domenica 28 febbraio 2021

2021 02 28 – Onda Di Coraggio: coraggio

 2021 02 28 – Onda Di Coraggio: coraggio

Onda Di Coraggio : coraggio.

Questo è un posto selvaggio.

Dissero cherubini.

E quelli son spirito che ci capisce.

Falla girare, allora.

L’Onda Di Coraggio.

Qualcosa del tipo:

Io penso positivo , perché son vivo.

In realtà secondo me era così:

son siero positivo, però son vivo.

Ma è ancora più calzante, no?

E allora, coraggio.

Che la vita è di passaggio.

Me lo diceva sempre mia madre.

Che in effetti poi è passata.

Quindi non diceva balle.

Ma nel frattempo, coraggio.

Dopo ogni temporale torna il sole.

In tempesta, coraggio.

Non è successo niente.

Sta tutto nell’ordine naturale delle cose.

Qualche centinaia di migliaia di morti.

E vabbè.

Pensate ai lemmings, cricetini artici o giusto subartici.

Si dice che si lancino in massa dalle scogliere per “socioregolazione naturale”.

Diventano troppi, e si suicidano in massa.

Come se percepissero la catastrofe malthusiana in anticipo.

E si concedessero l’ultimo barlume di libero arbitrio.

Io non ci credo tanto, sarebbero troppo avanti.

Penso più a dei campi elettromagnetici, magari di umana artefazione.

A noi, invece, il libero arbitrio è quello che ci ha suicidato.

Mica il virus, che è solo una delle tante sfighe che affliggono l’umanità.

Che poi,.sfighe. Affliggere.

E’ sempre l’ordine naturale delle cose.

Si nasce, si muore.

In mezzo, un passatempo.

E allora , coraggio.

Ci sta pure la Treccani, con tutte le sue abbreviazioni, che mi piacciono un casino.

E soprattutto l’origine, se non etimo, delle parole.

Qui il cuore provenzale.

Coi suoi campi di lavanda, pieni di coraggio di mettersi ogni anno a rifiorire per essere falciati.

Che cosa dovrebbero dire?

E invece è già primavera.

La prima verità a testimoniare l’ordine naturale delle cose.

Arriva pure la Treccani, tranquilli: coràggio s. m. [dal provenz. coratge, fr. ant. corage, che è il lat. *coratĭcum, der. di cor «cuore»]. – Forza d’animo nel sopportare con serenità e rassegnazione dolori fisici o morali, nell’affrontare con decisione un pericolo, nel dire o fare cosa che importi rischio o sacrificio:

E allora, animo.

Anzi.

Cuore.

Siamo nati per soffrire, d’altronde.

Me lo diceva sempre mio padre, e io rispondevo, “ma no, non hai capito, siamo nati per morire”.

E allora Onda Di Coraggio, renditi utile, tu che sei fatta apposta.

Falla girare.

Onda su onda.

Coraggio.

domenica 14 febbraio 2021

2021 02 14 – AAA Epituristi d’autore offresi - New deal

 2021 02 14 - AAA Epituristi d’autore offresi - New deal

 

AAA Epituristi d’autore offresi

Nuove professioni.

Per il niù dil.

Ecco a cosa potrei dedicarmi.

Inventare nuove professioni.

Oggi, per la prima volta in assoluto in vita mia, ho scritto qualcosa su youtube.

Mi riferivo alla morte di Armando Corea, come già citata in auguro d'arturo futuro.

Mi è venuta fuori questa cosa.

E’ un po’ da intenditori, ma forse neanche troppo.

Per il mio amico Chick.

Armando: forever rumbando returns.

Amici d’orecchio lo siamo diventati tanto tempo fa.

Sapete, come i penpal.

Noi siamo iearpal.

Allora mi sono ricordato che www.animemundi.org l'ho già scritto.

Anche a nome di Tatò, e insaputa relativa.

Era una sua idea.

Tatò, il mio amico Tatò.

Come Chick.

Talento donatore d’amore, sofferente di costrizione di troppa vita.

Comunque.

Animemundi l'ho pure mandato in Vaticano, che mi ha pure detto che ci guardavano.

Anche se poi non mi hanno risposto.

Mi sa che era troppo avanti per un entità la cui massima visione di economia è fare sparire i soldi della caritatevole elemosina in qualche meandro iorico.

Che sembra un ibrido di capitello, del colonnato, tra ionico e dorico, e invece è un tranello.

Io ti do la crana, e tu ci finanzi pure entità di nefandezze.

Allora mi sono detto che in animemundi bisogna metterci i contenuti.

Adesso sia Tatò che io lavoriamo in qualche modo alla produzione di conteneuti. alla pugliese che mi va così.

Lui scrive e legge conto terzi.

Io amministro i conti di una realtà che alla fine è di contenuti.

Ma mi dedico, a tratti, ad esternare i miei contenuti.

Cioè, proprio quello che contengo.

E quindi sponte mi sorse la domanda.

Ma esisterà già la professione di necrologista?

Certo che se mi vengono come quello di Armando, però, una ciancia magari ce l'ho.

Figurati Tatò.

Necrologio un paro di balle.

Voglio dedicarmici.

Epitaffio d'arturo.

Epituro.

Sel custerà un epituro?

Ma se uno è disposto a pagare migliaia di euro per quattro tocchi di legno vuoi che non cacci una cento neuro per la memoria dell’imperituro suo caro arturo.

Ci avessi pensato prima, con tutti i morti del virus.

Mannaggia.

Lo sapevo, adesso bisogna aspettare la prossima piaga..

Le cavallette di Sardegna non so se vanno bene, però.

Ho già raccontato che ne ho trovata una in giardino a Milano.

Fenomenale.

Sgranocchiando sgranocchiando si faceva cinque foglie di limone al giorno.

Mimetica più di un marine.

L’ho scoperta solo per il rumore dello sgranocchio.

Ma non fanno morti immediati.

Solo di carestia.

Che però ci mette un attimino.

Vabbè.

Io intanto mi preparo.

AAA epituristi offresi.

Resta solo la granda demanda.

Ma chi è arturo?

Ah, ma mentre ci pensate, oggi è San Valentino.

Tanti auguri.

Dopo l’epituro d’arturo io mi sto stefando santino



 

sabato 13 febbraio 2021

2021 02 13 – Auguro d’arturo futuro : un posto ci sarà

 2021 02 13 – Auguro d’arturo futuro: un posto ci sarà

Ondivaga Diurna Congrega pensa al futuro.

E fa bene.

Alle medie avevo un compagno che non studiava mai.

Ogni volta che lo interrogavano prendeva voti inimmaginabili, come 0 o 1.

Che sembra codice binario, invece era il suo essere fuori orario.

Ogni volta tornava al suo posto di fianco a me, si sfregava le mani e tutto soddisfatto mi  faceva : “à Clà, e anche questa ce la siamo levata”.

Senza capacità analitica ne prospettica di futuro.

Così il futuro che tanto temevamo è già passato.

I virus son vaccinati.

I soldi son stampati.

Al massimo si tratta di sostituire tutti gli ati in andi.

E poi riandale.

Tutti come prima.

Restano un po’ di macerie e qualche morto.

Poca cosa rispetto all’infinito imperituro.

Quello si che è persistente e duraturo.

Adesso basta aspettare un po’ di arturo e vedrete che torneremo a sentircelo duro.

Ma chi è ‘sto arturo ?

Solo uno scherzo come “quelo” o “tatiana”, per chi si ricorda i memi tormentonti.

Il nostro futuro lo chiameremo arturo.

Ora, per definizione arturo è il tempo che verrà o gli avvenimenti che in esso si succederanno.

Buona la seconda, visto che il tempo non esiste ed è solo una convenzione con cui misuriamo avvenimenti, cioè variazioni, dello spazio.

Quindi, arturo in sé non esiste.

Gira e volta si ritorna al passato, su cui poggiare il presente che solo nascendo e crescendo diventa arturo.

Sempre quella storia dell’eterno ritorno, forse.

Insomma, arturo va costruito e si costruisce sulla base del passato il quale ha definito il suo quo stato.

E quindi?

Quindi niente.

A me rimane in bocca un po’ di amaro.

Perché ho la sensazione che questa volta non lo cambieremo, arturo.

Troppo lungo e tortuoso il tratturo.

Grandi proclami, dichiarazioni di intenti, promesse suadenti.

A me sa che dovremo aspettare il già previsto corso futuro.

Ci vorrà un centenario.

Forse allora la civiltà dell’intelletto diffuso in amore perfuso si sarà realizzata.

Nel frattempo, però, voglio segnalare che c’è un grande che non farà più  arturo.

E lo segnalo anche perché ebbe donato tanto periodo molto arturo.

Una volta così arturo che lo chiamò Return to Forever.

Ritorno al persempre.

Arturismo.

Così arturo anche che sembra Artù, o forse artu’.

Come il re.

E’ morto Armando Corea.

Chick per gli amici.

Uno che di arturo ne ha fatto tanto.

Il mio amico Chick, come disse una volta Pino Daniele.

Vorrei ricordarvelo per i Return to Forever.

Oppure ho cercato un certo trio live in Europe, ma in rete non c’è.

Allora vi do i brividi che da al pianoforte con un classico dedicato al suo amico Giuseppe.

Speriamo sia un auguro d'arturo futuro.

Purtroppo poco radiofonico, quindi segue la versione in studio, in effetti però davvero essenziale.

Un posto ci sarà


sabato 30 gennaio 2021

2021 01 31 – Desiderio

 

2021 01 31 – Desiderio

Vorrei avere un desiderio.

Invece ho il desiderio di non avere desideri.

Magari fosse facile.

Anzi, il desiderio di non desiderio è quanto di più zen si possa immaginare.

Parte sentimentale.

Si dice di sentimento della mancanza di cosa necessaria al nostro interesse fisico o spirituale.

Diventa azione.

Sentimento intenso che spinge a cercare il possesso, il conseguimento o l’attuazione di quanto possa appagare un proprio bisogno fisico o spirituale

Istinto di sopravvivenza, bisogno di possesso, desiderio di proprietà, primato della saccenza.

Tutto un crescendo di desiderio, elevandosi lungo la scala dei bisogni.

Ci sta pure il desiderio carnale, che in fondo altro non è che sublimazione dell’istinto di sopravvivenza.

Ma ce ne è una bellissima, di quel poeta che fu Pasolini.

Il desiderio di poter contare sul pane, almeno, e un po’ di povera lietezza.

Credo ispirata da Tommaso Moro, desideroso di farsi decapitare per amor di chiesa.

Signore, donami una buona digestione e anche qualcosa da digerire.

Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla.

Donami, Signore, un’anima semplice che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono e non si spaventi alla vista del male ma piuttosto trovi sempre il modo di rimettere le cose a posto.

Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti e non permettere che mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo ingombrante che si chiama «io».

Dammi, Signore, il senso del buon umore.

Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire nella vita un po’ di gioia e farne parte anche agli altri.

Pane e lietezza.

Ma ve ne tiro fuori l’ultima, di masto Pino, con poche note al piano di nientepopò di meno che del suo amico Ciccio.

E questa ve la dovete indovinare, così messa lì per il mio buon umore di scherzarvi.

Dicesi cazzimma.

Questo si che è un coacervo di desiderio coi controcazzi.

Anche se probabilmente col napoletano pochi ci capiranno un cazzo pure senza contro.

Ma forse basta il titolo, o no?

Oppure quelle poche note.

Che dovete fare lo sforzo di cliccare.

Pace e serenità

Si me vuò bene overamente

nun me faciss' cchiù aspettà

io non ti ho chiesto mai niente

solo pace e serenità.

Si me vuò bene overamente

saje che so' uno che s'accuntenta

quann' le storie sono strane

miracoli non se ne ponno fa'

Si me vuò bene overamente

circ' 'e me suppurtà

quann' me perdo 'mmiezzo 'a gente

quann' m'assetto a te parlà

quann' sto zitto jurnate sane

pecchè nun me ne fido 'cchiù

E se non ci va un Amen qua in fondo, non so proprio dove altro.

Altro che desiderio di non desiderio.

Più che Zen direi Zennaro, come Gennaro terminaro.

domenica 17 gennaio 2021

2021 01 17 – Novità

 

2021 01 17 – Novità

La parola di Ondivaga Diurna Congrega.

Saranno state le feste.

Il cambio di anno in solitudine

La congiunzione Giove Saturno Marte Luna

L’anima delli mortacci di non so chi.

Non so.

Sta di fatto che la novità è che non sento novità ad impregnar la neurosfera.

Ho perso connettività.

E probabilmente non capto più le onde di novità.

Quelle che sentivo anche dal ben lontano futuro.

Sono troppo lontano dal mio centro di gravità per la mente, forse.

Un po’ come se mi guardassi dall’esterno, con troppa distanza tra me e me, diceva l’elastico di Gaber.

Quindi ho concluso anche lo sfogo letterario.

L’ho chiuso bene, direi.

Le Covicroniche - Stagione 20

https://cloeconomie.blogspot.com/2021/01/le-covicroniche-stagione-20.html

Simpatico.

Ho anche forzato la mia natura, e seguito il precetto di chi mi incoraggiava a diffondere il pensiero de il Kalimmudda anche agli umani e non solo alla rete neurale del web.

Già che ci sono rendo anche voi partecipi di questo diario di un anno còvilo.

Come centro di gravità per la mente ho assolto il mio compito, accompagnando la neurosfera fino a vaccìno e piano di rilancio.

Adesso la soluzione alla questione geosociosanitaria e a quella economica sono a portata di mano.

E io non servo più.

L’io non serve più.

Then came the we, so died the me.

Kalimmudda ipsum dixit, un po’ come Zarathustra no?

Avvisati son tutti avvisati.

Dalla futura civiltà dell’amorevole intelletto.

Novità, porta novità, senti l’elettricità.

Questo era Jovanotti.

Ho perso anche il gusto per gli uberlinch, si noterà.

Niente più da condividere con la neurosfera di non prossimità.

Niente desiderio di cercare sentieri neuronali nell’infinito della gravità

Adesso non sento niente.

La volete chiamare depressione?

Si ci sta.

Ma meglio in termini velistici, già che è periodo di coppa America.

Non so quando e perché ho fatto la virata.

Adesso è una vita di bolina.

Non ho pressione sulle vele.

In effetti non so nemmeno se non c’è il vento o non ci sono le vele.

Mi viene in soccorso l’irrefrenabile ilarità del Kalimmudda.

E ci faccio sopra una risata.

La vita è uno scherzo di gioco.

E tranquilli, poi passa.

O no?

Questa consapevolezza.

Questa si che è eterno ritorno della novità.

Hi hi hi.

Kalimmudda ipsum neo dixit