2025 03 25 - Non ci resta che ascendere
Guardo
il derviscio danzante.
Sta
davanti alla batteria di polizia.
Il
derviscio
è un asceta che vive in mistica povertà.
Ascesi
è pratica di abnegazione ed esercizio di virtù.
Praticata
meglio se distaccati da beni e lusinghe terrene.
Questo
derviscio non so se sia vero o solo invasato.
Ma
gli devono essere girate le balle.
E
il derviscio vi dirò che per me “spacca”.
Porta
il messaggio che si sono rotti anche gli asceti.
Ci
vuole una nuova ascesi fattuale.
Ci
vuole una transizione globale.
Abbattere
il fascino della cultura del più.
Passare
allo charme senza paillettes.
Alla
attrattiva della cultura del meno.
Io
sono anni che cerco la depurazione.
Sentendomi
spesso dare del coglione.
Ma
mi pongo come testimonial.
Ci
vuole l’esempio del bello della rinuncia.
Ci
vuole una grande campagna ascetica.
E
anche qualche strumento di informatica.
Una
piattaforma che si proponga nei sublimini.
E
che imponga un altro modello di spesa.
Transitoriamente
e asceticamente.
Visto
che dovete partecipare al circo dei consumi.
Visto
che sono quelli che mercificano tutto.
Visto
che sono il motore di ogni disuguaglianza.
Allora
consumerete socialmente.
E
ascenderete socialmente.
Adottate
un bisognoso non solo a distanza.
Anche
di prossima vicinanza.
Dopo
passeremo ai bisogni dello spirito.
Ci
attrezzeremo per un’altra piattaforma.
E
ascenderete modernamente.
È
questione di allenamento.
Lo
dicevano già i greci.
Askesis
stava per esercizio ginnico.
Per
il graduale distacco dai presunti piaceri.
Dalla
fredda e triste vita materiale.
Lo
direbbe anche mio cugino dal convento.
Di
vocazione e poi mestiere lui fa il frate.
E’
esperto di religiosità popolare.
La
religiosità popolare è intrigante.
Stai
a vedere che la rivoluzione si fa così.
Con
l'aiuto della Maronna e tutti i Santi in colonna.
L’esperto
dice sì.
La
vera rivoluzione nasce dal cielo.
E
il cielo parte sempre dagli ultimi.
Kalimmudda
ipsum dixit
Santuario
Madonna dell'Arco - Donare

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