mercoledì 24 aprile 2024

2024 04 24 - Un fumante piatto di Bes col santo Ral

 2024 04 24 - Un fumante piatto di Bes col santo Ral

 

Ansa, la disfida tra pil e bes.

https://it.wikipedia.org/wiki/Bes (Dopo il Pil ancora una divinità)

https://it.wikipedia.org/wiki/Benessere_equo_e_sostenibile

https://www.istat.it - La misurazione di benessere e sostenibilità- Bes

La disfida dei numi in aria.

La disfida numeraria.

E’ la disfida tra pil e bes.

Ve lo voglio riservare, perchè quest è una disfida, un duello, un duello di buffoni e di tiranni.

Siamo seri, valà.

Almeno fino a quando dovesse mai offuscarsi il sole.

Il kalimmudda così aveva detto.

Io non sono un saggio, non sono un dotto, non sono pensatore, non sono scrittore, non sono poeta.

Io sono misura.

Io conteggio la revoluzione perenne.

Io valuto il corso, il percorso ed il ricorso dell’altra via.

Presagiva ormai da un’eternità che questa via qua ci porta dove si sbatterà.

E per contrapporsi fondò pure la setta dello sguardo rapace.

Allenata a riconoscere e misurare ogni minimo segno di pace.

Come ogni brava setta, aveva pure la sua regola e motto.

Studia da ingegnere, conta da ragioniere, misura da controllore, computa da calcolatore. E osserva da bambino.

Misurare per transumanare et organizzare.

Con occhi di purezza e anima sgrezza.

Eppure si muove, rifletteva il Mudda.

Sembra che non cambi un cazzo, ma non è vero.

Aveva letto ad orecchio dell’esistenza di questa disfida del titolo.

Era assai interessato da questa misura detta bes.

Oramai nauseato dal pil della grana, si lanciò su quella che sembrava proprio una altra via.

E chi mai se lo era cagato?

Eppure è misurato da anni a decine.

Così nel dettaglio dall’Istat di Stato.

Ma gli manca una cosa.

Non è grana, non è moneta,

Non è misura con cui pagare gli scambi.

E quindi non funge da accumulatore di profitto della grana istessa.

Per lo meno per ora.

Eppure ricordava tanto un passaggio.

Verso la civiltà dell’intelletto, già citata cara dal Kali.

L’ultima volta ad invocata intelligenza reale contro artifizio di scienza sbagliata

Quella storia della moneta di psicoquanti cybratti in bagnetto di onniscenza perfusa

Così il kalimmudda si mise a passeggiare a lume di lanterna a cercare la chiave del codice dell’uovo.

Sine misura non viene la rima, ma bastò l’informazione.

Questa è la chiave, l’informazione e teorie relative o derivate o pure per i cazzi alloro.

Il problema del bes non è che sono troppi dati.

Il problema è che non sono tutti.

E come si trova una unità di misura universale e globale?

Sta sotto ad il naso, basta misurare la massa.

Ogni variazione di massa trasferisce energia.

E quale moneta migliore, della nostra componente di base?

Vi sembra un delirio.

E certo che si.

Io sono misura, dicemmo al principio.

Ma son pure incarnato profeta, oracolo, vate, seppure non frate.

Adesso mi spiego il bagliore annebbiato.

Ve lo ho pure fotografato.

Mentre scioglie la nebbia.

E ricrea una mattina.

Risveglia l’occhio del nostro signore di verso.

Poi se preferite, giocate a oscurate.

Quocumque per undas.

Io guardo al cielo.

Che misuro con zelo.

Vate, vate, vate mavatelapigliànderq

 

Ultim’ora, allarme Ral

Attacco sincronico di balle di luce nella nebbiulina della madonnina svelano il cielo con zelo.

Fino al mediolanico grano da finanscia.

Prevista presenza di neocentimultimilionario al corteo del 25 aprile.

Memento, è quello di : 2024-04-25 il-tempo-fugge-al-25.

Conduce a contratto con ampiamente diffusa misura delle Ral, della Rai.

Fedeli in preghiera.

Dentro le case di ringhiera.

Non escono manco per la buttare la roera.

Sono in preda alla stupidera.

Sono tutti li.

In attesa del fumante santo Ral della Madonna

 

Kalimmudda ipsum dixit

Custodie cautelari per un Ral da  extraterretre.

 



lunedì 22 aprile 2024

2024 04 22 – Non è nel cuore o anche si - Un anno di cuore

2024 04 22 – Non è nel cuore o anche si - Un anno di cuore

 

E così dici al mondo così.

Non saprei definire l’amore però so che è sapere tutto su di te e avere voglia di stare ancora con te più che con ogni altra persona, avere voglia di raccontarmi e dirti tutto su di me anche le cose poco piacevoli, sentirmi a mio agio e al sicuro ma ancor di più sentire i brividi quando mi sorridi e mi baci… ❤️

Bello.

Amore, non saprebbe definirlo nessuno.

Amore, probabilmente è una forza che ti attraversa.

Che ancora non conosciamo.

E meno male che non sappiamo.

Così non la controlliamo.

Non la misuriamo.

Non ce ne appropriamo.

Meno male che temiamo.

Quando titubiamo un ti amo.

Che vibrando spazia nell’universo.

Muovendo il sole e le altre stelle.

Immaginala sotto la pelle.

Freme di meraviglia.

Per ogni piccola carezza sbagliata tra due mani in un lavello.

O una attesa per fare squadra a smistare la spazzatura.

Amore attraversa le parole.

Le oltrepassa più veloce.

Uno sbattito di ciglia mentre lavi una stoviglia.

Quando non mi fai lavare i piatti.

E ti sfianchi digerendo stanca.

Quando mi rifai il letto.

Con quel tuo occhietto a mezz’asta troppo assonnato per ammiccare furbetto.

Quando ti freni e ti trattieni il piatto.

Sapendo che lo detesto, per qualche genitore funesto.

Quando sento il che mi rispetti

E mi hai finto scordata la mia tovaglietta.

Tu oramai lo sai che io parlo per canzoni.

E ti scherzo a indovinarle.

Questa te la dedico apposta.

La prima volta che ho fatto l'amore

Non è stato un granche' divertente

Non era come nelle canzoni

Mi avevano imbrogliato

Ma l'amore

Non è nel cuore

Ma è riconoscersi dall'odore

E non puo' esistere l'affetto

Senza un minimo di rispetto

E siccome non si puo' farne senza

Devi avere un po' di pazienza

Perché l'amore è vivere insieme

L'amore è si volersi bene

Ma l'amore è fatto di gioia

Ma anche di noia

E dopo un po' mi sono rilassato

E con l'andar del tempo

Ho anche imparato

Che non serve esser sempre perfetti

Che di te amo anche i difetti

Che mi piace svegliarmi

La mattina al tuo fianco

Che di fare l'amore con te

A volte pure mi stanco

Che ci vuole anche del tempo

Ma lo scopo è conoscersi dentro

Nel cuore

 

Con ritmo, però. Senza facce da baccalà



Va bene lavare i panni in piazza, ma mettici un paio di sorrisi.

E poi se amore sarà, sarà

Intanto eccolo il regalo.

Una dimora per imbriana di nuovissimo dezain e concezain.

Che protegga una nostra tana.

Colma di meraviglia di meraviglie.

Dalla forza profonda che ci circonda.

 

 



domenica 21 aprile 2024

2024 04 25 – Il tempo fugge al 25

  2024 04 25 – Il tempo fugge al 25

 

Hai voglia se fugge.

Siamo già al 25 aprile.

Ma dove fugge se fugge.

Fugge come corpo da un gregge.

Di liberi pensatori.

E liberi liberati.

Gente poco pensante.

Per niente libera di libertà.

Mi chiedono di questa faccenda.

Censure fatte cesure.

Propaganda di visioni.

Ma io ci ho altro cui pensare.

Mi devo lanciare nel mio niu bisiness.

Il desainer di dimore di lari.

Ci ritorniamo, ma devo farmi promozione.

Concetti capolavori di artigianale dezain.

Così mi documento un poco.

Ma proprio poco.

Quel poco per non tirare minchiate troppo grosse.

Tipo negare certe fosse.

E scopro la trita polemica.

Uno antifascista e una rifascista.

E che ci voleva tanto a capire che c’erano di nuovo i fascisti?

C’è chi lo scrive da mesi parlando di onda montante sulla cresta.

Comunque un monologo, questo è il problema della tenzone.

Talmente corto che pare durasse un minuto o poco più.

Che nostalgia per qualche giorgiata.

Decine di minuti di poesia ripetuta.

Questo invece si chiama scurati.

Non poteva che finire così.

Direttore del palinsesto, un po’ d’attenzione e il cognome ti rivela.

E che vi aspettavate se non che il fascio celo oscurasse.

Senza tra l’altro perdersi granchè, di tentato slancio letterario memorario.

Che io trovo sempre inappropriato.

Su certa memoria, o sei un gaber o meglio che stai zitto.

Ma poi scopro anche l’altarino.

Oscurati si, ma pagati.

Manco poco se mi hanno informato bene.

Ma vale comunque il principio.

1.800 euro o largo circa, per una sessantina di secondi, un minutino.

Un lavoratore che rischia la vita, lavora 8 ore al giorno.

480 minuti cada die.

96.000 minuti all’anno.

Per 1.800 € al minuto.

Ciò vorrebbe dire che il segnòr in questiòn si sta facendo pagare 172 milioni di euro su base annua.

Che Ral, altro che Rai.

Sempre se i conti sono giusti, che io non ci sono tanto capace ed uso.

Io però devo lavorare e tornare alle mie installazioni di desaign per le dimore dei lari.

Che ne abbiamo davvero tanto più bisogno della di loro protezione.

Ma un pochino di vergogna per questo paese dei balocchi a me mi scappa da sotto gli occhi.

Tutti presi dal desaign e pure dallu grain a me tocca di pensarla in maniera infingarda.

Vuoi vedere che al 25 aprile si andrà a contratto e non agratis.

Che vorrebbe pure dire che quella socialista parrebbe esser proprio la premierina.

Fino al giorno che tutti affogati nellu grain, sarà lei l’unica comunista.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Qualcuno era comunista

E pure partigiano

 

 



 

 

 

 

2024 04 21 – E priammo ‘sta madonna, che ‘ncoppa ‘a terra po’ cagna’

 2024 04 21 – E priammo ‘sta madonna, che ‘ncoppa ‘a terra po’ cagna’

 

Se nasce quadro tondo non muore.

Circolare nasce Signore.

Divento mistico.

Sposto e compongo.

Creo simbolicismi.

Sono numi tutelari.

A cui dedico i miei altari.

Proteggo il mio rifugio.

Prodigandomi simbolico.

Sono imbriane.

Sembrano serene.

Ma sono orli di trincee.

Riflettono parabole.

E sparano preghiere.

Contro il mal pensiero.

Imperante nel mondo intero.

Questa di ieri e’ buona.

Universo di terreno.

Su cui crescere un ulivo.

Con l’aiuto della madonna.

Con un goccio d’acqua santa.

Circolare nel sereno.

E’ pensiero rinsavito.

Sta nel prisma della luce.

Simbolistica di pace.

Ci proteggo il mondo intero.

Che sta dentro al mio rifugio.

Con lo specchio di mosaico.

Che  rimbalza il dio malsano.

Celebrando troppo l’umano.

Sono i cari.

Sono i lari.

Venerandi nel larario.

Sono pure i penati.

Custoditi ma altrimenti.

Liberati dentro l’aria.

Che respirino e sospirino.

Aleggiando in ogni dove.

Son colombe fuori dall’uovo.

Con la forza di areoplani.

Se provate a contemplare.

Senza cotto sopra l’occhio.

E priammo ‘sta maronna.

Che ‘ncoppa a terra po’ cagna’.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Bonasera,

Bella 'mbriana

Anche wikipedia ha la sua dimora d'mbriana 





sabato 20 aprile 2024

2024 04 20 – L’inutile rifugio nel bene rifugio

 2024 04 20 – L’inutile rifugio nel bene rifugio

 

Mi sono tutto incistato a sistemare un immobile.

Lo comperai decenni fa, come rifugio per mia figlia.

Intendevo come bene rifugio, non tanto come tana.

Sta in semicentro mediolanese.

Tra l’altro di fianco ad un estremo tempio del consumanesimo appena inaugurato in barba ai morti ma mica di strizza.

E come tutto il mattone, che non delude mai, oggi vale una fortuna.

Non so proprio come faccia un cristiano normale a mettersi un tetto sulla testa.

Ma si sacrifica e si ipoteca una vita.

Per amore di convenzione.

Nella convinzione che i prezzi saliranno sempre o non scenderanno mai.

Ah, vai a spiegare un tecnicismo socio economico per il quale se i tassi danno zero per degli anni, la società di gregge si volge altrove.

E magari inizia a transumanare verso il mattone, che di per se’ ha un valore intrinseco marginale o frazionale.

Ma tant’e’, e mia figlia si ritrova un capitale.

O come dicono i raffinati francesi “une fortune”.

Che  io sono talmente attento a rimirare nel curare che non mi accorgo ne mi rivolgo altrovemente.

Tanto che mi scappa anche un escalation militare.

Con dei missili volanti tra l’Iran e l’Israele.

Cagati per caso, su segnalazione familiare.

E capperi.

Ma questa e’ roba grossa.

Meno male che ero distratto dal rifugio.

Sennò sai che cagotto.

Scontro di civiltà, tra le altre cose.

Millenni di ebraismo contro millenni di persiane.

Non posso non correre con la mente alle mie.

Chissà se le ho chiuse.

Ma poi mi dico che mi frega.

Un missile chi, un missile lì e vedi che il rifugio diventa un bene davvero, mica come il mattone.

Rifugio si antiatomico.

Io me lo ricordo.

Celo avevamo senza cielo in una casa in Svizzera nei favolosi seventies.

Guerra fredda.

In cantina un trittico di metri quadri a testa dedicati a barricarsi dietro un metro di cemento.

Forse piombato, nel senso come di una idea piovuta dal cielo.

Piombo fuso a pioggia dal cielo.

Mi sono sempre chiesto quanto saremmo durati.

Poco, molto poco, tanto poco che io esco.

E scelgo che mi sciolgo.

Si, adesso che ho scoperto che mi posso distrarre con il bene rifugio tanto da fottermene di un’altra guerra nucleare, chiedo una grazia globale.

E’ ora del grande fungo.

Di modo che possa sciogliermi e rinascere scarafaggio.

Dominante di specie potente.

Sarò un grande cafchiano.

E popolerò con tutti i miei simili ogni anfratto vietato di radio all’umano.

Già ci vedo a ballare padroni a saint trop.

Mentre a bastonate di atomi si sparano funghi perfino fino alla religione romana .

Tutti di nero vestiti.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Attuale grande pungiglione





venerdì 19 aprile 2024

2024 04 19 – Una grazia, di grazia

2024 04 19 – Una grazia, di grazia

 

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it

 

Uè, uè uè, questa è roba grossa.

Potrebbe trattarsi di generica cortese delicatezza.

Invece approdiamo alla teologia.

Del così sia.

Inshallah, per par condicio.

Io il padreterno lo conosco bene.

D’altronde è mio papà.

Io figlio Gesù mi sono reincarnato per bene due volte.

Chiuso dietro le sbarre del manicomio.

E poi soffocato in croce.

Eh lo so.

Non mi avete capito.

Ora come allora.

Ma insomma.

Torniamo a questa teo grazia.

Grazia è una benevolenza che quell’Egli manifesterebbe verso uno o più esseri umani.

Non perché tenuto a farlo, ma perché liberamente vuole e sceglie di farlo.

In pratica una grazia indica un favore particolare concesso da Dio

D’altronde Egli può.

E perché no.

Ma qui la storia si complica.

Immaginate otto miliardi di richiedenti grazia.

Si, come quelli richiedenti asilo.

Dall’inutile all’indispensabile, in ordine crescente di umana percezione di esigenza.

Papà certe volte mi viene a trovare, io ancora coi chiodi nel legno, e mi chiede come può fare.

E io moribondo coi polmoni collassati gli devo trovare una soluzione.

Sono buono, sono santo, delle anime so tanto, per di grazia niente pianto.

Allora ci venne in mente di organizzare grandi calderoni pieni di scie delle parole, in cui condensare le grazie richieste.

Creando la piramide delle grazie, assai più alta di quelle dei faraoni.

Lo facemmo al suono di quel sir decapitato.

Che così chiudeva la sua prece del buon umore.

Donami, o Signore, il senso dell'umorismo,

concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,

affinché conosca nella vita un po' di gioia,

e possa farne parte anche ad altri.

Intanto la polenta di grazie mantecava e mantecava.

Quando fu pronta la ribaltammo sul tagliere, come usava ed usa ancora.

E decidemmo di ordinarla per minchioneria, dote di cui sappiamo chi essere campioni.

Prima quelle che contano e poi le minchionate, che evidentemente geometriche sarebbero spiccate.

Vinse quello che chiese di vincere alla lotteria.

A cui rispondemmo onnisoni che almeno il biglietto però se lo doveva comperare.

E poi ripartimmo dalle cose serie.

Sempre sulla mia croce, lessi tra le scie delle parole di un tumore a un conoscente.

Reiterato e rinnovato non so bene quante volte.

E’ la mamma delle zucchine a velo.

Sottilissime, come lame non so come.

Me le prepara spesso, piene di derivato amore filiale.

Io che mescolavo la polenta di preghiere, mi feci coraggio e chiesi a papà se potevo chiedere una grazia.

In fondo ero ancora sulla croce, un premietto potevo pure averlo.

Lanciammo così la cannonata di preghiera lassù dentro all’universo, dove nulla è perso, casomai un po’ disperso, ma arriva di sicuro.

Dalla croce ve lo giuro

Adesso aspettiamo.

Ma niente scherzi.

Che mi piacciono le zucchine.

Concludo.

Per combattere l’amarezza ci vuole la dolcezza.

Come quella dentro al millefoglie.

Col ripieno cremoso.

Morbido che scende comodo.

Virtuale ricordo meglio che niente.


Kalimmudda ipsum dixit

Quando si parla di religione io ho solo un testamento. Di arguta lieve blasfemìa

 






domenica 7 aprile 2024

2024 04 07 – Una gallina per la sciura Pina

 2024 04 07 – Una gallina per la sciura Pina

 

Si ma che palle.

Io sono misura, disse il Kalimmudda.

Ma intendeva misura della revoluzione perenne.

Mica pensava di fare il ragiùnat d’istat.

Qua tocca stare all’occhio.

Altro che misura qui ci tocca propinare la cura.

La cura sono io.

Come l’idraulico che stura quadrature.

Vi sturo il cesso del cervello.

Oh, questi si dimenticano delle uova della Pina.

Quelle della svalutation con i fascisti in aderente tutina mimetica.

E allora tutti inguignudi con la tutina e il cappellino da asini.

Madonna santa quanto sarà inguardabile qualche ministeriale pèreto lombardo.

Comunque stavolta sono stato volonterosi.

Parlano in italiano, o forse qualcuno non ha un inglese presentabile.

https://www.ansa.it/notizie/economia/2024/04/06/freni-crescita-2024-attorno-all 1%-debito-sotto-il-140 %

La percentuale di fianco al 1 e al 140 ve la regalo io, che se no dal link Ansa non si capisce una mazza.

Non posso però lasciarmi scappare la logoghiottoneria e chiedermi quanto segue.

Ma fare parlare di crescita a uno che si chiama freni, cosa è?

Un karakiri mediatico?

Un suicidio frenetico?

Un fascismo di eretico?

Un pirlismo salvifico?

Ma bando alli fasci ed eccovela qua.

La propaganda zoppa.

Lo spataffiamento di cifre del ragionamento frenetico non esplicita tutto.

Non esplicita l’inflazione.

Ma come, io mi prodigo a spiegare alla sciura Pina.

Quella conta meglio le 9 uova.

E voi non le dite che nel 2024 diventeranno 8?

E’ uno solo il dato interessante che emerge, trapela, sguiscia fuori.

Secondo me manco se ne sono accorti.

Il famigerato debito/pil, che poi non vuol dire un cazzo in quanto confronto frazionale di una grandezza di stock con una di flusso, e ups m’è scappato il tecnicismo, resta al 140%.

Ma come, eravamo arrivati ad uno speranzifico 137%.

La sciura Pina già pensava di fare un mutuo per comperarsi il decimo uovo, e invece.

Questi riprendono il trend negativo come se niente fosse.

Sotto l’occhio rapace osservati da falchi comunitari.

Se il pil sale dell’1% e il debito/pil del 2.5%, allora ancora in deficit sto viaggiando.

Non ho voglia di stare a cavillare.

Per cui vi dico dritto dritto dove sta il buco informativo.

Freni fa notare che dal 2021 a oggi "abbiamo speso sicuramente sopra i 210 miliardi di bonus edilizi", più delle risorse dello stesso Pnrr. Il grosso dell'impatto sul deficit lo si vede nel 2023, con un rapporto deficit/Pil che, secondo Codogno, dal 7,2% della stima attuale potrebbe lievitare fino all'8%.

Il 'front loading', che cicazzè?,di quel deficit sul 2023 renderà quasi automatica una forte discesa nel 2024, a un rapporto sul Pil che il Def stimerebbe intorno al 4,4%

In pratica è come dire faremo meno buco, ma non chè risparmiamo, ma solo perché prima era più grosso.

Uè, ma 4% di 2.000 fa altri 80 miliardi di deficit.

Che accrescono il debito.

Che sono sostenibili solo sa faccio ancora svalutation.

E alura Sciura Pina, corra a fare un buon investimento.

Prima di vedere le 9 uova diventare 8.

Si comperi una gallina.

Da qualche chicco di mais ha dell’alchemico miracoloso.

E tira fuori un uovo.

L’uovo da infringere.

Meglio l’uovo si.

Ma con la gallina.

Con questo fascio di regime resterà solo qualche pil dentro all’uovo.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Desire

With a shotgun, pretty soon everybody's got one