mercoledì 20 settembre 2023

2023 09 20 – Manifesto sul topocane

 2023 09 20 – Manifesto sul topocane

 

Mi ha detto mio cugino che una volta ha trovato un cane invece era un topo.

Mio cuggino.

Mio cuggino topocane.

E’ incredibile quante cose si possano ricondurre ad analisi sociale con una semplice osservazione etologica.

Ad onore del vero dubito che qualcuno sappia di che parlo quando parlo di etologia.

Si vede dalla comportamentale.

Poi non vogliamo citare il Cipolla?

Preso un numero n grande a piacere il numero di cretini che incontrerete sarà sempre maggior di n.

Incrociate etologia e cretineria e otterrete la civiltà degli imbecilli.

Dal latino imbecillis variante del più comune imbecillus, che vuol dire debole fisicamente.

O mentalmente.

Chi, per difetto naturale o per età o per malattia è menomato nelle facoltà mentali e psichiche.

Per estensione in etologia d’animali domestici si intende specie debole, spesso bastarda, morfologicamente della fattispecie fenotipica più del topo che del cane.

Se è vero come è vero che tale cane tale padrone, fate voi le deduzioni genotipiche.

Il punto è che il padrone del topocane si sente spesso in diritto di arrogarsi diritti che non ha.

E’ frequente infatti l’utilizzo strumentale della cristallina fragile debolezza del topocane per pretendere attenzioni cui non ha diritto.

O meglio, il povero topocane non ha nemmeno colpe particolari.

Salvo la fragile dimensione.

Ma la causa della sua diffusione è la recente deriva sociologica che porta l’umano a occuparsi di topocani ritenuti più gestibili perché piccoli.

E’ la psicosociologia del giocattolo.

E allora comperatevi un peluche, e non un topo.

Si, perché il vostro topocane limita la mia altrui libertà.

All’arrivo di un cane topico, quello è costretto ad allontanarsi.

Invece che sfogare la sua ignara gioiosa caninità

Per evitare presunti danni alla sottospecie topica.

Allora la prossima volta adottate un cane, e speriamo che non lo comperiate di razza tanto per avere un giocattolo in più.

Ma soprattutto adottate un cane atopico.

Di modo che eviti di rompermi i cugghiuni, quando mi sento dire che una normale taglia media di comprovata bontà è troppo vivace per giocare col vostro topocane.

La tolleranza non è questione di stazza.

Ma certe volte per difenderla bisogna impugnare la magnum di razza.

O anzi, nel caso del topocane, è sufficiente una stazzina ventidue.

Sempre metaforicamente parlando.

Che poi a conclusione della indebita appropriazione della libertà altrui, c’è gente che il topo cane lo porta nell’apposito recinto pieno di pustole pussose.

Fottendosene di contagi potenziali,

Come se non potesse esistere un covid canile.

E già ignoranti dimentichi del vaiolo vaccino.

Ma che ne sanno loro.

Hanno comperato il topeluscio.

Manco lo immaginano quante malattie ci sono al mondo.

Confido quindi nell’avvento della sindrome del topocane.

Demìa ad esso dedicata.

Così risparmio anche le ventidue.

Metaforicamente parlando.

 

Kalimmnudda ipsum dixit

Bang bang

lunedì 18 settembre 2023

2023 09 18 - La civiltà delle amebe

 2023 09 18 - La civiltà delle amebe

 

C’è questo fatto.

Si dice che si deve essere grati.

Roba tipo che essere a questo mondo è una benedizione.

Secondo me sono derive religiose.

Con la loro forza di coesione.

Oppio dei popoli una sega.

O meglio, con il doppio senso.

Non è questione di obnubilare.

Ma di socializzare e sublimare una qualche forma di orrore di vivere.

Non so nemmeno se sublimare è giusto.

Ma rende l’idea e tanto ci basta.

Allora ci insegnano ad essere grati.

E noi ci gratifichiamo di più o meno piccole cose.

Tutte piccole se rapportate alla meraviglia di una creazione.

Ma la domanda è importante.

Almeno così dicono i relativi.

Essenza di libero arbitrio.

Ma a voi chi vi ha autorizzato a mettermi al mondo?

Ammettiamo pure che ci concentriamo sugli sprazzi di bellezza.

Chi vi ha autorizzato ad espormi agli sprazzi di orrori e di dolori?

Io mica c’ero mentre voi coitavate.

E quindi mi chiedo; il libero arbitrio quando nasce?

Quando è che mi posso definire libero abbastanza da potere autodeterminarmi.

Così ripenso alla teoria del terrorismo preventivo.

Pensate che bello se si potesse mettere un preservativo durante l’atto riproduttivo di una famiglia Hitler.

Ma non solo.

Pensate se a uno venisse proposto un campionario di bellezze e di bruttezze.

E solo dopo, quello potesse decidere se venire al mondo o no.

Oggi io mi sento come un’ameba.

Priva di coscienza, dicono.

Eppure beata nella sua beata ignoranza.

Forse sarà così finché scopriranno che la coscienza è l’essenza dell’universo.

E in quanto tale presente anche nell’ameba.

Una mente frattale minimale.

Io per esempio ne sarei anche stato grato.

Sempre perché non l'ho chiesto io.

Ci sono persone fortunate.

Anime positive.

Eteree leggere presenze.

E poi ci sono le anime nere.

Quelle che vedono più che altro il male, l’oscuro.

E sono obbligate a cercare di aggiustare.

Dunque, io non l’ho chiesto.

Ma questo non impedisce di colorarmi l’anima di nero.

Al massimo un nero focato come i garretti di certi campioni di cani o di cavalli.

Così, tanto per una immagine estemporanea.

Ma rimanendo nel mondo animale, vorrei non essere trattato da ameba.

Un paio di botte e via al grande circo della riproduzione.

A mia insaputa.

Che mi costringe.

Uscito con l’anima da uomo della demolizione.

Smontatore.

Eppure poi socializzato alla meraviglia.

Ma che cazzo di scherzo del destino.

Malandrino.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Omar Hakim - Demolition man

 

Ndr. 1 ora e 28 e 10 del full concert movie.

Beccatevelo pure tutto.

E’ bellezza assoluta.

 

 

 

 

mercoledì 13 settembre 2023

2023 09 13 – La lunga strada delle crisi di nervi

2023 09 13 – La lunga strada delle crisi di nervi

 

Va tutto bene.

Così sembra.

Mentre la mente lavora.

Chissà cosa produce.

Poi arriva.

E’ solo un’altra crisi di nervi.

Cantavano menestrelli.

Just another nervous wreck.

Inizia con un’aura di nero.

Il lugubre vagito.

Senza manco un motivo.

Così sembra.

Poi ti metti a scavare.

Trovi pensieri.

Ognuno i suoi.

Monta la tristezza.

L’ansia si fa brezza.

Fino al panico traditore.

Quello che ti taglia il respiro.

Ci metti del tuo.

Mentre aspetti uno squillo di telefono che non arriva mai.

La crisi di nervi diventa panico.

Ti spezza il respiro.

Solo una consolazione.

Scapperanno tutti a ripararsi.

Quando scopriranno che tutti hanno una crisi di nervi.

La follia e’ collettiva.

E’ il mondo che è impazzito.

A volte negli sprazzi.

Assorbi la pazzia collettiva.

La smisti nei canali della neurosfera.

E ci hai messo del tuo.

Certamente.

Ma la mente non sbaglia.

Ti chiede il suo vaglia.

Dai e ridai subbolle di guai.

Devi reagire.

Dicono.

E allora prendi la lunga strada per tornare a casa.

Nella casa del tuo se’.

Take the long way home.

Ma rotto l’equilibrio la strada e’ più lunga.

E in salita.

A scendere negli inferi e’ più facile.

Per forza.

Scendere e’ in discesa.

E poi ci hai messo del tuo.

Ora devi sparire dai radar dei flussi cosmici.

Ci vorrà un ritiro.

Forse era la causa prima.

Pace per la mente.

Pace veramente.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Just another nervous wreck.

Take the long way home.

 

Ndr : capolavori di testi e più, del primo disco al mondo a vendere più di un milione di copie.


sabato 2 settembre 2023

2023 09 02 – Tentativo schizoaffettivo

 2023 09 02 – Tentativo schizoaffettivo

 

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Tentativo

 

Tentativo.

L’azione e il fatto di tentare.

Cioè quanto si prova, si sperimenta, si mette in atto per riuscire in un intento.

Dice il saggio che la vita è un grande fluire di fiume.

Ma quando mai.

Piuttosto una susseguenza di pozzanghere.

E noi dobbiamo tentare di saltare da una all’altra.

Si vive di tentativi.

Di intermittenza di risultati.

Mentre cerchiamo il filo conduttore.

Sia logico che naturalia

Questo fatto del tentativo è connaturato.

Non solo la moderna scienza procede per tentativi.

Ipotesi e confutazioni.

In un continuo susseguirsi di tesi e verifiche.

Ma addirittura il tentativo è quel principio che fa si che l’ordine emerga dal caos.

Per essere precisi, ai margini del caos.

E per tentativi.

Ove il rimestìo dell’apparenza del caos produce l’effetto di emergenza dell’ordine.

Nel senso che dai e dai, tenta e ritenta, il sistema trova il modo di assemblarsi in maniera ordinata.

Uno stormo di storni riesce a volare in gruppo senza sbattersi a vicenda grazie a una reiterata serie di micro tentativi di aggiustamenti di rotta.

Basati su poche dinamiche dominanti.

Se stringo al centro sbatto, se esco dallo stormo sono preda.

Ergo, devo stare nel giusto mezzo.

Strattonato dalle leggi della complessità.

Troppo vicini, mi allontano, troppo alti, mi abbasso e così via,

E’ un po’ come imparare il giuoco della palla.

Bisogna tentare, tentare, tentare.

E dopo tanto esercizio si riesce a prendere la palla addirittura due o tre volte.

Bisogna provare, provare, provare.

Ci vuole tenacia, insomma.

Quella di una precedente parola buona.

Così, giusto per tentare di mantenere il filo.

Era 2023 03 15 - Tenacia

Ci vuole la tenacia della luna.

E la luna bussò

E la luna provò.

E la luna tentò.

Ma ricordate di non cadere in tentazione.

Che non è propriamente tentativa.

E non smettere mai di tentare.

Alla fine non entrerete ad un party in piscina.

Ma potreste trovarvi tre generazioni di ugole da meraviglia.

In una location mirabolante.

Davvero tentativa.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

E la luna tentò, dove è un lusso la fortuna

 

giovedì 31 agosto 2023

2023 08 31 – Liberté d’abaya

 2023 08 31 – Liberté d’abaya

 

La notizia.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/08/28/francia-vietata-a-scuola-la-abaya-a-studentesse-musulmane_e8db5510-6bd4-46c6-afa2-4f338dd32f21.html

Ecco che anche in Francia mi spuntano i fascisti.

Deve essere una malattia contagiosa.

E lo è davvero, ci scommetto qualche trattato di sociologia.

Probabilmente legata all’ingiustizia sociale.

Comunque, nelle scuole di banlieue, le ragazzine si presentano con l'abito lungo e largo che copre tutto il corpo fino ai piedi e la testa avvolta nel velo, che scostano soltanto all'ultimo momento entrando nel cancello della scuola.

"Siamo sempre stati chiari: la scuola è il tempio della laicità”, dicono certi istituzionali.

Occhio fascisti d’oltralpe che messa così dogmatica pare proprio una religione.

La religione della laicità.

E’ interessante il costante riferimento alle Banlieues, per un briciolo di rispetto con la B maiuscola.

Nell’accezione  che fa riferimento al senso di esclusione che la periferia evoca rispetto al centro cittadino e fa quindi risalire l'origine del termine "alla messa al bando", lontano dalla città, degli individui più poveri e ritenuti più pericolosi, in questo caso i mussulmani.

Non è un problema se la metto in centro a Parigi, dunque.

Perché in tal caso se vado al Ritz è probabile che io sia parente di uno sceicco.

E’ un problema se la metto dove possa montare l’odio per sperequazione.

Quindi, mi sento di azzardare che il problema non è l’abaya.

Quanto piuttosto le banlieue.

E l’odio che si portano dentro.

Chi non lo ha fatto, lo guardi il vecchio film, l’Odio.

Cadendo dal 50esimo piano, fino a qui tutto bene.

Il problema non è la caduta, il problema è l’atterraggio.

«Fino a qui tutto bene…», mi sembra una giusta metafora.

Io tanti anni fa qualche giornata di banlieue l’avevo passata.

Non so dire quanto fosse una “cattiva”.

Ci andavo a dormire a casa di amici, circondato di mussulmani di certo non sceicchi.

Non senza qualche timore pregiudiziale.

E invece non mi è mai successo niente.

Ma chissà come sarebbe oggi.

Bisogna fare attenzione alle derive.

Sono correnti lente.

Per quello capisco bene la paura dei fasisti transalpini.

Sono anche in terra dai geni rivoluzionari.

Ma credimi, la Tour Eiffel è ruggine, e la cultura è fragile, c'è fumo nero nel cielo.

Guardami, viviamo nell'immagine,  ma poi restiamo al margine. 

Credimi, il fanatismo è illogico, non è un fatto di cellule, la fede fa paura.

Questi periodi erano inarrivabili strofe della canzone al link finale.

Comunque alla fine del mio sproloquio, ho immaginato un dialogo.

Il dialogo tra il fasista e il matto.

Che ne pensi della proibizione dell’abaya?

Giusto. E’ un paese laico.

Non so non sono sicuro. Si, ma e la libertè? Quella fondante del detto di Francia libertè egalitè fraternitè?

Eh no, perché se io non posso mettere la croce in aula per esempio o manifestare la mia religione perché loro si?

Infatti io metterei tutte le croci e lascerei tutti liberi di esprimersi. Ma io sono il matto….per un mondo perfetto futuro, che costruirete voi giovani liberi di ogni colore, razza, religione e tutto il resto.

La liberté non è imagine no religion.

Quanto piuttosto imagine all religions.

E poi fareste meglio ad abituarvi.

I mussulmani sono 2 o 3 miliardi.

La più giovane e oramai popolosa religione monoteista.

A volte integralista.

Esattamente come eravamo noi qualche secolo fa.

Rispetto, ci vuole.

Ed evolutiva inclusione.

Senza, io vedo fumo nero nel cielo.

Altro che veste nera.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Fumo nero

 

martedì 29 agosto 2023

2023 08 29 - C’era una volta in Italia la Sip

 2023 08 29 - C’era una volta in Italia la Sip

 

C’era una volta in Italia la Sip.

Glorioso gioiellino delle telecomunicazioni nazionali.

Nato nel secolo prima di questo.

Che nei decenni si evolvette anticipando e rincorrendo l’innovazione tecnologica.

Storia istituzionale utile, importante e gloriosa.

Fatta di cabine e gettoni.

Con i suoi telefoni a disco dal tipico colore grigio topo.

Era di proprietà di tutti gli italiani.

Dello Stato.

Erogava un servizio pubblico.

Staccava bollette i cui incassi giravano in Italia.

Con gli incassi dava lavoro a migliaia di persone.

C’erano addirittura i pandisti.

Quelli che giravano a fare manutenzione alla rete con le Panda.

Altro simbolo di Italia scippata.

Fino a che qualcuno se ne accorse.

Che era una miniera d’oro.

Capitò nell’era delle privatizzazioni.

E fu assaltata in varie rate da manipoli di ingordi privati.

Che infine si fecero prestare miliardi con cui comperarsela.

I soldi non li avevano nemmeno, certi pezzenti.

Per ciò se li fecero prestare a debito foresto.

I debiti li ripagavano con gli stessi incassi che faceva la Sip.

Frattanto divenuta la Telecom Italia, più chic.

Con le bollette, dicevamo.

La caricarono di debiti dunque.

Tanto li reggeva, così si dice nel mondo della finansa.

E la Sip navigò oltreconfini.

Ad onore del vero bisogna essere onesti.

E ricordare che quei manipoli coraggiosi non erano nemmeno fascisti.

Quanto piuttosto dell’altra sponda.

Almeno nominalmente.

Così oggi i poveri fascisti fanno tenerezza.

Quando dichiarano che il centrodestra ha sempre auspicato e sostenuto di assumere il controllo strategico della rete di telecomunicazioni e salvaguardare i posti di lavoro.

E adesso tutti d’un pezzo lo fanno, dicono.

Se solo si capisse qualcosa, a partire da cicazz’è Kkr.

Ma voilà, eccolo qua Kkr.

Il Dpcm rende operativo il memorandum d'intesa firmato il 10 agosto tra il ministero dell'Economia e il fondo americano Kkr per presentare un'offerta vincolante al consiglio di amministrazione di Tim per rilevare fino al 20% della Netco, società della rete fissa.

E poi, però, la partecipazione del Mef alla Netco di Tim "sarà di minoranza per un importo massimo di 2 miliardo e 200 milioni", ha specificato Giorgetti.

Assumiamo il controllo strategico della rete dice la Signora Presidente.

Ma no, Signora Presidente.

Se è di minoranza, e per massimi 2,2 miliardi, non può essere controllo strategico.

Mica decidiamo noi che cosa farci.

Eppoi quanto vale davvero questa benedetta rete?

Quanta me ne compero con i 2,2 miliardi?

Non la potete mica rifare da zero.

Ergo non ha prezzo.

E’ per quello che doveva restare nostrana.

E non uscirla dallo Stato a suon di debiti.

E probabili padri di tutte le tangenti.

Che vissero felici e contenti.

Loro.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

C'era una volta in America

lunedì 28 agosto 2023

2023 08 28 – La coloniale geotrama fascista

 2023 08 28 – La coloniale geotrama fascista

 

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/08/28/la-ministra-degli-esteri-libica-sospesa-per-aver-incontrato-lomologo-israeliano_58b7d6cf-d881-4a66-84e8-e085624cf311.html

 

L’occidente vuole colonizzare il mondo.

Così proclamò Putin.

Mentre noi piccini picciò come dei giovani balilli ci lanciamo finalmente alla conquista del mare nostro.

Era ora.

E con quanta volontà di potenza.

E l’Italia giocava alle carte, cantava Gaber ne la presa del potere.

Ma quando mai.

L’Italia fascista domina il Mediterraneo.

Oddio.

Domina.

Per ora abbiamo fatto un casino.

Quello che una volta sarebbe diventato un caso diplomatico di Stato.

Ora abbiamo ospitato a Roma due ministri degli esteri.

Nientepopodimeno che quello libico e quello israeliano, insieme.

Al Mangoush e Cohen si sarebbero visti a Roma.

Risultato : il primo ministro del governo di Tripoli ha sospeso a titolo precauzionale la ministra degli Esteri, Najla Al Mangoush, e l'ha denunciata per avviare indagini penali sul suo conto.

Praticamente quasi arrestata, o giù di li.

Tant'è che poi scappa in Turchia.

Mentre l’israeliano sembra tornato a casa da eroe, libero di visionarietà del mondo futuro pubblicamente esternata.

Ecco, se proprio volevamo darci lustro potevamo invitare anche un palestinese.

Allora si, che era una conferenza di pace con gli stracazzi sconfinanti.

Tanto era di nascosto.

Quella palestinese mi sembrava una questione importante, ma forse oramai obsoleta.

A quel punto ci mettevo anche la questione siriana, così Putin ci arrestava lui a tutti quanti di polonio.

E pure quella turca. 

Poi non ricordo più chi altro sta facendo casino nel mare nostro, già pieno di alici algerine.

Ah già, ci sono pure i franchi.

E’ che noi credevamo di orchestrare di nascosto, zitti zitti.

O almeno io l’avrei fatto zitto zitto.

Sarei andato a Lampedusa travestito da migrante così nessuno mi avrebbe riconosciuto nel marasma dell’hotspot.

Di sicuro non avevo nemmeno bisogno di mostrare documenti, non li ha nessun Wop.

Invece ci hanno beccato.

Mi sa che ci siamo dimenticati che quelli sono il paese di Gheddafi e di quelli del Mossad.

In entrambi i casi gente che sa tutto.

Comunque la cosa interessante non è tanto la nostra maldestrevolezza fascista.

E’ l’infittirsi di geotrame oramai sempre più ovunque, fino addirittura alla decadente Roma caput mundi.

Libia e Israele con tutti i loro retrostanti è solo un esempio, in questo pericoloso gioco di spostamenti di asse di rotazione terrestre.

Leggevo per lavoro di rinfocolarsi di tensioni tra Azerbaijan e Armenia.

Con tanto di monitoraggio europeo, ma in area di interesse russa.

A me viene da dire sticazzi.

Tutto di nuovo sul fronte occidentale.

Coloniale.

Ma forse è sempre stato così, solo che non ce lo dicevano.

Nel qual caso perché oggi ce lo fanno perlomeno capire?

E che ne so, io.

Chiedetelo ai fascisti.

Li avete votati voi, mica io.

Ma che confusione.

Confusione apparente, disegno imperante.

 

Kalimmudda ipsum dixit.

Agharta : confusione apparente, disegno imperante.

sabato 26 agosto 2023

2023 08 27– In culo il combattimento!

 2023 08 27– In culo il combattimento!


Post domenicale, una preghiera in pratica.

Noi siamo per il ripopolamento.

Oh.

Una buona notizia.

Chi va piano va lontano.

Bisognerebbe farci un giornale, una rivista, un sito, un nonsochecazzodimodernadiavoleria

Dove dare solo buone notizie.

Solo notizie che aprono il cuore.

Solo notizie dall’ordine naturale delle cose.

Da computare da parte di chi sia misura.

Per stimolare la contemplazione.

E provare vergogna per certa popolazione.

Ansa, video de fatica.

Cagliari.

Per ora non ancora algerina aggiungo io.

Entro le 12 miglia dalla costa e’ roba nostra.

Nuova schiusa di uova di Caretta Caretta.

Settanta esemplari hanno preso la via del mare dalla spiaggia del Poetto.

Ma sai che culo si deve fare una Caretta  Caretta per arrivare a mare.

Non e’ mica come salire su un F16 a mach qualcosa e schisciare un butùn che lancia un missile.

La Caretta Caretta e’ già sopravvissuta prima della schiusa.

Protetta dalla branca dell’esercito della guardia forestale dedita a qualcosa di utile.

Ed e’ bastato un aiutino sorvegliatore e quelle si sono messe a fare il loro mestiere.

Il ripopolamento.

Sono settanta.

Un piccolo esercito.

Pure in naturale guscio mimetico.

Alla carica verso il mare.

Che miracolosamente sanno dove sta.

E che quando lo sentono accelerano pure.

Certo, non e’uno spettacolo di agilità.

Quanto di tenacia però. 

Che e’ pure meglio vi dirò.

E poi agili lo diventeranno nel loro secondo elemento divenuto primo.

Dove per grazia ricevuta qualcuna sopravviverà.

E allora mi viene in mente la leggenda del pianista sull’oceano.

Nick Novecento suona sul piano a coda in balìa delle onde volteggiando nel salone ondeggiante.

Quando arriva l’autorità costituita a rimarcare al pubertoso Nick che quello era contro il regolamento.

E Nick risponde solenne: in culo il regolamento!

Ecco.

Questo diciamo.

In culo il combattimento!

Che si girino gli eserciti.

E che la guerra poi adesso cominciamo a farla noi.

Piano piano.

Sotto protezione degli eserciti convertiti.

A far qualcosa di utile.

A cominciare da salvare le carrette carrette del mare.

Obsoleti ricordi pur sempre affogati.

A volte spiaggiati.

Un altro mondo e’ possibile.

Come dice bricula.

Che sarebbe quel bric di lula, aiutino valà.

Eh, e dillo a me che e’ una vita che lo dico.

 

Kalimmudda ipsum dixit

La marea può girare : pensate cosa può fare un umano umano.

 

 

 


 

venerdì 25 agosto 2023

2023 08 24 – Il Neurostandard ad acqua e pane

2023 08 24 – Il Neurostandard ad acqua e pane


Neurostandard come il gold standard, e poi il dollar standard, quello svincolato dalle riserve in oro.

Dollari stampati a strafottere, senza sottostante nulla di reale.

Carta su carta.

Una massa monetaria infinitamente più grande di quella dell'economia reale.

Più grande di ordini di grandezza e tutta offshore, fuori dal controllo degli Stati.

Quella dei profitti inconsulti.

Che qualcuno tanto se li deve comperare, tutti 'sti dollari, o arriva un F16 vagante.

Ma atteniamoci ai fatti.

Questione di geoistanti e arriva la controprova.

Il dollaro tutta questa voglia di essere pensionato non ce l’ha.

E’ passata qualche ora dall’annuncio dell’inclusione nei Bric e l' Argentina ottiene la dichiarazione che riceverà 7,5 miliardi dal Fondo Monetario.

Per non andare in default col suo debito nocciolina da una 50ina di miliardi.

Ci sono ordini di grandezza indicativi, e non sono quelli grandi, ma quelli piccoli.

Quando un sistema fatica a piazzare o trovare frazioni infinitesimali del suo valore, allora il sistema è saturo, in equilibrio instabilmente precario.

Basta un evento marginale e l'equilibrio si rompe.

In ogni caso due sono i casi.

O ha ragione Putin, e tanta solerzia dimostra l’intento colonialista dell’occidente con la sua estorta erogazione di noccioline.

O, ipotesi più suadente, l’occidente si è fottuto di paura, mostrata senza nemmeno troppo ritegno.

Che serva un nuovo ordine mondiale in effetti non mi pare una brutta constatazione.

Che venga dai Bric vai a sapere.

Vediamoli all’opera.

Di fondo sono comunisti, e meritano fiducia per diritto.

Fatto salvo qualche dubbio di sceiccato petrodollarizzato, ma per i quali rinvio al film più sotto.

Ricordiamo però che serve sempre una riserva, come quelle dei russi scappate a Dubai in tutta fretta al ventilare delle sanzioni.

Voglio dire che nessuno è perfetto, ma la grana serve sempre.

Soprattutto se dovessi mai immaginare una valuta nuova, pregna di economia reale e di investimenti in senso allargato.

Coma sarà questo nuovo bric standard non so nemmeno se se lo sanno immaginare loro.

Però immaginate voi qualcosa legato ad economie reali, ambiente, riserve di beni di vera utilità per la popolazione e non so che.

Popoli, culture, acque, aria, terre, minerali, cibo, opere.

In sintesi acqua e pane.

Se riguardate il paniere dei nomi dei paesi balza all’occhio che poveri non sono poveri.

Una volta forse, ma non più.

Ecco allora una nuova valuta non fondata solo sulla carta della incredibile credibilità

Ma come deve essere una nuova valuta?

E che ne so io.

Io economia l’ho studiata.

Mica vuol dire che l’ho capita.

Anche se un Cybratto, cyber baratto, in effetti lo avevo concepito, e lo trovate sintetizzato qua:

https://cloeconomie.blogspot.com/search?q=Cybratto

Ma allora arriviamo al punto.

Almeno a un punto.

Lanciato nuovo allarme acqua.

Tre miliardi di umani a secco entro 30 anni, o giù di li.

Questa è la più grande bufala tra le culture del terrore.

Il mondo è pieno di acqua, basta togliere il sale.

E portarla dove il faut, come avevano capito già i romani.

Un mio cuggino voleva irrigare il Sahara per ortificarlo.

Ma ci vuole una visione.

Anzi meglio, ci vuole la grandeur di pensiero.

La grandeur delle grandi opere, grandi davvero.

E forse i bric quella cultura ce l’hanno.

Poi volete sapere come i sogni si trasformano in realtà?

Guardatevi un capolavoro : https://it.wikipedia.org/wiki/Il_pescatore_di_sogni

Allora dobbiamo sacrificare il presunto benessere del nostro consumanesimo per un ideale?

Ne sarà valsa la pena, senza piagnistei.

Ricordate la dignità del dottor Zivago quando torna e trova casa occupata.

Una valuta intelligente.

Che finanzi le priorità.

Magari in crowd funding, incrociato dal Cybratto col social lending.

Acqua e pane.

E come si chiamerà tanta manna dal cielo?

Ma ça va sans dire.

La nuova valuta sarà un’evoluzione.

Come tutto.

Sarà il Neuro.

Pieno di amore.

E di pensiero.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Acqua e sale. Una canzone d'amore di due di grandeur