sabato 4 gennaio 2025

2025 01 04 – Franco e lo sciopero dei saldi - Nanovella

 2025 01 04 – Franco e lo sciopero dei saldi - Nanovella

 

Visti i recenti accadimenti francamente non si può non menzionare ancora Franco.

Dopo il rogo dei centesimi e la vicenda delle cialdine Sooka Franco si era rieclissato.

Era tornato alla carica quando realizzò il riscatto della ecoretta.

Ma non c’era pace e non c’era requie per una memoria di reliquie.

Sempre al cesso durante il cagare concepiva le sue trovate migliori.

Lesse con inquietudine che erano al via i saldi in tutta Italia, sconto medio 218 euro.

Paese di straccioni che si fanno abbindolare.

Sempre in quella statistica media che si camuffava in due terzi di un euro ognuno dei 365 giorni.

Consumanesimo imperante imperativo per sentirvi come un divo.

Con un bel 59 centesimi cadadie.

Ma la cosa più fastidiosa era un’altra.

Se una futileria ora stava al 50%, era lampante che a prezzo pieno mi si incoolava doppiamente.

Ci arrivava anche un bambino o forse solamente qualche anziano di memoria.

Invece erano otto i milioni di pecoroni sempre pronti ad arricchire i ricottari.

La memoria di reliquie riportò Franco all’era antica dello sconto al buon cliente, ad personam.

Tempi lontani di bottegai di botteghe chiare trasparenti memorabili per lorette.

Franco imprecò una saracca di madonne tra sè e sè, anche se forse qualcheduna gli si esternò.

Con grande scandalo del benpensiero, cacciatore di bei capi al prezzo giusto, ma da ricottaro.

Franco decise di mettere a reddito la sua popolarità cresciuta come pasta lievitata.

Con un fischio di cellulare radunò tutti i suoi adepti, guarda caso otto milioni.

Si dislocarono davanti agli ingressi dei tempietti del consumo, con un fare saldatore da picchetto.

Nel senso che sigillavano e saldavano gli ingressi impedendone l’entrata.

I consumanisti venivano rieducati con opuscoli e socialistanti modalità verbali.

Dissuadendoli da comportamenti da animali bovini e pure ovini.

Gli spacciatori negoziali rimanettero interdetti.

Non sapendo cosa fare iniziarono a regalare.

Se ne accorsero subito i cinesi e loro schiavi limitrofi.

Allorché l’invenduto fu espropriato dall’esercito di Franco deflattivo.

Cernitò e suddivise tra beni primari e tutti gli altri ari.

I primari furono donati ai bisognosi.

Con terrore dei dottori, i primari, che si credettero espropriati del privilegio di curare per mestiere.

E non come sacrosanto, per vocazione.

Mentre gli altri ignari ari suscitarono un globale coro.

Ci ci n’amma fe’ di tutte ste minchieute psicopippare.

Nacque allora un bollino di qualità di visual desaign.

L’esercito di Franco si mobilitò in massa.

E taggò ogni meritorio sostitutivo deconsumanista.

Il tutto al canto dello slogan del brand mondiale.

Basta minchiate, ai poveracci donate.

Sooka.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Che soddisfazione , compri quello che ti pare.


Soldi saldi da fare girare la testa


 

 

 

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