2025 02 21 – Eurogulasch tra asteroidi.
Gli
asteroidi sono qui di circostanza.
Già
che arriva con probabilità del 2 percento lo menziono.
Magari
sarà la soluzione prima della bomba umana.
Il
padreterno vede e provvede diceva la mia geomamma.
Comunque è questione di steroidi da campioni.
Se togliete la alfa privativa in asteroidi.
Pensavo
ai soliti troppi milioni per un astro solo.
Gli
bastano tre mesi e pur dopato va tuttapposto.
L'europeccatore simbolo dell' impero del dio danaro.
L’
indebita appropriazione di milioni non fa trucchi.
Casomai
è sintomatica di voracità endemica.
Europa.
Qui
piuttosto si parla di un melmoso spezzatino.
Già
improbabile dall’origine nata da un toro albino.
Si
riparta dalla storia mitica europea.
Erano
morsi e sorsi di trascorsi corsi e ricorsi.
E’
un continente diviso nato zoppo.
Il
più guerresco mai esistito.
Mai
pacifico davvero.
Senza
manco più britanni.
Senza
tutti i russi fino alla siberia.
Quella
si era una visione.
Che
d’altronde ebbero già i germani e i napoleoni.
Una
fusione di popolazione, risorse, spazio, steppe e storia.
A
porte aperte per migrazioni intere.
Ma
spiegatelo agli eredi pома́нов scomparsi.
E
agli spezzettati staterelli europei.
Oggi
è più probabile una campagna all’incontrario.
Tutta
in cirillico pronunciato all’americana.
Comunque
il gulasch è buono, se ne avanza.
Sotto
la coltre di melma affiorano pezzi di carne di nobili stirpi.
Il
problema è quando non c’è trippa per tutti i gatti predoncini.
Così
oggi siamo in questo tira di qua e tira di là.
Che
dai e dai si spezzerà.
Non ve la tirate tanto questa europa.
Che si strappa.
Così
si diceva di una bella di tette ma di poca testa.
Ci
sono gli accrocchi di stati sovrani.
Parecchi
di stirpe di geni nobile antica.
Brutta
storia la genetica di razza.
Ci
sono gli inventori rapaci americani.
I
russi già federati plurali, con tanto nucleare.
La
Cina vicina da decenni, oramai dentro le mura da anni.
Gli
ottomani, i marocchini, gli algerini, gli isrealiti, i sumeri, gli ittiti, i
sanniti, gli ziti.
I
triti e ritriti cretini sbocciati fino dai cretesi.
Europa,
europa.
Sei
destinata.
Sotto
la coltre di zuppa nebbiosa, lo spezzatino.
Peccato
ci avevo creduto.
Era
la prima volta nella storia di una così grande fusione.
Una
annessione di pace per scongiurare orrori e memorie.
Invece
ci tocca la speme dell’asteroide.
Spezzatore
di ogni apicale appropriazione.
Sarà
la rivoluzione finale.
Que
“che”viva o almeno sopravviva.
Come
chi.
Ma l’Italia, no.
Kalimmudda
ipsum dixit.
Immagine
esplosiva, ah no, esclusiva. Tuttapposto

Nessun commento:
Posta un commento