2025 04 17 – Distratti dalla linea del cielo.
Traggo
spunti
dalla mia linea del cielo.
Dopo
anni tolgono i veli.
Sbocciano
industriali rosso mattone e distinte antraciti di ardesia.
È
appena finito il salone del mobile.
La
fiera dell’immobile invece non finisce mai.
È
una festa sempre aperta che ci stanca no.
C’è
una fastidiosa stortura cognitiva però.
260
miliardi sono classificati come investimenti.
In costruzioni, nei conti di
Italia.
E
quanto e in cosa bisogna ancora investire nel costruire?
Siamo
sempre 60 milioni anzi meno.
I
migranti invece di studiare come integrarli li cestiniamo.
Li
blocchiamo nelle loro tratte e lager.
O
li deportiamo da qualcun’altro.
Che
magari apprezza la demografia.
E
pensa ad una massa critica per l’economia detta mercato.
Prima
ancora che alla manovalanza di basse esigenze.
Ma
poi le costruzioni le chiamano investimenti.
Sarebbe
una cosa che dà un rendimento.
Che
può essere anche immateriale o di utilità sociale.
Roba
tipo edilizia popolare.
Abitazioni
dignitose a prezzi tollerabili che non istighino alla rivolta di massa.
Mica
grana per palazzinari, mica ponti strettuali.
Ma
oramai sono tutti posseduti dall’architettura esperienziale.
Certe
volte memoriale.
Tutti
vogliono lasciare un segno ai posteri.
Una
bella basilica nel deserto cognitivo.
Una
volta esistevano, i grandi immobili testimoniali.
Poche
per volta, erano le cattedrali.
Espressioni
di bellezza alla ricerca del divino.
Adesso
testimoniamo il dio del grano.
Con
quelle perle come la Trinità dei tonti.
Decadenza
civitale, altro che espressione divina.
Il
residenziale viaggia a prezzi da immoralia.
Il
resto che viaggi in implosivo crollo su se stesso.
Sarebbe
simpatica anche una folgore divina.
Un
difetto al parafulmine.
Omesso
o scordato tutti concentrati sul desaign.
Che
ne so, quello dell’ultima trovata della torre sdraiata.
Lo
scailaign di Milàn è diventata pure sindacale.
Non
nel senso associativo.
Ma
proprio di orgoglio personale del sindaco.
Beh,
sono tutte distrazioni di risparmi da migliori utilizzi.
Senza
alcuna vera duratura pubblica utilità.
Solo
desaign, un giorno forse futuro dell’umanità immateriale.
Ora
solo precaria occupazione per qualche mese.
Poi
si finisce.
Resta
un esercito di archistarlettettate.
Dal
cui logorio da sopportar, non ci salva manco il Cynar.
Mica
tutti sono venerabile architetto di Dio.
Vedo
pochi terrazzi, troppi
ground floor.
Kalimmudda
ipsum dixit
Signor censore, ma quello che nessuno sa
Antica austera discreta svelata linea del cielo.



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