domenica 15 ottobre 2023

2023 10 15 – Spacciato meretricio di Stato

 2023 10 15 – Spacciato meretricio di Stato

 NDR : Le parolacce nella parte finale e non solo non sono ovviamente riferite al premier ma sono generiche imprecazioni ad uso letterario. Mi scuso inoltre per possibili offese del tutto involontarie ad altri terzi e categorie.

Lucidi, please.

Certo che ‘sto blog è pure una bella rottura di cugghiuni.

Bisogna stare e spulciare notizie e riportarne considerazioni.

Ed è un mestiere continuo.

In una stagione complessa da capire prima ancora che da gestire.

Meno male che non ne devo trarre decisioni che sarebbero difficili.

E che ci deve pensare qualcun altro.

La nostra premierina in primis.

Orgogliosa nel prenderle con il cuore amando la nazione.

Fateci attenzione al lessico politico.

Sottende il logos che poi diventa tattico.

Così leggo che "Non è stato un anno facile anche di tenuta fisica, e lo ha proprio detto in una sorta di outing che non mi sembrava solo mediatico. Sono tornata stamattina alle sei, abbiamo fatto qualcosa come 23 ore di aereo, non è facile ma quando si sa che si fa rappresentando qualcuno e viene compreso, questo dà tutta l'energia del mondo".

Insomma sembra proprio che ci creda, materna e umana contro tutti.

E con tutto il poco rigido logos che può permettersi di portarsi dietro.

E le poche risorse che non vanno sperperate, da brava madre di famiglia.

In tutto questo arriva la vicenda appellativa, brillantemente conclusa in maniera istituzionale, ma prima ancora con un semplice video personalmente girato.

La premierina si sa difendere da sola, è il logos pensiero che ne emerge.

E se io fossi lei mi direi orgogliosa anche un si, prova a prendermi e vedi quanto divento puttana.

La mi perdoni, una volta mi hanno persino detto che a scrivere sembravo Pasolini.

Ma che sia una puttana mi pare anche proprio poco probabile, e segno di semplice ignoranza certo da condannare e pure espiare, avendo ventitreine ore di aerei da prendere.

Poi metteteci tutte le considerazioni che volete ma io volevo dire una semplice cosa diversa.

Anzi due.

Forse tre.

(Ve l’ho detto che questa storia di bloggare facendo il controllore di misura diventa una droga che richiede anche momenti di disintossicazione, pena anche una certa confusione numerica).

Ecco le 3 cose, quindi, che però sono cristalline come un lago senza fango.

La prima è di educazione civica. Ma che credete che il senso dello Stato nasca sugli alberi? E poi credete che governare un paese, sia cosa facile? Avete mai provato a vedere i conti dello Stato? Io si, e il mio “Viaggio in alcuni conti di sistema; partire con i migranti approdare off-shore” è ancora on line free per senso del dovere che mi riempie di orgoglio di Stato.

La seconda e la terza cosa ve le faccio semplicissime.

Droga, spaccio e meretricio.

Tutte collegate nella deriva morale della civiltà dei consumi.

Guarda che mi tocca dire, io vecchio puttaniere cocainomane.

Comunque il concetto è contante abolito e sommerso riemerso.

E così spacciato, tutto è diventato grano da meretricio di Stato.

Che vi ricordo valere qualche centinaio di miliardi ogni anno.

I quali vanno tutti a finire in riciclaggio per lo più off-shore.

Che mi fa sempre incazzare, porca puttana e pure la troia.

Che basterebbe tirarseli dentro.

Ma stavolta confiscati pure con la forza.

Non gentilmente invitati ad essere condonati.

E fine dei problemi di cassa.

Anzi, ricchezza a bizzeffe.

Fascismo nazional popolare?

Si, alla bianco, rosso e verdone.

A Panama.

Ebbene si.

Puttana maiala.

Facile facile.

O fucìle fucìle.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Gli spari sopra, puttana maiala

 

 

sabato 14 ottobre 2023

2023 10 13 -Apologia della premierina fasista

2023 10 13 -Apologia della premierina fasista

 

Ma l’apologia è una cosa bella oppure una cosa malsana?

Dipenderà forse dall’oggetto.

La prima intenzione che ci viene in mente vorrebbe dire magnificare operato o ideologia o parti di esse.

Ma specificatamente riferibili ad un contesto storico particolare.

Ovviamente, l’odiato fasismo.

E infatti lo dice pure la Costituzione che costituisce in particolare apologia del fascismo (art. 4) la propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità proprie del partito fascista.

Curiosamente però, a me viene da trarre spunto da recenti eventi.

Che uno potrebbe anche confondere di colonialismi da banane.

Ma invece no.

E ci troviamo una premierina ideologa proprio niente male.

Che dichiara cose sacrosante anche evocando spiriti benigni oramai non più in grado di volare.

Ma di sicuro presenti tra gli spiriti africani.

E pensa un po’ cosa ho udito sull’illeggibile nuova Ansa.

Politica.

Naviga, che sembra un imperativo per pubblicizzarci di più.

Meloni.

L’Africa non si aiuta con la carità ma con la collaborazione.

Il piano Mattei va scritto insieme.

La premier al presidente del Mozambico: 'Vogliamo un approccio nuovo.

Ed eccolo il fasista piano della premierina.

Si chiama nientepopodimeno che Piano Mattei.

Evocando così lo spirito dell’idrocarburo sostenibile.

Pur in memoria di eventi tragici che un altro premierino maschietto si sarebbe detto “mi me caghi ‘doss”.

Mentre la nostra fasistina sembra proprio volere fare quello che ha detto, o che serve, dall’ alto dei suoi 163 centimetri di aggradevole femminilità.

Guardate che premierina è detta tale in maniera affettuosa e premurosa.

Visto che tra afriche e guerre, la si trova mica in posizione tanto sicura.

Io infatti questa premierina la inizio ad apprezzare sempre più.

E’ intelligente,

è elegante,

è determinata,

è diretta,

è domatrice di testosterone.

Che tra fascisti è un bel problema.

E poi a me produce certi turbamenti.

Tipo da calza di seta sull’abat jour, canterebbe un sinistrorso Fossati.

E’ un tipo così.

Mica un micio micio bau bau

Una tigressa in missione.

Capace di presentarsi mingherlina tra orde di maschi colorati e farsi rispettare.

Allora finché dura ne approfitterei.

Adesso siamo tutti fratelli black bros.

Domani non so.

In che spazio ci infiliamo?

Dove resta spazio per l’italietta dei fasisti solo accennati?

Allora con l’occasione lancerei la nostra pantera alla gentile riconquista dell’isola di pietra, di roccia, di vento e pure di cardi.

La Sardegna.

Per piacere nostra piccola grande premierina, ci facciamo ridare Cagliari da quei simpatici algerini dodeca migliari?

Che quatti quatti ce li abbiamo in casa e spesso russano pure.

A me in particolare è molto cara la raffineria.

Perché frutto di tanto lavoro del mio papà e del suo storico padrùn.

Cioè.

Io col petrolio ci vado purtroppo d’accordo per questioni familiari.

E non vorrei dovere scrivere a partire dalla destra.

Che mi sembra sempre attitudine fasista.

Insomma: premierina sexy.

E chi l’avrebbe mai detto di diventare fasista per femmineo fascinamento.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Patapatissima

Cum opera prima di Pace A 4 mani.

Pata pata, che pare proprio equivalga al nostro coloniale tuca tuca.

Che meraviglie di famiglie e generazioni

Imperdibile video.


venerdì 13 ottobre 2023

2023 10 13 –Intelligenza contro artifizio 200 a 0

2023 10 13 – Intelligenza contro artifizio 200 a 0

 

Meraviglia.

Evvai.

200 sono miliardi, eh.

Artifizi sono i replicati genetici dell’atlante delle nuvole.

Mica roba tipo micio micio bau bau.

A noi piacciono le cose genuine.

8 miliardi alla 200 miliardi di genuinità.

Dell'umanità.

Geneticamente predestinata a condividere pensiero.

E universo.

Questa ve l’ho spiegata alla larga 3 ieri fa per la miliardesima volta.

https://cloeconomie.blogspot.com/2023/10/2023-10-1 - La civiltà dell'intelletto, tra l’altre cose.

Mo' se capisci va bene, se no ti fotti.

Non puoi sempre dirmi che tempo non ce ne è, io che tengo da vede’.

In pratica brillano 200 miliardi di volt un uno o uno zero, in continuazione o in alternazione, da oggi fino a che campi, campi, campi.

Campi.

Ma che ne sai tu di un campo.

Se pensi al grano.

Non era l’eco.

Sono tante, sono quanti, sono quante le stelle galattiche o le galassie stellari.

Della mente universale.

A far cus’è?

E che ne so, io.

Non sono mica un neuroscensato.

Credo però fermamente che c’entrino questioni da fiat e pure da lux.

Ma ecco che il centravanti cremasco avanza e  un'immagine di schema mi risveglia los neurones de la hambre.

Chissà mappato dove e come.

Immagine a suppostona.

E' la forma della piramide dell’intelletto.

Il mezzo salame cremasco cappottato sul piano.

Quello della civiltà dell’intelletto fatta di massose alterazioni gravitonali che risuonano di slurp e gnam nello splendore dell’infinito.

Eddai che avete capito.

La forma della coscienza e incoscienza  collettiva della civiltà dell’intelletto, è a forma di singola rondamide.

Piramide tondeggiante in sezione latitudinale.

Con le cose fondanti al fondamento apicale inverso.

Cioè, l'intelletto sta in equilibrio rotazionale come una trottola di neurosfera, fino a un attimo prima della fatale precessione.

Poi la rotazione va riavviata facendo leva sul verbo giusto.

Ma adesso sappiamo dove stanno gli schemi neuronali.

Per ravvivarla, la rotazione semantica.

E giusta.

E poi metterla in un centro di gravità per la mente.

Che la mente umana la scarichi, in campo.

Forse oltre.

Ipeurani ed archetipi.

Capite?

Di che sostanza sono?

Istess?

E dove sta mappato?

Sono quelle cose che eserciti di psicologi e pure filosofi potevano solo intuire.

Arrovellandosi nei marosi di infinite psicopippe pure un po’ rompicugghiuni.

E possiamo anche indurre comportamenti, come con la risonanza magnetica.

Eh, si.

Non la sapevate questa, invece rientrava nel portale wikipedia “armi del futuro”.

Pensa un po’.

Ma va caghèr.

A meno di mandarli tutti in processione, sotto minaccia di precessione, a fare la carità.

Al mantra della redistribuzione.

Io lo docevo.

Proprio anche 3 ieri fa.

Ma mica mi aspettavo la velocità di risposta del fotone e gravitone.

E invece adesso guarda un po' la neurosfera che ti combina,

Mappate le quasi 200 miliardi di cellule del cervello umano

Qua mi vi risparmio pure qualche miliardo extra.

E pure troppa informazione.

Ma vi dico che c’è buona probabilità che la mappa sia il territorio.

Questioni di schemi di menti.

Manca solo un po’ di genetica, qualche palafitta di scienza delle mutazioni a emergenti caotici tentoni.

Che più timida, se ne sta ancora nascosta nel suo primigenio radiante qbit.

E ci ritroveremo tutti in connessione empatica.

Si, evvai, proprio chella là.

Quella che docevo io, me lo ripeto e mi imbrodo.

Perché la notizia è troppo figa.

Eppoi provateci voi a schisciare un semiconduttore, o altro ore.

Fino a fare stare dentro a una polpetta 200 miliardi di neurozoi viventi

Provateci, ma solo fatti di stronzio.

Ve lo disi me.

Non ghe stan minga.

O alla meglio si, ma come gli elefanti nella 500.

Stretti.

Troppo stretti per riuscire a criotenerli.

E quella artifiziale é artificiale che ha bisogno di freddo, ma tanto freddo.

Non è mica progettata per l'ordine.

Naturalia.

 

Kalimmudda ipsum dicet, e da quanto lo dicet.

Sogni Grandiosi

Questo è un duello devo salvare la testa perché dentro ci ho il cervello

 

giovedì 12 ottobre 2023

2023 10 12 – Una open net di free kibbutz

 2023 10 12 –  Ma non è che bastava una open net di free kibbutz.

Attenzione.

Io ogni volta che qualcuno parla di questioni di Palestina o Israele, mi trovo sconcertato dalla facilità con cui gli argomenti vengono trattati.

E spesso “archiviati”.

Pesa un macigno di memoria che non oso nemmeno nominare.

Ed un mondiale senso di colpa che pone Israele in una sorta di stato di legittimazione più o meno conscia. 

Che poi diventa giustificazione ad ulteriori nefandezze.

Credo però sia un dato acclarato quello che quel macigno esiste.

E nessuno sembra potere o volere realmente aprire la porta della rimozione.

Sigillata alla meno peggio in quanto non sigillabile.

E sempre ammesso che sia possibile e utile poterla o volerla aprire.

Ma io mi permetto di credere di si.

In realtà qualcuno altro che la porta della psicanalisi sociale di massa la farebbe aprire volentieri, c’è.

Sono i palestinesi.

Segregati, massacrati, deportati, occupati e infine proprio incazzati.

Prevedibile, direi.

Ma non cadete in tentazione di paragoni azzardati.

L’olocausto è uno.

Così però mi chiedo se nei decenni non si sia persa una grande occasione.

Una qualche forma di esperimento sociale.

Non so bene.

Ma di convivenza civile e pacifica.

Utile da trovare per tutto il mondo polveriera.

Una qualche replica di un modello cellulare e territoriale a dir poco affascinante che è quello dei Kibbutz.

https://it.wikipedia.org/wiki/Kibbutz  

Certo, il modello è più facile da digerire se non te lo applico sui tuoi terreni, e badate bene che nel mio lessico non parlo nemmeno di territori.

Così evito forse anche di dovere armare ogni israeliano come se fosse un rambo.

Ma adesso il problema è fermare le schegge impazzite.

E poi il problema della proprietà era strutturalmente accantonato con una magnifica proprietà collettiva.

Si dovrebbe forse pensare a qualche alternativa sociale al modello classico di uno stato centrale armato fino ai denti a guardia di altri interessi geopolitici.

Ma alla fine cosa sono queste “comuni”?

Recita Wikipedia

Comunità agricole a gestione collettiva.

Sorte in Palestina a opera del movimento sionista a partire dal 1909-10 e affermatesi poi nello Stato di Israele.

In senso più concreto, il terreno su cui ciascuna comunità è stanziata e l’insieme di beni e strutture che ne fanno parte e che sono proprietà collettiva dei suoi membri.

Il kibbutz è una forma associativa volontaria di lavoratori, basata su regole rigidamente egualitarie e sul concetto di proprietà collettiva.

A me piace pensarli come cellule.

Ma di un tessuto comune.

Mi raccomando.

Cellule ma senza riferimenti terroristi.

Mi sembra bello.

Possibile che non ci abbia pensato nessuno?

Ma forse oramai siamo solo nel regime della rabbia più cieca.

 

Kalimmudda ipsum dixit

La dedica musicale è questa.

Il silenzio del rispetto.

mercoledì 11 ottobre 2023

2023 10 17 – La civiltà della rivoluzione meridionale

2023 10 17 – La civiltà della rivoluzione meridionale

 

Forse per www.parolebuone.org. e forse su www.shareradio.it

 

Rivisitato. Nel frattempo io posto che batte in testa, come le auto


Civiltà. 

Meridione.

Si, il fatto che eravamo già ricchioni, certo.

Mentre un piemontese era ancora cavernicolo.

E vabbè, lasciamocelo pure.

Quando ero piccolo andavamo al Sud in villeggiatura, in macchina.

Ogni anno io mi preparavo alla frontiera.

Che immancabilmente arrivava in bagno di sudore quando si raggiungeva Eboli.

Un paio di svolte ed eccolo il profondo sud, rappresentante di tutti i sud del mondo.

In un mare di terra arsa e pietrisco caprino io da giovine inchiericato silloggiavo.

Papà, ma se Cristo è il figlio di Dio e Dio è onnipotente, quindi Cristo pure?

E allora perché si è fermato a deboli?

Questa è la vera domanda.

Chissenefrega del valore simbolico di un titolo di libro e di quattro ruderi.

Ma perché i già ricchi li ha fatti benestare e gli altri no?

Sarà mica che Dio è banchiere.

Ci hanno pure costruito l’etica protestante.

Per l’Islam invece uno sarebbe da punire perché il denaro non deve generare danaro.

Ma io ho imparato che il nord trova sempre il modo, e si fa sempre scippatore, lui.

Si, questo è il mondo migliore mai esistito.

Ma io non mi accontento e lo pretendo perfetto.

E allora la civiltà deve tornare meridionale.

Ma sarà la civiltà dell’intelletto.

Non quella del profitto.

Dove il pensiero di chiunque avrà la stessa utilità marginale di quello di chiunque altro.

8 miliardi di cervelli interconnessi che attaccano sinapsi in un continuo flusso di scambi ideativi.

Altro che intelligenza artificiale.

“Le” supercomputer.

Serve però la conoscenza omnipervasa, giammai indebitamente appropriata.

E naturalmente la diffusione dell’intelligenza, geneticamente evoluta e pronta da millenni.

Perché è la conoscenza che alimenta il libero arbitrio.

Ma è l’intelligenza che consente di elaborare le informazioni per scegliere cosa decidere.

Ogni conoscenza sarà naturalmente asservita al bene comune, che sarà noto a tutti e che pertanto non concepirà manipolazioni oligarchiche.

Quando tutto questo avverrà, saremo in una situazione di equilibrio iperdinamico ma perfetto, che potrà essere modificato da un chi chiunque.

In parole povere, chiunque potrà elaborare un pensiero nuovo che serva a fare meglio una cosa.

E tutti lo riconosceranno istantaneamente, senza alcun conflitto.

Un mondo senza armi, senza fame, senza malattie, senza povertà, e soprattutto senza il pensiero di danaro malato di oggi.

Dove l’unità di scambio sarà la nanoparticella elementare di pensiero.

Lo psicoquanto.

Non sarà uno scambio a uno a uno.

Sarà un continuum di energia omnidirezionale pulsante, che tenderà per sua natura a livellarsi alla velocità dell’istante.

Distribuita omogeneamente e istantaneamente come un fluido nei vasi comunicanti.

Il Neuro: la mia idea di unità di scambio, di misurazione, di moneta, di questo nuovo mondo autolivellante alla velocità della luce.

Un ∞ 2 ∞.

Illeggibile. 

Inconcepibile finora.

Uno psicobaratto istantaneamente infinito.

Ma prima, ed era ora, la rivoluzione.

Fuori la grana.

Anzi: escila terùn a soreta.

Esproprio meridionale.

Banche occupate, sportelli espropriati, moneta requisita.

Révoluciòn.

Il tempo è scaduto.

E a me mi girano i cugghiòn.

Indebiti appropriatori di regni e non solo, come quello della sparita banca delle due Sicilie.

Che oggi varrebbe 15.000 miliardi, pare.

Il debito nazionale.

Studiatavello allora questo Professore di Terroni qua sotto.

Di certo non è falso e cortese.

In un bello sciò.

Che al galoppo Mimmo bradò.

 

Kalimmudda ipsum dicit

Siamo meridionali – Lo spettacolo completo.

E la hit con il rit. Mo'

 

martedì 10 ottobre 2023

2023 10 03 – Denunciazione creativa

 2023 10 03 – Denunciazione creativa

 

Un passettin per volta, che qui c’è ne è di trippa per gatti al forno.

Iniziamo però da una denunciazione.

Nunziare, annunziare, riferire, con davanti un de.

Denunciaziòne, denunciaziòne

Eh, perché certe cose proprio no.

Ci sono cose che un minimo di umana dignità non può tollerare.

Ed è obbligatorio denunciare.

Pare che in alcune note istituzioni di ricerca terapeutica mediolanensi vengano condotti esperimenti in vivo su giovani esemplari di psichiatrologi in erba.

Siddetti anche erbologi.

O almeno da me compresi come giovani virgulti arbustivi della avventizia civiltà dell’intelletto.

Tale vocazione sacrificale risulta infine pregna di contenuti.

E vengono perciò sottoposti all’esperimenti.

E guarda un po’ che ci tocca vede’.

La barbarie infatti, sta nel fatto che gli erbologi vengono costretti induttivamente, vale a dire non per libero arbitrio ma per subdola induzione manipolatoria di presunta contenutistica, ad ascoltare ore e ore di certune quantunquemente in parte a volte ascoltabili, radiofoniche trasmissioni.

Soggetti come topini in bagno di manipolazione, essi vengono dunque intrisi d’utilità d’ascolto per la ricerca.

Il che è pure vero, come dimostrano proprio i risultati ottenuti.

Col finale rinforzo positivo delle bontà delle parole scelte.

Sono dunque nanofrogili usmatori cercatori e pescatori di creativitali segnali di vitale utilità psicosociale.

Spoilerando con cazzimma vi dirò pure che alla fine la trovano.

Nelle parole, si intenda.

I contenuti cui vengono esposti sono però di duplice natura, ricordiamolo.

Si spazia tra alta radiofonìa intervallata da vagonate di personali giullarate, soprattutto per responsabilità  dei megatricoli, o longotricoli.

Ma quali sono i risultati, e che c’entrano i topini erbologi, con la tanta manna della creatività?

Tempo all’istante, che in quanto tale non esiste.

Siccome mi sun ‘gnurant me poggi spesso sulla conoscensa enciclopedica.

Voi non lo sapete ancora, ma nella civiltà nell’intelletto uno si aggancerà col pensiero ad un concetto, e la neurosfera gli scaricherà in testa tutta la conoscenza relativa, roba che uichipidia ci fa una pippa.

Ma per ora bisogna scartabellare.

A me me me pias un frego la treccani, forse perché ne ho uno di tre.

E allora scopro che questa storia della creatività è argomentata e dibatutta e ricercata fin dalla notte dei tempi.

Enciclopedia delle scienze sociali, mica quella del micio micio bau bau.

Si designa come creatività quella capacità della mente che si traduce nella produzione di innovazioni nei processi di conoscenza e di dominio del mondo oggettuale.

Affinché un'innovazione venga designata come creativa, o venga attribuita a creatività, occorre che sia consensualmente apprezzata come un salto di qualità rispetto allo stato precedente del sapere e/o della tecnica. Creativi sono dunque in pratica, e più concretamente, tutti i processi intellettuali che comportano l'introduzione di nuove concezioni e soluzioni.

Minchia, se è contorta di densità la conoscenza pedica.

E che c’entrano i nostri erbologi riuniti in gruppalità?

Beh, in sintesi io ho capito, pur non capendoci granchè, che ci si sente di confermare che la creativale gruppallità fortifica il gruppo medesimo rendendolo più resiliente.

Ci erano arrivate molto prima già le marmotte, paciosi roditori gruppali e creativi, tanto da inventare il fischiettante sentinellificio ad utilità etologica sociale.

Ma questa è un’altra storia, o anche no.

Si sono inventate che una pattuglia il cielo, e se vede un’aquila se ne esce con un fischio di richiamo all’allarme e tutte scappano in tana.

Milleni prima dei sensori a infrarossi.

Questione di ruoli individuali per la creativa utilità del gruppo complessivo.

Non so se stiamo parlando proprio di creatività o più di società o altro.

Ma magari l’è istèss.

Anzi, mi ci gioco un neuro.

Manca però un ultimo passaggio.

Tutto questo ordine naturale alla fine è fatto di bellezza.

Quella che cerchiamo con ogni scampolo di creatività.

Questo è il nocciuolo.

Creatività è ricerca di bellezza.

Quella cosmetica.

Che pervade tutto il cosmo.

Il creato, dai che gliela fai.

In ogni sua frazione di piccolo gesto.

Però adesso mi sono rotto.

Torno a casa e mi rimetterò in mutande.

Nella speranza che il silenzio di una stella mi si amplifichi ad accappella.

Questa era soprattutto per il megatricologo.

 

Kalimmudda ipsum dixit

'Mo basta

 

lunedì 9 ottobre 2023

2023 10 08 – La république des platanos fasistes

 2023 10 08 – La république des platanos fasistes

 

Perché in francese?

Ma per questioni coloniali, no?

Vagoni.

Ma che dico vagoni.

Navoni

Ma che dico navoni

Bastioni.

Macché dico bastioni.

Era menti.

Bastimenti.

De che?

De banane, no ?

Non è ovvio ?

Mi hanno fatto capire che non si capisce quello che dico.

Aòò acchìì.

Allora in nome del dio della cazzimma adesso vi faccio finire al manicomio.

Fedele al principio di Shakespeare che se usava 10 parole lo faceva con 100 significati, io attraverso il senso.

Questa è roba di sbatti le mura.

E di misura

Mura a babordo.

Mura a tribordo.

Oddio son caduto dalla nave, son caduto, mentre a bordo c’era il ballo.

Onda su onda.

Un ballo da repubblica bananiera.

Chissà sapessero di agitarsi su di una polveriera.

Bananiera esplosiva.  

Esplodente.

Bandiera panamense battente.

Cioè con il ritmo, battente valà.

La battente bandiera della principessa delle repubbliche delle banane.

C'è Suez all'orizzonte, mica un bus qualunque.

Ho sempre trovato simpatico il modo di identificarle.

Le repubblichette delle banane.

Io, io me ne ero fatta una pure io.

Des molignanes.

Ma le rese agrarie delle banane non hanno niente a che fare con quelle delle melanzane.

Palme e caschi, mica fusti e arbusti.

A una molignana per volta più che un cargo ci riempivo un Apecar d’epoca.

E poi mi mancava il confine marinaro delle 12 miglia dalla costa.

Off shore come ci andavo?

A 70 nodi appena.

Lenta come una fulminea balena.

Con la nausea del mal di mare.

A 70 però si è un punto impazzato nell'onde.

Ma Milano sta nel cesso del centro del cesso della padania

Potrei scavare o volare, ma mi sa che è tutta roba d’altri

E noi non vogliamo mica desiderarli, i lupini d’altri.

Così ci dobbiamo contentare della nostra republique des platanos.

Fasiste.

Come d'altronde la nostra, ordunque.

Ah, si chiama così perché le compagnie bananiere di secoli scorsi per affermare la sottomissione di uno stato sovrano alle ingerenze politiche ed economiche di terzi o para statali se ne inventavano di ogni, così che spesso la definizione di repubblica rappresentava un'etichetta di facciata per quelle che in realtà erano dittature gestite da élite locali in grado di garantirsi l'appoggio internazionale.

E coloniale, valàncore.

La filosofia dell’uomo del monte.

Usti se calsa, eccome la calsa.

Tra l’altro io le ho viste le colonie del Guatemala, quelle post colpo di stato della CIA del 54, forse citato anche da Wu Ming, sperèm.

Funziona così.

Chilometri di banani.

Tonnellate di banane.

Un terminal pieno di drogati e puttane, lavoratori stagionali e saltuari, detto Puerto Barrios. 

Un nome, un programma, un destino.

Dalla condizione denunciata anche da Neruda. 

O forse era l’Honduras ma l’è istess.

E sullo sfondo in tutta la sua maestosità, un cargone bianco con un marchio famoso su sfondo blu.

Comunque che c’entra con noi fasisti?

Siamo forse arrivati 1 su marte?

Ma è ovvio che  no.

E' la repubblica della banane.

Degli 'a maccaro', me provochi e io me te magno.

Mi assento un momento e mi ritrovo ancora più caos.

Eh, in fondo abbiamo solo scatenato una guerra mediterranea favorendo gli incontri “segreti” tra ministri esteri.

Ovvio che sarà tutto più complesso e preparato.

Ma ‘sta cazzo di pietraia di Palestina scippata quando la rimolliamo per bene?

Voto per una fetta di Wyoming, damoje er Wyoming.

Pure bello lontano.

E io non so che casino diplomatico abbiamo combinato o se siamo solo un casinus belli.

O manco quelli.

Ma fasista per fasista azzarderei che gli anglo americani ci hanno scherzato e obbligato a fare qualcosa.

Ricordate che anche i democratici Usa sono fascisti, fascimperialisti.

Loro egèmonificano.

Tanto questo è un punto di vista che su cui non si sbaglia mai.

Da prima delle banane del 54.

O forse non è neanche così.

E’ solo che ci piacciono le banane.

Un po’ acerbe ma belle dure.

Su per il culo.

Eh, d'altronde serve la grana.

Ci avemo li buffi.

I conto debiti sono da pagare.

 

Kalimmudda ipsum dixit

bills.

Pure in strepitosa versione famiglia, con tanto di menzione d'onore dell'autore.

https://www.youtube.com/watch?v=njZyavnylRw