venerdì 18 aprile 2025

2025 04 18 – Pasqua al mercato del pesce

 2025 04 18 – Pasqua al mercato del pesce.

 

Lavoravo con una transnazionale.

Per vendere una azienda.

Italia contro slavi.

Di quelli che non rubano più alla stazione.

Mi prende in simpatia.

Sfotticchia l’italiano.

Non comprerei mai una barca da 60 metri.

Tutte rogne e svalutazione.

L’italiano resta muto che ricco ci era nato.

E di barche di quella stazza ne ha due.

Trattiamo amabilmente.

Io cerco di difendere l’italiano che fa il cliente.

Lo slavo ribatte gentilmente, più per me.

Si vede che ci divertiamo.

L’italiano non parla inglese.

Ma io voglio pur sempre che chiudiamo.

Argomento il prezzo con la tecnica.

Lo slavo apprezza ma ribatte a capa di cazzo.

Ad un tratto glielo dico.

Scusi ma così è solo un mercato del pesce.

Lui mi aspettava e ribatte una risata.

Si esatto, alla fine è sempre solo un mercato del pesce.

Il mondo che stiamo vedendo è così.

È tutto uno scambio.

Un mercato di prezzi.

Con la moneta a oliare il baratto.

Ti prendo una frontiera.

Per qualche petroliera.

In cambio delle terre.

Ti scoppio belle guerre.

E quanto ogni cosa può valere.

Vale il prezzo da pagare.

Voglio un chilo di pane.

E un fiasco di vino.

Le do in cambio il bambino.

Che ho in più.

Posso darle anche un osso.

Non mi piace, è di cane.

M'è passata la fame.

Quanto costa una mela?

Costa un sacco di botte.

Se mi faccio picchiare un pochino.

La darebbe al bambino?

Se la metterà in testa.

Senza neanche capire.

Così lei con le frecce.

Si potrà divertire.

Torno a casa.

E mi rimetterò in mutande.

Si esatto.

Geofinanza.

Alla fine è solo un mercato del pesce.

Che puzza marcio.

Dalla testa.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Treno a vela di Lucio Dalla

 

 



 

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