2025 02 07 – Nostalgia di vere spie
Leggo non senza abbondanza di
noia quella vicenda del programma spione.
Graphite spyware, programma
spia.
Questa Paragon israeliana pare
abbia una sede secondaria anche americana.
Potrebbe darsi che in Virginia,
o dove sia, anche a noi ci si spia.
O mamma mia ma che paura.
Siamo ancora al dubbio.
Trenta anni fa una vera P.I.F mi
rivelò candido riservato che è tutto monitorato.
E conservato.
Non potei nemmeno dargli torto.
Come tengo insieme 10 miliardi
di umani senza avere qualche notiziola.
E’ la privacy che è un feticcio.
Come quella chiamata democrazia
è solo una copertura per i forti.
Io metto le mani avanti e mi
confesso.
Non vorrei un drone in casa per
due tette e qualche buchetto.
Guardo infatti un sacco di porno
sooka.
Rivoluzione sessuale infine
conquistata.
Tutti a fottere come ricci.
Edonismo decadente di una
civiltà in decadimento.
Ma questo fatto delle spie mi
continua a battere in testa.
Chi di noi non è stato
affascinato da destrezza e perizia di tante storie.
Strategia, manualità, inganni
perpetrati in qualche gioco doppio, triplo o più.
Ho accantonato tutti gli
altri.
Restava idolatria della Cia,
fascino del Kgb, e poi c’era la creme della creme.
Il fantomatico fantastico
Mossad.
Da vedere all’opera comodo in
poltrona.
Io ripenso spesso a un film quasi
documentario.
Quello sulla caccia ai
terroristi di Monaco.
Ricostruzione meticolosa e mitologica.
Tra pericoli reali, crisi di
coscienza e finale paranoia.
Oggi la spia sta dentro un programma.
Senza gloria e paranoia.
Se ti beccano puoi sempre dire
che era un vero ware.
Un programma fuori controllo.
Che ha violato solo qualche
decina di soggetti.
Tanto allocchi che gli si crede.
Sbandierando la riservatezza.
Al grido libero di privaci di questa
privacy.
Che diffonderò ovunque in
analogico.
Con grandi stormi di piccioni
viaggiatori.
Il mio pidgeonware.
Kalimmudda ipsum dixit
Piccione segreto postino

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