2025 04 23 – Commozione cerebrale.
Eh
lo so che sto peccando.
Di
quel peccato brutto dell’orgoglio.
E’
questione di superbia.
E
una goccia di vanità.
Ma
qualcuno dovrà pur dirlo.
Siamo
nella commozione generale.
Forse
addirittura universale.
Sfilano
i potenti di tutti i mondi.
Sfilano
in nome di tutto l’orbe.
Sono
senza vergogna.
Senza
accenno di turbamento.
Sono
pregni delle loro tare e turbe.
Li
vedete tutti in fila nei cerimoniali.
In
rituali di vuota circostanza.
Lacrime
sincere sono solo quelle popolari.
Gli
altri grandi si preparano a perpetrare.
Una
breve vacanza romana dello spirito.
Poi
dall’urbe si riparte.
Ad
affamare.
A
sperequare.
A
bombardare.
Senza
imbarazzo alcuno.
Non
è che non sia stata indicata la via.
Ripetuta
ad ogni omelia.
Ora
è rimasto quel vuoto.
Che
si colma di grandi in colonna.
Cercano
l’indulgenza giubilare.
Senza
manco sapere che dovrebbero implorare.
Che
pietà.
Che
porcheria di umanità.
Sono
quelli che decidono sorti e torti.
Non
se lo sono filato per decenni.
Adesso
è tutto un gran cordoglio.
Esibite
orgogli sul vaticano soglio.
Scoperto
il santo, era Bergoglio.
Intorno
sono famigliari di serpenti.
Tutti
buoni per pochi istanti.
Ignari
che ogni merito arrogato è solo per fortuita circostanza.
Dopo
resta carne di mattanza in un mare di saccenza.
Ne
ho abbastanza.
Mi
trattengo l’altra guancia.
Sono
tutti in fila per giusta causa.
Ma
a me danno la nausea.
Sarà
l’effetto della commozione mondiale.
O
di un’altra discesa dello spirito santo.
Saranno
i suoi ceffoni per facce da schiaffi.
Sarà
la derivata commozione cerebrale.
Kalimmudda
ipsum dixit
Schiaffi commoventi

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