2025 04 21 – Volano le rondini, piovono i pensieri
Questa
domenica è passata.
Tra
quattro passi e una mangiata.
Non
ti avvilire se sei rimasto solo.
C’è
rifugio in compagnia di amici.
E
di creature dagli auspici.
Non
mi arrendo all’evidenza.
Per
una occulta forza devo effondere speranza.
La
nuova razza umana non sarà dell’uomo lupo.
Seguo
quegli auspici che so saranno amici.
Il
branco resiste abbrancato alla speranza.
Non
vuole essere guidato da mannari lupi veri.
Usma
il puzzo di mercato.
Delle
teste di pesci
marcescenti.
E
prepara l’era del falcone pellegrino.
Piccolo
di stazza è il più veloce.
400
chilometri all’ora giù in picchiata fugace.
Per
decenni non lo batte manco un caccia.
Alla
sua vista da pirata viene inchiodata ogni mala pensata.
L’era
del falcone porta vista acuta.
Capace
di vivaci occhiate.
Alla
ricerca della ragione.
Sarà
questione di ricambio di gene razione.
Ma
questi auspici sono chiari.
Bisognerà
per forza esserne capaci.
Mutazione
degli apici o morti.
Fumo
incerto sul balcone.
Affacciato
alla chiusa quadra corte popolata.
Le
rondini volano alte nella prima vera.
Poi
di incanto calano in picchiata.
Mostrano
le insegne del ventre alato.
Sono
acrobate in strani stormi.
Non
volano compatte come storni.
Lasciano
scie di schegge di pazzia.
Mi
volano radenti senza un domani.
Si
tuffano vicine.
Posso
quasi toccarle.
Penso
ai top gun e ai loro mach veloci.
Testimoniano
devianza.
Di
chi non ha capito abbastanza.
Di
chi è solo mattanza.
Il
volare è tracciato di parole.
Tesse
e avvolge tutta la corte.
Sono
trame e orditi tessuti.
In
quel fortino di mente e cuore.
Le
rondini offrono spettacolo gratuito.
In assetto di disordine ordinato.
Emergente ad ogni tuffo.
Si
deve cogliere l’ordine.
Si
deve credere che non sia caos.
Arriva
la conferma dalle stelle.
Nel
cielo di Pasqua stelle cadenti di primavera.
Ma
non sta cadendo niente.
Forse
qualche pregiudizio di apice malato.
Sono
ancora una altra volta scie
delle parole.
Tracciate
dalle rondini.
E
volate ordinate intorno in cielo.
Le
chiamano Liridi.
Pare si vedano verso Vega.
Ma per me sono altro.
Non può essere un errore.
Kalimmudda
ipsum dixit
Metallo giallo - Casino
Royale
Scie
di rondini e pensieri

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