2025 02 02 – Psiconeuro blackout
Psichiatrico.
Psichiatrico io.
Sono affetto da un disturbo
psicopatico.
Non lo nego, pure un poco
sociopatico.
Certe volte anche più che solo
un poco.
A momenti sono un diavolo, poi cristo
e dopo niente.
Mi sento che divento assente.
Sono estraneo nella mia mente.
Provavo voci ora senza più
sentire niente.
Erano messaggi come naufraghi in
bottiglia.
Mi facevano da famiglia figlia.
Avevo il compito di dare loro
voce.
Poi di incanto tutto tace.
Come fossi in un angolo di pace.
O già morto immolato a qualche
croce.
Nel buio di una eclissi sono reso
invisibile.
Non sento più dispacci né
postini.
Non riesco a riceverli.
Forse il compito è finito.
Forse ora sarò presente trasparente.
Forse il tempo è passato.
Il tempo non esiste.
Illusione data dal moto ubiquo.
Non so se sorridere o piangere.
Guardo fuori dalla finestra.
Contemplo un passero e la merla.
Si affaccendano su grappoli di
bacche.
Ce ne è per tutti e non si
spingono.
Loro sanno come fare.
Non si chiedono se sia il loro
mestiere.
L’ulivo gonfia il succo nei
germogli.
Annuncia già la primavera.
E’ caduto il velo dei segreti del
cielo.
Tutto si muove in quell’immobile
danza.
Resto fisso dentro l’assenza.
Fermo in un attimo di atarassia.
Scrivo per dovere verso la psichiatria.
Del mio medico curante.
Quando scrivo è contento.
Cerco di cogliere i ricordi.
Ma la memoria ormai mi sfugge.
Dimentica di casa mi trafigge.
Io lo so che non sono solo.
Ma questa assenza non deve durare.
Mi si dovrà ricollegare.
Perchè lo so che potrò volare.
Mentre aspetto di tornare.
Kalimmudda ipsum dixit

Nessun commento:
Posta un commento