domenica 18 febbraio 2024

2024 02 18 - Li bucatini artificiali della Sora Lella

 2024 02 18 - Li bucatini artificiali della Sora Lella

 

2024 02 18  OpenAI lancia Sora Lella , l'IA che crea video dal testo.

Ia, ia.

Ma quanto è romanesco.

E oltre.

Raglio, fravaglio, frittura che non quaglio.

Così eravamo noi.

Tra fritture e maccaroni.

'A maccaro', io me te magno.

Mentre adesso il mai più senza è virtuale.

Artificiale.

Guanciale.

Ah no, quello no.

A maccaro’.

M’hai provocato.

Io te distruggo.

E me te magno.

Anzi io non faccio niente.

Non inserisco niente.

Solo un vaffanculo.

E voglio vedere en che me te ‘nstraformi.

Ia.

In effetti pare che se ‘so sbajati.

M’hanno interfacciato en romanesco.

All’anima delli mortacci.

Con qualche artro piccolo problemino.

D'ia.

Che non voglio perdere tempo a raccontare.

Tanto è tutto scritto.

Nel testo elaborato da un umano.

Magari al suono del raglio.

Ma pur sempre d’umano figlio.

Poveretto però.

La disoccupazione.

Si lo so che poi nascono o tornano altri lavori.

Pure ben pagati.

Tra una decina di generazioni.

Ma troppo poco artificialmente virtuali.

Esempi.

Lavori che nessuno vuole più fare.

Netturbino, cuoco, falegname, meccanico, panetterie, fabbro, camionista, idraulico, cameriere.

Pompe funebri.

Epperforza.

Vogliono fare tutti i webbisti, gli Iaisti che nessuno sa ancora che sarà, i seo, i sem, gli sviluppatori di applicazioni, i designer, i copywriter.

Li mortaccisti.

A’ regazzi’ che siete de coccio?

Una cosa non sarà mai virtuale.

Magari manco artificiale.

Ma pur sempre speciale.

E provace tu.

E creati mo’ ‘tu 'sti bucatini.

Genuini.

 

Kalimudda ipsum dixit

Ma che 'nce frega.


 
 

2024 02 18  OpenAI lancia Sora Lella , l'IA che crea video dal testo.

 




venerdì 16 febbraio 2024

2024 02 15 – Colpa di Astolfo

 2024 02 15 –Colpa di Astolfo

 

Tutta colpa di Astolfo

Il postino aveva suonato.

Due volte comme il faut

Messaggi di relazioni cavalcavano onde spaziali.

Si discettava di allunare.

E pure di replicare.

Ci sarà la relazione.

Vi sembra di no.

Ma invece io dico di si.

Sono indefesso raccoglitore di nessi.

Spesso piuttosto di fessi.

E’ suonata la campanella.

E’ ora di lezione.

Prima ora di ipersonica aviazione.

L’umanità deve imparare a volare oltre.

Se ci aveva le astrali era più facile.

O perlomeno era un segno.

Invece così deve cavalcare un petardo alla stranamore.

Una supposta spaziale.

Con dentro il primatista dei primati.

Chissà perché non gliele hanno fatte, le ali.

Mi arrovello nel cervello.

Un motivo ci sarà.

In compenso l’umanità si è intrippata al verso dell’asino.

Io, ia.

Eccola qua.

Inizia la seconda lezione.

Ricopiare l’intelligenza.

Sintetico artificio.

Lampante maleficio.

Ubrido sudicio suicidio.

Raglio consapevole del suo terreno di cretino.

E’ come se, se per terra non riusciamo, allora la fame d’altro ci fa provare altrove.

A cavallo dell’astrale destriero.

Già che faccio casini, li esporto pure quocumque.

Con ufo giga robot e l’alabarda spaziale.

Mentre una madre uccide il suo bambino perché non può dargli da mangiare.

E mandiamo ancora gente sulla luna.

Pure infarciti di intelligenza farlocca.

Segno dei tempi.

Ma io lo so perché.

Non solo è questione della cretineria di massa.

E’ tutta colpa di Astolfo.

E chi è codesto messere Astolfo?

Un parente forse di Tatiana?

Ma no.

Quello di cavallereschi poeti.

E’ il principe delle fake.

Ma brutti cretini tecnocrati e crati in genere di ogni genìa.

Dimentichi di connessioni.

Non ricordate nemmeno più quei nessi.

Quella è letteratura.

Mica scienza.

Non lo sapete che fummo noi a mandare Astolfo sulla luna.

A cercare di recuperare il senno perduto dall’umanità.

Presumo nascosto nel lato oscuro.

Pieni di petardi da allunare

Carichi di intelligentissima cretineria.

Mentre l’intelligenza tarocca impazza.

Senza che abbiate capito una mazza.

Pensa poi le risate.

Se non mi ricordavo ‘nu cazzu.

Hubercazzulu galattico.

E via tutti su marte.

Dove troverete solo i primordiali coloni col fascio

 

Kalimmudda ipsum dixit

Sign o' the times

E pure nina simone



martedì 13 febbraio 2024

2024 02 14 – Sposalizi di pace

 2024 02 14 – Sposalizi di pace

 

Figuratevi se potevo sognare.

Io non sogno mai.

O meglio.

Di sicuro sogno un casino.

Como todos.

Immerso in tutte quelle anime.

Ad andare e a venire.

A tessere trame ed orditi.

Della coperta dei quadranti.

Stavolta è stato diverso.

Me ne sono accorto.

Di più.

Mi hanno proprio richiamato.

Parlavano della grande mancanza.

Quella del postino di ieri.

Quella delle connessioni.

Mancate, perdute o smarrite.

E d’incanto eccole là.

Tutte a picchiarmi in testa.

Una volta mi dissero che ero un medium.

Uno dei tanti medium di quadrante.

Preposto a mettere a terra il rotore delle anime.

Come un centro di gravità per la mente.

Ma resta il fatto che è strambo.

E’stato come se tutte le connessioni mancate del mondo mi avessero richiamato ed investito.

All’ordine.

A ricucire.

A fare da testimone.

In una grande festa.

Sposalizio di gioia di vita.

E così mi sono svegliato di soprassalto.

Ero in una grande unione di nozze.

Un corteo di parole d’amore.

In un crogiuolo da ricotta pieno di orgoglio d’amore.

Penso che lo sarà.

Sarà una primavera feconda.

Secondo me.

Me lo hanno detto.

Mi hanno attraversato tremando.

Le connessioni.

Le congiunzioni.

Le unioni.

Le anime.

Delle nozze del mondo.

Portatrici di figli.

Che non mentiranno.

Generazioni di speranza.

Finiranno la mattanza.

And we, we will survive.

Congiunti di orgoglio.

 

Kalimmudda ipsum dixit

We, we will survive



venerdì 9 febbraio 2024

2024 02 09 – La grande mancanza

2024 02 09 – La grande mancanza

 

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it. Mancanza.

 

Mancanza.

Insufficienzacarenzascarsitàassenzadeficienzapenuria, sbaglioerrorefallocolpapecca, macchianeo, imperfezionedifettolacuna, trasgressioneinfrazioneinadempienzainosservanza.

Vuoto.

Sottile il confine tra mancanza e vuoto.

Così sottile che descriverlo non saprei.

Ma tu guarda quante folle di lemmi scalpitano per una parola di assenza.

Nessalità con la precedente 90esima parola di generosità.

Sono solo nessalità del pianeta delle parole.

Segui il tuo cuore.

Perché alla fine resteranno soltanto parole d'amore.

M’è scappato un contenuto.

Ma bande alle psicopippe.

Venezia

Altro opposto, quale mancanza.

Simbolo di antica pienezza.

Barocco balocco, d’imperi finale baluardo.

Mancanza di mediocre pochezza.

Mentre il morbo infuria, e il pane manca, sul ponte sventola bandiera bianca.

Venezia è un’idea.

Ma torniamo in noi.

O forse ci eravamo già belli dentro.

Come in un pentolone da ricotta.

Non è la roba che ci manca.

La grande mancanza.

Non sono ricchezze e proprietari domini.

Non è il falso progresso, non è la triste scienza, non è la sterile moneta stampata.

Non è nemmeno un’idea risolutiva, che non esiste.

Quello che manca e’ il consumato crogiuolo dal singolo al plurale.

La grande mancanza è quella delle connessioni.

Della neurosfera.

Che tutto fa affiorare.

Lei ci salverà, o nessuno.

Moderna sofia.

Assemblatrice di ordine che emerge da semi già nati memi.

Tra le grandi dinamiche dominanti della creazione, o del laico grande bot, ce ne è una entusiasmante.

L’ordine emerge dal caos, a ciò funzionale.

Viene a galla da solo per noi caseari ricottari.

Che ci crediamo creatori ma siamo solo raccoglitori.

Ricottari della neurosfera.

Alla fine monta da sola, la ricotta.

Se connessa a bagno nel sé stessa.

E noi raccogliamo per miracolo o per grazia ricevuta.

Quindi.

Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte non sventola bandiera bianca.

Iniziamo a metterci la bandiera della pace, sul ponte dell’astroterra.

Poi qualcosa emergerà.

Per emergenza.

E allora continuerò a insegnarvi a guidarla.

Con le poche sicure precise parole del pianeta.

Ora perse nel caos della grande mancanza.

Garantito con tanto di bianca cambialétta Treccani.

 

Kalimudda ipsum dixit.

Sul ponte sventola la bandiera dell'io

Ma non il mio




domenica 4 febbraio 2024

2024 02 04 – Trying to stay alive

 2024 02 04 – Trying to stay alive

 

I vitelli dei romani sono belli.

Per i guerrafondai latini.

Era un gioco linguistico da liceo classico.

Vai Vitellio, dio romano al suono della guerra.

E’ possibile fare ironia sul fenomeno della guerra mondiale a pezzi?

Come minimo è di cattivo gusto.

Ma io sono de origine coatta.

Quelle predicate dal papa già da alcuni anni?

Quelle che sono 60 o più in giro per il mondo?

Evidentemente no.

Eppure lo facciamo.

Perch e’ un pertinente gioco linguistico che si faceva al liceo classico.

Vai o vitellio dio romani al suono dell guerr a.

E Vitellio va, eccome se va.

Conflict Index 2024.

I conflitti nel mondo crescono del 40% negli ultimi tre anni.

Nel 2023 si sono verificati il 12% di conflitti in più rispetto al 2022, il 40% rispetto al 2020.

Una persona su sei vive in un’area in cui si registra un conflitto attivo.

Nei 234 paesi e territori coperti dall’analisi di ACLED , la maggioranza – 168 – ha visto almeno un episodio di conflitto nel 2023.

Si registrano oltre 147.000 eventi di conflitto e almeno 167.800 vittime.

Sono i numeri in evidenza dell’Indice dei conflitti, secondo il Conflict Index, redatto periodicamente da ACLED, organismo che valuta ogni paese e territorio del mondo sulla base dell’analisi dei dati sugli eventi di violenza politica raccolti nell’ultimo anno.

Vabbe’ 170 chilo morti  se può pure tollerare.

In fondo  siamo 8 miliardi.

Secondo la logica del Salustri e’ questione di distribuzione di polli.

Certo poi ci sono le malattie.

La povertà.

Le catastrofi ambientali e migratorie.

In totale qualche miliardo di morti e profughi all’anno.

Ma in fondo finche’ tocca a loro, che ci importa.

Peccato che un paio de lustrini e semo tutti sterminati.

E ce la semo levata.

Cosi’ vi riporto solo un collegamento e un disegnino.

Che tutti lo possano capire.

E poi e’ così ben colorato.

Viene da tale Orsola Casagrande, credo

E da www.dirittiglobali.it.

https://www.info-cooperazione.it/2024/01/conflict-index-2024-i-conflitti-nel-mondo-crescono-del-40-negli-ultimi-tre-anni/#:~:text=Nei%20234%20paesi%20e%20.








Kalimmudda ipsum dixit.

Tryng to stay alive

lunedì 29 gennaio 2024

2024 01 29 – Miseria e falsità, orgoglio e nobiltà. Cfcd

 2024 01 29 – Miseria e falsità, orgoglio e nobiltà. Cfcd

 

Criptica vita feudale.

C’era una volta tanto tempo fa in una terra lontana lontana un piccolo feudo.

Eppure trovandocisi dentro, pochi sapevano in effetti cosa fosse un feudo.

Assai astruso appariva quell’ordine socio proprietario fatto di diritti su corpi e su beni.

Signorie su vassallaggi, sudditanze, schiavitù.

Parecchi secoli dopo si capì che era un ordine sociale contra naturam.

Era diritto reale su beni o persone  in grado di fornire una rendita a fronte di un servizio, spesso militare.

Convertendo il trono longobardo in merovingio senza che trasformandolo se ne cogliesse il senso di impero.

Passando terre ai pe’dei monti.

Il feudo aveva un preciso ordine sociale, di signori, vassalli, contadini, disgraziati.

E varie funzioni di staffa.

Il druido con la saggezza di quercia cercava di decifrare storie senza in effetti sapere cosa stesse facendo.

Il cerusico chirurgicavallava.

Il fabbro fabbricava.

Altri per lo più coltivavano la terra.

Per vedersene portare via i frutti, anche quelli del maiale invernale, pover purcel.

O partivano alla querra, ma a piedi senza cavalcatura armata

Il computista privilegiato faceva di conto e computava beni e riserve d’ogni sorta.

E tutto scorreva senza troppe pretese, contando i ricavi, valutandone le spese.

Ogni tanto toccava dovere armare il signore cavaliere.

E allora erano dolori di baiocchi.

Crociate.

Battute verso terre di terre terzi.

I signori avanzavano pretese, da cavalcature ad armature.

E il contadino scontava.

Mentre il computista computava.

Un certo qualdì nel villaggio si presentò un nuovo computista.

Durò il tempo di qualche tempo e se ne andò, perso in un motto di sbotto d’ira.

Suo e del signorotto.

Ne arrivò un altro scelto dal signorotto mismo manipolismo

In un bel mezzo medio vitae pulcino con ancora la con la paglia nel culo.

Fu addestrato come cavallo e venne, istruito erudito, cortesiato in ogni forna d’aiuto dal apprendista rimasto.

Seppe tutto quanto c’era da sapere di feudale.

Finche’ l’aiuto si ammalò per la frustrazione provata, solo mitigata col suo signorotto balocco.

Il computista lo parcheggiò nella stalla da cavalli bolsi.

Non più buoni neppure da tiro all’aratro.

Così credette il computeste, coi suoi decine di cervellini infilabili d’entro un scrigno di poca portata e pure ancora pieno di spazio.

Dimentico dell’istruzione ricevuta da pulcino pigolarne.

Ma il bolso sapeva che aveva in serbo una schioppetttata in testa.

Dimentico d’essere sua creatura pulcina.

Era un troppo nobile ingombro nella pochezza dei giochi di misero potere.

Dimentico di chi aveva trasferito tutto il suo sapere.

Con nobiltà d’animo e gratitudine arbitraria.

Miseria, quanta miseria.

False attitudine equivalse.

Sgarberie.

Si ricordò che il feudo era ai piedi dei monti.

Alla corte del re sole dove ci si dilettava di musica cortese alla franzosa

Non ai piedi dei monti d’eleganza carenti.

Falsi  e cortesi.

 

 

kalimmudda ipsum dixit

Medieval romantic warrior



 

venerdì 19 gennaio 2024

2024 01 19 – Movimento per la lemmanza italiana

 2024 01 19 – Movimento per la lemmanza italiana.

 

Dopo la difficile pesantezza del genitore generoso ci vorrebbe leggerezza.

E invece mi tocca sempre spezzare l’onda che monta.

Sono un frangiflutti.

E dovreste farlo tutti, in ogni modo vi riesca possibile.

Io scelgo spesso l’ironia.

Ma non c’è niente da ridere.

Questi hanno la cultura del porto l'armi.

E prima o poi viene fuori.

Lo sta già facendo

Si ma che palle questi fascisti.

Siete armati.

Ho io l’idea.

Sparatevi tra di voi.

Avete già iniziato.

Finite l’opera.

E poi buttatevi nelle fogne.

Ripetutamente.

Praticate la lemmanza.

Ripetutamente.

Cassazione: 'Contro il saluto romano applicare la legge Scelba', legge 20 giugno 1952

La sentenza si commenta da sola sentenzia quella tipica nota voce roca.

Ma in che senso? Fascista o antifascista?

Probabilmente non è chiaro neanche a cotanto statista..

Ma poi figuratevi se io, o loro, sanno cosa sia la legge Scelba.

Allora mi documento.

"Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire, a lire del 52.

La decisione è delle Sezioni Unite della Suprema Corte , mica micio micio.

Ma Casapound dichiara che continueranno a farlo.

Ma chi cazzo sono questi figli di  Pound?

Durante la seconda guerra mondiale Ezra “casa” Pound iniziò a difendere l’operato di Mussolini e Hitler. Venne fatto prigioniero dai partigiani, che lo consegnarono agli alleati che lo giudicarono malato di mente.

E questo è l’idolo della ala estrema destra dei fascisti.

Un pazzo.

Citerei la Russa: la notizia si commenta da sola

Ma io voglio seminare un meme che attecchisca nell’ideologia fascista.

Non è solo un metaforico buttatevi dentro il cesso.

E’ di più, è dedicatevi alla lemmanza.

Pratica del suicidio di massa di piccole zoccole artiche.

Anche se pare sia una leggenda metropolitana, noi ai fasci non lo diciamo.

Al motto di se avanzo seguitemi.

E se indietreggio spingetemi.

Que viva el movimiento per la lemmanza fascista.

Contro il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista.

Perché fate attenzione alla funambolica capriola di propaganda manipolatoria.

La frase attribuita, secondo fonti informate, al presidente del Senato La Russa - "La sentenza si commenta da sola"- lungi dall'essere "sprezzante" è semmai di rispettoso riconoscimento". Lo dichiara Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera.

Ma sembrerebbe essere una affermazione di Crazy Pound.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Non c'è più rispetto



giovedì 18 gennaio 2024

2024 01 18 – Generoso genitore

 2024 01 18 – Generoso genitore

 

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it – Generosità

 

Generosità è qualità di chi ha nobiltà d’animo.

L’origine viene da genus, stirpe.

Si manifesta soprattutto come altruismo, disinteresse, prontezza al sacrificio e anche al perdono,

Quindi chi ha nobiltà e grandezza d'animo la avrebbe per linea di stirpe.

Signori si nasce, generosi si è nati, pronti a rinunciare ai propri interessi, per nascita.

Mah, a me mi pare una strunzata, però.

Come spesso faccio, attingo al campionario dal vasto repertorio di lossico familiare.

Per me generosi si nasce a prescindere dalla stirpe.

Mio pater familiae, una volta divenuto ricco, meglio non sapere come, divenne noto per la sua generosità.

Ma pochi la percepivano strumentale, e quindi non realmente generosa.

Niente si fa per niente.

Ma l’effetto grandezza annebbiava la vista di tutti.

Era uso girare con grandi mazzette di soldi casomai si trovasse in situazioni che richiedevano munificenza.

Partiamo delle mance da 200 euro al cameriere, saltando la fila orgogliosi del disappunto dei clienti

Mi diede una lezione di vita: le mance devono essere grosse e preventive, dopo non servono a niente.

Un giorno eravamo in taxi con il tassinaro che ci raccontava le sue sventure.

Doveva aggiustare la macchina perchè ci doveva lavorare, ma non aveva i soldi. Mio padre chiese quanto costasse e armeggiando con la tasca delle mazzette tirò fuori 10.000 euro.

Il tizio promise che li avrebbe restituiti e mio padre tirò fuori una delle sue massime di filosofia monetaria.

Non si preoccupi, è la mancia.

Se presti soldi a qualcuno considerali un regalo, potrai solo essere sorpreso.

L’ultimo esempio della escalation fu in letto di morte.

Quando per la prima volta chiese a me di lasciare una mancia di generosità.

Fu tenero: se riesci e ti sarà possibile vorrei che lasciassi una certa casa a un certo personaggio.

Ellamadonna, va bene tutto, ma una casa addirittura,

Pensai alla preghiera di Tommaso Moro e gliela lasciai.

Signore donami un’anima santa che non si crucci per quella cosa troppo invadente chiamata Io.

Fu il terzo insegnamento. Io non servo più, l’io non serve più. E non mi crucciai.  

Ebbi la sensazione di avere fatto felice qualcuno senza doppi fini.

Così potrei citarne a bizzeffe.

E come credevo, nemmeno lo consideravo un grande uomo, perché in fondo bravo solo a pagare

Perlomeno così lo vidi io per tanto tempo

Bisogno di dimostrare il suo riscatto sociale.

Bisogno di insegare cosa è la tirchieria di tanti ricchi veri che lui conosceva.

Bisogna di fare lo sborone, tout court.

Così per tanti anni, considerai mio padre un arricchito, abbisognante di conferma.

Lui mi diceva che disprezzavo tutto quello per cui avevano lottato tanto.

Ma io non lo disprezzavo. Come nemmeno le mance.

Io disapprovavo l’ordine di grandezza e il dissimulato feudalesimo.

Ci si poteva fare qualcosa di utile per tanta gente con quelle cifre.

Invece di giocare a fare il messia monoporzione.

E lui stava zitto, con chissà quali segreti da nascondere.

Fino a che morì, con una fiumana di gente e con tanto di benedizione papale e arcivescovile.

Con l’enigmatico messaggio che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra.

Nella vita è opportuno adottare un comportamento riservato, anche quando si pratica del bene.

Soprattutto quando si tratta di carità e beneficenza, non è necessario fare sfoggio delle proprie azioni.

Scopri così che la buone azioni papali di mio padre non erano le mancette, ma molto più oscure azioni ritenute vaticanamente buone e utili.

La mancette paterne dovevano nascondere ben altri meccanismi psicologici.

Chi fosse mio padre non l’ho ancora scoperto.

Ma lo promuovo generoso.

Per generosità.

Ed editto papale.

 

Kalimmuda ipsum dixit

Padre nuestro

Sfumare pure se ritenete