lunedì 31 marzo 2025

2025 03 31 - La Sip torna un po’ italiana

2025 03 31 - La Sip torna un po’ italiana

 

Pronto parla la Sip? Nop.

Così scherzava mia madre negli anni 70, ma noi siamo seri.

Oggi la parola d’ordine è dromologia.

Mica lo sapevo, me lo disse mio cugino.

Virilio definisce la dromologia come la scienza o la logica della velocità.

La dromologia è importante quando si considera lo strutturarsi della società in relazione alla guerra.

Chi controlla il territorio lo possiede.

Il possesso del territorio non riguarda le leggi e contratti.

Ma la gestione del movimento e della circolazione.

La guerra che vediamo oggi è così, non uno statico assedio.

Movimento, velocità, circolazione e accelerazioni.

Quello che ci spiazza è che ci siamo addormentati.

Nell’illusione che almeno un po’ la guerra fosse sconfitta.

Mentre sotto progredivano trame ora in parte emergenti.

E la Storia fluiva e circolava alla velocità dei suoi armamenti.

Tra questi, prìncipi sono i dati, materia prima della informazione.

Alimento della conoscenza nella corsa all’armamento della mente.

Questa è la partita che tanto ci sfugge.

Abilmente occultata in maniera così limpida.

Ma che noi non sappiamo rendere leggibile e tangibile.

Cosa è e a cosa serve veramente l’intelligenza artificiale.

Di cosa è fatta materialmente tra cavi router satelliti e non so più.

E come la nutro per permettere ai suoi algoritmi di apprendere bene.

Il processo di questi schemi ha subito una accelerazione.

Come previsto, o guidato, dai teorici della Singolarità e altri.

In tutto questo si doveva costruire l’infrastruttura, l’ossatura.

Allocando al concetto di nazione le sue porzioni e strati.

Ma nazione è un concetto oramai obsoleto.

Siamo in un mondo transnazionale addirittura spaziale.

E perciò un po’ sorrido agli annunci trionfali.

La Sip torna italiana, Poste sale al 24,81%.

Sono pure contento, 2007 memento Telecom Italia.

La Sip nel 2007 mi mandò al manicomio.

Ma la salvai da ricottari infoiati per la cassa delle bollette che paghiamo.

Da quel giorno per me è mia.

Oggi uso struttura e rete, interlacciate pure a terzi.

Consegno allora questo dispaccio esplicativo.

Il postino lavora per la Poste.

Le poste sono piene di grano.

Va in CDP che purtroppo non è la mia Cassa Dei Postini.

E’ una cassaforte statale postale.

Fanno i libretti di risparmio.

Pare che avevano liquidità da usare.

Giusto giusto 684 milioni.

Ma restiamo sotto il 24,8%.

Di più no, se no tocca comprarsela tutta.

Magari allora, se è davvero ancora strategica.

Ecco che vedo l’ennesimo tarocco.

Il 25% non è controllo.

Che sta in una pletora di azionisti istituzionali interlacciati.

Telecom era un gioiello della nazione.

Quello delle bollette e della rete.

Regalato, spremuto e svenduto per decenni.

Non è che ora me lo rifaccio con l’integrazione di Tim con le Poste.

E se invece si, chissà quanto vale.

Così sto soltanto dando ai francesi la loro via di uscita.

Ma lo scopriremo solo Vivendi.

Che intanto si è ciucciata un bel 0,684 billions cash.

Quello che davvero indispone sta in tutta la premessa.

Fanno tutto molto in fretta, dromologici.

Proprio al momento del geoaccordo Italia Francia.

E nel bailamme guerreggiante mondiale.

Che di sicuro riguarda anche le reti Nautilus stese per gli Usa.

Ma tranquilli c’è tanta Rothschild fairness opinion.

Assicura la correttezza.

Sembra la memoria di mio padre.

Aveva la capacità di metterla in culo e farsi dire grazie.

Chissà dove finirà la Sip.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Lo scopriremo solo vivendo

 

Poste al telefono


 

domenica 30 marzo 2025

2025 03 30 - No war hippies be happies

2025 03 30 - No war hippies be happies.

Tra hippies e yuppies io capisco chi preferisco.

Gli happies.

Libera estrazione, estraggo diciamo.

“Sono molto stupita dall'interpretazione della mia intervista.

Io non capisco.

Io sono stupita.

Io sento le voci, di altri leader.

Io me so’ promossa leader der mondo intero.

Quello occidentale armeno.

E non capisco.

Non capisco.

Ci sono leader che al contempo lo sostengono.

Che l'Europa non debba spendere risorse per la propria sicurezza.

Al contempo da difesa poi magari a offesa.

Sento voci di leader che invocano la rottura con gli Stati Uniti.

Che non possono essere nostri alleati.

Non capisco.

La proposta è rompere ogni forma di alleanza con gli Usa.

Ma chiedere loro di occuparsi della nostra sicurezza lo stesso.

O è che l'Europa diventi una grande comunità hippie demilitarizzata.

Che spera nella buona fede delle altre potenze straniere.”

Minchia che scivolone oratorio.

Che manifestazione di volontà di potenza.

Europa senza difesa per una comunità hippie demilitarizzata

Siii.

Magari.

Al contempo.

Come doveva essere.

Tracciante di una rotta culturale per tutti.

D’altronde nel 1977 eravamo si figli dei fiori.

Ma quasi nati appassiti.

Già in declino.

Verso i favolosi 80.

Con gli yuppies all’americana.

Sempre loro con tutto il corredo.

Al contempo io la guerra non la capisco.

Per me scemo di guerra, subito resa.

Se mi invadono io mi arrendo subito.

Mica mi faccio distruggere per anni.

Dando pure ai parvenu della guerra la ribalta.

Per poi perdere garantito, a spese del popolo.

No no.

Meglio make love not war, peace and love, lysergic doors.

Presidenti cantalupi.

Al contempo tutti in coro diciamo lo diciamo.

You will be the more happies.

But you gotta change.

Your evil ways.

 

Kalimmudda ipsum dixit

You gotta change your evil ways, a Woodstock

And happy 50 years, after



 

venerdì 28 marzo 2025

2025 03 29 – Largo ai colonnelli

2025 03 29 – Largo ai colonnelli

 

La coerenza è la virtù dei cretini.

Ho appena scritto da scemo di guerra che non voglio i colonnelli.

E subito trovo la notizia che me li fa invocare.

Il fatto è che a giocare alla guerra ci vogliono i piccioli.

Gli ineziali 800 miliardi dell’Europa.

Ma mica servono solo per la guerra europea.

D’un tratto leggo che il fisco deve riscuotere 1.280 miliardi, il 40% quasi perso.

Il carico contabile residuo nel periodo 2000 2025 ammonta a 1.279,8 miliardi.

Fatico a capire se parlano di un importo di vecchio credito alla data del 2025.

O se parlano di ingressi nel “magazzino della riscossione” di nuovi crediti.

Che poi sono diventate uscite dallo stesso magazzino se incassate.

Insomma non capisco se è un dato di saldo o di flusso.

E già partono saracche alla madonna.

Per la comunicazione incomprensibile.

Mi affido però al titolo che è inequivocabile.

“Il fisco deve riscuotere 1.280 miliardi, il 40% quasi perso”.

I contribuenti con debiti residui da riscuotere sono 22,3 milioni.

3,5 milioni società e 18,8 milioni persone fisiche di cui 2,9 con un'attività economica.

Il 60% dei soggetti è stato iscritto a ruolo in almeno 10 differenti annualità, sono recidivi.

E infine il pillolone avvelenato.

Il 40% dei crediti residui appare di difficile recuperabilità.

Per le condizioni soggettive del contribuente, o pover el purcell.

Sono 500 miliardi che quello dirà di non avere.

Ma sarà nascosto oltre uno dei tanti confini off-shore.

Ditemi che ho sbagliato qualche zero.

Che i miliardi citati erano milioni.

1.280 miliardi non è manco un tesoretto.

È il biglietto vincente alla lotteria delle nazioni.

Il nostro debito vale 3.000 miliardi, il Pil di un anno 2.000, il disavanzo 50/70/80 a Ue piacendo.

Rileggo con ardito fulgido vigore e con rabbioso rigore e che il cielo tutti li folgori.

Sono talmente senza vergogna che “la rottamazione 4 può ridurre il magazzino di 38,5 miliardi”.

Ma il magazzino de che, guardate che se ciamano danè.

Non è mica un deposito cui attingere con il bancomat a proprio comodo.

Così sarebbe un pratico riservone socializzato.

Eh ma per il 40% del loro importo sono crediti di difficile recuperabilità.

Per le condizioni soggettive del contribuente, ripeto.

O povero el purcell, again.

Poco poco sta all’estero in qualche solito posto più o meno off-shore, disons encore.

E ti allude che si è finito il grano nazionale.

Chi governa saranno bene cazzi suoi su come fare.

Io a ‘sto punto rinnovo l’invito all’azione militare.

2014 10 26 - C'è sempre un'altra via - Viaggio in alcuni conti di sistema - Partire con i migranti approdare off-shore

La Svizzera ci apre il mazzo, ma un passaggetto in Irlanda, Olanda e Lussemburgo….

E poi giù fino a Bahamas, Cayman, Delaware e uber, tanto è tutto cyber.

Facciamo il 3 per 2 dei paradisi dei burocrati, mi va bene un tot al chilo.

Io voi pagare, io da voi pretendere, io voi espropriare.

E prego voi avere un poco di inventiva.

Voi invadere per noi altre patrie di spalloni faccendieri, per piacere.

E se pagare uno non potere allora gratis forzato a lavorare.

Questa faccenda è ignominiosa e per forza nota.

A ogni classe politica e colluso apparato.

Un furto reiterato regalato a pioggia.

A danno della programmazione di nazione.

Una miccia da rivoluzione.

Con 1.200 miliardi l’Ucraina me la compro.

Terre rare all inclusive e pure all you can eat.

Con in più 200 miliardi annui del solito noto sommerso.

Che fa 2.000 per dieci anni minimo.

Vergogna a chi governa.

E anche a chi li vota.

Cambio idea e le voglio.

Leggi marziali.

Editti imperiali.

Siano aperti i cancelli.

Entrino infine i colonnelli.

Dittatura della ragione.

Una meta rivoluzione.

Io però non sparo.

Ma se serve sono bravo.

So fiutare bene il grano.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Back in the Ussr - Zar inclusive

 

 

Vogliamo i colonnelli

 



 

 

  

2024 03 28 - Scemo di guerra, subito resa

2024 03 28 - Scemo di guerra, subito resa

 

Scemo di guerra.

Oui c’est moi monsieur macroleòn.

Così venivano chiamati a livello popolare.

Avevano perso la ragione a causa di eventi bellici.

Presentavano disfunzioni motorie e cognitive.

Mutismo, allucinazioni e "stati stuporosi”.

Io mi sono portato avanti da decenni.

Se si parla di guerra sono conclamatamente stuporosissimo.

Ma cerco ancora di districarmi nel che succede.

Per una sindrome di perversione pacifista.

Mi affascinano le questioni geopolitiche e strategiche.

Di cui però non so quasi nulla.

Se non quello che ho imparato sul terreno.

Della mia battiglia confusionale.

Di solito non amo fare nomi.

Ciò che mi interessa sono schemi strutture e processi.

Non le persone singole spesso intrise di culto del personaggio.

Oggi però faccio un’eccezione.

Per menzionare l’esimio venerandissimo professore Lucio Caracciolo di Limes.

Lo seguo più o meno regolarmente.

E ora me lo sono trovato alla Camera.

Tema sono gli incontri strategici Italia e Francia.

“Come (ci) cambia la guerra e quali prospettive di pace”.

https://webtv.camera.it/evento/27713.

3 ore di corazzata Potëmkin.

Se non fosse che la conferenza andrebbe insegnata dalla scuola.

Con altri luminari si dibatteva, dunque, di accordi e rapporti Italia e Francia.

Ovviamente prima inquadrando la sconfortante situazione globale.

Nella mia ingenuità politica mi aspettavo il contrario.

Che gli esperti fossero chi ci rappresenta e poi governa.

Vedere dal vivo il contrario fa un effetto deprimente e preoccupante.

Però mi sforzo di apprezzare l’impegno di comprensione, una bella innovazione.

Il quadro emergente è che una guerra grossa, piccola, classica, o moderna ci sarà.

Il politico mediocre è l’ultimo dei problemi, direte voi.

E invece no, proprio in situazione critica.

Preferisco chi sappia andare oltre il populismo del caro bollette.

E qui mi spunta la terza osservazione.

La presenza di un generale pieno di mostrine.

La Camera mi è sembrata a mano armata.

Per altro, visto il quadro, anche opportunamente.

Però il messaggio nel sublimine mi resta quello.

Che per reagire o agire ci vogliono eserciti e colonnelli.

Non è il mio genere, e chiudo.

Ho avuto una fidanzata americana con il padre generale.

Era di stanza ad Heidelberg, all’epoca più grande base Usa in Europa.

Impressionante ingranaggio di fianco alla cittadina universitaria.

Dalla passeggita di pensieri dei filosofi sono passato alla lamiera della parata dei carri armati.

Il generale, saputo che non avevo nemmeno fatto il militare, smise di parlarmi direttamente.

Ebbene io i  colonnelli non ce li voglio.

Un esercito di filosofi  molto meglio.

Ma comunque mi sono preparato.

Se mi arriva in casa l’invasore io mi arrendo subito.

Per principio categorico a priori.

A meno che non mi vogliano fare fuori.

Proprio a me, io povero scemo di guerra.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Topolin, topolin, viva topolin. Full metal jacket

 

 Parata in via dei Fori Imperiali



giovedì 27 marzo 2025

2025 03 27 – 72 ore in Europa

 2025 03 27 – 72 ore in Europa.

 

72 ore in Europa tra burocrati e blitzkrieg.

La vecchia Europa reagisce.

Il toro albino siberiano fa paura.

E’ il mito greco, mica miei vaneggi.

Zeus vede Europa e si arrazza.

Si trasforma in toro bianco.

Dai e dai e se la ingroppa.

E nascono i cretini, i cretesi proto greci.

Passano secoli e millenni di guerre.

Conquiste di su e di giù.

Poi arriva l’uberpazzo.

E si inventa una blitzkrieg di guerra lampo.

Fu per colpa di un geoerrore meteo climatico.

I carri si impantanarono nel generale inverno.

E Il baluardo toro albino siberiano ebbe successo.

Doveva durare poche ore.

Durò 5 anni, 45.000 ore. 

Che nel terrore non passavano mai.

La burocrazia europea sembra dimenticare la storia.

Per altro sua progenitrice.

La questione è come ci si protegge se ricapita.

Europa paventa soluzioni a minacce da 800 miliardi.

Poi propone 30 azioni per affrontare le emergenze.

Coordinamento sovranazionale, più o meno.

Un placebo di integrazione comunitaria.

“Strategia dell’Unione europea per la preparazione”

Prevede un sistema europeo di stoccaggio per garantire, in caso di “disastri naturali, stati di crisi o aggressione armata”, l’accesso alle risorse critiche.

Questa preparazione suona come quel memento alla ricordati che devi morire.

Nella unione da amplesso interruptus forse meglio che niente.

Però c’è da vedere chi accede prima e a che cosa.

In caso di urgenze e liste di attesa il Covid ha insegnato.

Comunque tra le soluzioni spiccano i kit di sopravvivenza.

Cibo, medicinali. acqua e “ce que il faut” per 72 ore.

Oltre a delle linee-guida per informare sulla “disponibilità di rifugi”.

Sembra piena guerra fredda.

Mi ricordo ancora il rifugio antiatomico di una casa svizzera.

Una speculazione immobiliare.

Una trappola per topi tutta piombata.

Senza manco ricircolo d’aria.

E dentro, piccole gabbie di legno monofamiliari.

Che poi che senso ha una protezione di sole 72 ore.

Viene il dubbio che sia una strategia della tensione.

Per piazzisti venditori di razioni.

Peraltro meglio quelle di carri, caccia e bombe.

Meglio anche della cyberguerra con la sua agonia di reti.

Allora se dobbiamo spendere 800 miliardi e ci diamo già per morti faccio due conti.

E dico che 2.000 euro a testa una tantum sono pari a 667 euro sui 3 giorni.

Europa, compraci una uscita di scena di grandeur.

Mandaci al weekend terminale in grande hotel.

Anzi no che dico mandaci in Riviera tutti a Gaza.

Con una convenzione ci scappano anche scorte di escort di professione.

E poi così mandiamo in fallimento da overbooking il paperone.

Con 400 milioni di migranti del weekend.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Europa (Earth's Cry, Heaven's Smile)

 



 




Conti della serva


mercoledì 26 marzo 2025

2025 03 26 – La spirale preventiva

 2025 03 26 – La spirale preventiva.

 

Maronna mia con i santi tutti in colonna.

Vuoi vedere che dai e dai.

Che la neurosfera suona la carica.

E’ arrivata l’onda lunga.

Ha la forma di spirale.

Li mortacci è il Fibonacci.

Con la sua spirale santa azzurra.

Con il suo mistero di spirale aurea.

Devono essere pensieri santi.

Ordinati tutti quanti.

È arrivato il nuovo qbit

Dentro tiene 'o neoalgoritmo.

Germe di rivoluzione algoritmica.

Un seminario per escludere ogni divario.

E’ un crogiuolo vorticoso roteante.

Santi anime e pensiero di religione popolare.

Rivoluzione nata dal cielo.

E il cielo parte sempre dagli ultimi.

Dai che ‘mo aggiustammo tutte cose.

Povertà, famme e guerre incluse.

Sarà un credo dell’ascendere.

Sarà avvento del tempo del trascendere.

Fantastiche fantasticherie.

Bussano alla porta della mia mente.

Guarda che è una scoreggia di Echelon.

Camuffata dietro l’icona Elon.

Elon fai attenzione.

Stai a scherzare con lo spaziotempo.

Basta un attimo e ti scappa.

Se si incazza un Fibonacci.

Poi per te poi diventan cazzi.

Si riavvolge la spirale.

E ti risucchia al centro.

Singolare come in gorgo di lavello. 

E tu cadi dritto a centro mulinello.

Dentro al buco nero.

Per risbucare chissà dove.

Scaracchiato nel chissà quando.

Li scoprirai vati bardi e profezie.

Annunciavano la tua venuta.

E tutti si erano attrezzati.

Terrorismo preventivo.

Eugenetica ariproduttiva.

A tuo padre un bel goldone.

Gusto caramella per figli di bucchini.

Per tua mamma  la spirale.

Preventiva terminale.

Mannaggia alla pucchiacca.

Rivoluzione ancora rinviata.

Lo sospettavamo.

Che amma fare.

In salita a faticare.

Ascendiamo ancora appere. 

 

Kalimmudda ipsum dixit

Maronna mia

 

Spirale finale



 

martedì 25 marzo 2025

2025 03 25 - Non ci resta che ascendere

 2025 03 25 - Non ci resta che ascendere

 

Guardo il derviscio danzante.

Sta davanti alla batteria di polizia.

Il derviscio è un asceta che vive in mistica povertà.

Ascesi è pratica di abnegazione ed esercizio di virtù.

Praticata meglio se distaccati da beni e lusinghe terrene.

Questo derviscio non so se sia vero o solo invasato.

Ma gli devono essere girate le balle.

E il derviscio vi dirò che per me “spacca”.

Porta il messaggio che si sono rotti anche gli asceti.

Ci vuole una nuova ascesi fattuale.

Ci vuole una transizione globale.

Abbattere il fascino della cultura del più.

Passare allo charme senza paillettes.

Alla attrattiva della cultura del meno.

Io sono anni che cerco la depurazione.

Sentendomi spesso dare del coglione.

Ma mi pongo come testimonial.

Ci vuole l’esempio del bello della rinuncia.

Ci vuole una grande campagna ascetica.

E anche qualche strumento di informatica.

Una piattaforma che si proponga nei sublimini.

E che imponga un altro modello di spesa.

Transitoriamente e asceticamente.

Visto che dovete partecipare al circo dei consumi.

Visto che sono quelli che mercificano tutto.

Visto che sono il motore di ogni disuguaglianza.

Allora consumerete socialmente.

E ascenderete socialmente.

Adottate un bisognoso non solo a distanza.

Anche di prossima vicinanza.

Dopo passeremo ai bisogni dello spirito.

Ci attrezzeremo per un’altra piattaforma.

E ascenderete modernamente.

È questione di allenamento.

Lo dicevano già i greci.

Askesis stava per esercizio ginnico.

Per il graduale distacco dai presunti piaceri.

Dalla fredda e triste vita materiale.

Lo direbbe anche mio cugino dal convento.

Di vocazione e poi mestiere lui fa il frate.

E’ esperto di religiosità popolare.

La religiosità popolare è intrigante.

Stai a vedere che la rivoluzione si fa così.

Con l'aiuto della Maronna e tutti i Santi in colonna.

L’esperto dice sì.

La vera rivoluzione nasce dal cielo.

E il cielo parte sempre dagli ultimi.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Il cielo

 

Santuario Madonna dell'Arco - Donare


 

lunedì 24 marzo 2025

2025 03 24 – Bramosia e neuroamen

2025 03 24 – Bramosia e neuroamen.

 

Bramosià da dipendenza neuroindotta.

Neuroscienze e dipendenze così sia.

Synvoluzione chirurgica, fu mia lucida follia.

C’era un matto che faceva sculture di vento.

Predicava per Milano con il suo carretto.

Me lo ricordo alla università cattolica.

La chiesa ti uccide con l'onda.

Era un antesignano elettromagnetico.

L’inquinamento da onde non era un problema.

Il condizionamento del comportamento non si credeva.

E poi era l’epoca delle droghe che uccidevano.

E tutte le chiese capirono che eri meglio da vivo.

Lo slogan nel vento mutò.

Le chiese in senso lato ti drogano con l’onda.

La notizia di oggi è che bastano tre giorni senza smartfòn.

E il cervello si rimodella.

Ovviamente vale anche il contrario.

Il cervello resta quello se lo smartfòn resta acceso.

D’altronde che fosse plastico era noto.

Ma che attivasse circuiti di dipendenza era solo sensazione.

Non è chiaro come il cervello si rimodella e che diventa.

Saranno percorsi neurali instradati altrimenti.

Saranno recettori delle dipendenze in genere.

Tutti infoiati come con droghe alcol e fumo.

Servono dunque tre giorni a rimodellare la mente.

Quindi le chiese tutte sanno come vi possono controllare.

Basta un impulso prima che scada il terzo giorno.

Una nano risonanza magnetica di smart waves.

Ed è controllo mentale di scienza e non tantafanta.

L’algoritmo viene sparato dritto al cervello.

In una diffusa risonanza magnetica funzionale.

Le particelle di cervello si allineano.

Tutte in fila al campo elettromagnetico irradiato.

Quando rilascio il campo le particelle tornano all'origine.

Se risparo la radiazione ogni 3 giorni il controllo è permanente.

Tre giorni senza cleverfòn non ce li passate mai.

Ecco che posso stimolare zone del cervello.

E indurre comportamenti.

Allineiamo allora gli spin delle particelle.

Ad un campo “buono e giusto”.

Un algoritmo alternativo cui gli spin restino in danza.

Le persone saranno state illuminate.

E si comporteranno in maniera buona e giusta.

Immagino tutti in “processione bancaria”.

Dedicata ai ricottari del mondo intero.

Tutti allo sportello a bonificare adozioni o microcredito.

Tutti ciondolanti, in un mantra di preghiere reiterate.

Voglio l’Iban, voglio l’Iban.

Datemi un Iban buono e giusto.

Devo fare la carità.

Mi scappa la carità.

In caso resistessero aumenteremo l’intensità di campo.

Diventeranno eremiti mendicanti penitenti o santi permanenti.

Questa è scienza.

Moderne rivoluzioni meridionali e synvoluzioni chirurgiche.

Bramosia da dipendenza neuroindotta.

E neurobramen.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Cold turkey

 

La scimmia e il monolitino

 


domenica 23 marzo 2025

2025 03 23 – Il Papa è risorto

2025 03 23 – Il Papa è risorto.

 

Oggi ho visto una notizia.

Una importante.

Papa Francesco dimesso dal Gemelli.

Lo abbiamo dato per morto.

Invece è risorto.

Pensavo non mi facesse effetto.

Invece mi sono quasi commosso.

Si vedeva la fatica.

Tutta in quel pollice all’insù.

Chissà come deve essere.

Essere un uomo solo tra potenti.

Ogni giorno combattente.

Solamente con il verbo.

Quanto deve essere logorante.

Reggere un enorme impero.

Fondato sulla non violenza.

E fare il condottiero senza armi.

Fare il duce che conduce.

Un esercito di anime disarmate.

Chissà come deve essere pesante.

Sono più di un miliardo.

Tutte in attesa di parole.

Solo quelle per conforto.

E speranza nella fede.

Se uno dice fede passa per bigotto.

Ma è la stessa radice di fiducia.

Di fidare sperare e confidare.

Chissà quanta fede serve ad un uomo.

Per continuare a propagare il messaggio.

Per ricostruire un mondo con costanza.

E vedere altri che lo fanno a pezzi.

Ma mostrare lo stesso credo a tutta la sua chiesa.

E ripartire ogni giorno con santa pazienza.

Con quel miliardo di preghiere.

La più grande organizzazione comunista.

Propagata da missioni scuole parrocchie e oratori.

Per loro dio non è mica morto.

E’ solo in ritardo ma prima o poi sarà risorto.

Chissà che compito dovere presiedere tutto ciò

Chissà quante volte avrà vacillato nella fede.

E avrà battezzato il Vaticano di bestemmie sante.

Chissà quante volte avrà detto basta sono stanco.

Ma non potete Santità.

Siete il padre nostro di noi tutti.

Meglio dire tutti una preghiera.

Anzi Santità, se la guardi in internet.

Così non dovete fare fatica.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Padre nuestro

 

A ognuno la sua croce