giovedì 27 febbraio 2025

2025 02 27 – Plasticazzi

  2025 02 27 – Plasticazzi.

 

Ciondolo mentre gongolo per la vittoria della campagna del Trancetto.

Quel famoso caro spettro che si aggirava nelle campagne mi ha reso urbano.

Ho una incarico, sono in missione per conto di io.

Di botto sbatto contro qualcosa.

Una montagna di plastica mi costringe a fare ginnastica.

Devo scavallare uno svettante conglomerato polimerico.

E’ giorno di raccolta differenziata ed è il turno della plastica.

Regina assoluta dei trasporti a vagonate perché dobbiamo riciclarla.

Ma non è certo una tritatina e ricottura che risolverà il problema.

La plastica è un utile retaggio antico ma abusato.

Di cui dobbiamo ringraziare la santissima casta dei petrolieri da filiere.

Utile perché utile, ma poi non sappiamo dove metterla nemmeno in casa.

Io poi mi diletto ad ammirare tutta la creatività dei mastri confezionatori.

Dèi del packaging del marketing subliminale si inventano sempre qualcosa.

Il trancetto per esempio ci pone davanti a un dilemma.

Sarebbe di carta, ma hanno messo una invogliante finestrella.

Di plastica trasparente.

Mi girano le balle ad un ricordo dolce amaro.

La grande chimica nazionale che fù fece la plastica commestibile.

E tutti a dimostrarne l’uso ciucciando penne bic per gli uffici.

Si faceva con l'amido di mais ed era una nuova filiera intera.

Poi la chimica nazionale ce l’hanno scassata.

E oggi se sgranocchiate una penna finite all’ospedale col blocco intestinale.

Ma possiamo affermare con tripudium che l’era della plastica è giunta al tramonto.

Niente più montagne da bruciare o isole a galleggiare.

Ci saranno presto i nuovi nanomateriali assemblabili teleguidati.

Fighi sono fighi ma nessuno li enfatizza.

Sarà che la plastica è davvero dura a morire.

Imperitura per duratura lobbistica presente e futura.

Ma mettiamo che volete un sacchetto da riempire di trancetti.

Con la nostra ai equippe dalle tante psicopippe abbiamo fatto un tutoriale memoriale.

(pl)astica-zzi è il nome scientifico del nuovo brand da marchettare.

Alexa devo fare un sacchetto, dammi la ricetta.

Prendere una nanoquantità pallettaforme di indistruttibile (pl)astica-zzi.

Una pezzetto di forchetta usata mille volte va benissimo.

Appallottolare la forchetta con l’apposito terminale a microonde e comando vocale.

Usare il tool device già pre-acquistato dallo sponsor del tutorial.

Dare una spruzzatina di scienze tutte.

Prendere i filiformi nanofiling e riappallottolarli.

Infilarli nel device asciugatrice acquistato in uno store del mai più senza.

Attendere l’essiccatura moderata in modo che il sacchetto poi si apra.

In caso contrario avrete ottenuto non un sacchetto ma un duro forchetto.

Fare la spesa con il nuovo usatissimo oggetto trasformato in sacchetto.

Tornati a casa riappallottolare e riporre in luogo afono.

Attenzione ai comandi vocali, ai.

Mai imprecare se (pl)astica-zzi e tutti i suoi costosi devices non funzionano.

I nanobot della foglet utility fog vi aggrediranno come politically scorrect.

E vi trasformeranno in una forchetta, o in un sacchetto.

Come se avessero una magica bacchetta.

(pl)astica-zzi è riutilizzabile mille volte almeno.

Dopo meglio smaltirlo.

Cercare e prenotare uno spazietto su un razzo missile stellare.

E sparate tutto su un pianeta lontano.

Come per i posteri, anche degli alieni che ci frega.

Mica hanno fatto niente per noi.

(pl)astica-zzi è un brevetto e marchio proprietario.

Ed è tutto vero.

Però maneggiare con prudenza.

Soprattutto a carnevale….

 

Kalimmudda ipsum dixit

Occhi per bambina col sorriso di plastica

 

Tutoriale memoriale



 

 

 

 

 

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