mercoledì 12 maggio 2021

2021 05 12 – Gauschwitz world - New deal

2021 05 12 – Gauschwitz world

No.

Il mondo non ha capito.

Passato l’incubetto, si reagisce di contropetto.

Tutti liberi di sovrareagire, dal tizio nel traffico, alla movida, fino a nazioni intere, si rimette in moto la normalità.

E che normalità.

Altro che corona

Ci vuole il virus dell’incoronata.

Un virus della madonna.

Già ci siamo in una pentola a pressione, che se scoppia, il virus imperiale lo rimpiangiamo come una passeggiata de salute.

Ed egli pensò : terra meraviglia, mondo di periglio, vi aspetta con orgoglio sul della fine il soglio.

Estinguiamoci che facciamo un favore all’universo.

Non bastava Gaza Strip e il conflitto con il gigante Israele.

Ci voleva Gerusalemme.

Jerusalem

Questione di vaccinabilità, che evidentemente alimenta il delirio di onnipotenza.

Tremenda proiezione di vendetta, che mai capirò.

Questa volta non magnificano nemmeno l’iron dome, gioiello di tecnologia antimissile israeliana.

Non c’è bisogno.

Coperti dalla cortina di virus, sotto si fa quel si pare.

E così, tra un missile e l’altro, migranti a fottere a corridoi libici aperti.

Poi toccherà a mamma li turchi.

Una visita in Libia, dopo il vino annacquato e il lombrico tritato, e ancora non credete al disegno d’iscariota.

E intanto tu spara, spara, che io paro, paro.

I missili ad Hamas glieli da Israele direttamente, direbbe il kalimmudda, tanto no pasaràn.

E invece no.

Questi stanno passando e fanno morti.

Deprecabili?

Certamente.

Ma come disse uno storico personaggio politico, se fossimo nati a Gaza saremmo terroristi anche noi.

Esasperati eppure soggiogati.

"Se Davide potette accidere a Golia, ancora non saccio comme ma l'aggia vincere io"

Comunque all’origine di tutto, ci sono quattro mura di millenarie costruzioni.

Quattro “prete” come si dice a Napoli, intendendo pietre, e in quanto tali di scarso valore intrinseco materiale.

Ma di alto potenziale di repressione epocale.

Intanto le notizie Ansia questa la mettono dopo metà, dopo l’home page e vari scroll.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/05/10/operazione-guardiano-delle-mura-le-ragioni-dellescalation-a-gerusalemme_61b1b1dc-8a20-4c19-9af8-b9b395a9888c.html

Che nce frega à nnoi.

Mica bombardano Crotone.

Al massimo un peschereccio ci sperona.

Ci abbiamo altro da fare noi qua.

C’è da decidere se riaprire una settimana prima o dopo i bar e i ristoranti.

L’ho già detto che pena mi fa tutta quella gente tronfia del suo caffè, con in mente solo di tornare alle vecchie consumitudini, senza alcuna Refaso.

http://cloeconomie.blogspot.com/2021/05/2021-05-08-lettera-aperta-dal.html

Allora basta, è davvero ora di apocalisse?

Perché io sono ignorante.

Ma a parte la diversa modalità di infliggere morte, qualcuno mi sa spiegare la differenza intrinseca tra Gaza e Auschwitz?

No perché io vedo solo desiderio di sterminio, in entrambi i casi.

E non venitemi a giustificare i millenni di persecuzione.

Un popolo altamente monoteisticamente credente, come può non provare compassione.

Dove è finita la memoria tanto reclamata.

Allora fatemi dire, davvero esasperato : sterminiamoci tutti.

Che ereditino tutto le platesse.

Estinzione di ogni masse.

Con il gas di ciodue

A Gauschwitz world.

Jerusalem

 

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Barouh ata Adonaï

Barouh aba Yeroushalaïm

 

From the Bible to the Coran

Revelation in Jerusalem

Shalom, salamalekoum

 

You can see christians, jews and muslims

Living together and praying

Amen ! Let's give thanks and praises

 

Barouh ata Adonaï

Barouh aba Yeroushalaïm

 

Jerusalem here I am

Jerusalem je t'aime

Jerusalem here I am

Jerusalem je t'aime

 

Israela yakirati

Israela yakirati

Ani ohév otarh

Israela yakirati

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Benedetto sia tu, Signore

Benvenuto a Gerusalemme

 

Dalla Bibbia al Corano

Rivelazione in Gerusalemme

Pace, pace su di voi

Puoi vedere cristiani, ebrei e musulmani

Vivere insieme e pregare

Amen! Diamo ringraziamenti e lodi

 

Benedetto sia tu, Signore

Benvenuto a Gerusalemme

 

Gerusalemme, sono qui

Gerusalemme ti amo

Gerusalemme, sono qui

Gerusalemme ti amo

 

Mio caro Israele

Mio caro Israele

Io ti amo

Mio caro Israele



 

 

 

 

 

domenica 9 maggio 2021

2021 05 09 - Les Claufrenies. Nuova grafica, stessa Synfisica - Re deal

2021 05 09 - Les Claufrenies. Nuova grafica, stessa Synfisica

Per districarsi nei meandri di mente e universo conviene partire da Antologie, Magie, Proesie e Sofie

http://cloeconomie.blogspot.com/2020/08/les-claufrenies-magie-e-proesie-delle_6.html

La Synfisica


Un rotore semantico della neurosfera


Un centro di gravità per la mente



Les Claufrenies




Kalimmudda pappicem dixit










sabato 8 maggio 2021

2021 05 08 – PNRC – Piano Nazionale di Resilienza Culturale - New deal

2021 05 08 – PNRC – Piano Nazionale di Resilienza Culturale

Con tanta amata ontologia di cloeconomie, non ci si può arrendere. Il banchiere iscariota dell’amore e’ troppo.

Con quel sottofondo di spesa risolutiva e con il subliminale default sempre incombente e’ intellettualmente quasi insopportabile. Anche perche’ seppur non defaultassimo diventeremo terra di conquista.

Il nostro default costerebbe quasi 3.000 miliardi di euro. Metà alla Ue si dice. Oggi con 250 ci mettono una pezza temporale, poi si vedrà. Se non funziona e’ facile prevedere moti di piazza.

Sono state affascinanti le rivoluzioni, per tanti, ma fanno sempre male.

Oggi viviamo un punto di svolta in quella che definiamo revoluzione perenne, in aggiustamenti progressivi.

Con una disponibilità di conoscenza e coscienza che l’umanità mai ha avuto prima.

L’iscariota deve essere convertito.

Meno neuro, che nemmeno esiste ancora, più pane, sia vero che metaforico.

C’e’ chi lo ha già fatto: in miliardi sappiamo che bisogna cambiare e molti milioni lo fanno già.

Ma l’iscariota va acculturato.

Pur se grati per tutta la massa monetaria messa in circolo, questa deve diventare neuro. Moneta intelligente, misurata e usata in un altro modo.

Ci vuole la sovversione verso un modello culturale, misurato con l’economia, ma guidato da una politica presciente di visione.

Oikos e  Nomos, casa e norma, economia. Grandi parole che alla fine riportano al buonsenso della persona comune. Economia vuol dire, in sintesi, utilizzo di risorse scarse efficiente, equo, sostenibile, ecologico, circolare.

E’ solo questione di come si calcola e se ne agisce la ridistribuzione del profitto, banale ma vero, per attuare quella definita”la revoluzione perenne delle farfalle di sopramezzo”, che portasse non alla società senza classi, ma ad un rigoroso e regolare travaso in una sola classe di mezzo, attraverso perenni aggiustamenti successivi.

Oggi abbiamo una occasione per fare un salto evolutivo della specie umana. Qualcosa ci ha insegnato questa demìa. Ma il sopramezzo non può restare indifferente e felice delle sue piccole riconquiste.

E’ giunta l’ora del PNRC, del Piano Nazionale di Resilienza Culturale.

Ultimo treno per individui avulsi dalla massa, che avevano percepito, per legge, di dovere comunicare. Lo chiede la Ue. Ma non avevano comunicato con l’essenza: non erano synfisici, troppo fieri di un caffè riconquistato per vedere oltre.

E la cultura restava mercimonio, in tante spezzature per nulla “syn”: non qualcosa di messo in comune al servizio comune. L‘intelletto era il vero iscariota: ci voleva l’amore, quello gratuito senza neuri. Intelletto traditore, che amòr curi dottore. Tutto è sempre stato solo per amore. La metafisica presente in ogni cosa. Che fattasi, o essendosi, bellezza, avrebbe curato i mali del mondo.

Ma non divaghiamo

Il banchiere da bravo banchiere aveva recepito la legge del rendimento, ma non quella dell’amore.

Comunicare, si. Basta che costi poco e renda tanto. Ovvio.

Un portale. Voleva fare un portale. Uh signùr.

Eh no! Non ci  serve la lista della spesa.

Ci serve canoscenza, quella intrisa di benpensare, senza retropensare.

Ci serve l’autostrada dell’amore, diffuso in interconnessione pervasa.

E come si fa?

Va bene fare i piani. E poi le opere. Si pecca in pensieri, parole, opere e omissioni. Ma si vola con pensieri, parole, opere e missioni. Questa è manifestazione d’amòr che move il sole, come i cuori.

La missione ha da essere la crescita della coscienza collettiva. Si  deve diffondere appartenenza, orgoglio, conoscenza, si. Con tanta bellezza.

Bello l’evento al Colosseo. Bella la riqualificazione del borgo medioevale. Bella la presentazione della piantagione eolica. Ma è sempre mercimonio. Roba tua, indebito appropriante, non mia. Ma lo Stato sono io. E poi diciamola tutta. Quando comunicate siete noiosi e confusi.

Fate allora un vero piano di istruzione colturale trasversale che ce lo spieghi questo PNRC.

Con le sue visioni per generazioni.

Ma con l’anima dell’amore, non con i numeri della spesa.

Comunicazione, formazione, intrattenimento, racconto, immagini, musiche, arti, mestieri.

Il PNRC come punto di svolta.

Non un arrivo ma una nuova partenza.

Allora si che potrete parlare di ricostruzione.

Ricostruzione del pensiero collettivo e pure del suo inconscio, che tutti restano incisi nella neurosfera.

Uno di quei momenti epocali in cui “salta” l’evoluzione verso la civiltà dell’intelletto diffuso d’amore pervaso.

Ma niente esclusiva di conferenze stampa e notizie Ansia, per la carità.

Penserei più a cose tipo streaming in fieri live h24 e sette, per dire che vi si concedan pure due tette.

Come un bel dì crescemmo guardando quattro gambe.

Giochi social, ma belli.

Costruisci più della tua città: fai il tuo libero stato mondo ideale.

Università in realtà virtuale, dritta nel sublimine.

Ricerca a pioggia.

Allora sì che avremo preso la strada per fare il salto.

Dalla comunicazione passiva alla cultura proattiva.

In tutto questo, Presidente, perché ricordi un portale e non la radiotelevisione di stato in convergenza?

E’ una potenza.

Ci si costruiscono i paesi con la tv, anche se oggi  pure di più.

Ci si fanno anche crollare imperi d’utopia, a dire il vero.

Facci delle fiction, piuttosto del portale. Dei giochi a premio intelligenti. Dei cartoni animati illuminanti. Dei festival aggreganti. Dei format intriganti.

Pregni dell’intelletto di cui siamo prìncipi.

Fai un modello a cappello.

Crea un filo conduttore che racchiuda tutto questo PNRC nella visione che ci vendi.

Poi li vendi in tutto il mondo, i format, mannaggia.

Ma non siamo l’aristocrazia della cultura mondiale?

Saremo capaci di fare meglio del centesimo portale sovrapposto e uguale agli altri.

Burocrazia amministrativa e buropazzia comunicativa.

Bisogna diffondere l’appartenenza diffusa al nuovo sogno.

1.      Transizione verde

2.      Transizione digitale

3.      Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva

4.      Coesione sociale e territoriale

5.      Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale

6.      Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani

E alla fine viene fuori il Paese “più moderno” di uno Stato senza mercato.

Lo Stato senza mercato, pensa quanta bellezza d’utopìa antica.

Presidente, ti sei solo dimenticato di esplicitare la redistribuzione dei redditi.

Ma comunque.

Ci dovresti fare un libretto rosso, per un reimprinting neurale generale.

Ma ti prego non ridurre tutto alla lista della spesa di quanto hai speso.

Non mi basta sapere nemmeno quanto rende, mentre sarei curioso di mafie e tangenti.

Tutti vogliono sapere a che serve e a chi. Perché Tav si e Seregno Milano no.

Ma devi dircelo con amore, dritto da dentro il cuore.

E’ l’ora della revoluzione della “grana”, che diventi divino strumento.

Mi è necessario essere Sacripanti.

Non ci bastano i banchieri.

Li chiamavano statisti. Erano politici. Derivato da πολίτης  «cittadino». Preposti alla guida di un governo paese verso una visione.

E guidati dalla scienza di economìa della persona comune.

Ma ci si nasce o lo si diventa così?

Nel dubbio, e beninteso, vedete di non sputtanarvelo il PNRC.

Già lo spacciate per tanto, ma non lo è e ne sono affranto.

Citate: quando il banchiere iscariota incontra il branco d’idiota, si riparte da behindtheirironcurtain,

Con tanta utopìa di rivoluzione, senza più re.

 


 

 

 

 

2021 05 09 – Uiua la mamma, no?

 2021 05 09 – Uiua la mamma, no?

Pronuncia incontestabile.

W doppia fa ui, uà. Uahhh.

L’ultima Ondivaga Diurna Congrega, Donatella “missfidanza” ha detto che ero venuto a mancare, o ero mancato, non ricordo.

Peccato.

Invece no.

Missfidanza voglio allora vedere chi lo coglie…e resisto alla tentazione di darvi il là.

Per non rovinare il gioco a premi, che chi indovina vince ….un premio ingombrante

E poi decida se è un gentile epitetico insulto o un gran complimento, a lei che è un po’ mamma di tutti noi congreg….ari. isti. anti, greghi.

Greghi mi piace, siamo congreghi.

E che c’entra con la mamma?

E’ che io l’ho ascoltata la parola buona, ed era pure molto bella.

Dopodiché, vuoto mnemonico: m’a ricordi più.

Forse ricordo solo di avere sentito qualche accenno alla libertà, ma davvero me ricordi più.

Allora sono andato sui siti.

Ma mi pare che non ci sia ancora.

E quindi?

E quindi peggio per voi.

Non vi parlo di mamma in quanto grande madre, madre madonna o non so che.

Ma della mia mamma.

Mh……

No mi ricordo niente.

Sembrava tapezzeria

Allora, ora dovete sapere che dopo le mie vicissitudini, ecco qui il mocambo tutto in fior.

Insomma, ho adottato l’approccio dell’irrefrenabile ilarità del Kalimmuda.

E da pigarolo sono divenuto ridarolo.

E cerco di fare ridere chi ho davanti, magari anche dietro a un microfono, in ogni modo.

Più serotonina, o dopamina, o risolina, o idrolitina.

O nina

Una risatina.

In ufficio mi hanno fatto di recente una intervista chiedendomi chi ero e che facessi.

Ho risposto che facevo il giullare.

E per cercare di fare ridere uso, ma in realtà non uso ma emergono, il nonsenso, il controsenso, i sentieri neuronali a doppi sensi, le rime, che a me fanno scompisciare soprattutto quando aprono nuovi sentieri e schemi neuronali che poi diventano le libere associazioni.

Ci ha fondato la psicanalisi, quel maniaco di Freud, ma lui faceva piangere non ridere.

Sto subonscio non si sa bene perché è sempre brutto.

Al parcheggio del bello sembra non sia dato di accedere.

E già direte: si ma la mamma?

Allora, assodato che non ricordo quasi niente, un giorno vado al cimitero che a me mette allegrìa.

Mi da l’idea del villaggio vacanze eterno di pace.

Spunta un leprotto di fianco alla tomba.

Io mi avvicino e quello indietreggia, ma non scappa.

Allora lo copio e indietreggio io.

E lui si avvicina.

Andiamo avanti un po’ finchè ci fermiamo a due metri di distanza, inframmezzati dalla tomba di mio padre.

Io lo guardo e noto quel tipico frinire di narici che hanno anche i conigli.

Mi flasha istantaneo il ricordo dell’unica cosa che mia madre faceva ogni tanto per farmi ridere.

Il frinire di narici a faccia immobile.

E quindi deduco che il leprotto era mamma leprotta.

Come è questa come libera associazione,  mister  professorino (anche questa è a indovinello) Freud?

Ho appena finito di scrivere roba grossa sull'amore universale.

Un riso so, so, che ci sta bene.

Dedica musicale obligatuàr, alla franzosa: imperdibile!!!.

Con la sua libera associazione agli anni 50 e al pnrr e…ancora tu: a educanda mamma Rai.

E che ne so da dove sbucano ste associazioni.

Sarà mamma che alleggerisce o approva, in presenza.

No ?

Kalimmudda kalispera