2025 02 08 – Mappe spaziali
Queste si che sono notizie,
altro che qualche follower.
Google
Maps compie 20 anni e ha 2 miliardi di utenti al mese.
Quando ci si mette l’umanità ne
sa fare delle belle.
Lanciato nel 2005 entrò a regime
dopo qualche mese.
Oggi lo usiamo per la ricerca di
luoghi, servizi, traffico, itinerari, recensioni e informazioni varie.
E’ diventato un mai più senza.
Nel 2024 pare che abbia fornito
mille miliardi di chilometri di indicazioni.
Un reticolo che ci avviluppa pari
a mille orbite terrestri attorno al sole.
Per tenerlo in funzione servono
100 milioni di aggiornamenti apportati ogni giorno.
Pare che i satelliti usati e ancora
in funzione siano qualche decina.
Non sono costellazioni di quelli
nani.
E raggiungono quasi ogni dove.
Il sistema è integrato con il
global positioning system, forse dissimulato da ground positioning system.
Puntamento a terra, naturalmente
sotto il controllo militare.
Serve una geolocalizzazione per potere calcolare un itinerario dove andare.
Tutto funziona mentre la terra girotonda
su sé stessa e attorno al sole.
Compie la sua orbita solare in
365 giorni, pari a 936 milioni di chilometri.
Terra ruota a una velocità
orbitale di 30 chilometri al secondo, pari a 108.000 km/h.
La velocità è sufficiente a
coprire il diametro del pianeta in sette minuti.
Tutto ciò per ricordarci sia la
nostra pochezza che le capacità di grandezza.
Siamo su una pallottola vagante a
cavallo di un miracolo di geostazionaria orbitalità.
Le informazioni che ci scambiamo,
mappe incluse, restano ancorate alla neurosfera.
Ogni parola, pensiero o azione
altera la distribuzione di massa nel lenzuolo dell’universo.
Nel a noi ancora oscuro campo
dello spazio della gravità.
L’umanità è tra i preposti ad
agganciare gli orbitali rotori semantici dei significati.
Del senso, che gira e orbita a
strati e sfere concentriche.
E a tirarlo a terra tramite
centri di gravità per la mente.
I pensieri fondanti dell’intelletto
si stratificheranno nella coscienza collettiva.
E’ inutile opporsi o resistere,
tutto funziona per disegno.
Tutto cresce e si evolve.
Non accettando la miseria della
condizione umana meglio affidarsi ad un semplice atto di fede.
C’è una cosa che si può fare,
infatti.
Misurare dopo un ventennio.
Le mappe sono informazione di
intelletto, piene di senso e informazioni.
Nel 2005 chissà chi faceva matematiche
proiezioni.
Di gonfiore di neurosfera.
Chi si immaginava due miliardi
di utenti al mese, 12 all’anno.
E quanti loro solchi di vinile
stiamo ora cavalcando.
Non si disperde nulla, tutto
resta scritto ancorato a quel punto dello spazio.
Un giorno calcoleremo in
connessioni e non in divisioni.
Allora dai sedimenti del fisico
intelletto emergerà il vertice apicale.
Del pensiero categorico.
Cioè quello di categoria.
Lo avremo espresso in italiano.
Sarà quella.
Bella li fratella.
Kalimmudda ipsum dixit
E la torre di babele


Nessun commento:
Posta un commento