giovedì 6 marzo 2025

2025 03 05 – A Vittoria. Memorie di educazione vittoriana

 2025 03 05 – A Vittoria. Memorie di educazione vittoriana.


E’ carnevale e c’è la festa di quartiere.

Dal balcone guardo i bambini giocare.

Ogni volta che lo faccio è un colpo al cuore.

Un ricordo di dolori mai svaniti.

Siamo figli persi nati e ritrovati.

Il telefono mi distoglie dai pensieri.

È mia figlia che mi chiama da Londra.

Caparbia testa dura ha seguito il cuore.

A Londra voleva andare e a Londra è approdata.

Lo racconto a tutti con fiero orgoglio.

Pure a lei che mi mostra una lettera che ha scritto.

Malsana pratica da qualcuno ereditata.

Si deve presentare per trovare lavoro.

Vuole e cerca ambiti di numeri e finanze.

E’ diventata grande.

Con un brivido me ne ricordo.

Mentre io mi guardo e vedo uno specchio vecchio.

Poi inizio e leggo.

Petite, j’adorais accompagner mon père à son travail.

Enfin… adorer, c’est un grand mot.

Ce qui me captivait était, les décisions à prendre, les chiffres à analyser et les discussions stratégiques.

Un jour, en voyant mon air perplexe devant ses tableaux Excel, il m’a dit : « La finance, c’est comme un jeu d’échecs : chaque décision compte, et il faut toujours avoir trois coups d’avance. »

Mon père m’a initiée à la finance en me faisant suivre la gestion de mes propres affaires.

Toujours avec ses conseils en arrière-plan.

En appliquant ces principes j’ai réalisé que c’était un univers dans lequel je voulais évoluer.

Et à quel point ce domaine me passionnait.

Tutto un fremito mi attraversa.

Da genitori spesso non sappiamo più essere figli.

E a volte i figli sono costretti ad educarsi da soli.

E noi a credere di sapere cosa sia meglio.

Sotto piogge di consigli per imporsi ai controvoglia.

Sono doloranti teste sbattute “a capa e muro”.

Le citai che “si sa che la gente da buoni consigli.

Quando non può più dare cattivo esempio”.

L’educazione vittoriana è ricerche a tentativi solitari.

Ma ora so che ha funzionato perché ho pianto a goccioloni.

A Vittoria “ma puce reine” dico quello che già sa.

Siamo multilingue poliglotti perchè tuo è tutto il mondo.

Te lo dico quindi con regale lingua di napoletano.

Quello di tuo nonno Carlo mio papà mai conosciuto.

Fermo educatore vittoriano che per te sarebbe uscito pazzo.

'A vita è 'nu muorzo ca nisciuno te fà dà' 'ncoppa a chello ca tene.

La vita è un morso che nessuno ti fa dare su quello che ha.

Perciò stammi a sentire.

Perdi tempo a guardarti dentro.

Non sarà mai tempo perso.

Io sarò sempre nel sottofondo in arriere-plan.

Come una pulce nell’orecchio.

Così diceva sempre tua nonna Paola, vittoriana per davvero.

Se vorrai chiedere un consiglio saremo tutti qui per te.

Poi segui sempre il vento del tuo cuore.

Sentirai quanto arriva a fondo il nostro amore.

Infine.

Tu sei Vittoria in memoria del papà di tre cugine che papà e mamma li persero da piccole come te.

Tu ti chiami Vittoria perché tanto cercata, desiderata, infine arrivata e amata.

Tu sei stata e sempre sarai la nostra vittoria.

Enfin… adorer, c’est un grand mot.

Mais nous oui que t’adorons.

 

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Piccola lezione di napoletano viento 'e terra

Immagine appena comparsa.... 








Mille voci mille colori



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