giovedì 18 maggio 2023

2023 05 18–Dettagli d'insieme di pace

2023 05 18–Dettagli d'insieme di pace

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Dettaglio. 


Facciamo una capriola semantica.

E partiamo da una fine.

Mi pare fosse qualcosa del genere.

C’è più luce in un dettaglio di ciò che può sfuggirci, che in tutto ciò che tratteniamo con avidità.

E quanta luce, in una storia di dettaglio.

Storia di un lapsus.

Una ò chiusa e una aperta, o viceversa.

Dettagli di accenti gravi o acuti.

Un signore confonde forse con forza, e apre la porta all’universo dei dubbi.

Questa è poesia, più che psicologia.

No no, scomodiamolo pure Freud.

Tanto ci viene lui a trovarci dalla neurosfera.

Poi una storia di catene, bastonate, e chirurgia sperimentale, cantava un verso di dettaglio di geniale interlocuzione di Lucio Dalla.

Frammenti di dettagli.

Dettagli di varianti musicali.

Ci arriveremo.

Voglio raccontare un dettaglio di nanetto, come diceva il bravo presentatore Frassica.

Mi presentavo a colloqui di lavoro, forte di dettaglio di Nietzsche in prologo.

“In queste circostanze io ho un dovere, contro cui si rivoltano, in fondo, le mie abitudini, e ancor più la fierezza dei miei istinti, e cioè quello di dire: “Ascoltatemi! Perché io sono questo e questo. E soprattutto, non scambiatemi per altro!”

E mi assumevano.

Vale più un dettaglio di tutta una carriera di vita.

Ma torniamo a musicati dettagli.

Anticipo la consueta videocitazione musicale.

Troppo dettagliatamente pertinente.

Confido nel dettaglio del commento redazionale.

E a proposito di dettagli segnalo segnali di pace.

Piccoli frammenti di dettagli di pace.

Cromatici e meglio da guardare.

Una maglietta, rossa, come quelle dei bambini affogati citati in “indigniazione

Ma piena di gioia di pace, in omaggio ad una storica piazza.

Rossa.

Guardare come si articolano molteplici dettagli di gioia nelle facce e nelle danze.

Un altro mondo è possibile.

Basta assemblare sufficienti dettagli, per vederne il quadro di insieme.

Non è questione di irrilevanza.

Quanto di diffusione in presenza.

La guerra non è un dettaglio.

Ma guardatelo, the power of peace.

In tutti i suoi dettagli di pace.

Compreso uno zar Putin in critica osservazione, ma seppur in pacifica presenza.

Peccato non essere in radiovisione, hi hi hi.

Ma ci affideremo all’immaginazione dei commenti in redazione.

O alla tecnologia dell’hyperlink.

Un neurale dettaglio dato troppo spesso per scontato.

Che più che dettaglio è umana conquista.

Concludo.

L’insieme di dettagli restituisce un quadro di insieme.

Si, un altro mondo è possibile.

E dunque let’s rock and roll 4 peace.

Se resistete fino alla bonus track.

Dettaglio. 

E che dettaglio.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Hey Jude - Red Square details of peace

Bonus track - Back in the USSR - Red Square  


domenica 14 maggio 2023

2023 05 14 - Indignazione

 2023 05 14 - Indignazione

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it . Indignazione.

 

Ma cosa è questa pervasiva indignazione.

In cui tutti, chi più chi meno, ci crogioliamo così spesso.

“Stato dell’animo indignato, risentimento vivo per cosa che offende il senso di umanità, di giustizia e la coscienza morale”, Treccani dixit.

Come ci piace sentirci buoni.

Ipocriti, ma si.

Puntiamo il dito ai cattivi.

Censori universali.

E viene anche facile, che di ragioni ve ne è in abbondanza.

L’ultima che ho risentito è quella dei bambini con la maglietta rossa.

Affogati si, ma riconoscibilmente colorati.

Così ogni giorno qualcuno protesta per la sua suscettibile sensibilità.

Questa è la realtà.

Ci si indigna per sé stessi.

Inutile negarlo.

È questione di egoismo.

Ma forse perché si tratta di reazioni senza consapevolezza.

Spesso.

Fenomeni superficiali, privi di profonda coscienza.

Si dice che lo scandalo che ci trasforma è quello consapevole.

Ma affinché così sia si dovrebbe averlo provato, almeno di striscio, sulla propria esperienza.

Altrimenti manca l’azione.

E così indignarsi è facile.

Tanto poi ci abituiamo a qualsiasi cosa.

Io per esempio mi indigno un casino.

Sono bravissimo a puntare il dito.

Guerre, scandali, torti.

Indignazione: ma cosa mi dà diritto?

In che senso sarei degno?

Chi non è responsabile di qualcosa, non foss’altro che per stile di vita, almeno in senso di omissioni?

Che geniale lucida porzione di preghiera.

Che solo con l’età si illumina di senso.

Eppure dirò una banalità, ma si.

Meglio indignarsi comunque.

Che essere indifferente.

L’indignazione chiama moti d’amore.

Non fosse altro che per reiterazione.

Segnalo poi con curiosità che indignazione vuol pure dire “infiammazione, irritazione di parte del corpo”.

Mi sembra indicativo, in particolare se riferito al corpo dell’anima.

Alla fine, dunque, devo rivalutare l’indignazione anche non troppo consapevole.

Trovo sia sentimento positivo, potente motore infine scevro di inconsapevole perbenismo.

Abbiamo quindi diritto di indignarci.

E soprattutto dovere di farlo.

E di ricondurre l’indignazione ad atto di cura d’amore.

Poi non tutti siamo pervasi di santo purismo?

E chi se ne frega.

Piano piano la civiltà dell’intelletto si fa strada anche attraverso i suoi meandri inconsapevoli.

Insomma, meglio indignarsi, magari a caso o pure a vanvera, piuttosto che no.

È comunque atto d’amore e di cura.

Come bene potrà spiegarvi un degno d’amore Cyrano, scelto in versione umanamente incespicante.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Al fin della licenza io non perdono e tocco

venerdì 12 maggio 2023

2023 05 12 - Il demagogo cucchiaino fascista

 2023 05 12 - Il demagogo cucchiaino fascista

 

Certo che questi fascisti sono una miniera d’oro per chi vuole leggere e scrivere.

Vogliamo abolire il superbollo auto

Meno tasse per tutti.

Tre donne per ogni uomo e tre uomini per ogni donna.

Spinelli gratis.

E chi più demagoghi, demagoghi.

"Meno tasse e ossigeno per l'automotive.”

“Mentre siamo determinati affinché l'Europa consenta l'utilizzo di biocarburanti per le auto prodotte dal 2035, grazie all'intesa con il Mef del ministro Giancarlo Giorgetti vogliamo abolire il superbollo auto.”

“Significa cancellare una tassa odiosa, dare ossigeno al mercato, sostenere nei fatti un settore prezioso che coinvolge - in modo diretto e indiretto - milioni di famiglie".

Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in una nota.

E io che credevo che la logica del superbollo fosse quella costituzionale progressiva, o forse progressista, di tassare i macchinoni.

I “lamieroni”, come quello che cantava un inquietante Capossela.

La notte se ne è andata

E invece intanto si delega all’Europa la responsabilità dell’utilizzo dei biocarburanti.

Sempre ammesso che abbia senso.

E tralasciando la definizione di biocarburanti.

Favorendo dunque nel mentre la cultura d’o machinone.

Puntando su una obsoleta innovativa politica industriale dell’autoveicolo.

Trasporti su gomma, gommone.

Dimentichi di un secolo di storia industriale fatta di emigrazione verso lingotto e urbanistica relativa.

Mentre oggi le auto non sono nemmeno più italiane.

E poi il paradosso.

Salvini era quello che voleva regalare mari di tasse a tutti.

E per quanto una astrusa riforma fiscale questi fascisti la abbiano dichiarata fatta, questa trovata del superbollo da tanto l’idea di un demagogico cucchiaino nel mare.

Però si sostiene un settore, direttamente o indirettamente, che soprattutto arricchisce i soliti, o insoliti, pochi.

Asportati all’estero.

Così si presume, io presumo, con utili d’asporto.

E allora che fine ha fatto il tipico fascio di orgoglio nazionale?

Non aveva più senso spendere i soldi in autoctona politica industriale?

Perché non ci rimettiamo a costruire macchinine?

Ricordate la filosofia della 500 del dopoguerra.

Non trendy schic.

Ma una impatto zero incentivata coi soldi dei machinoni.

In fondo si tratta sempre di incentivare il settore.

Ma così non si peserebbe nemmeno sul bilancio dello Stato.

Una cosa infatti non si capisce.

E’ semplice.

Ma questi fascisti dove li prendono tutti i soldi per regalare tagli di tasse a tutti?

Secondo me una mattina mi sarò svegliato e mi sarò trovata l’Europa in casa.

Salvataggio invasivo di Stato.

Per quello ci lasciano fare.

Siamo una riserva di profitti futuri.

Ma i fascisti saranno pronti.

Tutti a parlare tedesco.

Yawohl.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Effendi e Aida - Rino Gaetano

giovedì 11 maggio 2023

2023 05 11 - Orgoglio qualunquista

 2023 05 11 - Orgoglio qualunquista

 

Ci eravamo lasciati con un appello.

O forse non è un appello.

Magari è una prova di riparazione.

Chissà.

Era questa.

Vergogna agli squadristi edili

Malaugurata iniziativa fascista prodromica alla ricostruzione ucraina.

Ma in realtà devo essere onesto.

Io non credo al redivivo fascismo.

Io sono orgogliosamente qualunquista.

E penso che questa sia l’imperante ideologia.

A conferma, ricordavo un film già visto.

Quello della ricostruzione in Jugoslavia.

Per il resto, e a quanto ne so, la politica è tutta uguale.

Ma mai avrei potuto immaginare quello che mi avrebbe riservato una delle mie memorie esterne.

Un amico che legge quello che ho scritto.

E mi fa la domanda a trabocchetto.

Ma tu lo sai chi era ministro della difesa all’epoca in cui l’Italia Nativa bombardava Belgrado?

Ripudiando la pace in ossimoro geopolitico costituzionale, aggiungo io.

Non posso che ammettere la mia ignoranza.

Io non ne so niente.

E quello mi rinvia al link con la sorpresa.

Era una domanda retorica, mi fa: controlla.

Ministro della difesa del Governo Dalema.

Omonimia, si spererebbe.

Ma temo di no.

Oggi quel ministro della difesa rappresenta la Costituzione tradita.

Quella magnificata come opera d’arte pure tra le canzonette.

Da quella brutta copia rappresentante del sistema del giullare Benigni.

Alla presenza del Presidente della Repubblica, già ministro della difesa.

Bombarolo.

Quanta coerenza.

Che meraviglia.

Ma allora sono tutti uguali davvero.

È una ennesima conferma di quanto scritto poc’anzi.

"Di fronte al sistema criminale degli affari, se hanno responsabilità di governo, sono tutti uguali e complici."

Oggi poi saltiamo scala. 

La notizia è che il Presidente è in Norvegia.

Questione di approvvigionamenti energetici, certamente.

Ma a me viene in mente la scolara geografia.

La Norvegia confina, largo circa, con Finlandia e Svezia.

Ultimi due paesi veri da convincere a entrare nella Nato.

Per prepararsi ad una nuova cortina di ferro.

Solo qualche centinaio di chilometri più lontana verso le steppe.

Verso Mosca.

Bisogna contrastare la politica di aggressività della Russia”.

“Ma ciò non deve distogliere dalla ricerca di un approdo di pace.”

E poi non venite a raccontarmi che non sono provocazioni.

Signor Presidente.

Votta 'o ciato a ponente.

Ovvero, stai lontano da me.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Lettera al Presidente – Canzone

Lettera al Presidente - Testo

sabato 29 aprile 2023

2023 04 29 - Onore al meretricio

 2023 04 29 - Onore al meretricio

Omaggio di Genova alle prostitute che la resero grande.

Ma quanto è bella la notizia storica.

Questa è un po’ datata.

Ma sempre attuale.

Dunque è giunta l’ora di rendere giustizia.

E lo dico da intenditore.

Le puttane.

Oggi, secoli dopo, Genova è pronta a rendere omaggio con una targa commemorativa a tutte quelle donne che tra il 1300 e 1400 consentirono alla Superba di diventare una potenza mondiale.

A darne notizia è Il Secolo XIX.

Nel Medioevo finanziarono la costruzione dei moli di Genova con il loro lavoro di prostitute.

Dovevano pagare cinque soldi al giorno alla Repubblica di Genova tra il Tre e il Quattrocento, appunto.

E quel loro contributo era stato essenziale per realizzare le opere portuali con cui rendere Genova potenza mondiale da marinara repubblica.

Le lavoratrici dell'antica arte del meretricio potevano dunque esercitare tanta arte di utilità sociale.

Protette e curate.

Ma non ovunque, perché non si dovevano distrarre i camalli e i marinai.

Tutti intenti a lavorare indossando quelli che sarebbero diventati ciò che oggi ha fatto la storia dei blu de Genes, i Jeans.

Cosa c’entrano i jeans con il meretricio?

Niente, tranne forse il fatto che si parla sempre di Genova.

Così, sempre pindarico, mi viene in mente uno dei tanti quartieri ghetto a luci rosse, quello di Zurigo, oltre ovviamente a quello di Amsterdam.

Questione di protestantesimo.

Probabilmente.

Roba da riconoscimento di gilde di arti e mestieri.

E non di ipocrita pudicizia cattolica.

Azzardo.

Il mestiere comunque era riconosciuto pure a Napoli, oltre che in tutto il mondo, tanto che lì anche il ricottaro aveva un ruolo di ufficiale dignità.

Nella Napoli del 700, infatti, in cambio della sua protezione, il ricottaro aveva diritto a tre vestiti nuovi all’anno, tre accessi settimanali alla propria protetta, e al pagamento delle spese del vitto, del fumo e dell’avvocato qualora, nell’ambito dei rischi connessi alla sua attività, fosse stato arrestato.

E noi aspettiamo ancora la legalizzazione.

Regolamentata e controllata.

Del meretricio come delle droghe.

Duro colpo all’economia sommersa.

E grande opportunità di costruire un paese migliore.

Che si emerga il sommerso, ordunque.

Si parla di centinaia se non migliaia di miliardi accumulati off-shore.

Fascisti, questa è materia per voi.

Volete sanare i conti pubblici.

Allora basta propaganda sugli una tantum illustri arresti di esponenti delle mafie.

Basta invece contanti a siffatte mafie organizzate.

Carte di credito e pos per tracciare ogni transazione.

Altro che limiti al contante.

“Dè proprio perché voi siete il sire, fan cinquemila lire, è un prezzo di favor”.

Così cantava la poesia del Carlo Martello di De Andrè.

Immaginate allora quanta poesia si produrrebbe con “il meretricio zecchino".”.

Nuova moneta.

Battuta di nuovo conio.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Via del Campo

mercoledì 26 aprile 2023

2023 04 27 – I figli di Musk

2023 04 27 – I figli di Musk

 

Questa è troppo golosa.

Fascisti su Marte.

Così si parodiava un tempo.

E invece oggi nello spazio ci si va con i miliardi, pur senza fasci.

Sempre se non ti adocchia il malocchio.

E ti si scoppia l’astromissile.

E vabbè.

Era previsto fosse possibile.

Ce ne balocchiamo un altro.

Ma a questo Musk un ricordino gli resterà.

Attento a toccare gli italiani.

Che ti fanno la fattura.

Nel senso di iattura.

Anche quando perchè fascisti.

E vediamo quante volte poi devi missilare.

Il fatto è che ci ha dato in italica via d’estinzione.

E non ci si può nemmeno dare torto, dati Istat alla mano.

Musk e dati Istat

Nuovo calo della popolazione in Italia.

Nel 2022 è scesa sotto la soglia dei 59 milioni.

Ma io ricorderei al signor Musk quanto costa un figlio.

E forse ne trarrebbe un’analisi critica invece di dare fiato alla voce miliardaria.

E poi ricorderei che figli di imperiale capitalismo transnazionale si nasce.

Non si diventa.

Insomma la fortuna è un fatto di geografia.

E di geo ere temporali.

Facile constatare che l’Italia sta sparendo.

Potrebbe adottarci lui in qualche milione.

Invece di stare a schiattare petardi nello spazio.

Che poi la cosa più tenera è l’evidenza di sudditanza dei fascisti.

Che su Marte ci andrebbero, ma solo nei sogni.

Così che tenerezza Giorgìa.

Ha dichiarato che "continuando così avremo una società senza figli, che crollerà, ma è positivo che una persona visibile come Elon Musk ne parli".

Eccola qua la sudditanza imperiale.

Fascista colono.

E’ positivo che nessuno si chieda perché?

Il miliardario aveva spiegato in un altro tweet come "il collasso della popolazione è la maggiore minaccia alla civilizzazione".

Allora voglio fare un annuncio ufficiale.

C’è chi di figli ne fa ancora.

E pure se sa di retorica fascista, bisognerebbe dare loro un premio.

Ma magari lo farei pagare a qualche Musk del caso.

Magari di quelli nascosti in qualche porto franco.

E a Giorgìa regaliamole una vacanza in un posto radical chic o aristo freak.

Così non si sente più inferiore, almeno per qualche giorno.

Pronta a lanciarsi su Marte.

Magari sul prossimo razzo col botto.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Fascisti su Marte

  

2023 04 26 - Vergogna agli squadristi edili

 2023 04 26 - Vergogna agli squadristi edili

 

La notizia.

Riportata a intere parti, e senza odiose virgolette.

La rinascita di un Paese devastato della guerra passerà anche dall'Italia, che vuole giocare un ruolo da protagonista in questa sfida, pianificando una strategia prima che il conflitto finisca.

Questi sono pazzi squadristi edili.

Manco fosse finita.

La guerra.

Ed ecco che parte un classico.

Prima si tira giù tutto un paese.

Poi lo si deve rimettere in piedi.

E tutto diventa occasione di biziniz.

Questa volta i nostri cari fascisti si portano avanti.

Ripenso alla festa di ieri del 25 aprile.

Mentre la gente marciava per la pace, loro si inventano una conferenza ricostruttiva.

Che dire.

Sono troppo avanti, questi fascisti.

“L'idea di una conferenza sulla ricostruzione nasce dalla convinzione che non bisogna attendere la cessazione delle ostilità”.

Perché sono tante le cose da fare per ricucire un tessuto economico e sociale devastato da 14 mesi di bombe.

Occorre ripristinare rapidamente le infrastrutture critiche.

Sminare e riabilitare le zone liberate.

Modernizzare le aree non coinvolte nel conflitto.

Magari anche le altre, valà.

In quest'ottica, le circa 600 aziende italiane presenti al Palazzo dei Congressi dell'Eur, quartiere guarda caso di costruttiva fascista memoria, sono chiamate a condividere la propria expertise con gli interlocutori ucraini.

Per fornire loro le migliori soluzioni di breve, medio e lungo periodo.

E chi sarà in grado di ben posizionarsi nella fase di "fast recovery" si troverà in vantaggio quando la ricostruzione vera e propria sarà avviata.

Il governo considera del resto fondamentale il coinvolgimento dei soggetti privati.

Perché la ricostruzione vale 411 miliardi, se non più, e non potrà essere finanziata tutta da fondi pubblici.

Hanno fatto anche dei conti precisi al miliardo, quindi.

E allo stesso tempo, si sottolinea, Kiev dovrà portare avanti le riforme per garantire più legalità e trasparenza, creando un ambiente favorevole alla realizzazione dei progetti.

Io questa storia l’ho già sentita.

Mi pare fosse per la Jugoslavia.

Parlando solo di Europa.

Ricordo locandine promuoventi bandi di gara.

Ma programmare la spartizione delle fette di torta a guerra ancora in corsa a me fa una certa impressione.

Forse è sempre così, ma come minimo è cattivo gusto.

Non so ad esempio come andò nella seconda guerra.

Che poi si parla di creare un nuovo paese più moderno.

Per prepararlo ad entrare in Europa.

Allora mi viene il dubbio che abbiamo fatto bene a bombardarlo.

Si, noi.

Alimentando noi Nativi, Nato ivi, il nostro animo guerrafondaio.

E mi chiedo se gli abbiamo mandato abbastanza camionate di Carmele.

Le bombe intelligenti.

Quelle che preparano la ricostruzione.

Quelle di un qualche generale del caso.

Per chi ha ancora memoria.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Le bombe intelligenti

 

lunedì 24 aprile 2023

2023 04 23 – What a trip

 2023 04 23 – What a trip

Per Www.parolebuone.org su www.shareradio.it : viaggio.

Che trip.

No, viaggiare, dolcemente senza strappi al motore.

Non ricordo più bene la sequenza degli eventi.

Non fa niente.

Basta qualche accenno.

Ed è subito trip.

Si, viaggiare.

In principio fu la pupilla.

Dilatazione oltre iride.

Nessun sonno.

Fenomeni irrefrenabili.

Velocità ipersonica.

Velocità della luce.

Arrivò la gravità.

Vedere la curvatura.

Ricordo di palazzi dalla massa pendente.

Una mattina mi sono svegliato.

E dalla gravità ero diventato la reincarnazione di Gesù Cristo.

Passando per la singolarità di un buco nero.

Che paura l’attrazione.

Mi risucchiava,

Il collegamento stava nel fatto che il miracolo è la gravità.

Non la luce, ma l’interazione di massa e gravità.

Questo era il miracolo della creazione.

Da profeta cominciò la predicazione.

Questione di amore universale.

D’altronde ci avevano già pensato.

Amor che move il sole e l’altre stelle.

E tutta quella massa così ben visibile nella neurosfera.

La piramide dell’intelletto ha la forma del salame cremasco.

Tagliato in mezza sezione piramidale.

E poi ecco la neurosfera, che lasciava tracce nell’universo intero.

Comprese quelle strane ombre.

Fugaci pre allucinanzioni.

Lievi fantasmi.

Qualcuno mi diede del medium.

Mi dissero che vedevo le anime dei morti.

Che vedevo fulminee fugaci.

Passare dietro la coda dell’occhio.

Come spiegare tali ombre?

Devo dar retta al mio dottore.

Con me fa il meglio che riesce.

Dice che soffro di delusione.

O depressione.

Ma io sono convinto di essere sano.

Non possono essere illusione ottiche.

E allora.

How can you explain,

shadows in the rain?

E citando estemporanei un grande Prince a Montreux:

non serve una grande orchestra, quando hai una tale band.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Ombre nella pioggia - Meraviglia da guardare

domenica 9 aprile 2023

2023 04 09 – Il vaccino Pasquale

2023 04 09 – Il vaccino Pasquale

 

La notizia.

15 anni di progresso in pochi mesi.

Potrebbero arrivare entro il 2030 i primi vaccini al mondo contro il cancro.

Le malattie cardiovascolari.

E quelle auto-immuni.

L'esperienza maturata con i vaccini anti-Covid, ha permesso agli studi sui vaccini anti-cancro di far accelerare la ricerca.

Tanto che l'equivalente di 15 anni di progressi sono stati raggiunti in soli 12-18 mesi.

E così anche il Covid ci ha dato qualche lezione.

Lo dicevo io che era un avvertimento.

Anzi meglio, un insegnamento.

E ci ha fatto fare un balzo decennale.

Bisogna sempre ragionare sul lungo periodo.

Anche se in tale temporale orizzonte saremo tutti morti.

Allora ci accorgeremo che questo è il mondo migliore mai esistito.

In potenza.

L’essere umano è capace di ogni cosa.

Volendo.

Secondo il dottor Paul Burton, direttore sanitario di Moderna, l'azienda potrà offrire questi vaccini in appena cinque anni.

E allora concediamoglieli questi 2 minuti di gloria, a questo Burton.

"I vaccini che arriveranno - spiega ancora Burton - saranno molto efficaci, e salveranno centinaia di migliaia se non milioni di vite. Credo che saremo in grado di offrire vaccini personalizzati anti-cancro contro numerosi diversi tipi di tumore alla popolazione mondiale".

E non dimenticatevi le malattie cardiovascolari e quelle autoimmuni.

Passate un po’ in disparte perché il cancro fa più paura.

Poi bisogna vedere a quanti saranno concessi.

Ma questa non è scienza ne' tecnologia.

Questa è banale oikos nomìa.

Altro tema.

Per altro di possibile se non facile soluzione.

A questo punto, dato per assodato che anche il cancro prima o poi ce lo siamo levato, resta solo da immunizzarci contro le ultime piaghe.

Mancano solo un paio di vaccini.

Quelli contro le guerre e contro la povertà.

Anzi, no, solo le guerre.

Che contro la povertà basta un po’ di helycopter money in circolo nel sistema venoso e arterioso della oikos nomia.

Distribuito giusto, a pioggia d’elicottero.

E non ai soliti pochi apicali.

Quindi, per questa Santa Pasqua ecco che rivolgo un appello alla comunità scientifica.

Che raccolga ispirazione da quella di preghiera.

E si concentri sulla ricerca di un vaccino mutante.

Che si adatti ad ogni forma di soggetto guerrafondaio.

Mutandone il codice genetico in pacefondaio.

E ci esorcizzi dal male.

Con la forza dell’amore.

 

Kalimmudda ipsum dixit

The power of love

The power of love - Techno - Top dance video

 


domenica 2 aprile 2023

2023 03 31 – Riciclo

2023 03 31 – Riciclo

 

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it Riciclo.

 

Quando ero piccolo, usavamo andare in pellegrinaggio a Napoli.

A trovare mia nonna paterna.

Ci trovavamo in un contesto di dignitosa modesta pre o post povertà.

Roba alla Eduardo de Filippo.

Lì non si buttava niente.

Come del famoso maiale di cultura contadina.

Del tutto distonico dalla attuale civiltà dei consumi usa e getta.

Che poi impone il riciclo.

Ma non lo sapevamo ancora.

Non si poteva nemmeno immaginare che da lì a qualche decennio ci saremmo trovati nella civiltà dell’obsolescenza programmata.

Le cose erano fatte per durare, in mille usi e riusi.

Comunque.

A casa della nonna c’era un comò, una credenza a cassettiera, che la nonna apriva di rado, gelosa.

Dentro il comò, la nonna conservava con tenacia cartuscelle, pezzetti, rottamini, fili, spaghi, elastici e altro.

E quando le chiedevamo a cosa servissero, lei rispondeva sbigottita.

Ma come, non lo sapete che non si può mai sapere?

Millenaria saggezza partenopea.

Era l’era dei rottamai, dei tuttofare, degli aggiustatutto e di certi negozi di cianfrusaglie riciclate.

Filosoficamente ben diverse dalle attuali cineserie.

Le cose si aggiustavano, non si buttavano.

Poi un giorno ci siamo accorti d’incanto che quella civiltà si era involuta insostenibile.

Potevamo anche pensarci prima, noi sapiens.

Ed e’ diventato di moda l’eterno ritorno del riciclo.

Immagini di cassonetti si insinuano surrettizie nei pensieri dei nostri subconsci.

Che paura sbagliare colore.

Mi multano pure.

Non sia mai che mi cade la carta nell’indifferenziata.

Ma la coscienza collettiva, la neurosfera, ci pensa lei a rimestare pensieri in quelli che più che incubi  possono diventare sogni.

Curioso come pensiero, e civiltà materiale, viaggino di pari passo.

Si conservava, ora si ricicla, e vale sia per la civiltà materiale che per quella pensativa.

Ci deve per forza essere una forza dominante, quella che fa emergere l’ordine dal caos.

A non riciclare, comunque, ci troveremo ad affogare negli imballi, più preziosi dei contenuti.

E anche questa sarebbe una bella metafora, tipo strutture e sovrastrutture.

Eppure esistono materiali da fonti rinnovabili, la plastica dall’amido di mais o il gasolio dall’olio di girasole, le nanotecnologie, o chissà quali altre diavolerie.

Allora ecco che ci rendiamo conto che quello che va riciclato e’ il pensiero della civiltà dei consumi.

Affinche’ lo si aggiusti riciclandolo in altro, appunto,.

Altro pensiero.

Come altroconsumo.

Ma e’ difficile perche’ consumare e‘ istinto di appropriazione derivato da istinto di sopravvivenza e sublimato in istinto “dell’Iphone”.

Ma forse e’solo il sogno che sa innestarsi nel profondo del subconscio.

E riemergere consapevole.

Un rimestio di sogni tra percorsi neuronali.

Che ci faccia dire dismettiamo il “we have a dream”.

E proiettiamoci nel “yes we can”.

E anche questo e’ un riciclo.

Doppio.

Onirico.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Che soddisfazione 

Che soddisfazione feat. Mike Mainieri