sabato 26 luglio 2014

2014 07 26 – Quando il lavoro manca ce lo si deve anche inventare. Turismo, Sell Centers e Personal Trainers



2014 07 26 – Quando il lavoro manca ce lo si deve anche inventare. Turismo, Sell Centers e Personal Trainers

Inquadramento generale - http://it.wikipedia.org/wiki/Turismo_in_Italia - Istat 2012 e altro
Il turismo è uno dei settori economici dell'Italia. Il paese era, nel 2011, il quinto più visitato nel mondo con 46,1 milioni di turisti internazionali in arrivo, una cifra in crescita rispetto ai due anni precedenti (43,6 e 43,2 milioni nel 2009 e 2010 rispettivamente.
Secondo le stime del World Travel and Tourism Council, l'industria turistica nel suo complesso (turismo nazionale e estero) avrebbe contribuito, con 147 miliardi di euro, per il 9,4% alla formazione del PIL del paese, impiegando all'incirca 2,5 milioni di persone, pari al 10,9% dell'occupazione nazionale.
Esistono varie discussioni sulle possibilità di espansione del turismo italiano (in allegato 2 esempi).
Nel piano strategico Italia iniziale, si ipotizzavano maggiori entrate per lo Stato pari a 15 miliardi di euro/anno da turismo (in giallo nella tabella seguente).
Ipotizzando una media del 50% tra tassazione indiretta sul valore aggiunto, e tassazione diretta sui redditi delle imprese e persone del settore, vorrebbe dire avere circa 30 miliardi di euro in più di “Pil stranieri”.
Il 20% in più rispetto ai 147 miliardi di cui sopra.
Impossibile ? Io non credo.
E con questi 15 miliardi in più saremmo a +175 miliardi di avanzo.

Capacità ricettiva in Italia (Wikipedia)
Riportiamo i dati Wikipedia tratti da uno studio dell'ISTAT condotto dal 2002 al 2005 sulla capacità ricettiva in Italia. La situazione 2005 è comuque indicativa anche ad oggi (Ndr).
Tracciando un quadro generale, l'Italia è dotata di oltre 33.000 alberghi, dalle 5 stelle lusso a 1 stella; nel 2002, vi erano 33.411 alberghi, cresciuti in 3 anni di un centinaio di unità fino a toccare quota 33.527 nel 2005. Tali strutture, sempre al 2005, offrono 2.028.000 posti letto, distribuiti in 1.020.000 camere (con prevalenza dunque di doppie e in minor misura triple) e 1.003.000 bagni.
Nel 2012 (fonte Istat, non Wikipedia) i posti letto alberghieri sono diventati 2.250.704 distribuiti in 1.093.286 camere con 1.091.299 bagni.(Ndr)
Oltre agli alberghi, esistono altre tipologie di strutture ricettive come il villaggio turistico ed il campeggio. I villaggi e i campeggi sono 2.411, ed offrono 1.344.000 posti letto.
Si segnalano infine 11.700 strutture di agriturismo con una capacità complessiva di 140.000 letti e 10.000 bed and breakfast (questi ultimi hanno avuto un tasso di crescita eccezionale, passando dai 4.000 del 2002 agli oltre 10.000 del 2005) con 53.000 letti.
In totale, se si aggiungono anche gli alloggi in affitto, l'Italia al 2005 dispone di 4.350.000 posti letto.
Inoltre va sottolineata la capacità italiana di avere approdi di primo livello ed aree balneari "pulite" per attirare un turismo ottimale.

Alberghi per categoria  (Wikipedia e altro)
·           5 stelle. Nel 2005, in Italia erano presenti 232 alberghi a 5 stelle o di lusso. Tali strutture, classificate come le migliori per qualità e servizi nel Paese, offrono 43.150 posti letto distribuiti su 20.686 camere, dato che conferma la netta prevalenza delle camere doppie in questo tipo di esercizi alberghieri. I bagni sono di più rispetto alle camere, e cioè 21.233.
·           4 stelle. I 4 stelle sono quasi 3.700, con 502.000 letti distribuiti in 247.000 camere.
·           3 stelle. I 3 stelle sono i più numerosi, rientrando nella media sia come servizi che come costi: sono 14.500, quasi metà di tutti gli alberghi d'Italia, 940.000 sono i posti e letto distribuiti in 483.000 camere.
·           2 stelle. I 2 stelle sono 5.000, con 116.000 posti letto.
·           1 stella. Gli alberghi ad una stella sono 2.000, con 157.000 posti letto.

Tutti i dati Wikipedia sono sostanzialmente confermati anche dall’Istat nel 2012 (ndr).
La tabella seguente riassume invece la situazione di Arrivi e Presenze per tipo (classe) di alloggio, su base dati 2012 (Fonte Istat) (ndr).
Si notano soprattutto :
  • un utilizzo diffuso di tutte le varie categorie, il che testimonia un buona e ampia gamma di offerta da parte nostra. Chi vuole venire in Italia trova ogni tipo di offerta e quindi anche quella più adatta alle sue esigenze incluse quelle economiche.
  • I giorni medi di presenza, pari a 3,67 giorni. Questo forse è un dato su cui intervenire.


Ricettività. Posti letto per Regioni e province. Dati Istat 2012
Per sapere dove abbiamo posti letto alberghieri (quindi circa la metà dei 4,35 milioni totali) si guardi la tabella seguente.
In rosso sono evidenziate le province con più dell’1% del totale posti letto Italia, pari a 2,25 milioni.
Questo vuole dire che le province in rosso sono quelle con più di 22.500 posti letto e che verosimilmente sono le più attrezzate e anche quelle con più ricettività “non alberghiera”.
Si osserverà che la distribuzione è diffusa, almeno più diffusa di quello che io mi sarei aspettato.
Vuol dire che abbiamo alberghi davvero un po’ dappertutto.
  
Il tasso di occupazione degli esercizi alberghieri
Questo è il vero dato rilevante.
I numeri delle tabelle a fine paragrafo sono le percentuali di occupazione (Istat 2012) per regione.
Noi “occupiamo” il 30 % della nostra capacità ricettiva.
Ma quello che è più incredibile sta nella parte bassa delle tabelle seguenti.
Le regioni in coda sono: Sicilia, Sardegna e Calabria. Anche la Puglia non sta tanto bene.
Ci metto anche la Basilicata a me cara perché conosco bene Maratea.
Mi sto riferendo alla prima delle tre tabelle, quella con il totale stranieri e italiani per il seguente motivo.
Se ricevere turisti stranieri migliora il mio “in-export” e infine la mia bilancia dei pagamenti, analogo discorso vale per un aumento di “vacanze italiane” da parte dei miei residenti, rispetto alla oramai consolidata predisposizione esterofila da migrante al contrario.
Si riduce l’”es-import”, o se preferite la fuoriuscita di valuta.
Diamo per assunto che chi può andare in vacanza ci va. Più ancora che il “Made in Italy” inteso come moda, design o simili, si dovrebbe spingere e incentivare una maggior circolazione e conoscenza all’interno del nostro incredibile Paese.
Credete che le Maldive o il Mar Rosso siano belli?
E’ vero.
Ma se volete, provate a leggere l’ultimo allegato.
E’ un mio “ricordo d’estate”: si parla di un 24 dicembre a Maratea.

Turismo – Arrivi 2012 per mese – Dati Istat rielaborati
Si riportano di seguito i dati mensilizzati e totali, per paese di provenienza.
In Italia ci sono “arrivi” per 100 milioni di turisti all’anno.
Di questi, circa metà sono italiani e circa metà sono stranieri.
Tra gli stranieri, i tedeschi sono ancora i nostri maggior clienti, con 10 milioni di arrivi.
Ben inferiori, con 4,5 milioni, gli americani degli Stati Uniti.
La distribuzione mensile è ancora concentrata nei mesi primaverili e estivi (da aprile a settembre), come risulta anche da tabella e grafico seguenti che mostrano i dati mensilizzati di arrivi, e nel grafico, dei primi 5  “paesi turisti”.
Questi ultimi rappresentano 23,4 milioni di turisti. Circa il 50% del totale.
Negli altri mesi, si osserva comunque un flusso di arrivi mai inferiore a 1,5 milioni di persone (ad eccezione di dicembre =1,4 milioni).
Mica bruscolini. O no ?


 Quando il lavoro manca ce lo si deve anche inventare. Sell Centers e Personal Trainers.
Matteo, Angela e i dati privati, “sensibili” o no.
Angela ciao,
sono sempre io. Matteo.
Si, ci avrei da chiederti un altro favore.
Sai, qua in Italia ci abbiamo una altro problema.
No, non è il traffico. Cioè si, soprattutto a Palemmo. Ma non è il principale.
Non so se ne sei al corrente, ma noi abbiamo un casino di disoccupati.
Soprattutto giovani.
E tanti molto acculturati.
Allora, ci sono “quelli delle Golf” che…
No, Angela. Non è il nome di una banda di mafiosi.
Si lo so che a voi la nostra mafia vi risulta ovunque, eccome.
No, questi qui sono quelli della bilancia dei pagamenti.
Ti ricordi? Quelli che ti volevano mandare all’inferno, nel girone imperialisti, per farti comperare 1.000 cinquecento.
Quelli da cui ti ho salvato io, quando ti ho fatto pregare di nascosto San Francesco.
Beh, insomma, questi qua  si sono inventati  un’altra cosa.
Per portare a casa nostra più turisti.
E al tempo stesso creare occupazione.
E forse non è proprio tutta una bischerata.
Per cui io la voglio provare comunque.
Però abbiamo bisogno del vostro aiuto.
Adesso ti spiego.
La prendo un po’ larga, ma vedrai che c’è un motivo.
Ho letto che avete avuto un problema di intercettazioni dall’estero.
Che erano tracciati un sacco di tedeschi. Anche gente importante, politici e così via.
E ho letto che avete anche mandato via uno della Cia. O forse Nsa, non ricordo bene.
Grande !
Qua da noi non riusciamo a mandare via nemmeno qualcuno dei ristoranti McDonalds per far posto a qualche pizzeria, e voi addirittura la Cia !
Come dici ? Era per finta? Era solo per mettere tranquilli i tuoi 80 milioni di ragazzi ?
Ma dai! Angela: ma sei proprio diabolica! Ma non ci credo!
Però senti Angela, c’è comunque qualcosa che non quadra.
Io non capisco bene: voi cacciate la Cia, ma noi ci dobbiamo tenere la Vodafone ?
Come: vuoi sapere cosa c’entra?
Ma se hanno detto che c’erano intercettazione su 600.000 italiani.
Dici che non è un tuo problema ?
Ma come: ma l’Europa, che tra l’altro ci deve proteggere, non sei tu?
Ah. Tu li conosci tutti e ti hanno detto che era appunto per proteggerci.
Da noi stessi.
Per essere sicuri che non  facessimo stronzate.
Capisco.
Mmhh.
Senti Angela, non è che mi hai proprio convinto.
Se continui a fare la cattiva, io però non potrò essere sempre qui a salvarti.
Lo sai che rischi di nuovo di andare all’inferno? Anche se fossi solo complice, sempre là si finisce.
Questa volta nel girone dei “grandi fratelli”.
No, non puoi andarci con la Golf. Nemmeno con le cinquecento.
Ci si va a piedi, oppure onda su onda, via etere.
E’ un posto dove per ogni intercettazione che fai o di cui sai, ti tocca ascoltare altre 1.000 conversazioni piene di stronzate in italiano, per lo più sui mondiali di calcio del 1982 e sulla nostra politica.
E’ un posto dove ti mandano le orecchie in overflow.
E se poi riuscirai mai a uscire, parlerai solo italiano.
Eh! La fai facile tu :“Nein! Nein! Nein!” un paio di ciufoli.
Se non ti aiuto io ti ritroverai a Bonn a canticchiare “jamme, jamme, ‘ncoppa jamme ja”
Che se qualcuno ti sente, ti prendono e ti es-migrano in provincia di Caserta.
No, non nella reggia.
Quella…..abbiamo dei problemi di agibilità.
Cosa vuol dire “non capisco agibilità” ?
Ti hanno detto che la tengono in uso alcune bande di camorristi per organizzarci dei rave dove spacciano ogni droga esistente in quantità industriale?
Mmhh
Dici meno male, perchè ti piace di più Potsdam che è già tutta pulita, pure con i letti pronti ?
Perché non sai ancora dove ti mandano.
Sempre roba regale.
Un paese da Principe.
Casale di Principe, sai, dai Casalesi.
Eh! Sempre a farla facile, tu.
Sempre questo:“ Nein! Nein! Nein!”
Mica è sempre tutto così facile, sai ?
Non è mica sempre che tu dai ordini e gli altri eseguono.
Ma meno male che ci sono io.
Come dici ? No, di cognome io non faccio Contrappasso.
Semmai, io sono quello che ti salva dal contrappasso.

Questa è buona. Idea, non battuta.
Senti, Angela, l’idea è questa qua.
Oltre alla convenzione di cui ti ringraziamo tanto, dovresti chiedere alla Vodafone di darci ufficialmente le mailing list di tutti i suoi clienti tedeschi.
Sai, secondo me danno più retta a te che non a me.
Potrai presentare la cosa ai tuoi 80 milioni di ragazzi come una nuova forma di cooperazione internazionale per lo sviluppo.
Così fai pure bella figura. E senza nemmeno mentire, perché è vero.
Come?  Cosa ci facciamo?
No, non gli mandiamo le foto di Balottelli.
No, neanche quelle delle tette della Ferilli.
No, è una roba seria.
Gli mandiamo dei consigli per gli acquisti di servizi turistici.
Si, Angela. Tutta roba vera.
No, non è per farci dare a tradimento i dati delle carte di credito.
Dici che noi italiani siamo malandrini ?
Si, ma questa è tutta vera. Garantisce Herr Collodi.
Ma no, Angela. Si, Collodi è quello di Pinocchio, ma non ti incazzare: stavo solo scherzando !
Lo sai come siamo noi italiani, ci piace ridere e scherzare, sempre con ‘a pizza, ‘o sole, ‘o mandolino e ‘a tarantella.
Insomma l’idea è la seguente.
E secondo me potrebbe essere buona.
Se funziona, poi potresti aiutarci a replicarla in altri paesi.
Tu ci fai mandare le liste.
E in cambio noi non troviamo difetti di fabbrica strutturali delle tue Golf  che ti obblighino al richiamo.
Che mi sembra già un bell’affare.
Dopodichè noi creiamo uno o più “sell-center”, proprio sul modello dei “call-center” della Vodafone, ma con dentro tanti giovani italiani istruiti e disoccupati, i quali inviano mail e telefonano ai nomi delle liste proponendo vacanze in Italia, illustrandone i pregi, mandando foto e informazioni e infine accettando prenotazioni.
O qualcosa del genere, in maniera che il loro lavoro sia tracciabile e quindi remunerabile.
Con una differenza, rispetto ai call-center robotizzati.
Noi con le persone ci sappiamo fare.
Per cui confido che quando ci parleremo non sembrerà di parlare con il bancomat.
In teoria i ragazzi potrebbero anche lavorare a distanza rispetto al teorico “sell center”. Da casa ad esempio.
E potrebbero essere “regionalizzati” in modo da offrire un servizio “di prossimità”.
Voglio dire che promuoverebbero cose della loro regione, che quindi conoscono bene.
Per ogni pacchetto da 1.500 euro che vendono, loro prendono il 10% e tu, come Stato tedesco, altrettanto.
Si ti prometto che li trattiamo bene, i tuoi compatrioti.
No, non li freghiamo.
E gli proponiamo dei bei posti.
Giuro che non gli facciamo nemmeno trovare la “Gondoleta modello Golf”.
Addirittura questi ragazzi dei sell-centers, questa generazione di neo-sellers, potrebbero configurarsi come delle specie di personal trainers dei turisti.
La Vodafone potrebbe dare ai suoi clienti che si trovano in Italia la possibilità di telefonare o mandare mail gratuitamente al loro personal trainer per chiedere informazioni o suggerimenti, ma anche solo per esternare pareri, opinioni e così via.
In cambio i sellers riceverebbero una integrazione alle provvigioni iniziali. Questa integrazione potrebbe addirittura pagargliela Vodafone, così offre un servizio in più ai vostri tedeschi  (Matteo pensa: io ci provo, che mi costa).
Se poi volessimo proprio esagerare, e se tutto funzionasse, questi trainer potrebbero anche proporre prodotti Made in Italy, ad esempio formaggi, salumi o anche vestiti. E anch’essi regionalizzati in base ai territori di vacanza.
E sempre se tutto funziona, poi potremmo replicare il modello con altri paesi.
Pensa: se tu ci dessi una mano, “sponsorizzandoci” e dicendo che funziona, e ci riuscissimo con la Cina, risolveremmo tutti i problemi di bilancio e tu dormiresti più tranquilla.
Come dici ? Ti sembra una bella idea ?
Ma è fantastico !
Si però dici che non mi devo allargare ?
Non è che puoi chiedere a Vodafone di pagare tutto?  L’integrazione remunerativa ai ragazzi dobbiamo vedere chi la paga?
Vabbè, se po’ fa’ lo stesso, credo. (Mannaggia, mi ha sgamato, pensa Matteo)
Vuoi sapere come facciamo a convincere i nostri sindacati a trasformare le nostri giovani fervide menti di domani, da dipendenti con il posto fisso, in piazzisti porta a porta professionisti del precariato ?
Beh, Angela, guardala in un altro modo.
Meglio precari che morituri.
O meglio precariato che emigrato.
Secondo me lo capiscono anche i sindacati.
Si tratta di creare ex-novo un nuovo settore.
E l’iniziativa sarebbe rivolta solo ai disoccupati, per cui tutto quello che arriva in più sarebbe incrementale.
Vuoi sapere dove mettiamo tutti quanti i tuoi turisti?
Beh, questo è facile.
Pare che noi abbiamo 2,25 milioni di posti letto, solo contando quelli in alberghi.
Aggiungendo altre strutture varie, si arriva a un totale di circa 4,5 milioni di posti letti.
4,5 milioni x 365 giorni vuol dire un potenziale teorico di 1.642.500.000 (1,6 miliardi) di “giorni letto”.
Oggi noi riceviamo 10 milioni di tedeschi, su un totale di 104 milioni di arrivi (stranieri e italiani = 49% vs 55%).
Con una media di presenze pari a 3,6 giorni, vuol dire che tra tutti, italiani e stranieri, occupiamo 374.000.000 “giorni letto” circa. Pari al 23% del potenziale totale di 1,64 miliardi.
A parte tutte le analisi e ragionamenti, anche “quelli delle Golf “ confermano il dato, prendendo a riferimento i numeri Istat relativi ai soli alberghi.
Il fatto è che anche riferendosi solo a quei 2,25 milioni di posti letto in alberghi e simili, su base 12 mesi,  ne usiamo solo il 30 %.
Di cui il 13 % per gli stranieri.
In sintesi, sia guardando i dati totali che quelli dei soli alberghi, direi che siamo lontanissimi dall’overbooking.
Anche se è chiaro che i mesi più scoperti sono quelli autunnali e invernali.
In più pare che voi tedeschi facciate vacanze scaglionate nel tempo, quindi potreste aiutarci a occupare i vuoti. Presidiare gli spazi.
Tra l’altro puoi già caricare la macchina sul treno, saltare le Alpi, e ritrovarti in Italia in un batter d’occhi.
E potrai farlo sempre più in fretta http://it.wikipedia.org/wiki/AlpTransit AlpTransit è un progetto svizzero di alta velocità ferroviaria in corso di realizzazione, lungo gli assi del San Gottardo e del Lötschberg. Esso ha per obiettivo la costruzione di un tratto ferroviario sotterraneo nord-sud attraverso le Alpi, suddiviso in tunnel di base scavati diverse centinaia di metri al di sotto di quelli attuali. Con la costruzione della nuova trasversale ferroviaria alpina (NTFA) nasce un collegamento ferroviario rapido ed efficiente.
Come dici ?
Vuoi sapere se sul treno ci stanno anche le Golf ?
Si, certo. Le Golf è ovvio che ci stanno.
Sono le cinquecento che non possono salirci sopra, perché sono troppo piccole e leggere, di lamiera ultrasottile,  e con il vento volano via.

Bonus paradiso
Ah, Angela. Sei brava, l’inferno te l’ho fatto scampare due volte. E son contento.
Ma se ci aiuti davvero voglio farti guadagnare un po’ di “punti paradiso”.
Quando avremmo occupato tutti i 2,25 milioni di posti letto alberghi, e poi gli altri, potremmo passare al piano B.
Ho pensato che potremo iniziare la campagna di selling anche nei confronti dei turisti che si muovono in Camper.
Sempre sul treno, o per strada normale, potrai mandarci chi vuoi con un bollino speciale che identifichi gli aderenti al progetto.
E potremmo riservarti spazi e servizi dedicati solo ai Camper del progetto, che tu farai costruire apposta dalla tua amata Volkswagen.
E indovina un po’ come li potrai chiamare?
Li potrai chiamare Camper Golf !
Così, assecondando le naturali predisposizioni, ognuno avrà la sua specializzazione.
A voi tedeschi la grande industria, in primis quella automobilistica.
E a noi italiani pizze e gelati.
Vedrai che se ognuno si specializza su cosa sa o può fare al meglio, anche l’Europa funzionerà meglio.
Come dici ? Cosa ce ne faremo delle nostre estinguende cinquecento ?
Scusa Angela, c’è una parola che non ho capito.
Cosa vuol dire “cinquecento”?

Ps: Matteo pensa che ha esagerato e fa: “scherzavo, qualche cinquecento in Italia, se qualcuno se la compra,  la possiamo anche continuare a vendere”.

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Allegati

L’industria turistica italiana conferma, nel 2013, il suo ruolo di importante motore dell’economia del Paese, nonostante la sua forza propulsiva abbia accusato un calo rispetto all’anno precedente. Il 2014 dovrebbe comunque essere un anno di crescita, che riporterà il PIL turistico al di sopra dei livelli del 2012. Questo è quanto emerge dalla lettura dell’ultimo report sull’impatto economico del settore viaggi e turismo nel mondo e nei singoli paesi, prodotto dal World Travel and Tourism Council.
In cifre, il contributo totale del turismo all’economia italiana nel 2013 è stato pari a 159,6 miliardi di euro, pari al 10,3% del PIL. Rispetto al 2012, si configura una live flessione (-1,6%), ma le previsioni per il 2014 indicano un ritorno alla crescita, grazie a un incremento del 2,1% che dovrebbe portare il valore economico del settore a 163 miliardi di euro.
L’impatto economico del turismo si riflette in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con oltre 2,6 milioni di posti direttamente e indirettamente generati nel 2013, pari all’11,6% dell’occupazione totale del Paese. Sempre secondo il WTTC, il numero di occupati dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2014.
Il valore dell’industria turistica per l’economia italiana è superiore alla media mondiale ed europea. Nel 2013, infatti, il turismo ha registrato un contributo al PIL del 9,5% e ha generato l’8,9% dei posti di lavoro a livello globale; nello stesso anno, in Europa, il turismo rappresentava l’8,7% del PIL e l’8,5% dei posti di lavoro. Ciononostante, i nostri livelli di crescita non sono al passo con i trend più generali: le previsioni WTTC indicano una crescita del 4,3% del contributo al PIL dell’industria turistica mondiale e del 2,9% per l’industria turistica europea nell’anno 2014; in termini di occupazione, l’incremento sarà del 2,5% nel mondo e dell’1,6% in Europa.

Il turismo garantisce da sempre un attivo nella bilancia dei pagamenti ma negli ultimi 15 anni non ha contribuito come potrebbe alla crescita del Pil a causa del decremento della spesa degli ospiti stranieri e di una sostanziale tenuta di quella degli italiani all'estero. L’Italia, inoltre, non riesce a sfruttare appieno l'enorme potenzialità del Meridione e continua a scendere nella classifica delle mete preferite del turismo internazionale. E' la fotografia scattata in un occasional paper sul turismo internazionale (1997-2012) dalla Banca d'Italia. Tra il 1997 e il 2012 il turismo internazionale ha sempre generato un avanzo nella bilancia dei pagamenti dell'Italia. Tuttavia il surplus turistico è sceso dall'1,1 allo 0,6% del Pil, soprattutto a causa del calo in termini reali della spesa degli stranieri in Italia, mentre la spesa degli italiani all'estero è rimasta sostanzialmente invariata in rapporto al prodotto.
La Germania che da sempre fa la parte del leone tra le nazionalità dei turisti resta il riferimento per quanto riguarda i numeri ma con un progressivo calo nelle presenze (dai 15,8 milioni del '97 agli 11,7 milioni del 2012), nella spesa (dai 6,5 miliardi di euro ai 5,3), nella lunghezza del soggiorno (da poco più di 8 a circa 6 giorni).Nel periodo considerato, invece, sono cresciuti i turisti britannici (da 1,8 a 3,66 milioni) e statunitensi (da 1,8 a 3,07 mln), gli spagnoli (da 0.9 a 2,6 mln), poi i russi (da 0,2 a 1,05 mln) e soprattutto i cittadini extraeuropei (da 9,4 a 17,6 mln).
Tra le mete preferite degli italiani, un po’ per la sua vicinanza e per i tanti motivi d'attrazione, la Francia resta il Paese preferito, che Oltralpe lasciano il 10% della spesa totale all'estero e trascorrono i periodi di soggiorno più lunghi. In termini di spesa, la Francia ha anche superato gli Usa, mentre continua la crescita della Spagna, ora terza. In forte salita l'Egitto e, in percentuale, la Cina.    
Lo studio per macroregioni mostra che nel periodo considerato il Nord-est, dopo aver sofferto come le altre aree per la crisi del 2008-2009, dal 2010 ha ripreso ad attrarre il turismo internazionale, raggiungendo nel 2012 quota 111 (fatta 100 la media nazionale), mentre Nord-Ovest e Centro sono attorno a 100 e invece il Sud e le isole sono fermi al 95. Voli low-cost, aumento e miglioramento dell'offerta turistica non sono evidentemente bastati.   
Nelle conclusioni dello studio, si rileva che l'Italia deve adottare campagne promozionali più efficaci per intercettare i flussi turistici internazionali, dedicandosi specialmente a quei mercati 'distanti' sia geograficamente, sia culturalmente, come l'India o la Cina, ma dalle grandi potenzialità.


2014 07 20 - Ricordi d’estate – Claudio Aroldi  - Copyright Rari Eventi

L’estate è sempre stata la mia stagione preferita.
Deve essere questione di cellule, cantava Battisti.
Nel senso che ce la devo avere nei geni.
Questione di sole, credo.
Il mio ricordo d’estate più bello è postumo.
E’ di una estate retard.
Non sono ai tropici,
son sempre in medio terrarum.
In Basilicata per la precisione.
Ma pare storia di un altro emisfero.
Caldo australe, seppur boreale.
Colori più nitidi.
Mare solo un po’ più freddo.
Turisti scomparsi.
E una sola barca sul panno blu.
Giornate tutte uguali.
Lunghi bordi in quel golfo.
Alla traina, a pescare.
Per potere mangiare.
L’unica pesca che si può tollerare.
Quella per la catena alimentare.
Quella uno ad uno.
Pur se con il trucco di un’esca,
morti per volta, soltanto uno.
E fu così che navigando navigando
un giorno mi fermai in un’ansa.
Per buttarmi nel mare.
Sensazione incredibile.
Fusione fredda
tra mare ed uomo.
Solo spazio.
Niente tempo.
Un mare privato,
a me riservato.
È il 24 del mese.
Non un mese qualunque.
Non un 24 qualunque.
E’ il 24 dicembre.
E’ natale.
E io riemergo neonato

mercoledì 23 luglio 2014

2014 07 23 – Bilancia corrente dei pagamenti e Convenzioni per il Turismo



2014 07 23 – Bilancia corrente dei pagamenti e Convenzioni per il Turismo
Perché è rilevante questa notizia?
Vogliamo parlare ancora della Concordia? No,  quello che c’era da dire lo abbiamo già detto.
Il tema emergente è un altro: forse siamo capaci di rendere turisticamente appetibile un ammasso di ferraglia.
Dobbiamo adoperarci per fare altrettanto con ogni granello di terra del nostro Bel Paese.

La bilancia corrente dei pagamenti
Tempo fa scrissi che le maledette parità dell’euro per noi “al raddoppio” secondo me nascevano da una sorta di diktat germanico di questo tenore: “noi garantiamo il vostro debito, ma in cambio vi raddoppiamo il prezzo delle nostre esportazioni. La nostra Volkswagen Golf ce la pagate il doppio”.
Non può essere che sia così semplice ?
Si guardino i dati FMI sulla bilancia corrente dei pagamenti tedesca (verde) e italiana (rosso) dal 2000 ad oggi (sono in miliardi di dollari).
Balza agli occhi, o no? Da un totale di -32,8 miliardi di dollari, la Germania è passata a +273 miliardi anno. Mentre noi siamo rimasti al palo.

Come si aumenta la bilancia
  1. Meno import di beni o servizi = meno uscite di moneta verso l’estero.
  2. Più export di beni o servizi = più entrate di moneta a casa nostra
Tra i secondi c’e ne uno “particolare” : l’esportazione di servizi turistici.
Che è particolare perché esporto senza muovermi da casa mia.
In pratica importo quota di mercato a cui vendo un “diritto di utilizzo a pagamento, temporalmente limitato”, sulle mie bellezze.
Invece di esportare auto, importo persone. Mercato.
Mi ripromettevo di analizzare meglio i dati Istat http://www.istat.it/it/archivio/turismo per ora invece parlo di convenzioni, e mi concedo un po’ di ironia che spero gradevole.

Alcune generiche considerazioni sui nostri asset
Io credo che il mondo sia tutto strabiliante.
Che in ogni angolo ci sia tutto da vedere e tutto da imparare.
Che ogni Paese abbia lunga storia da raccontare.
E così via.
Ma c’è una cosa che credo quasi nessun altro abbia, a parte l’Italia.
E’ la concentrazione di differenti bellezze, storie e patrimoni in così poco spazio.
E’ la “patrimoniodiversità spaziocompressa”.
Con in più l’aggiunta di una considerazione climatica. Tolte le regioni più nordiche, dove per altro si può sempre puntare sullo sci, in tutte le altre la distribuzione climatica è piuttosto stabile e buona.
Mica per niente ci chiamano ‘o paese d’o sole.
Pensate che sia irrilevante ? Non è così.
In questo mondo ci saranno sempre più persone vogliose di fare i turisti ma con poco tempo a disposizione.
Penso a come è cambiato il turismo da fine ‘800 a oggi. Mi vengono in mente le elite inglesi e americane in Costa Azzurra o in Costiera Amalfitana.
Quel modello non esiste più, come sappiamo e vediamo.
Ma sbagliano quelli che pensano che oggi sia peggio. Quelli della teoria che il turismo di massa porta pochi soldi perché ogni singolo spende poco.
Dipende da quanti ne arrivano.
Ed in ogni caso più persone viaggiano, più si omogeinizza la cultura. Ci si conosce. E ci si abitua a vedersi come fratelli.

Convenzioni
Ho gia esternato una mia provocazione “estremista” : diamo il centro-sud in concessione ai cinesi. Che ci portino 100 milioni di turisti in più ogni anno.
Gli organizziamo dei bellissimi tour in giro per tutta Italia.
Oggi parlo di Convenzioni.
Con una breve digressione ironica, che però mi pare rappresentativa.

Le convenzioni. Dialogo immaginario tra Matteo e Angela
Pronto, Angela ?
Ciao Angela sono Matteo.
Senti, ho da chiederti un favore.
Se non ci date una mano qua succede un casino.
In più mi hanno fatto vedere che da quando c’è l’euro in 12 anni tu c’hai avuto 2.000 miliardi di bilancia corrente in più.
Pare che sia perché ci vendi le tue Golf al doppio di prima.
Angela, ma non sarà che sei stata cattiva ? Lo sai che non va bene approfittarsi dei più deboli ?
Lo sai che si può anche andare all’inferno ?
Guarda che l’inferno è una roba brutta, sai ?
Qua da noi, a Firenze, c’era uno che tanti anni fa ha inventato una cosa chiamata contrappasso.
Funziona che se fai un peccato da viva, poi da morta ti torna indietro in misura esponenziale.
In pratica, se sei cattiva e vendi le Golf troppo care, poi vai all’inferno nel girone degli imperialisti e ti tocca comprare 1.000 cinquecento. E dimmi tu: cosa te ne fai dopo ?
Ma non ti preoccupare. Ci parlo io con quel tizio li di Firenze, che è pure casa mia, e gli dico di aspettare. Di parcheggiarti in purgatorio, che una soluzione la troviamo.
Si ci ho già pensato io.
Facciamo delle belle convenzioni.
Iniziamo con i dipendenti Volkswagen. Tu ce li mandi una settimana in vacanza in Italia e noi invece che fare pagare il pacchetto 1.500 euro, gli facciamo lo sconto a 1.250.
E siccome so che tu sei una attenta al portafogli, a te Stato tedesco ti riconosco anche le provvigioni di 125 euro. Il 10 %.
Poi proseguiamo con altri tuoi connazionali a tua scelta.
Ricorda però, che ci devi mandare almeno 10 milioni di tedeschi in più in un anno, così noi facciamo 10 miliardi di Pil in più. Altrimenti……

Ti sto già organizzando i pacchetti. Senti a cosa sto pensando. Guarda la cartina, che ti spiego.

Giorno 1
Arrivo a Malpensa, Milano. In Lombardia. Li ti faccio vedere,…mhh sto pensando. A Milano, ti posso far vedere la Borsa. Ma no, non va bene: ce l’avete più grossa voi. Vabbè, allora ti porto a vedere Montenapo. No, no, non va bene: mi stai portando gli operai. Allora ho trovato: ti porto a vedere i Navigli! Ma che bischerate mi vengono in mente? Voi c’avete il Reno navigabile, e io ti porto su due canaletti ? A ecco: il Castello Sforzesco. Ma anche questo non va bene. Voi siete un paese di castelli. La Baviera, la Romantische Strasse….
Strasse, Strasse,…ecco ! Questa funziona: Strasse=Strada=Autostrada= Tangenziale.
Tutti in tangenziale !
E vi faccio giocare a chi conta più Golf !
Mi sa che la Lombardia è meglio saltarla.

Giorno 2
Drin. Drin. Sveglia Angela.
Cartina alla mano: guarda, ho pensato che ti porto verso destra. Verso est.
Dopo la Lombardia arriviamo subito in Veneto. Ma bisogna fare in fretta, che tra poco potrebbe non essere più nostro.
A proposito, dammi qualche consiglio.
Come la gestite voi la questione dei Lander secessionisti? Io qua divento matto, tutti che si vogliono staccare.
Ma come è possibile, come fate?
Ah.
Voi non ne avete. Capisco.
E come mai?
Perché siete uno stato che funziona.
Mhh….
Scusa, c'è una parola che non capisco. Cosa vuol dire “che”?
……
Vabbè :ti sbalordirò col classico colpo di genio italiano. Col solito coniglio dal cilindro. L’unica cosa su cui puntiamo sempre per salvarci. Vi porto tutti a …..Venezia !!! Sorpresona, eh!
Vi faccio vedere pure il Mose. No, Angela. Non Mosè, magari! Che quello almeno ci apriva la laguna come il Mar Rosso. No, il nostro è senza l’accento. Sai com’è: a noi ci manca sempre un centesimo per apparare un euro. No il nostro non spartisce i mari. Spartisce i danari. Ehmm…. (imbarazzo generale).
Ma tranquilli, vi porto anche a Murano. Vi ho fatto preparare, compreso nel prezzo, un souvenir speciale tutto per voi. Un irrinunciabile gadget creato apposta per voi dai nostri innumerevoli Maestri Designer Italiani. Dai Principi del nostro amato “meidinitali”: in vetro soffiato, ecco a voi in esclusiva mondiale…… la “Gondoleta modello Golf”.
Angela, scusa mi sa che facevo meglio a portarvi in Trentino Alto Adige. Almeno li vi sareste sentiti a casa vostra.

Giorno 3
Stamattina, sempre cartina alla mano, ci riprovo. Stavolta ti porto a sinistra. Della Lombardia, intendevo.
Ti porto in Piemonte, Val d’Aosta e Liguria. Come ? Mi chiedi se il Piemonte è quello dove ci sono i biscotti savoiardi ?
No, Angela. Cioè si, ma forse tu volevi dire i Savoia, i nostri Re?
Come dici ? Non ti risultano ?
Si, capisco.
Però per favore non ti rubare anche le nostre battute.
A noi in Italia, secondo Jannacci, è la mafia che non ci risulta.
I Savoia purtroppo ci risultavano eccome: abbiamo cercato di evitarli ma non ci siamo riusciti.
Vabbe’ però adesso pieno di orgoglio, ti porto sul Monte Bianco. La più alta montagna d’Europa.
Sta pure da noi. Fico, eh? Come dici? E’ un panettone su cui sale anche un ragazzino? Voi sfidate l’Annapurna, che è alto come il cielo. In Europa l’Eiger, che è dritto come un grattacielo.
Angela, per piacere fai la brava.
Ho capito; ti porto al mare.
Tutti a Finale Ligure. Come dici? Ti sembra un cesso? E poi senti odore di cinquecento? Si in effetti molti operai Fiat venivano mandati in vacanza in Liguria nelle colonie.
Come dici ? Ti senti offesa? Se per una cinquecento li mandavano a Finale, a voi per la Golf vi dovevo portare alle Maldive?

Giorno 4
Matteo si sveglia presto, prima di Angela e pensa: qua bisogna inventarsi qualcosa, perché non stiamo mica andando molto bene. Per ora direi che Italia – Germania siamo 0 a 3. Dobbiamo “segnare” almeno 4 giornate.
Ma adesso vi frego io. Ragazzi, sveglia! Oggi “se magna”!
Questa funziona sempre, a tutti piace mangiare e dai noi si mangia innegabilmente bene.
Concentriamo Emilia-Romagna e Umbria. Presto tutti a fare colazione. Vi ho fatto preparare delle belle tagliatelle bolonaise e delle belle fettucini al tartufo di Norcia.
Perché mi guardate stupiti? Non sapevate che da noi la pasta, come la pizza, si mangia a tutte le ore ? Non sapete che noi ci alleviamo anche i neonati, che gli facciamo dei bei biberon pieni di pastapizza frullati tutti insieme con il Lambrusco? Non lo trovate pitoresko ? Ma non siete voi che ci chiamate mangiaspaghetti ?
Ah, dite che è tutto molto buono ma vi viene da vomitare ?
(Ehmmm, Matteo pensa) Qua se non invento qualcosa e perdo anche il giorno 4 siamo fuori. Al massimo sulla settimana potremmo perdere 4 a 3.
Ah, ho trovato. Emilia-Romagna e Umbria.
Umbria.
Assisi.
Tutti ad Assisi: non ci resta che pregare San Francesco.
Ragazzi: tutti in marcia ad Assisi.
Oremus!
(Tanto un tedesco il latino non lo capisce, eh,eh,eh. Noi italiani siamo sempre i più furbi).

Giorno 5
Matteo pensa: questa la gioco in casa. Breve passaggio a Urbino, e poi Firenze, Siena, Lucca, Pisa, Elba, Isole. Roma me la conservo per domani. Questa la vinco io sicuro, pensa Matteo.
Angela, Sveglia! Oggi facciamo un bel bagno di cultura. Università, pittura, scultura, architettura.
Angela si sveglia e fa: Matteo caro, noi tedeschi siamo e abbiamo tra i più grossi studiosi e accademici della vostra storia e cultura.
E hai ragione, è tutto straordinario.
Ma noi vi conosciamo a memoria.
Ci hanno segnalato invece di un’isola con il nome di un fiore.
L’ibisco, forse. No,no, il gladiolo. No, ecco : Il Giglio !!
Ci hanno consigliato di andare li a vedere questa straordinaria opera di iperbolico bizantinismo navale: la Relicto Resurretionis.
Devo dirti in tutta onestà che forse non sai che si accettavano anche scommesse in tutto il mondo.
La probabilità che l’Italia non facesse un casino era data a quote enormi. Oltre 10 a 1.
Così sai cosa abbiamo fatto ?
Abbiamo scommesso le 10 cinquecento che ci sono in Germania.
E se vinciamo sai cosa ci danno ? Indovina un po’?
Una Golf !
Ti prego, ti diamo vinta la giornata ma portaci al Giglio!

Giorno 6
Matteo non demorde. Tiene duro. Ma capisce che deve cambiare strategia.
Così non suona la sveglia pensa di aspettare che si sveglino da soli.
Scende a fare colazione, convinto di avere un po’ di tempo e… sorpresa.
I tedeschi sono già tutti “lavati e mangiati” pronti a muoversi.
Matteo, un po’ scoraggiato ma sempre “sul pezzo”, applica la nuova strategia e chiede: potreste dirmi cosa vorreste fare oggi?
E i tedeschi tutti in coro: “Matteo sei ammirevole, ti vogliamo bene, la convenzione te la firmiamo, ma portaci al mare e non ci rompere i coglioni”!

Giorno 7
E fu così che Matteo, stravolto dalla fatica ma con in tasca l’ancora di salvataggio della convenzione, il settimo giorno si riposò.

lunedì 21 luglio 2014

2014 07 22 – Progressività e idea di sviluppo



2014 07 22 – Progressività e idea di sviluppo
Imposizione italiana
Basta con questa storia che in Italia la madre di tutti i problemi è l’imposizione fiscale troppo alta.
A me da l’idea di saccenza demagogica in tema di struttura dello Stato che si governa.
E’ populismo. Al limite, il livello di imposizione è solo una delle tante difficoltà.
Per me, a costo di ripeterlo fino alla nausea, il problema sta in :
  1. evasione e sommerso
  2. come si “spendono”, troppo e male, i soldi pubblici.
Quelli che seguono sono alcuni dati da Fondo Monetario.

Certo che l’imposizione italiana è elevata, ma con le seguenti osservazioni.
La tabella precedente prende in considerazione 63 dei 190 paesi censiti FMI. Sono i paesi con più di 100 miliardi di dollari di Pil/anno. I dati sono poi stati convertiti in euro per comodità.
Il dato di entrate (e di uscite) del FMI include anche i contributi previdenziali, per questo arriva a 720 miliardi rispetto ai 400/450 di sole entrate fiscali a cui siamo abituati, e forse esclude alcune altre voci di entrate marginali. Ma va bene così : è un dato omogeneo per tutti i paesi e quindi confrontabile.
In termini di percentuale di entrate dello Stato sul PIL in Italia siamo al 48% (sempre per il Fmi). Siamo al 10° posto. E’ vero che siamo in alto, ma basta guardare la tabella per capire che siamo in buona compagnia.
Inoltre se anche si ipotizzasse un taglio di imposte di 150 miliardi (irrealizzabile) che ci porti dal 48 al 38 %, saremmo sempre nella Top 20.
In termini di importo per abitante (calcolato come totale entrate/60 milioni) siamo a circa 12.000 euro a persona. Bambini e anziani compresi, naturalmente.
Siamo al 15° posto. Ma anche in questo caso basta guardare la tabella per capire che siamo sempre in buona compagnia.
Insomma secondo me bisogna mettersi l’anima in pace: le tasse esistono e vanno pagate.
Il modello zero tasse e tutti i servizi non esiste e non è nemmeno utopizzabile.
Per lo meno io non riesco a immaginarlo.
E non capisco come qualcuno continui ad usarlo come leva di manipolazione collettiva.

Modello di consumi
Concentrarsi sull’imposizione vuol dire perseguire implicitamente un modello di crescita basato sui consumi. Quelli interni in primo luogo. Vale a dire non generati da esportazioni o da turismo, ad esempio.
E’ un modello che nella nostra situazione è impossibile. Irrealizzabile.
Facciamo un’ ipotesi, più realistica del taglio di oltre 100/150 miliardi (dal 48% al 38% di cui sopra): tagliamo le tasse del 10%.
Che sarebbe tantissimo.
Risparmiamo sulle 3 principali, IRE IRES e IVA (il cui totale è di 320 miliardi anno : 173, 40, 107), 30 miliardi di tasse all’anno.
Diciamo che, tutti inebriati da queste nuove fiscali mirabilie, ci spendiamo tutto senza pensarci.
Dopo pochi giorno però il “fiscal miracle” smette di palesarsi.
E noi siamo costretti ad andare a fare i conti.
E,….oh cazzo!: ma 30 miliardi su 60 milioni di persone faceva solo 500 euro a testa.
E sono finiti subito.
L’anno dopo, ammettendo che questi 500 euro me li diano ancora, col cavolo che me li spendo.
Già che la bella vita da modello televisivo comunque non la posso fare, cerco di risparmiarli.
Che non si sa mai.
Anche se valgono solo 4 ceci.
E così la crescita per consumo se ne va a puttane alla velocità della luce.
E intanto abbiamo sfasciato un altro pezzo di Stato.

Modello di investimenti, con una buona notizia
Continuo a insistere.
C’è solo una via, secondo me : investimenti.
E non consumi.
I quali devono arrivare per conseguenza.
E soprattutto devono essere strutturali. Definitivi.
Ma per far investimenti servono i soldi.
E si ritorna a quanto già scritto finora nei post precedenti.
Io non vorrei più questa Italia che svende qualsiasi cosa.
Ho sentito dell’intenzione di una nuova ondata di privatizzazioni in vista. Si parla delle municipalizzate. Siamo quindi nell’area delle partecipazioni dello Stato, che sono troppe. Ma io credo che sia sbagliato. Le municipalizzate sono preposte all’erogazione di servizi irrinunciabili di prima necessità. E in quanto tali, questi servizi devono essere remunerativi per ordine naturale delle cose. Si parla di luce, gas, acqua, rifiuti. Liberarsene perché mal gestite è delittuoso. Si provi ad esempio a pensare al collegamento con la notizia ENI di cui qui sotto: dall’estrazione al fornello o all’impianto industriale. Filiera completa = valore inestimabile. Le partecipazioni da eliminare, delle quasi 8.000 esistenti, sono altre.
Ma in ogni caso, io vorrei un’Italia che compra.
Che compra aziende straniere e ci manda a lavorare persone italiane.
Che compra impianti, macchinari e attrezzature.
Che finanzia direttamente chi deve comprarle, ad esempio a “tassi di sistema” prossimi a 0% e non a tassi bancari.
Che spenda in ricerca e sviluppo.
Che assuma cervelli e scienziati a bizzeffe.
E così via.
Questo che segue nei due link sotto riportati è, secondo me, parte del modello vincente.
Ed è finalmente una buona notizia, proprio per la sua rilevanza quantitativa.
L’ENI fattura 120 miliardi all’anno, e fa un MOL del 20%. 20-25 miliardi circa.
Vale in borsa 70 miliardi di euro
Investe tra i 10 e i 15 miliardi all’anno www.eni.com - investimenti tecnici
E da occupazione a più di 80.000 persone, anche se non tutte italiane. Contando i familiari, vuol dire 250.000 persone “sistemate”.
E senza considerare l’indotto.
E non è mica l’unico esempio di eccellenza italiana.
Perché non dobbiamo riuscirci con tutto lo Stato?
Immaginate infine di fare la proporzione: se Eni fa tutto questo con 10/15 miliardi di investimenti all’anno, cosa potremmo fare investendo un avanzo di Stato di 100 miliardi all’ anno?

Proporzionalità e Progressività
Tornando alla fiscalità.
Ho sentito di recente qualcuno di questi giovanotti politicanti predicare di nuovo una imposizione ad aliquota fissa per tutti. A volte ritornano, le brutte idee.
Si chiama principio della proporzionalità. http://it.wikipedia.org/wiki/Proporzionalità
In contrapposizione a quello per cui chi più guadagna più paga.
Che è sacrosantamente cosa buona e giusta
Ed è sancita dalla nostra costituzione.
Wikipedia-La progressività è una caratteristica dell'ordinamento tributario italiano; l'art. 53 della Costituzione dispone in tal senso: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Il che ci fa già capire che questi giovanotti non sanno davvero niente del paese che dovrebbero governare.
Oppure che nelle loro idee di riforme istituzionali ci sia anche l’articolo 53 della Costituzione.
Ma è più probabile che siano indotti in errore da una forma di pensiero deviato. L’imposta proporzionale al 20% infatti esiste già : ma è l’IVA. Solo un po’ di confusione tra consumi, redditi e chissà cos’altro, quindi.
O forse facevano confusione con le modalità di sistema elettorale. Mi pare plausibile, vista la naturale predisposizione della classe politica italiana a passare il tempo per lo più a fare elezioni, accordi, e simili.
Forse hanno loro insegnato a pensar ad elezioni proporzionali e adesso ogni volta che aprono la bocca, neanche fossero pappagalli, esce solo “prroporzionale”.
Come il cadenzato, feroce, “cambio dollari” del Baarìa di Tornatore.
Elezione : “prroporzionale”
Tassazione : “prroporzionale”
……zione : “prroporzionale”.

La Progressività aggiustata
Persone fisiche
Io invece penso che si debba cercare di alleggerire la pressione, ma sui più deboli. Questo si.
E soprattutto in periodi che continuo a ripetere essere drammatici, credo sia giusto che i ricchi paghino di più.
Perché i ricchi o benestanti in Italia ci sono. E ce ne sono a frotte. Non serve l’Istat per capirlo. A fronte di 10 milioni di poveri, Milano è già mezza vuota.
Per questo ipotizzavo nel nostro “piano strategico” 5 miliardi in più di entrate, ma da progressività.
I ricchi se ne andranno dall’Italia ?
Se si sentiranno davvero, una buona volta, ben governati non credo.
D’altronde se fino ad ora, per 50 anni e più, sono rimasti vuol dire che all’Italia ci credono.
Una idea che ho io è che si debba comunque provare ad adattare un po’ il sistema degli scaglioni e relative aliquote, ma non è cosa semplice.
Naturalmente per fare qualsiasi cosa bisogna prima guardare la distribuzione delle entrate per tipologia e fascia di contribuenti.
Si riporta anche una tabella ricapitolante gli scaglioni tratta dal link seguente.

Reddito imponibile
Aliquota
Irpef (lorda)
• fino a 15.000 euro:
23%
23% del reddito
• da 15.001 a 28.000 euro:
27%
3.450 + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro
• da 28.001 a 55.000 euro:
38%
6.960 + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro
• da 55.001 a 75.000 euro:
41%
17.220 + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro
• oltre 75.000 euro:
43%
25.420 + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro

Situazione attuale Irpef dipendenti
Anticipo le conclusioni.
E’ difficile trovare soluzioni.
Come sempre.
Per cui in primo luogo, diffidate da chi ve le propone a portata di mano.
Son per lo più venditori di fumo.
Nella tabella seguente sono riassunti i dati utili.

La parte più debole della popolazione, ovviamente è quella che paga l’IRPEF su scaglioni di reddito fino a 15.000 euro, sui quali 15.000 euro si pagano 3.181 euro (Col. V – linea rossa). Sono un bel 265 euro al mese pagati, per la fascia 15.000 euro. Per le fasce più basse si guardi sempre la Colonna V.
Ma comunque parliamo di 7,8 milioni di persone (Col. D1 – linea rossa).
Se qualcuno dovesse avere paura che l’Italia diventi un paese povero, gli direi di svegliarsi: siamo già un paese pieno di poveri.
I 7,8 milioni sono solo quelli che pagano l’Irpef da dipendenti. Non contano i disoccupati, i pensionati e gli indigenti vari.
Il totale imponibile Irpef, che come noto è componente fondamentale del nostro sistema fiscale, è pari a 427 miliardi di euro (Col. E) , ed è pari a circa 1/4 del PIL. Riguarda  20 milioni di contribuenti (Col. D).
Si tenga presente che i dati di cui in seguito non tengono conto di detrazioni e varie altre istanze. Ci riferiamo solo all’ossatura del sistema di scaglioni. Serve come base per fare dei confronti sulle ipotesi seguenti.
Il totale Irpef teorico è di 117 miliardi (Col. Z). 27,4% dei 427 miliardi di imponibile.
Ad ogni modo si vede ad occhio quali sono le fasce di maggior contribuzione: nella Col. Z si notino i dati “più lunghi”.
Se ci riportiamo alla colonna con il numero di contribuenti progressivo (Col. D1) si vede che 16 dei 20 milioni di persone guadagnano meno di 30.000 euro e sono quelli che pagano il 49,7 % dell’Irpef totale.
Se aggiungiamo quelli fino a redditi di 55.000 euro arriviamo a 19,3 milioni di persone, che pagano il 77% dell’Irpef totale.
A 55.000 euro, si pagano quasi 17.000 euro di Irpef. Il 31%.
Ovviamente in tutto questo discorso mancano i contributi previdenziali.
Storia nota, ma secondo me fa sempre bene ricordarselo e vederlo nel quadro di insieme.

Ipotesi variazione aliquote Irpef dipendenti
Come dicevo, trovare una soluzione è difficile.
Ricordo che ipotizzavo maggiori entrate da progressività per 5 miliardi di euro.
Sulle persone fisiche non sono riuscito ad immaginare nulla in tal senso.
Anzi. Il risultato della mia simulazione è di 5 miliardi in meno di Irpef. E non risolve i problemi di potere di acquisto.
Bene, vuol dire che bisogna sempre verificare e toccare con mano le proprie asserzioni.
Bisogna fare i conti, voglio dire. E vale anche per me.
Forse sulle persone giuridiche si troverà qualche margine. Si rinvia a quanto di seguito.
In ogni caso ho provato a fare l’esercizio di ridistribuire e rivedere le aliquote come in tabella seguente. Le nuove aliquote sono quelle con intestazioni colorate . Colonne. G,H,I,L,M

Come detto, ho cercato di mantenere comunque l’importo totale di entrate prossimo ai 117 miliardi di cui sopra.
Ma così facendo il margine di manovra diventa minimo. E comunque non ci sono riuscito : arriviamo a 112 miliardi.
Ciò, è principalmente dovuto a quanto detto prima sulla distribuzione dei redditi per  fasce di reddito.
Se 19 milioni di italiani mi danno il 77% di Irpef è chiaro che se taglio le aliquote su quel 77% l’effetto sarà devastante.
Salta subito all’occhio che non c’è nulla di risolutivamente determinante. Ridurre le aliquote del primo scaglione dal 23 al 20%  comporta Irpef per 2.800 euro invece di 3.200 euro per lo scaglione a 15.000 euro. Sono 35 euro al mese.
Non oso nemmeno pensare “meglio che niente”. Anche se è vero che se si riuscisse a trovare qualche altro margine e si iniziasse a sommare +35 +80 + x + y forse sarebbe diverso.
Ad esempio una possibile iniziativa potrebbe essere quella di “spostare” gli scaglioni, che è prassi già adottata in passato.
Va comunque anche notato che le aliquote dei 2 scaglioni più elevati, sopra i 75.000 euro di reddito, sono state portate al 55%.
Ora, io approvo ogni forma di redistribuzione di ricchezza.
Certo però che il 55% è tantissimo, e io fatico a immaginare sia quelli ipotizzati che ulteriori rialzi per questi 750.000 “ricchi”.
In conclusione, mi sento di dire che non ho trovato nessuna buona soluzione.
Ma almeno adesso ho più conoscenza. Se facessero tutti così sarebbe meglio. O no?

Irpef dipendenti ipotesi flat 20%
Di questa ipotesi ho già accennato prima.
Il dato “interessante” è che costerebbe più di 30 miliardi di euro.
Il totale Irpef passa da 117 miliardi della prima analisi a 85 di questa (20% su 427 miliardi di imponibile).
Ne beneficerebbe la parte di contribuenti sopra i 55.000 euro di imponibile, per i quali (quelli dell’ultima fascia, non tutti) si pagherebbero circa 11.000  euro invece dei 17.000 attuali.
Il beneficio riguarderebbe 750.000 contribuenti circa. Quelli più “ricchi”. Effetto opposto a quello che ricerca e determina la progressività.
Per gli altri (quelli che oggi pagano il 23%) sarebbe intangibile.
Valgono infatti le stesse osservazioni fatte in precedenza e qui riportate.. Salta subito all’occhio che non c’è nulla di risolutivamente determinante. Ridurre le aliquote del primo scaglione dal 23 al 20%  comporta Irpef per 2.800 euro invece di 3.200 per lo scaglione a 15.000 euro. Sono 35 euro al mese.
Pensare quindi di rilanciare i consumi in questo modo per me è impossibile. Mentre sarebbe una certezza il disastro statale.
La si può vedere anche in un altro modo: se taglio veramente di 30 miliardi di Irpef quanti di questi 30 miliardi saranno poi spesi ? E quante tasse in più mi porteranno ? Questo è il calcolo che si dovrebbe fare.
E’ molto verosimile però, che non avvengano travasi totali.
In ogni caso, data la sua natura pro-ricchi, sarebbe ulteriore fattore di divergenze sociali.


Società
Mi sono sempre chiesto perché le società non paghino in maniera progressiva.
Qui di seguito si riportano le aliquote fisse (proporzionali) storiche dell’Ires, che dal 2008 è al 27,5%.
Non sono sicuro, ma vista la tragedia industriale italiana, mi pare di potere dire che il taglio dal 37%, o anche solo dal 33% al 27,5%, non sia servito a niente.
Periodo d'imposta
2014    27,5% IRES
2008    27,5%  IRES
2007    33%     IRES
2006    33%     IRES
2005    33%     IRES
2004    33%     IRES
2003    34%     IRPEG
2002    36%     IRPEG
2001    36%     IRPEG
2000    37%     IRPEG

Mentre penso che se si strutturasse l’imposta facendo pagare il 10/15 % ad esempio fino a 100.000 euro di utile, e poi a crescere per redditi più alti, si farebbe una cosa utile per il nostro tessuto di piccole medie imprese.
Anche in questo caso bisogna prima conoscere bene la distribuzione delle entrate.
E qui si incontra un problema. L’open data già indicato per l’IRPEF non è cliccabile per le società di capitali.
Analisi dei dati ires - anno d’imposta 2012.  Società di capitali: in allestimento (pubblicazione prevista per il 15 gennaio 2015)
Sono disponibili i dati degli enti non commerciali, definiti come ‘enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo e principale l’esercizio di attività commerciali’. L’aspetto peculiare di tali soggetti è che, pur essendo assoggettati all’IRES, determinano i singoli redditi in base alle norme esistenti per le persone fisiche; infatti il reddito complessivo è costituito da redditi fondiari, di capitale, di impresa e diversi, prodotti per il periodo d’imposta.
Io questo lo trovo incredibile.
Dopo 2 anni ancora non abbiamo le analisi per la gran parte dei circa 40 miliardi di Ires.
Abbiamo solo un campione di circa 100.000 enti, non rappresentativo del totale, corrispondente a 580 milioni di euro di imposta.
In ogni caso nelle ultime 4 colonne della tabella precedente, si è comunque tentato di fare un’ipotesi di progressività.
Gli importi di differenza di tassazione però non possono essere realmente utilizzati, perché come si osserva nella colonna “% media”, il 27,5% teorico non risulta mai. Intendo dire che al massimo si paga il 20% e non il 27,5%.
Ciò è probabilmente dovuto alla non rappresentatività del campione.
L’unica conclusione che si può trarre con certezza, però, è che una ridistribuzione progressiva dell’imposizione si potrebbe in teoria fare.
Ma senza dati reali non la si può “indovinare”.