domenica 1 novembre 2020

2020 10 31 - www.animemundi.org - New deal

www.animemundi.org

In epoca di indispensabile new deal, con relativa necessità di reinventare il mondo in cui viviamo, anche il Santo Padre Papa Francesco promuove the Economy of Francesco, evento internazionale di novembre 2020.

L’evento incentrato ad Assisi si terrà online a causa della pandemìa in corso.

Economy of Francesco è un movimento di giovani con volti, personalità, idee che si muove e vive in tutto il mondo per una economia più giusta, inclusiva e sostenibile e per dare un’anima all’economia di domani.

Il mondo ha bisogno della creatività e dell’amore dei partecipanti che come artigiani di futuro stanno tessendo l’Economia di Francesco, fra il già e il non ancora.

L’idea che qui di seguito si propone, nel suo principio di fondo, e’ semplicissima. Un sito internet. Una sorta di Facebook, ma dei cari estinti, in cui pregare, ricordare, immaginare e condividere coloro la cui anima ha lasciato il corpo terreno, ma continua a vivere con noi. E così anche in digitale. Un nome alternativo ad Animemundi, forse troppo altisonante seppur ben calzante, potrebbe essere Souldoor, “il social medium”, quanto mai evocativo.

Ma il progetto ha una peculiarità fondamentale, e cioe’ di essere una entità decisamente ispirata dalle dinamiche del profit, ma con la finalità ultima di redistribuire tale profit ai bisognosi.

Il tutto con alcune modalità operative mutuate dalle moderne aziende profit, proprio a fini di riconversione. In sintesi, nulla di nuovo, se non l’assemblaggio di tante parti già esistenti ma con una finalità rimodernata.

Tralasciando discussioni varie, in pochi punti, si delineano le principali caratteristiche di base del progetto. Ogni aspetto andrà naturalmente approfondito, ma l’intento attuale  e’ dare un quadro generale perfettibile.

 

Obiettivi.

Rinnovamento della cultura dei cari estinti

Rinnovamento delle modalità di preghiera

Rinnovamento delle modalità di ricezione di informazioni sulla fede

Contrasto all’eccesso dei social media tradizionali

Redistribuzione di reddito globale, nelle modalità di cui più avanti.

 

Visitatori.

Obiettivo parallelo, ma determinante per la sostenibilità da nuova economia, e’ la creazione di una comunità di fedeli digitalmente virtuosa, ma non virtuale.

Facebook ha raggiunto i 2 miliardi di visite. Ma parla solo ai vivi.

A regime, in dieci anni, si può ipotizzare 1 miliardo di visite.

Ma fossero anche soltanto 1 milione, sarebbe un bel risultato.

 

Contenuti.

Dai visitatori: ricordi, fotografie, preghiere, condivisioni. Possibili contenuti istituzionali: letture giornaliere, pubblicazioni, notizie. Riferimenti attività parrocchiali. Altro da immaginare.

 

Pubblicità.

La pubblicità non va demonizzata. Dipende da cosa si pubblicizza. Si ipotizza un approccio selettivo ad integrazione dei ricavi. Sono ipotizzabili pubblicità a prodotti editoriali, istituzionali,delle missioni, nazionali e estere, o anche altre esterne. La pubblicità diretta, comunque, non e’ la fonte principale di entrate.

 

Dati personali.

Interruzione dell’attuale ciclo in cui si concede implicitamente l’uso dei dati e gli operatori ci guadagnano. In Animemundi si può decidere di vendere direttamente i propri dati personali, ad esempio al 75% del loro valore totale, lasciando il 25% ad Animemundi, la quale si occuperà di negoziare tali dati al miglior offerente etico.

 

Vendita traffico.

Analogamente, interruzione dell’attuale ciclo in cui gli operatori si vendono traffico reciprocamente. Animemundi può decidere di vendere direttamente il proprio traffico negoziando con il miglior offerente di cui valutare l’affidabilità anche etica.

 

Donazioni.

Nel mantenimento della tradizione, sono bene accette donazioni, ma anche in moderne modalità informatiche (carte di credito, paypal, altre) e potranno essere donazioni generiche o focalizzate su progetti di cui più avanti.

 

Reimpieghi.

Il ricavato di tutte le forme di entrate di cui sopra sarà reimpiegato completamente per finalità di utilità collettive sociali.

Il reimpiego avverrà principalmente in  :

1.      microequity, ovvero microcredito ma senza interessi, ove possibile garantito da beni strumentali finanziati e concessi inizialmente in comodato. Anche per importi piccoli, così come immaginata e’ una soluzione immediata e altamente efficace al problema della redistribuzione dei redditi.

2.      Adozioni a distanza e/o di prossimità (nazionali, per intendersi), che sono pure opere di carità

3.      Altro da immaginare.

 

Revospesa.

In merito alle forme di reimpiego, e con riguardo anche al punto “Contenuti”, si promuoverà anche un nuovo modello di spesa che si immagina dettagliato in un sito www.revospesa.it. Il concetto di fondo e’ convertire la spesa in consumi superflui in “consumi sociali”, tra cui quelli definiti “reimpieghi” anche tramite convenzioni con società e catene distributive, reindirizzando, tramite la “piattaforma” di cui più avanti, a nuovi panieri di beni. Sintetizzando : invece del 3x2 saponette profumate, si passerà al 2x2 + 10 euro di donazioni come sopra definite e poi reimpiegate.

Quindi anche frazionariamente.

Il modello deve diventare culturalmente viralmente “trendy”.

 

Territorialità.

La gestione e organizzazione dell’impiego e della raccolta fondi sarà territoriale, basato sulle reti di strutture già esistenti, parrocchie o missioni. L’attività on line infatti può essere www, ma il reimpiego no, e richiede strutture di appoggio.

 

Educazione.

Per il microequity sarà predisposta una struttura, o almeno una figura di riferimento a livello parrocchiale o di missione, come già avviene in vari casi, che valuti cosa finanziare e dia supporto su cosa fare. E’ importante educare alla economicità e non al fondo perduto della pur benemerita pura carità.

 

Piattaforma.

Sarà disponibile on line la situazione di tutti gli incassi, di tutti i progetti finanziati e del relativo stato di avanzamento e di tutti i progetti finanziabili, anche frazionariamente.

La logica infatti sarà quella del social lending e del crowd funding.

La piattaforma dovrà rispettare i canoni del progetto ed indicare con trasparenza dati e informazioni necessari e ancora da definire.

Il principio deve essere quello della tracciabilità e trasparenza costanti.

 

Sintesi.

In quattro punti, possiamo dire che il progetto si fonda sul concetto, una volta concepito anche come mercato, di :

1.      Comunità

nell’ambito della quale risponde a esigenze di:

2.      Rinnovamento

3.      Redistribuzione

4.      Circolarità

E questo e’ new deal, già necessario da decenni, ben oltre la sua versione opportuna “digital “ e quella pur indispensabile “green”, e oggi imposto da quel “Virusimperiale”,  che a me sembra tanto se non una punizione almeno una lezione divina, o forse divina lezione, di cui un giorno saremo grati.

Un piccolo avvertimento che ci dimostra la fragilità del mondo che crediamo ci sia dovuto così come lo abbiamo creato. E ci da l’occasione di cambiare.

“La vita e’ gentile” mi ha insegnato qualcuno. Non smette mai di insegnarci. Con tanta amorevole dolcezza, anche se come a tutti i bambini, può sembrare durezza.

Forse non e’ la citazione più ecclesiastica possibile, ma molto efficace, che cantava Freddie Mercury, con la sua divina voce da cherubino, eppure gran peccatore.

Is this the world we created, we made it on our own. Is this the world we devasted, right to the bone. If there’s a God up in the sky looking down, what can He think of what we’ve done to the world that He created.

E torniamo alla vile pecunia. Facebook, con 2 miliardi di visitatori produce 20 miliardi di euro all’anno di utili. E da impiego a 50.000 persone. Averne anche una decima parte (2 miliardi di utili), risolverebbe una quantità di problemi personali inimmaginabile.

Il microequity per definizione finanzia le attività di piccolo taglio. Se ipotizziamo una media di 10.000 euro a progetto, che e’ altissima per i paesi in via di sviluppo, ma non disprezzabile nemmeno qua da noi, si finanzierebbero 200.000 progetti ogni anno. Ciò vuol dire coinvolgere e aiutare 1 milione di famiglie ogni anno.

Se poi si pensa a Revospesa, vale il solito principio per cui se tutti, o almeno 500 milioni, di benestanti del pianeta spendessero 10 euro al giorno in più in cose socialmente utili. e in meno in superfluità, almeno buona parte del problema della fame nel mondo sarebbe risolto. E ciò senza danneggiare i consumi totali. Ah, il totale fa 1,8 miliardi all’anno.

Forse finora nessuno li ha invogliati.

Forse fino ad oggi e’ mancata la piattaforma adeguata.

Per concludere la chiosa.

Animemundi e’ economia delle anime al servizio delle vite.


 

 

Claudio Aroldi                                                                                         Antonio Moro

domenica 25 ottobre 2020

2020 10 25 – Buoooongiorno Italia ! Dal vostro debito biblico. New deal

 

2020 10 25 – Buoooongiorno Italia ! Dal vostro debito biblico.

 

Chi si ricorda “Gooood morning Vietnam! ?

E beh, chi non se lo ricordi se lo cerchi.

Io mi sono svegliato con questo chiodo fisso che mi batteva in testa.

Ma come è possibile che Standard & Poor’s, non solo non ci ha declassato, ma addirittura riclassato?

Un evento storico, direi, per un paese sotto attacco costante dell’idiozia, soprattutto nazionale, figuriamoci in periodo di Covid, e pure internazionale.

Tante osservazioni le ho fatte in vari post precedenti, ma siccome stamattina non mi sono svegliato onanistico, vi lascio il piacere di farvi le pippe da soli ed andarveli a cercare.

Ricordo solo:

1.      che hanno dichiarato en légeresse, di avere fatto 200 miliardi di debiti in più, e valli a ritrovare quando li dovrai restituire, o almeno sostituire.

2.      che puntavamo sui soldi del Recovery e probabilmente ce li siamo giocati, che serviranno con il ritorno del Recovid,

3.      che comunque questi vi sembravano tanti ma solo perché siamo un paese di pezzenti che quelli regalati erano circa un 5% di mancètta,

4.      che tra poco gli spiccioli di ammortizzatori sociali finiscono,

5.      che la gente inizia a scendere in piazza anche se in principio quattro gatti strumentalizzati.

6.      che il Mes non si può toccare che giustamente frugali e teutonici mica te li regalavano 37 miliardi.

7.      che comunque con gli aiuti che ci hanno dato il naso in casa ce lo metteranno, e meno male, che io sono per il “commissariateci e fate voi, che noi siam minga buoni”.

8.      che vorranno ben vedere cosa ci combini col resto di prestiti e varie. Figuriamoci adesso che i soldi dell’Europa servono a tutti e non solo più a noi.

9.      che l’Europa non è gli Usa ne la Cina, e mica può permettersi aiuti, Bce, elicotteri di soldi, o morti a oltranza.

Vabbè per ora mi sono rotto.

Ho una cosa più interessante da scoprire.

 

Standardandpoors.com - Ratings

 


E’ la colonnina “to”, dal “from”, quella che vi interessa.

Con tanto di action “revised”, casomai a qualcuno sembrasse un errore.

Ma che si sono fatti d’acidi?

Diciamolo pure, e allora andiamo avanti.

 

IL GIUDIZIO (UNIVERSALE) SUL DEBITO

https://www.ilsole24ore.com/art/sp-conferma-rating-dell-italia-bbb-e-migliora-l-outlook-negativo-stabile-ADLmisx

Questo ve lo leggete tutto, così non ve lo devo rispiegare io.

Vi lascio anche il titolo a hyperlink, senza metterlo giù come testo fighetto.

E poi è Il sole 24 ore che mi pubblica un articolo gratis, vogliamo mica buttarlo.


Faccio solo qualche lineetta.

S&P conferma il rating dell’Italia a «BBB» e migliora l’outlook da negativo a stabile.

Gualtieri: promuovono le scelte del governo.

Standard & Poor’s ha confermato il rating sovrano dell’Italia a BBB e migliorato l’outlook da negativo a stabile.

Lo ha annunciato l’agenzia americana in serata.

Il giudizio di S&P resta dunque di un gradino superiore a quelli di Moody’s e Fitch, che collocano l’Italia sul gradino più basso dei rating “sicuro” (investment grade), cioè «BBB-».

La pandemia COVID-19 ha colpito duramente l'economia italiana.

Secondo le proiezioni di S&P il PIL non tornerà ai livelli del 2019 fino al 2023.

Tuttavia, secondo l’agenzia, le misure di stimolo adottate dal governo italiano, gli aiuti della Bce e i massicci fondi in arrivo dalla Ue offrono alle autorità italiane l'opportunità di rilanciare la crescita economica e di invertire il deterioramento dei risultati di bilancio.

Questo spiega il miglioramento delle prospettive da negative a stabili.

Le misure straordinarie della BCE, che ha intensificato il programma di acquisto titoli, e della UE, che ha istituito un nuovo Fondo per la ripresa e la resilienza destinato a erogare fino al 12,5% del PIL in prestiti e contributi all'Italia nei prossimi quattro anni sono dunque decisivi nel giudizio dell’agenzia.

La pandemia ha sconvolto l’equilibrio trovato dall’economia italiana negli ultimi anni.

Il protrarsi dell'incertezza economica ha portato il tasso di risparmio delle famiglie ai massimi storici, mentre le imprese hanno dovuto aumentare il loro indebitamento per gestire una forte compressione dei flussi di cassa.

In risposta, il dissesto del settore pubblico è cresciuto rapidamente, con il disavanzo pubblico primario dell'Italia destinato a peggiorare nel corso del 2020.

S&P stima che l'economia italiana si contrarrà di circa il 9% quest'anno, prima di recuperare del 6,4% l'anno prossimo, sulla base dell’ipotesi che un vaccino efficace contro la COVID-19 sia ampiamente disponibile entro la seconda metà del 2021 o che gli effetti della pandemia si attenuino. Le recenti recidive di epidemie di COVID-19 in Italia e nei suoi partner commerciali implicano rischi al ribasso per tale previsione.

Se l’Italia si è salvata, questo è un periodo di downgrade per diversi Paesi, complice il Covid.

Nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 l'agenzia di rating Moody’s ha declassato il giudizio sul debito pubblico del Regno Unito, portandolo da Aa2 ad Aa3, sullo stesso livello di Belgio e Repubblica Ceca.

S&P oggi ha invece confermato il rating del Regno Unito ad «AA».

«La decisione di alzare l’outlook dell'Italia assunta da Standard & Poor's conferma la solidità delle misure eccezionali adottate dal Governo nonché l'importanza del vero e proprio cambio di paradigma avvenuto nell’Unione Europea per contrastare l’emergenza Covid».

Lo dichiara il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.


Ah beh, si beh.

 

http://www.dt.mef.gov.it/it/debito_pubblico/dati_statistici/

Allora mi sono andato a guardare qualche dato sul debito.


E li riassumo nella prima tabellina qua sotto.


Ah, per premettere.


I numeri del MEF non quadrano…..


Per cui troverete che nella prima tabella seguente siamo a debito 2.178.


E nella successiva a 2.440.


Il secondo è più verosimile, o meglio dovrebbe essere giusto perché dichiarato. 


Anche se non mi  quadra per niente con i dati storici degli anni prima per i quali ricordo distintamente dichiarazioni in cui i 2.440 erano ampiamente superati già da tempo.


Un motivo ci sarà, son sicuro, ma se i dati sono resi trasparenti è perché siano comprensibili.


Qua non si riesce a fare una coppia di tabelle escèll, figurati il niu dil.


Comunque, ammettendo che i dati siano almeno omogenei, una cosa si vede bene da gennaio a settembre.


Da 2.036 a 2.178.


Se ci aggiungete l’ultima manovra da 40 mi pare, più un po’ di garanzie alle banche per aziende già fallite (vi ricordate i 400 miliardi?), eccovi spiegati i 200 miliardi di debito in più citati dal MES.


Usati come vi hanno detto in tivù.


A tappar buchi per lo più.


Lo so, lo so, non si poteva fare altro, ma resta il dato di fatto che il debito è fatto.


Ricordatevi che poi c’è quel piccolo -10% di PIL che vale un altri 150 miliardi da trovare da qualche parte.


E vabbè.


Vabbè?


Sciòrbole che sberla.


Ma ripeto, ci hanno convinto che non si poteva fare altro, sarà vero.


Io non mi ci sono nemmeno messo a pensare, lo avrà fatto qualcun altro.


E poi ammettendo di uscirne, pagherà mia figlia, “cioè fratello: chissenefottesonocazziallei”.


Scherzavo, ciao Vittoria. Ti voglio bene.



E arriviamo alla ciccia.


Come è possibile che in questo quadro generale, che a dir poco è abissale, qui c’è qualcuno che ci apgreida ?


E tenete bene a mente che soprattutto a livello numerico stiamo parlando di passato.


Il futuro mi pare tanto quel famoso tucùl: quel buco rosa dove il negro si riposa.


E poi ho capito.


Mi sono dovuto fare un altro giro nel MEF, ho smadonnato per qualche tabella incomprensibile piena di rettifiche ed altre voci strane, ma poi alla fine ho visto la luce.


Ho trovato il Grande Database.


In realtà nemmeno così grande, un paio di centinaia di righe.


Un “ditobase”.


Con l’elenco di tutti i titoli di Stato che compongono il debito italiano con importi, scadenze a volte addirittura qualche tasso di interesse, ma senza esagerare che con quelli si facevano troppi “traspaconti”


Allora ho tirato fuori le scadenze 2020 e quelle 2021.


440.000 miliardi da sostituire, sempre ammesso che non sia solo rimborsare, prima che passi il Covid, nello scenario di guerra su delineato e con la speranza del “vaccinus ex machina”.

 


Per forza che ci upgradano.


A qualcuno  devono fare venire voglia di comprarselo questo nostro debito.


Altrimenti….ecco la bomba terminale di cui vi ho già parlato in 2020 10 25 Apocalirus - Prepatatevi.


Questo link ve lo regalo, magari l’avete già letto e ve lo siete meritato.


Altrimenti…, zum zum zum zum (musichetta de “lo squalo”)


…il deserto.


Dopo l’apocalirico “grande BOT”.


Zum Zum

 

 

sabato 24 ottobre 2020

2020 10 24 – Mutatis mutandi si mutan nefandi. Karasciò

 

2020 10 24 – Mutatis mutandi si mutan nefandi. Karasciò

 

Mutatis mutandis è un'espressione latina  che significa «cambiate , mutatis,  le cose che sono da cambiarsi , mutandis »

In italiano, oggi, si usa quando si paragonano due situazioni che a prima vista possono sembrare diverse, per metterne in evidenza una sostanziale identità.

Mutatis mutandis, in pratica siamo ancora qui a discutere del problema senza averlo chiarito.

E gira de chi, e gira de li.

Intanto emerge un’altra definizione, in mutatis o in mutandis, siam sempre in mutande.

Ma quanta mutevolezza se non mutazione.

Mentre impera la confusione di intenti, strisciando abusivi, si mutan dolenti, quandanco fetenti.

Ma chi?

E’ la dinastia dei virus, per natura incoronati, o per forse, meditati.

Se lo hanno davvero creato in laboratorio, a modo suo è geniale.

Gentile gentile, con tanta dissimulante tenerezza, sembra controllabile ma ti rende monnezza.

Lo dicevo io che mutevolmente mutava.

E che rischiavamo una mutazione appena più mortifera che portasse una clausura di qualche tempo in più, che poi ci lasciasse nel deserto dell’incerto pieni di solo sconcerto senza più nemmeno un mercato coperto.

Allora ho cercato di documentarmi su web.

Mi sono perso tra mutazioni, sequenze, dna, rna genomi, cromosomi, ceppi.

Alla fine ho capito poco, davvero poco.

E ho scoperto, come previsto, che c’è chi allarma e chi semina calma.

Addirittura chi dice 6 ceppi, chi ne conta una trentina.

E non sono nemmeno arrivato al punto finale, numerico sensazionale.

C’è chi dice che tutte le mutazioni sono vaccinabili con lo stesso vaccino, e c’è chi dice che cambiando in continuazione non è così.

Questi sono i più simpatici, che ispirano pure metafore: è come se un poliziotto insegue un rapinatore afroamericano, pregiudizio compreso. Quello gira l’angolo e diventa biondo e con gli occhi azzurri.

La prima reazione che ho avuto è stata una risata.

T’ho fottuto forza armata.

Poi ho pensato che potevano farla al contrario, col rapinatore “ariano”.

Poi finalmente son tornato al punto e mi sono detto : e uno così quando lo becchi più?

L’unica cosa che puoi fare è sperare che rimuti e ritorni afroamericano.

Ma poi il Dna non serve apposta a conservare il contenuto informativo del patrimonio genetico?

‘Sto virus ci ha il  Dna fatto apposta per farti inseguire. E alla fine tirarti in una trappola.

Scopro il vaccino, ma …hops. Era buono per ieri.

Una sezione della sua catena deve essere preposta a mutare anziché conservare. Che poi non è sempre così? Vai a sapere, io so di economia.

Comunque geniale.

Mi ricorda di quando lessi di quanto sono affascinanti e potenti i tumori in quanto nuove forme di vita, talmente vitali da arrivare a cannibalizzarsi da soli, oltre che l’ospite. E che non sappiamo cosa saranno e faranno tra venti anni.

E’ come se una scimmia urlatrice del Borneo si “mimutizzasse” e diventasse uno simio grugnente del corneo.

Allora, constatato che non ci avevo capito un cazzo, l’altra sera sulla rassicurante e confortante televisione di stato, la Rai, ho deciso di seguire uno di quei folk show, quelli destinati alla plebe che ancora si affida all’informazione di regime, che, per inciso, poi alla fine è la migliore.

Almeno rassicurante, se non illuminante, io oramai guardo solo l’Ansa, e un po’ di Rai.

E guarda un po’ che mi è toccato sentire.

Un esperto, uno di quelli che lavorano in un posto ufficiale.

Non un barlafuss, tanto per capirsi.

Che pacifico, con tutta la serenità della conoscenza, ha detto : ma di che vi stupite?

Lo ha fatto 16.000 volte.

E solo due in maniera a noi umani favorevole.

Vai a capire se parlava di genoma, di ceppoma, di Rna, di non so che.

Ma il punto è il 16.000.

Non 6, non 30. Che saranno pure i ceppi; ma fate una semplice divisione

Fa 1.000 mutazioni al mese.

L’afroamericano di prima ha fatto in tempo a diventare esquimese e ritorno 1.000 volte.

E poi, noi, si entra nella jungla dei dati e non si capisce una mazza

Tranne che 1.000 sono tante volte.

E il punto è questo.

‘Sto coso è vitale, vivo e vegeto.

E la peggio mutaziù mo’ sta in Europa.

Più stratega di così!

Per la Brexit c’era voluta Cambridge Analytica.

Per l’Eurcrashit basta un bacillo sifilitico nascosto in qualche “Laboratoire Covìd”.

Avete presente? Tipo quelli dove fanno j’adore Dior.

Ma va cagòr

Dalla Russia, covidment con amòr.

 

 

venerdì 23 ottobre 2020

2020 10 23 – Mavappanculo. E privaci di ‘sta privacy

 

2020 10 23 – Mavappanculo. E privaci di ‘sta privacy

 

E no.

Così non va.

Volete fare il digital deal.

Ma è già sguisciante come un’anguill.

Doveva essere una semplice “app”, e invece non si capisce una mazz,

In principio tutti scandalizzati, se non terrorizzati, per la privacy.

Mentre nessuno si preoccupa non solo della tracciabilità dei siti porno che guarda, ma addirittura della geolocalizzazione.

Siamo un popolo di ignoranti digitali, quindi chi ha più di 20 anni dirà : la geoche??

Quella dei missili, sciur Brambilla.

Quella con cui ti scaricano una bomba in testa da qualche migliaio di metri più in alto.

Perché sanno esattamente dove sei.

Almeno se hai uno “smartfòn”, che non serve ad asciugare i capelli.

Un telefono intelligente, come la bomba.

Io ce l’ho.

Tra l‘altro me lo ha regalato un operatore per passare a lui da un altro.

Pensa quanto poco vale rispetto a tutto il resto.

Ma torniamo alla geoche??.

Tutti preoccupati, quando è uscita Immuni, che potesse carpirci chissà quale segreto industriale.

Tipo a me me piase la broegna.

E poi nessuno si preoccupa del fatto che Google ti manda un rapporto tutti i mesi con la mappa di dove sei stato.

Ma mica solo l’indirizzo geolocale.

Ti dice proprio “sei stato alle 13.00 da Ciro ‘o pizzaiolo”.

Allora, prima questione.

La privacy è una bufala nata per fare arricchire la casta degli avvocati.

Abolitela.

Tracciateci tutti.

Mi raccomando fino ai conti offshore.

Vietate la privacy

Anche quella dei tenori di vita.

E chi ha qualcosa da nascondere si fotta.

Poi, ‘sto deal.

Tornando un secondo a Google, tutto quello che fa mi è costato un solo click sull’icona “accetto”, dopo che circa un decennio primo avevo scelto una mail e relativa password, per grazia di Google, rimaste sempre uguali.

Dopodiché, el fa tutch lù.

Lo chiameremo digital appeal.

Adesso veniamo a Immuni.

Poveretti, l’idea è pure buona ma mi sa proprio che gli toccherà fare l’agnello sacrificale nel buon nome del Dioweb.

I numeri di immuni, intorno al 20 ottobre, in piena crisi isterica da recrudescenza virale, pare siano questi:

1.      9.161.214 download

2.      19.485 notifiche inviate

3.      999 utenti positivi

Poco poco sembra uno strumento di propaganda sovietica.

A parte un triplo 9 che fa tanto anticristo, ma non credo nessuno ci abbia fatto caso con l’anticristo già in casa, praticamente dice che è “tuttappost”.

Io personalmente lo avevo scaricato già mesi fa, ma non mi ha mai dato alcun segno di vita.

Quando l’ho scaricato si è installato, si è confermato e non mi ha detto più niente.

Da allora notifiche ricevute ; nada. Strano.

Ma io me lo sono dimenticato, pure quando per la strizza mi sono tamponato.

Poi in questi giorni mi sono seguito un po’ di polemiche tv, tra cui una che diceva “abbiamo una Ferrari e la teniamo in garage”, e allora mi sono detto: ma fammi vedere come mai questa è una Feppari morta.

Per prima cosa rompo i coglioni al mio medico di base, che ci avrà anche altri cazzi per la testa invece di pensare al digital deal de noartri.

“Drin drin. Scusi sempre Aroldi. Non mi mandi a quel paese. Ma Immuni lo attiva Lei? Scaricato l'ho scaricato, ma per ora non fa nulla. Mi ha dato un codice 6RHQ2SFLXW da comunicare a un "operatore sanitario autorizzato". Mi sono anche impegnato prima di scocciarla ancora e ho guardato il sito Regione, l'ho riletto più volte. Ma su chi sia l'"operatore sanitario, e autorizzato da chi" non ho capito a chi mi devo rivolgere. Scusi, mi fermo qui (intendendo risparmiando gli improperi). Grazie. Aroldi”

Sul sito Regione c’è tutta una spiegazione di procedura, ma solo a partire da quando ti trovano positivo, e che comunque passa da operatore.

Il sito Immuni è grottesco. Una figurina iniziale, una sezione documentazione in inglese delirante, un elenco di domande frequenti infinito, un po’ di dati da propaganda.

Quello che ho capito io, e che tanto mi fa incazzare perché così il digital deal è davvero solo una chimera, è che :

1.      non basta un click, come nel caso di Google.

2.      ci vuole tanta buona volontà, in primo luogo

3.      ci vuole sempre un passaggio da “operatore sanitario”, sia per l’attivazione che per la “positivizzazione”

Quest’ultimo punto è quello più grottesco e che più fa incazzare.

Se Google ha un signore chiamato “click”, noi abbiamo un signore chiamato “operatore”.

E tutto questo presumo sempre in nome della difesa della privacy, come se ‘sto operatore facesse chissà cosa.

Insomma: buopazzia.

Allora se questa baracchètta funziona davvero, deve essere obbligatoria e deve essere un governo che la renda tale.

Anche per il futuro e dopo il Covid, vedrete che bellezza la trasparenza a tappeto.

Quindi.

Caro Sciur Presidente : votta ‘o ciato a ponente.

E privaci di questa cazzo di privacy.