mercoledì 12 febbraio 2025

2025 02 12 – Una bomba di telefonata

 2025 02 12 – Una bomba di telefonata.

 

Chi vuol essere lieto sia.

Quella è stata una giornata da ricordare.

Eravamo sonnecchiosi.

Ritagliati dentro a un angolo di tana.

E che il resto resti fuori.

Ce lo siamo meritato, sono quasi convinto.

Guardo dei dati sulla popolazione mondiale.

Pare che non andiamo poi così male.

Segue una telepuntata a Gaza.

Per spazzare il ricordo di altri mali.

Siamo proprio una vergogna.

Di memoria prossima e corta.

Gaza, Gaza, Gaza, sempre Gaza.

E solo un cenno all’Ucraina.

Terra caduta nella brace per le terre rare.

Non un pensiero rivolto ad altre ingiuste morti.

Sono giorni da parco buoi, bui e storti.

L’aria intorno è densa di risorti.

Mi interrogo con sincera psicopippa.

Che fastidioso ronzio diffondiamo nell’universo.

Estinguiamoci che gli facciamo un favore.

Che senso ha tutto questo rumore di dolore.

Se nel muro c’è una crepa non la stare a riparare.

Tanto vale mettere una bomba e farla saltare.

Tanto qua prima o poi ci scappa l’atomica.

E allora sai che vero scatafascio.

Così pensavo perso silenzioso sfiducioso.

Omertoso con Daniela e con il cane.

Devo preservare il loro santo allegro cinguettare.

E’ una scorza che dà forza.

Io di mio sono cieco pessimismo tossico.

Mi crogiuolo pure nel lusso di una vita comoda.

Senza esserne mai assai grato.

Rimbalzo sul peccato sempre quello.

Di omissione di fiducia, di pensieri senza fede.

Di meccanica ragione e scarso palpito d’amore.

Suona il videofono a sorpresa, è mia figlia londinese.

Tripudianti scattiamo tutti sull’attenti, pure il cane.

Siamo figli noi, colti in flagranza di disordine.

Daniela è vergognosa e imbarazzata.

A saperlo piegavamo lo stendipanni.

Ma la voce di Vittoria trilla gioia senza noia.

Tanto basta per chi vuole essere lieto, e sia.

Così sia mi rimetto a cercare il mio compito.

Vetusto veterano ottuso vecchio.

Col prosciutto su cuore e occhi.

Fuori in strada sono tutti affaccendati.

Sguardi chini sotto il peso dei pensieri.

Alleggeriti dalla fiducia nell’ amore.

In ogni modo rivelatosi dottore.

Una ragazza mi cede il passo con un sorriso.

Avanti i giovani, oggi gli anziani, avrà pensato.

Ed eccolo sbucare, il compito.

Stare immobile a fare presenza.

Un punto fermo di speranza.

Resistenza con fiducia a oltranza.

Ci vuole un fisico di bestiale baldanza.

Per far scorrere un fiume di preghiere.

Dette ognuno a modo suo.

E’ un bastione di amore contro i demoni nel cuore.

E così telefonando il desiderio di scatafascio se ne va svanendo.

Oltre al compito ho il mio rifugio antiatomico.

Vibra viva la mia santa trinità.

Daniela, Bea e Vittorina la mia piccola regina.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Se telefonando

 

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Bonus gioia: Sanremo 2025 02 11- Lorenzo Jovanotti - L'ombelico del mondo

 



 

1 commento:

  1. Leggere i tuoi postini è sempre un piacere. Tu sei il nostro mondo! Mio e di Bea 🐶

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