mercoledì 5 marzo 2025

2025 03 05 – Viva i conti d’Italia

2025 03 05 – Viva i conti d’Italia. 2020 2024 - Sintesi dei dati Istat

 

Faccio servizio pubblico.

Tutto in una tabellina.

La frammentazione dell’informazione è una forma d’arte.

Allora ho prodotto una tabella che mette insieme i dati principali.

Anche questa è arte.

L’unica annotazione in più è che il debito ha scavallato quota 3.000 miliardi.

I dati Istat sono ai seguenti link:

https://www.istat.it/comunicato-stampa/pil-e-indebitamento-delle-ap-2022-2024/#:~:text=Nel%202024%20il%20Pil%20ai,cresciuto%20dello%200%2C7%25.

https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/pil-indebitamento-AP-2022-2024.pdf

Mentre a questo link si trova il file Excel con il foglio iniziale di sintesi e mie modifiche:

https://docs.google.com/spreadsheets/d/1TeEEfoh3o3K2XUhHTZmhGFzwFrAlvEGt/edit?usp=sharing&ouid=110191402270257588225&rtpof=true&sd=true

Per comodità riporto anche le immagini della tabella usata per la sintesi.

Quelle di dettaglio sono riordinate per importi decrescenti nel 2024.

Speriamo la definizione sia buona.

Buon divertimento, tutto in una tabella.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Viva l'Italia, quella di Dalla e De Gregori non del Ponte







Testo Istat

Pil e indebitamento delle AP - Anni 2022-2024

Nel 2024 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.192.182 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è cresciuto dello 0,7%.

Dal lato della domanda interna nel 2024 si registra, in termini di volume, un incremento dello 0,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,6% dei consumi finali nazionali. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono scese dello 0,7% e le esportazioni sono cresciute dello 0,4%.

La domanda nazionale al netto delle scorte e la domanda estera netta hanno contribuito positivamente alla dinamica del Pil, rispettivamente per +0,5 e +0,4 punti percentuali, mentre l’apporto della variazione delle scorte è stato negativo per -0,1 punti.

Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume del 2,0% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca, dell’1,2% nelle costruzioni e dello 0,6% nelle attività dei servizi. Si rileva una contrazione dello 0,1% nell’industria in senso stretto.

L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (AP), misurato in  rapporto al Pil, è stato  pari  a -3,4%, a fronte del -7,2 % nel 2023.

Il saldo primario (indebitamento netto meno spesa per interessi) misurato  in rapporto  al  Pil, è  stato pari  a +0,4% (-3,6% nel 2023).

PIL e le sue componenti

 Nel 2024 l’insieme delle risorse disponibili è aumentato in volume dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Dal lato degli impieghi i consumi finali nazionali sono cresciuti dello 0,6%, gli investimenti fissi lordi dello 0,5% e le esportazioni di beni e servizi dello 0,4% (Tavola 4 dell’allegato statistico). La crescita del Pil è stata accompagnata da un decremento delle importazioni di beni e servizi dello 0,7%

Il contributo alla variazione del Pil della domanda nazionale al netto delle scorte è risultato positivo (+0,5 punti percentuali). In particolare hanno fornito un apporto positivo di +0,2 punti la spesa delle famiglie residenti e ISP, di +0,2 punti la spesa delle AP, di +0,1 punti gli investimenti fissi lordi e oggetti di valore. Il contributo della domanda estera netta è stato di +0,4 punti percentuali; quello della variazione delle scorte è stato negativo per -0,1  punti  percentuali.

Nel 2024 il deflatore del Pil (Tavola 5 dell’allegato statistico) è aumentato del 2,1%, con un incremento dell’1,4% per la spesa delle famiglie residenti e un calo dello 0,2% per gli investimenti fissi lordi. Nel 2024 si è registrato un miglioramento nella ragione di scambio con l’estero, quale risultante di un’invarianza del deflatore delle esportazioni di beni e servizi a fronte di un calo del deflatore delle importazioni (-1,8%).

La domanda interna

Nel 2024 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti è cresciuta in volume dello 0,4% (+0,3% nel 2023) (Tav.4 dell’allegato statistico). Sul territorio economico, la spesa per consumi di servizi è aumentata dello 0,4%, quella per beni dello 0,6%. Gli incrementi più significativi, in volume, si rilevano nelle seguenti funzioni di consumo: spese per trasporti (+3,5%), per informazione e comunicazioni (+3,6%) e per alberghi e ristoranti (+2,0%). Si registrano variazioni particolarmente negative nelle spese per vestiario e calzature (-3,6%) e per servizi sanitari (-3,7%).

La spesa delle Amministrazioni pubbliche è cresciuta dell’1,1%, mentre quella delle Istituzioni sociali private (ISP) del 2,1% (Tavola 4 dell’allegato statistico). Gli investimenti fissi lordi hanno segnato una crescita dello 0,5% (+9,0% nel 2023), con aumenti del 2,0% degli investimenti in costruzioni e del 2,6% in prodotti della proprietà intellettuale. Si sono registrati cali dell’1,8% per i macchinari e attrezzature e del 6,3% per i mezzi di trasporto.


Il commento

Nel 2024 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,7%, pari a quella del 2023. Lo sviluppo è stato stimolato sia da un contributo positivo della domanda nazionale al netto delle scorte (+0,5%) sia della domanda estera netta (+0,4%), mentre è stato lievemente negativo il contributo della variazione delle scorte (-0,1%). Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato crescite in agricoltura (+2,0%), nei servizi (+0,6%) e, in misura inferiore, nel complesso dell’industria (+0,2%).

La crescita dell’attività produttiva è stata accompagnata da una espansione dell’input di lavoro e dei redditi. Il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche  e  Pil ha registrato un forte  miglioramento rispetto  al  2023, attestandosi a -3,4%. Il saldo primario è migliorato, passando da -3,6% a +0,4%. La pressione fiscale è cresciuta di oltre un punto percentuale.

La spesa per interessi è aumentata del 9,5%.


1 commento:

  1. MEF - La vita media dei titoli di Stato, che passa da 5,76 anni nel 2000 a 7,00 anni nel 2024.

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