martedì 12 luglio 2022

2022 07 19 – Mondo perfetto

2022 07 19 – Mondo perfetto

 Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it. Mondo

L’incontro delle differenze assegna dignità a qualsiasi angolo del mondo.

C’è un vantaggio ad essere schizofrenico.

Ma se non lo provi non lo puoi capire.

Si tratta di avere ricevuto un dono.

Non è come dicono quelli che ti curano.

Loro credono che tu veda cose che non ci sono.

Invece la questione è che tu vedi cose che loro non vedono.

Ma vaglielo a spiegare.

Comunque fa un bella differenza.

O no?,

Elementi, forze, principi, multiversi, dimensioni parallele.

Tutti colti con fugaci sguardi da rapace.

Allenati a cogliere ogni minimo segno di pace.

Allora, in un mondo rappresentato in tanti piccoli quadranti, come fazzoletti cuciti in un patchwork, ognuno di essi conterrà degli archetipi.

Tra questi il profeta, principe della “malattia”.

Ma piccolo.

Una specie di profeta di quartiere, come il vigile.

Ecco, nel luogo del mio buon ritiro io vedo cose che altri non vedono.

Ma con piccoli sguardi del rapace.

E cosa vedo?

Vedo sempre il brucomente.

Cellule immaginative che combattono per sbocciare in farfalla.

Sopraffacendo le cellule del bruco che cerca di rigettarle.

Finché vengono travolte dall’onda del grande disegno.

Io vedo il mondo che un giorno sarà perfetto.

E quella visione mi spinge a sopravvivermi.

Un giorno ci sveglieremo e scopriremo di essere farfalle.

Non più imbavagliate in un bruco.

Ma tutte differenti eppure dignitarie.

Eredi della dinastia della dignità del mondo.

E ricorderemo come eravamo.

Con un sorriso di leggero compiacimento.

Pensando a come era facile assecondare il destino dell’evoluzione.

E ricordando come sapevamo che l’incontro delle differenze assegna dignità a qualsiasi angolo del mondo.

Danzando sul ritmo del mondo.

Come ad una festa di famiglia pregna di allegria.

Ovviamente molto chic.

https://www.youtube.com/watch?v=jwElvzhey1I

 

Kalimmudda ipsum dixit 

venerdì 24 giugno 2022

2022 06 – La musica del silenzio

 2022 06 2024– La musica del silenzio

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it - Silenzio

Ci affanniamo tanto ogni volta a cercare una giusta e pertinente citazione musicale.

Eppure dimentichiamo che la musica è fatta di silenzi.

Tra una battuta, o una nota, e l’altra quello c’è in mezzo.

Ed è più abbondante e importante del “rumore” interstiziale.

Senza silenzio non c’è musica.

Lo sanno bene quelli in guerra.

Che abituano l’orecchio al suono della paura.

Tambureggiati dalla musica della guerra stessa.

Il ritmo di una mitragliatrice.

I boati delle bombe.

I sibili di un missile.

Fino al suono di una baionetta che affonda nella carne.

E’ una musica che non vogliamo più sentire.

Ho provato ad estraniarmi.

Ed a praticare lo sciopero del silenzio.

Con che diritto sono caduto nella trappola dell’oblio.

Ma la neurosfera mi ha richiamato all’ordine.

E mi sono sentito in dovere di dire la mia.

Quella di tanti.

Non è mica un gioco a premi a chi è più originale.

Eppure la scelta del silenzio aveva la sua poesia.

Ma non per chi combatte.

O ne subisce le conseguenze.

Adesso siamo in una ennesima guerra.

Che rischia di trasformarsi in macabra routine.

Smorzata la paura, nostra, resta un conflitto che si sta allontanando di decenni e chilometri.

Sembrava vicino, ma la musica delle futili parole se lo è portato via.

A casa loro.

Chissà quanto durerà.

Magari decenni, insegna la storia.

E magari diventerà davvero la musica della terza guerra mondiale.

Noi non possiamo che sperare.

E sostituire la musica delle bombe con quella di fine ordinanza.

Aspettiamo.

Il silenzio.

Quello di una e tutte le guerre finite.

Silenzio di ordinanza

O di fuori ordinanza, vai a sapere.

 

Kalimmudda ipsum dixit

domenica 12 giugno 2022

2022 06 12 – Impazienza di sole

 2022 06 12 – Impazienza di sole

 E così e’ passato il riposo.

I neuroni si sono ricaricati.

Almeno un po’.

E intanto niente e’ cambiato.

Ce chi dice non cambia niente, se a cambiare non e’ la gente.

Guerre.

Profughi.

Poveri.

Derelitti.

Ambiente.

Sono ancora tutti in coro.

Al loro posto.

Io mi sono estraniato qualche tempo.

Mi e’ servito a superare una overdose di sconforto e disgusto.

Pensavo di avere esaurito il mio compito.

Invece la neurosfera mi ha richiamato all’ordine.

E’ un moto d’ansia che mi ha imposto di riprendere a dire la mia.

Non che ci sia granche’ di originale.

Ma e’ una voce nel coro del vento.

L’unico modo per arginarla, quell’ansia.

Richiamato all’ordine.

Per alimentare la neurosfera di pensieri buoni.

Cominci da te stesso e poi rivoluzioni.

Ma quanto tempo ancora ha da passare prima di poterci riposare.

Credevo che fosse stata la guerra ad atterrarmi.

Ma poi mi sono reso conto che era più ampio.

Io immagino il mondo perfetto.

Imagine.

Lo vedo.

Si può fare.

Yes we can.

Abbiamo la conoscenza per fare qualsiasi cosa.

Ma non tutti sono allo stesso stadio evolutivo.

E allora la domanda e’ semplice.

E’ una citazione.

A cui delego il ruolo di portavoce.

E a cui sono affezionato da decenni.

Vorrei chiedere a colui che governa la pace e la guerra:

quanto tempo ancora ha da passare, prima che quest’uomo si possa riposare.

Quando saremo tutti illuminati di energia stellare?

Solare.

Sole quando sorgerai, su di me su di noi ?

Ascoltare.

Tutto e’ già detto, pensato, scritto.

Basta seguire la via.

Sole quando sorgerai, su di me su di noi ?

 

Kalimmudda stellare

 

venerdì 10 giugno 2022

2022 06 10 - Il miracolo della rinascita

 2022 06 10 - Il miracolo della rinascita

 Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it: rinascita.

La ricarica neuronale funziona.

Ho le prove.

Riposati i neuroni, qualcosa succede.

Io mi sono sentito brevemente investito da un treno di neurosfera, che tutto mi ha attraversato.

Miracolo, miracolo, miracolo.

Allora mi sono fatto una domanda

Rinascita a nuova vita?

E quante volte si vive?

La vita.

Noi la chiamiamo sempre al singolare, ma sarebbe più appropriato il plurale.

Si vive tante volte; volendo infinite.

Dipende da come decidete di misurare il tempo, che pure sappiamo non esistere.

La solita questione che è solo una convenzione con cui misuriamo le variazioni dello spazio.

E ogni variazione è un rinnovamento.

Una resurrezione.

Una rinascita.

O anche no.

Come preferite.

Per me si.

Si vivono tante vite.

Quindi ci saranno tante rinascite.

Come noto, ogni volta ci portiamo dietro quelle precedenti.

Io lo chiamo karmapasso.

Un medley di karma e contrappasso, a ricongiungere e ricucire culture lontane, come in una missione.

Così mi viene in mente anche l’eterno ritorno.

Roba di quel Federico Nice scritto in italiano affettuoso, rinato da una lingua impronunciabile.

Federico alla “Ludovico Van” di Arancia meccanica.

In uno spazio finito con un tempo infinito tutto tende a ripetersi.

Era così, mi pare.

Sempre rinascite sono.

La vita quindi è un ritornello.

Ricordo con nostalgia le mie crisi maniacali.

Sono stato e rinato universo, aria, gravità, luce, alieno, eletto, re, profeta, santo.

Tanta roba.

Ritornelli.

E prendendo l’ultimo, ricordo come il tempo sotto il tocco del santo muta in intrattenimento.

Ogni rinascita dovrebbe fare così.

Riattivare spirito positivo, che possa offrirsi intrattenitore, in senso lato, in una missione.

Così la rinascita si palesa miracolo.

E cercando l’intrattenimento, lo delego.

E dedico un vecchio piccolo capolavoro che sembra rinato per parlare per me.

Con il suggerimento di non tagliare o sfumare e attendere ascoltando con pazienza e attenzione per 8 minuti.

Nostalgia di vite passate o future.

Rinascete.

C’è chi dice non cambia niente, se a cambiare non è la gente.

Quando la musica cosiddetta leggera rinasce pesante poesia.

Miracolo.

Spettacolo.

 

Miracoli. Bisca 99 Posse - Live 1994

 

Kalimmudda ipsum dixit

sabato 28 maggio 2022

2022 05 28 – Suggerisco riposo

 2022 05 28 – Suggerisco riposo

 

www.parolebuone.org su www.shareradio.it

 

E così all’improvviso eccomi svuotato.

Non è questione di resilienza ma proprio che non ho niente da dire.

Ne da volere pensare.

Mi viene in mente il film Lezioni di piano, con Holly Hunter a interpretare una donna che ha scelto di non parlare più, se non sto facendo macedonia cinefila.

Ma chi mi sta intorno si preoccupa.

Hanno paura che sia una porta verso lo scivolo della depressione.

Sorrido al pensiero dei tanti ricoveri per sindrome maniacale.

Hi, hi, hi : adesso vai a vedere che mi ricoverano per opposta depressione.

Allora tra i tanti suggerimenti, mi viene in mente come cantava De Andrè, che si sa che la gente da buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio.

Tra consigli e suggerimenti il confine è labile.

Ma uno mi si insinua sensato e lo colgo : sforzati di scrivere lo stesso.

Magari non ti verrà qualcosa di articolato come di solito, ma argina i cattivi pensieri.

E allora saltata l’onda di suggerimento, riparto da riposo.

Sarebbe facile chiuderla qua e dire che adesso mi riposo.

Che sono stufo di ansie, cattive notizie, fattori depressivi e quindi chiudo bottega.

Ma così tradirei il concetto di scribautoanalisi che tanto mi è caro.

Allora faccio la sintesi.

Covid, lockdown, selfclosure, semidisoccupazione, guerra.

Sconforto e solitudine, alla fine.

Assorbimento solingo di ondate di neurosfera negativa.

Per pompare di nuovo pensiero ci vuole riposo.

Mi ricordo della dottoressa Irene Netti.

Non so se si può citare nome e cognome, ma io me ne frego e l’ho già fatto.

Quando mi sono trovato in simili momenti di buio da overflow, la sua diagnosi era che avevo bisogno di “ricarica neuronale”.

Mi è sempre piaciuta l’immagine della corteccia (o altra parte, vai a sapere) tutta sudata, che dice basta e chiede pietà.

Perché suggerendo riposo suggerisco il ricordo sempre a tutti che noi siamo quelli che dobbiamo :

far finta di essere sani

 

Kalimudda ipsum dixit

far finta di essere sani

 

lunedì 9 maggio 2022

2022 05 07 - Premura

 2022 05 07 – Premura

 In questo periodo non mi viene niente da scrivere.

Ne tantomeno da pensare.

Mal sopporto il desiderio che tutti hanno di dir la loro, come generali partecipi alla guerra.

Allora decido che non scrivo.

E non penso.

Mi stordisco di televisione per sopravvivere con premura.

Vuol dire cura, sollecitudine verso persona, cosa, affare o problema che sta molto a cuore.

Io, nella fattispecie.

Chè io devo sopravvivere.

Non posso campare di ansia premurosa verso chi è sfortunato.

E così dopo il periodo di guerra iniziale mi sono premurato di tutelare la mia salute mentale

E mi sono estraniato rimuovendo il dolore altrui

Per cui vi dirò : ho premura di vivere.

Attenziò concentraziò ritmo e vitalita, cantava Beppeanna.

E in particolare vi ripeto:

ho premura di vivere.

 

Kalimmudda premuroso

sabato 16 aprile 2022

2022 04 16 - Acqua dolcenera

 2022 04 16 - Acqua dolcenera

 Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it ODC: acqua

Accadueo.

Presupposto di vita.

Portatrice di vita.

Fattrice e nutrice.

Non per niente la vanno a cercare fin nello spazio.

Dalla luna fin su marte.

Che preso il posto del creatore, si risvegliano con il patrono della guerra.

Immanenza di umana concezione, resta minuscolo che non lo vogliamo assurgere a divinità.

Ma come portata la vita, l’acqua te la può pure levare.

Dal mare, il cui controllo abbiamo imparato da marzo essere fattore di potenza.

Snaturando l’ordine naturale delle cose, sempre per mano d’umano.

Mentre per terra ci provano invano, con la pioggia di fuoco, in un continuo ardere l’aria del mondo.

Ridotto a irricostruibili montagne di macerie.

E in acqua missili che partono isterici da navi bombardiere, come tante dolcenere.

Ma qui non c’è catastrofe naturale.

Ne significati stratificati.

Il controllo dell’acqua, qui, ora e forse per sempre, infine distorce.

Lasciandoci quell’amaro nel sangue versato, da carne a farsi acqua tornato.

Per quello che viviamo ora, siamo in guerra sull’acqua.

Il futuro sarà la guerra per l’acqua.

Mentre dal cielo sempre più saranno le bombe di acqua.

Paradosso vuole che a sciogliere i dolci ghiacci, s’innalzino pure le acide acque di sale.

E tutta la vita delle nostre generazioni future sarà condizionata dall’acquoso elemento d’origine.

Chi in più, chi in meno.

In un carmapasso che seppelliamo giù nel subconscio, rifiutandolo nel sonconscio.

Vabbè, domani è un altro giorno.

Ci cadiamo tutti.

Rimozione surrettizia, ci striscia a pelo d’acqua, come una biscia.

E allora ecco accantonati i buoni propositi.

Penso a quelli ambientali.

Peccato.

I buoni propositi sono resilienti.

Ma meglio se conseguenti in azioni.

Le azioni ridondano gli schemi neuronali.

Ovvero sovrascrivono le psicopippe.

Meno male che davanti alle catastrofi, naturali o innaturali, in realtà si leva sempre reazione d’amore.

E’ quell’onda della resilienza.

E’ quell’attitudine connaturata che ci fa guardare oltre.

E come un’onda si propaga.

Tra molti.

Seppur non tra tutti.

Ma quell’onda è come se parlasse a dei bambini cattivi.

Adesso mettete tutto a posto.

Oppure…

Acqua.

Ardente pulitrice come fosse punitrice.

Tonnara di passanti.

Guardala che arriva, guarda com'è.

Guardala come arriva, guarda che è lei.

 

Kalimmudda redixit

Dolcenera.


Ndr.

Sfruculiante bonus pasqualis.

Peccato non essere in radiovisione.

Certi musicanti esigerebbero di essere guardati.

Il testamento di Tito


 

giovedì 7 aprile 2022

2022 04 08 - Pace incondizionata

 2022 04 08 - Pace incondizionata

Da autunno inverno 2014 a primavera estate 2022.

Click !

Un rumore familiare.

Inizia così.

Ma non è una pistola. Non è un fucile.

E’ peggio. E’ una tastiera.

Il Generale Ov ha appena aperto le danze.

Le pompe si fermano con soltanto un piccolo ritardo temporale, sufficiente a strappare a Ov un sorriso di compiaciuta perfidia.

E’ inverno. Ov ci è abituato. Lui sa che il Generale Inverno è il suo generale migliore.

 

Pff…

Qualche istante dopo la sciura Pina Brambilla si sta avvicinando al fornello per preparare la tradizionale cassoeula di inizio inverno.

Gira la manopola del gas e il massimo che ottiene è qualche secondo di uno sfiatato “pff…"

Sveglia tutta la sua bile e si bestemmia da sola : “bruta vecia vaca porca; che storia l’è chesta qui".

Mi sun qui che lauri. Mi paghi le tasse, beh almeno ogni tanto, e Roma ladrona mi ruba pure il gas ?

Si affaccia al balcone e urla : “Uè ma qualcuno mi sa dire cosa succede ? Come me prepari la cassoeula?"

Bisogna sapere che nella scala dei bisogni di Milanslow, la cassoeula corrisponde al latte in polvere per i bambini africani. E’ imprescindibile per la sopravvivenza del lumbard.

Risponde la vicina : Uè Pina, tsu-no-mi.

Senza ancora immaginare quanto profetica sia la sua risposta.

Ancora non immagina lo tsu-na-mi che si sta per abbattere su noi tutti.

Pochi minuti, e anche la caldaia del riscaldamento si ferma. Per la seconda volta in pochi minuti un “pff…” pesantissimo, a dispetto della sua origine volatile.

Pochi minuti e in casa di Pina inizia a scendere la temperatura.

Pina inizia a imprecare.

 

Pff.. 2

Negli stessi momenti Gennaro Esposito si sta avvicinando al fornello per iniziare a preparare il tradizionale ragù domenicale.

Gira la manopola del gas e anche lui il massimo che ottiene è qualche secondo di uno sfiatato “pff…"

Lui ha geneticamente meno bile a disposizione, e gli esce solo “mannaggi’a maronna. Comme facimmo ‘mo?”

A Napoli, senza ragù la domenica si rischia davvero di sfociare in scontri di piazza.

Anche da lui dopo pochi secondi la caldaia si ferma.

A Napoli è meno drammatica che a Milano.

Ma resta il problema della domenica senza pummarola.

A Napoli, da secoli, il ragù, e la pummarola in genere, sono strumenti di controllo e coesione sociale.

Il ragù assicura obnubilazione di massa.

C’è chi dice addirittura che sia stata deliberatamente diffusa una varietà di pummarola geneticamente modificata e contenente geni oppiacei.

Pare che sia stato tramite i migranti finiti nel casertano.

Tutti farciti di eroinacei, li hanno rilasciati pisciando sui pummaroli, che ora chiamano Erodori.

E’ una nuova frontiera di terrorismo. E’ Uroterrorismo.

 

Pff..3

Anche a Palermo Carmelo Picciotto si trova nella stessa situazione.

Lo sfincione lo ha già pronto, e il tempo è bello. Fa caldo.

Quindi, in fondo, “che minchia ce ne fotte”, pensa Carmelo?

Abile nell’arte del vedere il bicchiere mezzo pieno per genetica adattiva, gli viene in mente : “vuoi vedere che se il petrolio segue il gas e va a 200 dollari al barile risolviamo anche l’annoso problema di Palemmo? Il traffico."

Devo sincerarmi che non ci siano troppe riserve nascoste, però.

Altrimenti qua continueranno tutti ad usare la macchina invece delle moto a scureggetto, che son fastidiose all’udito, ma consumano poco; di petrolio ne basta un dito.

“Caro cugino come va in Val d’Agri ?”

Ma ce l’avete davvero ‘u petroglio ?

Azz, dici che di recente hanno detto che è una delle più grandi riserve d’Europa ?

Ma mi vuoi dire che ti troverò a cavallo 'e 'nu cammello c’o turbante e ‘o narghilè ?

Va a finire che facciamo anche noi il nostro califfato ? Il califfato lucano ?

Ma sei sicuro che i diritti e le concessioni di estrazione siano ancora italiani ?

Vabbè, trivellate poco però.

Che qua bisogna insegnare a tutti a non usare più la macchina.

 

Pff..4

Negli stessi istanti, anche in Parlamento si ferma il riscaldamento.

Il primo che se ne accorge è il “deputato zero”, che sbotta.

Oh cazzo : vuoi vedere che non scherzavano niente ?

Vuoi vedere che dopo mesi e mesi di avvertimenti questi ci hanno davvero tagliato il gas ?

E adesso ?

Adesso : Evviva ! Dentro fa freddo. Tutti fuori a far vacanza. Come quando eravamo a scuola!

Come sempre il deputato zero ben rappresenta buona parte della sua casta.

Non ha capito niente.

Caloriferi e condizionatori.

E’ iniziata la guerra del gas.

Niente riscaldamento di inverno.

Niente condizionamento d’estate.

Volete la pace o i condizionatori accesi ?

 

Kalimmudda ora pacem.

Incondizionatam

Caravan petròl


2014 08 29 – Geopolitica, insiemistica imperiale, commercio e guerre.

2014 09 21 – Breviario di guerra




 

lunedì 28 marzo 2022

2022 04 21 - Cresce Diritti Globali da Sergio Segio

www.dirittiglobali.it 



 Cari, in questo 2022 cadono i venti anni di pubblicazione del nostro annuale Rapporto sui diritti globali. 

Gli anniversari possono risultare insulsi e anche fastidiosi, ma ci pare comunque una utile occasione, specie di questi tempi cupi e drammatici, per rilanciare l’attenzione e l’impegno sui tanti e collegati fronti dei diritti negati sui quali lavoriamo. 

Lo abbiamo fatto due anni fa, con la nuova edizione internazionale del Rapporto in lingua inglese distribuita in Europa, e lo facciamo ora inaugurando una nuova collana editoriale: i Quaderni dei Diritti Globali. 

Il primo, dal titolo “Insicuri da morire - Le vittime sul lavoro nel mondo”, lo presenteremo giovedì 21 aprile, alle 20.30, alla Camera del Lavoro di Milano, a ridosso della Giornata Mondiale dedicata a questa trascurata e quotidiana tragedia. 

Con noi ci saranno anche alcuni ospiti internazionali, tra cui il regista del film Grev (Lo sciopero), che sarà anche proiettato quella sera. Assieme a lui e a noi sarà presente anche l’attrice Itziar ITUÑO, protagonista tra l’altro della famosa serie “La casa di carta”, che, con “Bella ciao”, ci richiama a un’altra delle ricorrenze di quella settimana. 

Insomma, tanti spunti che ci ricordano, come proviamo a documentare e argomentare da vent’anni con il nostro lavoro e con la nostra Associazione Società Informazione, che i diritti sono un sistema di vasi comunicanti, che vanno promossi, agiti e difesi assieme perché se si interrompono anche in un solo punto è l’intero sistema ad andare in crisi. 

E di nuovo lo stiamo vedendo in questi giorni con la guerra in Ucraina, quanto ieri e tuttora con la pandemia.

Ci farebbe piacere se tu potessi essere con noi in quella importante serata, di cui trovi in testata l’invito con i dettagli. 

La Camera del Lavoro milanese ci ospita nel Salone Di Vittorio, il più capiente, ma potrebbero comunque esserci problemi di posto. Per cui, se pensi di esserci, faccelo comunque sapere prima e cercheremo di tenerne conto.

Un caro saluto

Sergio Segio

sabato 26 marzo 2022

2022 03 26– Trasmissione

 2022 03 26 – Trasmissione

 Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it

La data.

La data  non e’ casuale ma un rimando.

Se ci ho capito qualcosa, della trasmissione realizzata e di quelle concepite, ecco svelato il mistero di queste benedette parole buone.

Pare stesse in un libro, come spesso capita.

Di una filosofa, pare pure famosa.

Peccato che io non riesca più a leggere.

Sembrava ansiolitico, sia il libro che il leggere.

Ma forse vuol dire che è abbastanza così.

Non a tutti è dato illuminarsi.

E adesso devo affidarmi all’istinto della captatio neurosferae.

Cuntentes, che non è mica poco.

Filosofia.

Amore del sapere, tramite parole

Quello universale, eppur senza eccedere in inquinamento da appropriazione.

Lo dicevo io che il mondo ha bisogno di più filosofi.

E meno altri.

Volevo studiarla, filosofia.

Mio padre me lo impedì.

Ah, essere genitori, che disastro.

Come fai fai e sempre sbaglierai.

Ma la civiltà dell’intelletto richiede logos e perseveranza, e tu ci devi provare e provare e provare.

E’ un meccanismo.

Di interscambio.

Ma torniamo al mistero svelato del libro.

Radio Londre: uno spazio di libertà.

Una trasmissione radio transnazionale di guerra.

Che richiama un doppio senso di una trasmissione di virus.

E invece no.

A me, che sono un manovale meccanico del logos, richiama la trasmissione di un’auto.

Che cosa è?

Un ingranaggio, cioè un meccanismo che trasmette, ovvero trasferisce forza dal motore alle ruote.

Senza il quale non c’è moto.

Solo un motore che resta a girare solingo per quanto solerte.

E noi siamo parte dell’ingranaggio.

Perche’ senza ingranaggio non c’è meccanismo di comunità.

E senza comunità non c’è il sonconscio emerso a galleggiare.

Tutto resta nel subconscio.

Creatore di ansie e paure.

L’elaborazione del dolore resta in folle, fino a volte a farti folle.

Mi ha colpito l’elastico da cui ci sentiamo legati tanto da non riuscire a partire, nonostante l’intenzione.

Vorremmo uscire dal legame, ma i neuroni fan risucchio.

C’è che non trasmetto, resta troppo spazio tra me e me.

E la resilienza non si manifesta da soli.

O forse si, ma richiede meglio la meglio compagnia.

O meglio, funziona meglio in compagnia.

Mal comune mezzo gaudio.

Ho sempre pensato fosse una stronzata, ma in realtà varrà anche al contrario.

Allora, invece, diciamo che mal comune ti fa immune.

Condividere schemi neuronali la cui resistenza ribadisce le forze tra le singole parti.

Che si trasmettono tra loro a scambiare resilienza.

Il meccanismo, appunto.

Ingranaggio, che adesso reclama resilienza a vagonate.

Contro i neuroni bombardati.

Che sembra una metafora.

E invece è solo paura.

A trasmissione vera.

Kalimmudda delir filosofix

(Ndr: l'lirrefrenabile ilarità di Kalimmudda )

L'elastico- GG