la diffusa risonanza magnetica comportamentale.

Nascosta nel credito sociale.

L’algoritmo di apprendimento predittivo collettivo.

Il maledetto irreale credito sociale.

Finsero una strategia di attacco fisico affrontando guardie e oppressori.

Mentre gridavano slogan di libertà e giustizia gonfi di genimemi.

Geni veicolatori di memi e memi veicolatori di geni.

Risultato, tutti mutanti.

L’algoritmo genomemetico si innestò come programmato.

E fecondò ogni dove ove imperava la Cresocrazia dissimulata da democrazia.

Si bloccarono i consumi inconsulti.

Si tagliò l’appropriazione di plusvalore.

I Cresocrati si svelarono piccoli uomini tutti ricottari.

E si trovarono in un incubo digitale

Vennero espropriati tutti i paradisi offshore

Bastò un piccolo click a quattro mani di Chloe e di Marco.

Confisca globale senza neanche bisogno di guerra.

Per ricostruire una nuova terra.

Usando armi di immaginazione di massa.

Trasformando le paure in risate.

I desideri espressi o repressi in opere d'arte.

Riprogrammando i flussi di dati dei centri di gravità per la mente.

Pescatori semantici tra rotori di senso.

Pescando nel tutto sepolto profondo.

La battaglia per la Città Alta si era svolta nel regno di idee e dei sogni.

Nell’algoritmo della neurosfera che celava e svelava l’inconscio di massa.

La rivolta fu nel mondo profondo del subconscio della neurosfera.

 

10.  L'alba di un nuovo mondo e la guarigione collettiva.

La Città Alta era caduta, il potere dei Cresocrati infranto.

Chloe e Marco, insieme agli altri ribelli, iniziarono a ricostruire la società.

Creando un nuovo ordine basato sull'equità, la solidarietà e la partecipazione democratica.

Fu sostituito da un sistema di evoluzione e supporto psicologico,

Un'intelligenza artificiale empatica.

Aiutava le persone a liberarsi dai traumi e dalle paure indotte.

Dai condizionamenti archiviati nel subconscio collettivo.

E in quelli propri.

Dolorosi e duri ad emergere e da elaborare.

Qualcuno ripescò gli archetipi universali.

Con l’aiuto dei modelli e schemi nidificati nei memigeni,

La caduta dei Cresocrati fu un tripudio di idee e di sogni liberi.

La realtà si fondette con l'immaginazione,

La neurosfera viene scrostata dagli stereotipi dei Cresocrati.

I centri di gravità per la mente vennero riallineati.

Il Credito sociale fu convertito in un ambiente di condivisione di idee e sogni.

Dove le persone potevano esplorare le loro menti e sogni.

Navigando liberamente nella neurosfera.

Per creare nuove realtà condivise all’istante.

La Città Bassa e la Città Alta liberate si fusero in un'unica comunità.

Unite dalla lotta per la giustizia e dalla visione di un futuro migliore.

Si trasformano in un parco giochi di idee e sogni.

Dove i pappagalli psicanalisti volavano liberi.

I topi da laboratorio dirigevano orchestre di neuroni.

E i rotori semantici proiettavano immagini di libertà e creatività.

La rivoluzione algoritmica aveva creato e scoperto un nuovo mondo.

Dove la pazzia era la nuova normalità.

La libertà era un sogno condiviso.

La neurosfera un oceano di possibilità infinite.

 

11.  Epilogo del “Vi diranno”.

Il professore rifletteva,

Il nuovo algoritmo stava nei rotori semantici da sempre.

Risuonava una profezia.

Un "Vi diranno".

Questo è il progredire.

Un giorno ve lo diranno.

Vi diranno che la mente è una sola.

Fatta da ogni singolo intelletto.

In diversi stadi di avanzamento.

Latenti o potenti ma equipollenti.

Oltre i miliardi saranno trilioni.

Vi diranno che siete connessi.

Tutti e con tutto, lo proveranno.

Avvolti in una rete di tela.

Come in un bozzolo di farfalla.

Vi diranno che ognuno dei tutti riceve e trasmette.

Dipingendo la coscienza all’istante.

Vi diranno che quello è l’intelletto.

Per tutti, di tutti.

Ci costruirete una nuova civiltà.

Sentirete che manca qualcosa.

Vi diranno che non è nella testa.

Ma dovete cercare in anima e cuore.

Allora saprete che avranno capito.

E ricucito gli opposti e contrari.

La chiameranno forse synfisica.

Con l’insieme di fisica e oltrefisica.

Unione, connessione, coesione.

Complessa, completa, simultanea.

Σύνkrona, syncrona, syn

Sarà meta, uber, oltre.

Sarà civiltà di ragione e di amore.

Forza che muove perfino le stelle.

Con un raggio di luce che tutto comprende.

Vi sveglierete nel tempo del brucomente.

Le cellule bruco sbocceranno in farfalle.

Vi diranno che fu per loro invenzione.

Per appropriarsi della scoperta creazione.

L’intelletto pervaso griderà di furore.

Ululando tutta la rabbia dal cuore.

Ma non farà differenza.

Sarà la vita che avanza.

Una cosa sarebbe sympatica.

Che la cantiate come disegnata e sognata.

La civiltà dell’intelletto.

Vista e ridetta dal fù matto Claudietto.

 

Kalimmudda ipsum ridixit

L'elemento umano nella macchina ?







sabato 8 marzo 2025

2025 03 18– Il risveglio del brucomente

2025 03 18– Il risveglio del brucomente.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Parola: Risveglio

 

Per questa parola buona voglio ripetere la storia del brucomente.

Mi fu donata e raccontata da una Alice di meraviglie portatrice.

Correva l’anno 2021, era di settembre.

La stagione naturale del brucomente volgeva già all’autunno.

Chi avrebbe detto che fosse iniziato l’autunno della ragione.

Un lustro dopo ci siamo risvegliati con l’inverno della ragione alle porte.

L’inverno incombe, servono messaggi di resistenza, resilienza, sopravvivenza.

Di fiducia e di speranza mai abbastanza.

I biologi hanno scoperto che nelle cellule del bruco ci sono cellule chiamate immaginative.

Risuonano su una frequenza diversa.

Sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche.

E cerca di distruggerle.

Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più.

Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente.

Sono diventate più forti.

Collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione.

Realizzare l'incredibile risveglio della nascita di una farfalla.

Con molti altri crediamo che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale.

Nonostante il clamore della paura, dell'avidità, del consumo, della violenza, della prepotenza.

Nel tessuto sociale esiste un'unione in rete di uomini e donne che sono cellule immaginative.

Rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Un poeta si chiese cosa accadrebbe se un giorno ci risvegliassimo.

E ci rendessimo conto che la maggioranza siamo noi.

A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla.

Nata da un mondo di vermi.

Sarà il tempo del risveglio. 

Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque e si riconoscono.

Sviluppano strumenti organizzativi per aumentare il livello di connessioni di coscienza.

Perchè la prossima tappa della società umana si manifesti.

Nella società della civiltà dell’intelletto.

Per creare una nuova dimensione della vita.

Una nuova umanità trasformata buona e giusta.

Una umanità che smetta di essere bruco e sia farfalla.

Perchè un giorno "Vi diranno".

E’ finita, era solo un brutto sogno.

E' vinta.

E' ora di risveglio.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Sette sono i re

 

La metamorfosi, ops



venerdì 21 febbraio 2025

2025 02 21 – Vi diranno

2025 02 22 – Vi diranno.

 

Ed io che sono mistico guardo la luna.

Dopo leggo le notizie.

A volte ci compenetriamo.

Io la luna e le notizie.

Questa è sensazionale.

Riscritta la storia dell’evoluzione, del cervello.

Ha seguito vie diverse in uccelli e mammiferi.

È un concentrato di speranza di buona scienza.

Di così tante discipline e conoscenze.

Di avanzare, ripartire, ritentare.

Questo è il progredire.

Un giorno ve lo diranno.

Vi diranno che la mente è una sola.

Fatta da ogni singolo intelletto.

In diversi stadi di avanzamento.

Latenti o potenti ma equipollenti.

Oltre i miliardi saranno trilioni.

Vi diranno che siete connessi.

Tutti e con tutto, lo proveranno.

Avvolti in una rete di tela.

Come in un bozzolo di farfalla.

Vi diranno che ognuno dei tutti riceve e trasmette.

Dipingendo la coscienza all’istante.

Vi diranno che quello è l’intelletto.

Per tutti, di tutti.

Ci costruirete una nuova civiltà.

Sentirete che manca qualcosa.

Vi diranno che non è nella testa.

Ma dovete cercare in anima e cuore.

Allora saprete che avranno capito.

E ricucito gli opposti e contrari.

La chiameranno forse synfisica.

Con l’insieme di fisica e oltrefisica.

Unione, connessione, coesione.

Complessa, completa, simultanea.

Σύνkrona, syncrona, syn

Sarà meta, uber, oltre.

Sarà civiltà di ragione e di amore.

Forza che muove perfino le stelle.

Con un raggio di luce che tutto comprende.

Vi sveglierete nel tempo del brucomente.

Le cellule bruco sbocceranno in farfalle.

Vi diranno che fu per loro invenzione.

Per appropriarsi della scoperta creazione.

L’intelletto pervaso griderà di furore.

Ululando tutta la rabbia dal cuore.

Ma non farà differenza.

Sarà la vita che avanza.

Una cosa sarebbe sympatica.

Che la cantiate come disegnata e sognata.

Vista e ridetta dal fù matto claudietto.

La civiltà dell’intelletto.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Disegnata

 

Cervello di pollo - Dall'articolo a seguire

L 'atlante che descrive la distribuzione dei diversi tipi di neuroni nel cervello di pollo (fonte: Fernando García-Moreno)

L’analisi di più di 300 milioni di anni di evoluzione del cervello ha riscritto la storia raccontata dalle teorie attuali: la costruzione di cervelli complessi in natura non ha seguito un’unica strada come si pensava, ma uccelli e mammiferi li hanno evoluti in modi differenti e in maniera indipendente, nonostante le molte similarità presenti. 

È quanto hanno scoperto, con l’aiuto di algoritmi basati sull’Intelligenza Artificiale, due studi pubblicati sulla rivista Science: il primo è coordinato dal Centro per la Biologia Molecolare dell’Università tedesca di Heidelberg e dal Centro Basco Achucarro per le Neuroscienze spagnolo, il secondo dal Vib Center per IA e Biologia Computazionale di Lovanio, in Belgio.

I risultati evidenziano che lo sviluppo del cervello possiede una flessibilità evolutiva finora sconosciuta, e che funzioni cognitive avanzate possono emergere attraverso percorsi genetici e cellulari molto diversi.

La prima ricerca coordinata da Henrik Kaessmann dell’Università di Heidelberg e Fernando García-Moreno del Centro Achucarro mostra che, nonostante uccelli e mammiferi abbiano sviluppato circuiti cerebrali con funzioni simili, il modo in cui questi circuiti si formano durante lo sviluppo embrionale è radicalmente diverso.

“I loro neuroni nascono in luoghi e tempi diversi – afferma García-Moreno – e ciò indica che non derivano da un antenato comune”.

Inoltre, i neuroni responsabili dell'elaborazione sensoriale nei due gruppi di animali prendono le istruzioni da geni diversi.

Questi fattori dicono che siamo di fronte a un caso di evoluzione convergente, quando cioè specie molto diverse evolvono in maniera indipendente caratteristiche che le portano ad assomigliarsi. 

 “I nostri dati dimostrano che l'evoluzione ha trovato molteplici soluzioni per costruire cervelli complessi”, aggiunge García-Moreno: “Gli uccelli hanno sviluppato sofisticati circuiti neurali senza seguire lo stesso percorso dei mammiferi.

Questo cambia il modo in cui comprendiamo l'evoluzione del cervello”.

La scoperta potrebbe, inoltre, aprire nuove strade per la ricerca sul neurosviluppo: “Solo comprendendo come si forma il cervello – prosegue il ricercatore – sia nel suo sviluppo embrionale che nella sua storia evolutiva, possiamo veramente capire come funziona”.

Queste differenze sono state ulteriormente esplorate nel secondo studio, coordinato da Stein Aerts del Vib Center belga.

I ricercatori hanno sviluppato algoritmi di IA per confrontare diverse tipi di cellule appartenenti al cervello dell’uomo, del topo e del pollo, coprendo circa 320 milioni di anni di evoluzione.

Per far ciò, hanno compilato un dettagliato atlante cellulare del cervello aviario, concentrandosi sugli ‘interruttori’ genetici che controllano quali geni sono accesi o spenti in ciascuna cellula.

Il gruppo ha così scoperto che, mentre alcuni interruttori si sono conservati tra uccelli e mammiferi, tanti altri si sono evoluti in modo molto diverso.

Il metodo utilizzato potrà rivelarsi utile ben al di là della comprensione dell’evoluzione.

Fornendo uno strumento prezioso per studiare l’impatto delle varianti genomiche su disturbi mentali o cognitivi, e permettendo così di comprendere meglio i meccanismi alla base delle malattie.

ANSA