domenica 21 aprile 2024

2024 04 25 – Il tempo fugge al 25

  2024 04 25 – Il tempo fugge al 25

 

Hai voglia se fugge.

Siamo già al 25 aprile.

Ma dove fugge se fugge.

Fugge come corpo da un gregge.

Di liberi pensatori.

E liberi liberati.

Gente poco pensante.

Per niente libera di libertà.

Mi chiedono di questa faccenda.

Censure fatte cesure.

Propaganda di visioni.

Ma io ci ho altro cui pensare.

Mi devo lanciare nel mio niu bisiness.

Il desainer di dimore di lari.

Ci ritorniamo, ma devo farmi promozione.

Concetti capolavori di artigianale dezain.

Così mi documento un poco.

Ma proprio poco.

Quel poco per non tirare minchiate troppo grosse.

Tipo negare certe fosse.

E scopro la trita polemica.

Uno antifascista e una rifascista.

E che ci voleva tanto a capire che c’erano di nuovo i fascisti?

C’è chi lo scrive da mesi parlando di onda montante sulla cresta.

Comunque un monologo, questo è il problema della tenzone.

Talmente corto che pare durasse un minuto o poco più.

Che nostalgia per qualche giorgiata.

Decine di minuti di poesia ripetuta.

Questo invece si chiama scurati.

Non poteva che finire così.

Direttore del palinsesto, un po’ d’attenzione e il cognome ti rivela.

E che vi aspettavate se non che il fascio celo oscurasse.

Senza tra l’altro perdersi granchè, di tentato slancio letterario memorario.

Che io trovo sempre inappropriato.

Su certa memoria, o sei un gaber o meglio che stai zitto.

Ma poi scopro anche l’altarino.

Oscurati si, ma pagati.

Manco poco se mi hanno informato bene.

Ma vale comunque il principio.

1.800 euro o largo circa, per una sessantina di secondi, un minutino.

Un lavoratore che rischia la vita, lavora 8 ore al giorno.

480 minuti cada die.

96.000 minuti all’anno.

Per 1.800 € al minuto.

Ciò vorrebbe dire che il segnòr in questiòn si sta facendo pagare 172 milioni di euro su base annua.

Che Ral, altro che Rai.

Sempre se i conti sono giusti, che io non ci sono tanto capace ed uso.

Io però devo lavorare e tornare alle mie installazioni di desaign per le dimore dei lari.

Che ne abbiamo davvero tanto più bisogno della di loro protezione.

Ma un pochino di vergogna per questo paese dei balocchi a me mi scappa da sotto gli occhi.

Tutti presi dal desaign e pure dallu grain a me tocca di pensarla in maniera infingarda.

Vuoi vedere che al 25 aprile si andrà a contratto e non agratis.

Che vorrebbe pure dire che quella socialista parrebbe esser proprio la premierina.

Fino al giorno che tutti affogati nellu grain, sarà lei l’unica comunista.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Qualcuno era comunista

E pure partigiano

 

 



 

 

 

 

2024 04 21 – E priammo ‘sta madonna, che ‘ncoppa ‘a terra po’ cagna’

 2024 04 21 – E priammo ‘sta madonna, che ‘ncoppa ‘a terra po’ cagna’

 

Se nasce quadro tondo non muore.

Circolare nasce Signore.

Divento mistico.

Sposto e compongo.

Creo simbolicismi.

Sono numi tutelari.

A cui dedico i miei altari.

Proteggo il mio rifugio.

Prodigandomi simbolico.

Sono imbriane.

Sembrano serene.

Ma sono orli di trincee.

Riflettono parabole.

E sparano preghiere.

Contro il mal pensiero.

Imperante nel mondo intero.

Questa di ieri e’ buona.

Universo di terreno.

Su cui crescere un ulivo.

Con l’aiuto della madonna.

Con un goccio d’acqua santa.

Circolare nel sereno.

E’ pensiero rinsavito.

Sta nel prisma della luce.

Simbolistica di pace.

Ci proteggo il mondo intero.

Che sta dentro al mio rifugio.

Con lo specchio di mosaico.

Che  rimbalza il dio malsano.

Celebrando troppo l’umano.

Sono i cari.

Sono i lari.

Venerandi nel larario.

Sono pure i penati.

Custoditi ma altrimenti.

Liberati dentro l’aria.

Che respirino e sospirino.

Aleggiando in ogni dove.

Son colombe fuori dall’uovo.

Con la forza di areoplani.

Se provate a contemplare.

Senza cotto sopra l’occhio.

E priammo ‘sta maronna.

Che ‘ncoppa a terra po’ cagna’.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Bonasera,

Bella 'mbriana

Anche wikipedia ha la sua dimora d'mbriana 





sabato 20 aprile 2024

2024 04 20 – L’inutile rifugio nel bene rifugio

 2024 04 20 – L’inutile rifugio nel bene rifugio

 

Mi sono tutto incistato a sistemare un immobile.

Lo comperai decenni fa, come rifugio per mia figlia.

Intendevo come bene rifugio, non tanto come tana.

Sta in semicentro mediolanese.

Tra l’altro di fianco ad un estremo tempio del consumanesimo appena inaugurato in barba ai morti ma mica di strizza.

E come tutto il mattone, che non delude mai, oggi vale una fortuna.

Non so proprio come faccia un cristiano normale a mettersi un tetto sulla testa.

Ma si sacrifica e si ipoteca una vita.

Per amore di convenzione.

Nella convinzione che i prezzi saliranno sempre o non scenderanno mai.

Ah, vai a spiegare un tecnicismo socio economico per il quale se i tassi danno zero per degli anni, la società di gregge si volge altrove.

E magari inizia a transumanare verso il mattone, che di per se’ ha un valore intrinseco marginale o frazionale.

Ma tant’e’, e mia figlia si ritrova un capitale.

O come dicono i raffinati francesi “une fortune”.

Che  io sono talmente attento a rimirare nel curare che non mi accorgo ne mi rivolgo altrovemente.

Tanto che mi scappa anche un escalation militare.

Con dei missili volanti tra l’Iran e l’Israele.

Cagati per caso, su segnalazione familiare.

E capperi.

Ma questa e’ roba grossa.

Meno male che ero distratto dal rifugio.

Sennò sai che cagotto.

Scontro di civiltà, tra le altre cose.

Millenni di ebraismo contro millenni di persiane.

Non posso non correre con la mente alle mie.

Chissà se le ho chiuse.

Ma poi mi dico che mi frega.

Un missile chi, un missile lì e vedi che il rifugio diventa un bene davvero, mica come il mattone.

Rifugio si antiatomico.

Io me lo ricordo.

Celo avevamo senza cielo in una casa in Svizzera nei favolosi seventies.

Guerra fredda.

In cantina un trittico di metri quadri a testa dedicati a barricarsi dietro un metro di cemento.

Forse piombato, nel senso come di una idea piovuta dal cielo.

Piombo fuso a pioggia dal cielo.

Mi sono sempre chiesto quanto saremmo durati.

Poco, molto poco, tanto poco che io esco.

E scelgo che mi sciolgo.

Si, adesso che ho scoperto che mi posso distrarre con il bene rifugio tanto da fottermene di un’altra guerra nucleare, chiedo una grazia globale.

E’ ora del grande fungo.

Di modo che possa sciogliermi e rinascere scarafaggio.

Dominante di specie potente.

Sarò un grande cafchiano.

E popolerò con tutti i miei simili ogni anfratto vietato di radio all’umano.

Già ci vedo a ballare padroni a saint trop.

Mentre a bastonate di atomi si sparano funghi perfino fino alla religione romana .

Tutti di nero vestiti.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Attuale grande pungiglione





venerdì 19 aprile 2024

2024 04 19 – Una grazia, di grazia

2024 04 19 – Una grazia, di grazia

 

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it

 

Uè, uè uè, questa è roba grossa.

Potrebbe trattarsi di generica cortese delicatezza.

Invece approdiamo alla teologia.

Del così sia.

Inshallah, per par condicio.

Io il padreterno lo conosco bene.

D’altronde è mio papà.

Io figlio Gesù mi sono reincarnato per bene due volte.

Chiuso dietro le sbarre del manicomio.

E poi soffocato in croce.

Eh lo so.

Non mi avete capito.

Ora come allora.

Ma insomma.

Torniamo a questa teo grazia.

Grazia è una benevolenza che quell’Egli manifesterebbe verso uno o più esseri umani.

Non perché tenuto a farlo, ma perché liberamente vuole e sceglie di farlo.

In pratica una grazia indica un favore particolare concesso da Dio

D’altronde Egli può.

E perché no.

Ma qui la storia si complica.

Immaginate otto miliardi di richiedenti grazia.

Si, come quelli richiedenti asilo.

Dall’inutile all’indispensabile, in ordine crescente di umana percezione di esigenza.

Papà certe volte mi viene a trovare, io ancora coi chiodi nel legno, e mi chiede come può fare.

E io moribondo coi polmoni collassati gli devo trovare una soluzione.

Sono buono, sono santo, delle anime so tanto, per di grazia niente pianto.

Allora ci venne in mente di organizzare grandi calderoni pieni di scie delle parole, in cui condensare le grazie richieste.

Creando la piramide delle grazie, assai più alta di quelle dei faraoni.

Lo facemmo al suono di quel sir decapitato.

Che così chiudeva la sua prece del buon umore.

Donami, o Signore, il senso dell'umorismo,

concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,

affinché conosca nella vita un po' di gioia,

e possa farne parte anche ad altri.

Intanto la polenta di grazie mantecava e mantecava.

Quando fu pronta la ribaltammo sul tagliere, come usava ed usa ancora.

E decidemmo di ordinarla per minchioneria, dote di cui sappiamo chi essere campioni.

Prima quelle che contano e poi le minchionate, che evidentemente geometriche sarebbero spiccate.

Vinse quello che chiese di vincere alla lotteria.

A cui rispondemmo onnisoni che almeno il biglietto però se lo doveva comperare.

E poi ripartimmo dalle cose serie.

Sempre sulla mia croce, lessi tra le scie delle parole di un tumore a un conoscente.

Reiterato e rinnovato non so bene quante volte.

E’ la mamma delle zucchine a velo.

Sottilissime, come lame non so come.

Me le prepara spesso, piene di derivato amore filiale.

Io che mescolavo la polenta di preghiere, mi feci coraggio e chiesi a papà se potevo chiedere una grazia.

In fondo ero ancora sulla croce, un premietto potevo pure averlo.

Lanciammo così la cannonata di preghiera lassù dentro all’universo, dove nulla è perso, casomai un po’ disperso, ma arriva di sicuro.

Dalla croce ve lo giuro

Adesso aspettiamo.

Ma niente scherzi.

Che mi piacciono le zucchine.

Concludo.

Per combattere l’amarezza ci vuole la dolcezza.

Come quella dentro al millefoglie.

Col ripieno cremoso.

Morbido che scende comodo.

Virtuale ricordo meglio che niente.


Kalimmudda ipsum dixit

Quando si parla di religione io ho solo un testamento. Di arguta lieve blasfemìa

 






domenica 7 aprile 2024

2024 04 07 – Una gallina per la sciura Pina

 2024 04 07 – Una gallina per la sciura Pina

 

Si ma che palle.

Io sono misura, disse il Kalimmudda.

Ma intendeva misura della revoluzione perenne.

Mica pensava di fare il ragiùnat d’istat.

Qua tocca stare all’occhio.

Altro che misura qui ci tocca propinare la cura.

La cura sono io.

Come l’idraulico che stura quadrature.

Vi sturo il cesso del cervello.

Oh, questi si dimenticano delle uova della Pina.

Quelle della svalutation con i fascisti in aderente tutina mimetica.

E allora tutti inguignudi con la tutina e il cappellino da asini.

Madonna santa quanto sarà inguardabile qualche ministeriale pèreto lombardo.

Comunque stavolta sono stato volonterosi.

Parlano in italiano, o forse qualcuno non ha un inglese presentabile.

https://www.ansa.it/notizie/economia/2024/04/06/freni-crescita-2024-attorno-all 1%-debito-sotto-il-140 %

La percentuale di fianco al 1 e al 140 ve la regalo io, che se no dal link Ansa non si capisce una mazza.

Non posso però lasciarmi scappare la logoghiottoneria e chiedermi quanto segue.

Ma fare parlare di crescita a uno che si chiama freni, cosa è?

Un karakiri mediatico?

Un suicidio frenetico?

Un fascismo di eretico?

Un pirlismo salvifico?

Ma bando alli fasci ed eccovela qua.

La propaganda zoppa.

Lo spataffiamento di cifre del ragionamento frenetico non esplicita tutto.

Non esplicita l’inflazione.

Ma come, io mi prodigo a spiegare alla sciura Pina.

Quella conta meglio le 9 uova.

E voi non le dite che nel 2024 diventeranno 8?

E’ uno solo il dato interessante che emerge, trapela, sguiscia fuori.

Secondo me manco se ne sono accorti.

Il famigerato debito/pil, che poi non vuol dire un cazzo in quanto confronto frazionale di una grandezza di stock con una di flusso, e ups m’è scappato il tecnicismo, resta al 140%.

Ma come, eravamo arrivati ad uno speranzifico 137%.

La sciura Pina già pensava di fare un mutuo per comperarsi il decimo uovo, e invece.

Questi riprendono il trend negativo come se niente fosse.

Sotto l’occhio rapace osservati da falchi comunitari.

Se il pil sale dell’1% e il debito/pil del 2.5%, allora ancora in deficit sto viaggiando.

Non ho voglia di stare a cavillare.

Per cui vi dico dritto dritto dove sta il buco informativo.

Freni fa notare che dal 2021 a oggi "abbiamo speso sicuramente sopra i 210 miliardi di bonus edilizi", più delle risorse dello stesso Pnrr. Il grosso dell'impatto sul deficit lo si vede nel 2023, con un rapporto deficit/Pil che, secondo Codogno, dal 7,2% della stima attuale potrebbe lievitare fino all'8%.

Il 'front loading', che cicazzè?,di quel deficit sul 2023 renderà quasi automatica una forte discesa nel 2024, a un rapporto sul Pil che il Def stimerebbe intorno al 4,4%

In pratica è come dire faremo meno buco, ma non chè risparmiamo, ma solo perché prima era più grosso.

Uè, ma 4% di 2.000 fa altri 80 miliardi di deficit.

Che accrescono il debito.

Che sono sostenibili solo sa faccio ancora svalutation.

E alura Sciura Pina, corra a fare un buon investimento.

Prima di vedere le 9 uova diventare 8.

Si comperi una gallina.

Da qualche chicco di mais ha dell’alchemico miracoloso.

E tira fuori un uovo.

L’uovo da infringere.

Meglio l’uovo si.

Ma con la gallina.

Con questo fascio di regime resterà solo qualche pil dentro all’uovo.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Desire

With a shotgun, pretty soon everybody's got one

 



venerdì 5 aprile 2024

2024 04 05 – Inguainata in tutina mimetica

 2024 04 05 – Inguainata in tutina mimetica

 Inguaiati, ah no, inguainati o boh; non so.

Ansa english desk.

Politics.

Navigate.

Italy faces deficit infringement procedure – Giorgetti.

Foregone conclusion for us and others says economy minister.

Rome, 03 April 2024, 10:16.

https://www.ansa.it/english/news/politics/2024/04/03/italy-faces-deficit-infringement-procedure-giorgetti

Uè, cusa l’è successo che ghè tuta questa pioggia di perfida albione.

Mi capissi un cas.

Uè, sciura Pina ma ti ti gà capio qualcosa?

Non ho tempo adesso devo andare a comperare le uova.

10 uova, me ne servono 10, non mi distrarre che se no mi incasino coi conti e mi si infringe la frittata.

Deve essere la nuova mimetica fascista.

Però, come deve essere carina la premierina in tutina.

Mimetica tutta aderente, pronta per combattere al fronte con gli anglofili.

Una volta erano il nemico, oggi ti tirano la sòla che ciàpàtela.

Ma no cosa hai capito, ti scpieco anche se non so’ dieco.

Ma uè, uè, uè e pure jamme uè, tucami no la premieressa.

Il fatto l’è che noi vilàn e sempre allegri dobbiamo stare che il nostro piangere fa male all’UE.

Insomma è che ci abbiamo un buco nell’Istato dove i soldi van giù.

O meglio al passato, son già borlà giò.

E allora ci hanno messo sulla graticola, o per meglio dire ci siamo infritti.

Ma l’uè ci ha messo una pezza, forse pensando al valore del pizzo.

D’altronde i vaccini andavan sprecati.

Le bombe andavan sganciate.

Le parole non andavan capite.

Non vogliamo dare anche una aggiustatina ai conticini?

Per non farsi scoprire hanno tradotto tutto in comunicati stampa incomprensibili al popolo dal basso tasso di anglofiliazione di certa uè.

Ma adesso infilo anche io la mia improponibile tutina mimetica e vi spiego, saltando qualche tecnicismo di passaggio o da passeggio, tipo quelli da siamo tutti allenatori del pallone.

Anche se little giorgi tiene a rassicurare tutti che era tutto previsto, funziona così.

Lo stato spende più di quanto entra per il 7 e rotti % del Pil, facciamo che sia 2.000 e quindi 140 miliardi.

Ma i danè non ghe li avemo minga, per cui ce li prestano garantiti dal fatto che siamo uè.

E cresce il debito, facciamo di 140 a partire da 3.000 che però restano sempre quelli. Totale 3.140.

Non siamo mica i soli, quindi onde evitare bollori e scoppi, l’uè si ricorda che stampare carta porta inflazione.

Ma santa l’inflaziù, meno male che la ghè.

Perché se tutto aumenta del 10 % all’anno, una cosa invece non lo fa, ed è il debito a valori innominabili.

Alùra il 10% di 3.140 farebbe fino a 314, di svalutazione interna.

Ovvero di perdita di potere d’acquisto.

Non è mica una novità, era così la politica della liretta.

E’ che in italiano si capiva.

Così è mimetismo linguistico.

Ma fintanto che inflaziù resta un’idea, in fondo che ce ne fotte.

Ve lo spiega la sciura Pina.

Uè mi sun anda’ al ipermercato che il mercato el ghe più.

Dovevo comperare le 10 uova del principio.

Ho tirato fuori i soliti foglietti da 10 neuri, ma nella scatola c’erano solo 9 uova.

Ma come l’è? Perché ho notato che la scatola era diversa, cioè sembrava grande uguale ma lo spazio dentro era minore come se fosse già previsto da 9.

Ho pensato ad un errore e sono andata dal direttore che mi ha detto non si preoccupi signora Pina, sono le nuove direttive sul packaging d'istato marchettaro.

Adesso mi è in parte chiaro perché la premierina va in giro in tutina.

Forse ha un poco di vergogna non delegata tutta a little giorgi.

Comunque tutto questo ha un nome.

E siccome siamo quelli che canta che ti passa, cantate in coro con la Pina.

Fino a che quella vecchina non imbraccerà l'akappa dalla sua sporta lisa vuota.

Cantate, allora cantate, finchè dura.

Ve lo dice la canzone quale è il nome.

Se ascoltate mentre infringete le uova

E mentre la premierina balla in tutina anglomimetica.

Tutta inguainata per distrarre il pubblico dalla conta delle uova rotte.

Nella migliore tradizione dei regimi.

Svalutation

 

Kalimmudda ipsum dixit

Svalutation

Ak, quello non si svaluta.